Libreria Torriani di Luigi Torriani (foto di Nicola Vicini)

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venerdì 7 giugno 2013

Klaus Wagenbach. La libertà dell'editore



Klaus Wagenbach", "La libertà dell'editore" (Sellerio, pagg. 184)

Un grande editore tedesco protagonista del rinnovamento dell’editoria europea (nato a Berlino nel 1930, ha fondato la casa editrice Wagenbach nel 1965), che ideologicamente definisce le proprie coordinate ideologiche: "socialista e amico dell’Italia", fa i conti senza pentimenti con la memoria del passato: l’agonia del nazismo, le passioni letterarie, l’impegno politico, il mestiere dell’editore in una società pluralista,  le riflessioni sull’intellighenzia tedesca, sull’industrializzazione del mercato librario e sulle difficoltà di un’editoria indipendente, sulle possibili alternative alla globalità di una mercificazione disumanizzante, sull’Italia e sulla sua cultura, le amicizie e gli incontri più importanti di tutta una vita.

"Intanto, ormai da un bel po’, la maggior parte dei cittadini era diventata stranamente silenziosa. Si sperava nella fine della guerra e, nello stesso tempo, si temeva la vendetta di chi fino a poco prima, considerato inferiore, era stato assassinato, umiliato e derubato. Ma dopo l’8 maggio 1945 fu comodo spacciare proprio questo prudente silenzio per la menzogna secondo cui si era stati contrari da sempre. Nelle città più piccole questo ritocco a posteriori dei curricula e delle carriere di partito non fu così facile, ma perfino lì continuò ad esserci una considerevole maggioranza di complici tolleranti. Io non fui tollerante, bensì furibondo, fino agli anni Sessanta-Settanta"

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