Libreria Torriani di Luigi Torriani (foto di Nicola Vicini)

Libreria Torriani di Luigi Torriani (foto di Nicola Vicini)

sabato 26 ottobre 2013

Guida alla letteratura di fantascienza



A.A.V.V. (a cura di Carlo Bordoni), "Guida alla letteratura di fantascienza" (Odoya, pagg. 656)

La fantascienza ha cambiato il mondo. A partire dalla fine dell’Ottocento, quando i primi scrittori hanno cominciato a immaginare un futuro dominato dalla macchina, dalle scoperte scientifiche, da vettori capaci di vincere la gravità e viaggiare nello spazio, questa narrativa ha contribuito a costruire il futuro dell’uomo nell’era della tecnica, anticipando invenzioni, scoperte, e mettendo in guardia contro i rischi della meccanizzazione. 
Ma anche la fantascienza è cambiata. Si è fatta adulta: dai “pulp magazine” da pochi centesimi, attraverso la narrativa d’intrattenimento è approdata alla “Letteratura ufficiale”, quella con la “L” maiuscola, entrando a pieno titolo nelle scuole, nelle università, nelle biblioteche e nelle cineteche; rappresentando, al pari di altre opere della creatività, l’intuizione e la complessità del pensiero umano. Oggi la fantascienza non è solo divertimento, ma anche occasione di conoscenza, critica sociale, riflessione sul futuro dell’uomo. 

venerdì 25 ottobre 2013

CD NOVITA'



CD, le novità in libreria:
- Death Angel, "The Dream Calls For Blood" (limited edition cd+dvd)
- Motörhead, "Aftershock"
- Tegan and Sara, "Heartthrob"
- James Blunt, "Moon Landing"
- Claudio Baglioni, "Con voi"
- Andrea Bocelli, "Love in Portofino"
- Renzo Arbore & The Arboriginals, "The First and Ultimate Italian Evergreen Song Book 100% Made in Italy" (cofanetto 2cd+libro)
- Stefano Bollani, "Platinum Collection" (3cd) [in libreria anche: Stefano Bollani-Hamilton de Holanda, "O que sera"]
- Edith Piaf-Théo Sarapo-Christie Laume, "Platinum Collection" (3cd)

RITAMPE JAZZ JAPAN EDITION:
- Shelli Manne, "Boss Sounds!"
- Carol Stevens, "That Satin Doll"
- La Vern Baker, "Sings Bessie Smith"
- The Ornette Coleman Quartet, "Ornette!"
- Rahsaan Roland Kirk & The Vibration Soiety, "Rahsaan Rahsaan"

DVD NOVITA'



DVD, le novità/ristampe in libreria:
- Zack Snyder, "L'uomo d'acciaio"
- COFANETTO "Il signore degli anelli. La trilogia" (3 dvd: La compagnia dell'anello / Le due torri / Il ritorno del re)
- COFANETTO "Harry Potter parte 1" (4 dvd: Pietra filosofale / Camera dei segreti / Prigioniero di Azkaban / Calice di fuoco)
- COFANETTO "Harry Potter parte 2" (4 dvd: Ordine della Fenice / Principe Mezzosangue / Doni della morte 1 / Doni della morte 2)
- COFANETTO "Checco Zalone" (2 dvd: Cado dalle nubi / Che bella giornata)
- COFANETTO "Tom and Jerry" (3 dvd: Tom and Jerry incontrano Sherlock Holmes / Tom and Jerry e Robin Hood / Tom and Jerry e il mago di Oz)
- Victor Fleming, "Giovanna d'Arco" (1948)
- Michael Anderson, "I giganti del mare" (1959)

giovedì 24 ottobre 2013

Aldo Cazzullo. Basta piangere!



Aldo Cazzullo, "Basta piangere! Storie di un'Italia che non si lamentava" (Mondadori, pagg. 138)

"Mia bisnonna sposò un uomo che non aveva mai visto: non era la persona giusta con cui lamentarmi per le prime pene d'amore. Mio nonno fece la Grande Guerra e vide i suoi amici morire di tifo: non potevo lamentarmi con lui per il morbillo. L'altro nonno da bambino faceva a piedi 15 chilometri per andare al lavoro perché non aveva i soldi per la corriera: come lamentarmi se non mi compravano il motorino?
I nati negli anni Sessanta non hanno vissuto la guerra e la fame; ma sapevano che c'erano state. Hanno assorbito l'energia di un Paese che andava verso il più anziché verso il meno. Hanno letto il libro Cuore, i romanzi di Salgari, Pinocchio, i classici. Non hanno avuto le opportunità dell'era digitale, scrivevano lettere e non mail o sms, ma proprio per questo hanno conosciuto il tempo in cui le parole avevano un valore"

Arte in Italia tra le due guerre



"E' possibile la grande espressione artistica sotto una dittatura? Un saggio che rivoluziona la storia dell'arte italiana del Ventennio"

Fabio Benzi, "Arte in Italia tra le due guerre" (Bollati Boringhieri, immagini, pagg. 384)

Sino a oggi l'arte italiana del Ventennio non ha trovato una storiografia adeguata. Nel dopoguerra, e per decenni, si sono salvate prevalentemente figure singole e scuole ritenute - talora con palese forzatura - frondiste e marginali, retrodatandone artificiosamente il tardivo antifascismo. Così un duplice torto si è consumato ai danni di una stagione figurativa di altissimo livello: sotto attacco, negli anni trenta, da parte delle frange più retrive e autarchiche, che inveivano contro i più rancidi prodotti del così detto "modernismo", ossia "la malattia esterofila, la tubercolosi deformista, il gonococco astrattista e lo spirocheto novecentista", ha patito in seguito la strategia silenziante di una vulgata che la sviliva, con analoga intenzione di azzeramento, a esclusiva arte di regime.

Fabio Benzi, tra i maggiori studiosi di quel periodo artistico, si libera dei clichés più usurati e mistificatori e in un saggio di svolta riscrive daccapo l'intera vicenda. Nel quadro che ricompone davanti a noi, corredato di un'antologia di testi teorici e di una ricca iconografia, tutto acquista nitore, protagonisti e comprimari, opere e idee, mostre e manifesti programmatici, movimenti e poetiche di gruppo, mentre risalta la loro statura internazionale e viene in luce la capacità della politica culturale fascista di metabolizzare avanguardie in lotta reciproca. I cultori di un realismo didascalico o di una "anemica" pittura da cavalletto vennero oscurati dal giganteggiare di espressionismo, astrattismo, futurismo.

Un Paese senza eroi. L'Italia da Jacopo Ortis a Montalbano



Stefano Jossa, "Un Paese senza eroi. L'Italia da Jacopo Ortis a Montalbano" (Laterza, pagg. 290)

Gli eroi dei romanzi sono spesso diventati eroi nazionali, col compito di rappresentare la comunità tutta all’insegna di un leggendario passato unificante, com’è accaduto a Robin Hood o a d’Artagnan. In Italia, invece, i personaggi letterari si sono sottratti a ogni tentativo di uso iconico e mitizzazione popolare.

Eppure tutta la letteratura italiana tra Otto e Novecento è attraversata dalla riflessione sull’eroe e l’eroismo in una prospettiva nazionale. Le candidature non sono certo mancate: da Jacopo Ortis ed Ettore Fieramosca fino al partigiano Johnny e al commissario Montalbano, passando per Pinocchio, Gian Burrasca e Metello. Persino Mattia Pascal e Zeno Cosini. Nessuno di loro, però, è approdato allo statuto di eroe patriottico: perché? Perché l’Italia ha una debole storia nazionale o perché i protagonisti letterari del nostro paese hanno saputo resistere a ogni tentazione simbolica?

Mammarella. Storia degli Stati Uniti dal 1945 a oggi



Giuseppe Mammarella, "Storia degli Stati Uniti dal 1945 a oggi" (Laterza, nuova edizione aggiornata, pagg. 426)

La storia degli Stati Uniti è in larga misura la storia del nostro tempo. Dalla seconda guerra mondiale in poi tutti i principali avvenimenti della nostra epoca vedono la partecipazione degli Stati Uniti e si svolgono sotto il segno della politica americana. Lo stesso per i grandi fenomeni sociali: l’America ne ha anticipato la nascita come il tramonto. I principali momenti dell’economia e della finanza nel bene e nel male nascono negli Stati Uniti e si comunicano al resto del mondo, non ultima la grande crisi finanziaria di questi anni.
L’opera di Mammarella, uscita in prima edizione nel 1992 e riproposta ora - a ottobre 2013 - in edizione ampliata e aggiornata, è una poderosa e scorrevole sintesi che dalle origini della guerra fredda (1945) arriva a Barack Obama. La politica estera, le tematiche sociali e quelle economiche e finanziarie sono trattate nei loro reciproci rapporti come parte di un’unica realtà.
Un libro indispensabile per comprendere i radicali mutamenti della scena mondiale, anche nei suoi momenti di rottura e di conflitto, e il ruolo decisivo che l’America svolge ancora nella politica planetaria.

mercoledì 23 ottobre 2013

Latino per giardinieri



Lorraine Harrison, "Latino per giardinieri" (Guido Tommasi Editore, rilegato, pagg. 226)

Cosa c’è in un nome?
Shakespeare fa dire a Giulietta che quella che chiamiamo “rosa” avrebbe lo stesso dolce profumo anche se avesse un altro nome.
È vero, i nomi non sono le cose: sono molto di più!
Provate a sfogliare “Latino per giardinieri” e ci troverete uno scrigno di preziose informazioni, corredate da immagini delicate ed eleganti.
Vi sono elencati 3.000 termini che dimostrano come il latino botanico possa suggerire la provenienza di una pianta (e, di conseguenza, le condizioni ambientali più congeniali alla sua crescita), oltre a descriverne l’aspetto, la forma, il colore, il sapore e il profumo.
Alcune piante sono descritte nel dettaglio, con riferimenti a caratteristiche fisiche e culturali che spiegano il nome che le contraddistingue, portando alla luce storie avvincenti e poco note.
A completare il tutto, alcuni interessanti articoli narrano le avventure di importanti “cacciatori di piante” come Sir Joseph Banks e Alexander von Humboldt e spiegano come le loro scoperte abbiano influenzato l’aspetto che hanno oggi i nostri giardini.
Con l’aiuto di questo libro, ogni giardiniere potrà attingere alla ricchezza di informazioni che si cela dietro una nomenclatura latina: una rosa non sarà mai più soltanto un bel fiore profumato.

Maurizio Migliori. Il disordine ordinato



Maurizio Migliori, "Il disordine ordinato. La filosofia dialettica di Platone" (Morcelliana):
- vol. I - Dialettica, metafisica e cosmologia (pagg. 1-720)
- vol. II - Dall'anima alla prassi etica e politica (pagg. 721-1502)

Questa ampia e innovativa ricostruzione della filosofia di Platone nasce da due convinzioni di fondo. La prima, di metodo, è che una chiave interpretativa trova la sua legittimità se riesce a integrare in un quadro non dogmatico, ma logico e unitario, i tanti pezzi del puzzle costituito dai testi platonici. La seconda, di contenuto, è che occorre prendere sul serio l’indicazione, più volte data da Platone, che un filosofo scrive nella forma del “gioco serio”, in modo da spingere il lettore, attraverso provocazioni e sollecitazioni, a pensare. Così il filosofo ateniese ha applicato alla scrittura la sensibilità maieutica di Socrate: scopo di un maestro è aiutare l’allievo a “fare filosofia”, non a impararla. Il risultato è una meravigliosa serie di dialoghi che manifestano in crescendo il “sistema” dell’autore come un filosofare in atto, attraverso materiali di riflessione e problemi tesi ad attivare il lettore e quasi a costringerlo a “cercare le risposte”.
Emerge una filosofia dominata dalla dialettica intero-parti, una sorta di “teoria dei sistemi” di natura metafisica, sorretta però da un’acuta sensibilità per i limiti dell’essere umano e per i problemi concreti che bisogna affrontare: un paradigma, quello platonico, articolabile ai vari livelli della realtà, dalla dimensione empirica fino alle Idee e ai Principi. 

Quest’opera in due tomi, frutto di una lunga ricerca, scava in profondità i maggiori temi che Platone ha affidato ai dialoghi scritti, rinviando il riferimento ulteriore alle Dottrine non scritte, che pure costituiscono un orizzonte conosciuto e ineliminabile, nel tentativo di uscire dal blocco analitico cui è giunta l’ermeneutica platonica. In questo senso il suo orizzonte è un “disordine ordinato”: cercare la logica di un sistema, senza accontentarsi di ridurre la filosofia di un genio, in presenza di tutti i suoi scritti e di una molteplicità di testimonianze indirette, a un “rebus avvolto in un mistero”

Osvaldo Guerrieri. Col diavolo in corpo



Osvaldo Guerrieri, "Col diavolo in corpo. Vite maledette da Amedeo Modigliani a Carmelo Bene" (Neri Pozza, pagg. 320)

«Maudit»: quando Paul Verlaine nel 1884 scrisse per primo la parola non definì un carattere ma creò una specie. Diede cittadinanza ai crudeli, agli eccessivi, ai distruttivi e autodistruttivi che, come Arthur Rimbaud, affrontavano a muso duro il mondo con l’altera grandezza della loro arte.

Questo libro è un viaggio all’inferno. Infernali sono state le esistenze di Amedeo Modigliani, Dino Campana, Carmelo Bene.
Nel nome dell’arte essi non hanno esitato a distruggere quel che avevano intorno e ad annientare se stessi nutrendosi di utopie, di alcol, di droghe, di sesso. 
In questo loro dannarsi non sono stati soli. Nella loro scia maledetta sono entrati lo scultore Vincenzo Gemito, il pittore Franco Angeli con gli amici romani di piazza del Popolo Mario Schifano e Tano Festa; gli scrittori Curzio Malaparte, Pitigrilli dalle otto vite, l’anarchico agro Luciano Bianciardi, Giancarlo Fusco che di vite se ne creava una per ogni interlocutore; gli uomini di spettacolo Walter Chiari e l’inventore misconosciuto della canzone d’autore: Piero Ciampi. A questi è necessario aggiungere un personaggio impensabile: la provincia italiana vista come inarrestabile incubatrice di maledettismo. Ne sono state espressione due donne: Elvira Bonturi, moglie di Giacomo Puccini, e Leonarda Cianciulli, che le cronache ricordano come la saponificatrice di Correggio.

APERITIVO E CENA CON LO SCRITTORE GIOVANNI COCCO


[ATTENZIONE:
ABBIAMO SPOSTATO LA DATA DI "APERITIVO E CENA CON LO SCRITTORE GIOVANNI COCCO": NON PIU' DOMENICA 17 NOVEMBRE MA GIOVEDI' 5 DICEMBRE

DUNQUE:

GIOVEDI' 5 DICEMBRE ALLE ORE 20.00, presso la Trattoria Il Ponte di Albese con Cassano (Via Vittorio Veneto 43), aperitivo con lo scrittore Premio Selezione Campiello 2013 Giovanni Cocco, che presenta il noir "Ombre sul lago".
Segue cena con MENU' A TEMA: antipasto con verdure fresche, salsine e Pan del Ponte cotto a legna; zuppa Il Ponte; gran misto di pesce di lago; dolce; caffè (EURO 25, VINI ESCLUSI)

EVENTO ORGANIZZATO DA LIBRERIA TORRIANI E TRATTORIA IL PONTE
Per informazioni e prenotazioni:
- Libreria Torriani: tel. 031670264 / cell. 3488227468
- Trattoria Il Ponte: cell. 3483903907


Giovanni Cocco è nato a Como nel 1976.
Prima di dedicarsi all'editoria è stato cameriere, lavapiatti, imbianchino, operaio su 3 turni, addetto alle pulizie, autista-fattorino, barista, litografo, crew Mc Donald's, letturista dei contatori, insegnante a domicilio, venditore di cartelle in Sala Bingo, formatore Office, giornalista free-lance, venditore di enciclopedie, operatore socio assistenziale, agente immobiliare.

Ha pubblicato "Angeli a perdere" (No Reply, 2004), "La Caduta" (Nutrimenti, 2013, Premio Selezione Campiello) e "Ombre sul lago" (Guanda, 2013, in coppia con Amneris Magella). E' in uscita per Feltrinelli a febbraio 2014 con il romanzo "Il bacio dell'Assunta"
I suoi libri sono in corso di traduzione in 10 paesi.
Vive a Lenno, sulla sponda occidentale del Lario.  ]



APERITIVO E CENA CON LO SCRITTORE GIOVANNI COCCO
Domenica 17 novembre, alla Trattoria Il Ponte di Albese con Cassano (Via Vittorio Veneto 43), alle ore 18.30 aperitivo con lo scrittore Premio Selezione Campiello 2013 Giovanni Cocco, che presenta il noir "Ombre sul lago". Segue cena con menù lacustre a tema

EVENTO ORGANIZZATO DA LIBRERIA TORRIANI E TRATTORIA IL PONTE
Per informazioni e prenotazioni:
- Libreria Torriani: tel. 031670264 / cell. 3488227468
- Trattoria Il Ponte: cell. 3483903907


Giovanni Cocco è nato a Como nel 1976.
Prima di dedicarsi all'editoria è stato cameriere, lavapiatti, imbianchino, operaio su 3 turni, addetto alle pulizie, autista-fattorino, barista, litografo, crew Mc Donald's, letturista dei contatori, insegnante a domicilio, venditore di cartelle in Sala Bingo, formatore Office, giornalista free-lance, venditore di enciclopedie, operatore socio assistenziale, agente immobiliare. 
Ha pubblicato Angeli a perdere (No Reply, 2004), La Caduta (Nutrimenti, 2013, Premio Selezione Campiello) e Ombre sul lago (Guanda, 2013, in coppia con Amneris Magella).
I suoi libri sono in corso di traduzione in 10 paesi.
Vive a Lenno, sulla sponda occidentale del Lario.

martedì 22 ottobre 2013

Le Goff. Uomini e donne nel Medioevo



Jacques Le Goff (a cura di), "Uomini e donne del Medioevo" (Laterza, rilegato, immagini, pagg. 448)

Protagonisti del Medioevo come Sant’Agostino, Carlo Martello, Averroè, san Francesco d’Assisi e santa Chiara, Giotto, Marco Polo, Dante, Giovanna d’Arco, Cristoforo Colombo. Ma anche figure chiave dell’immaginario collettivo e popolare come re Artù, il mago Merlino, Robin Hood, Satana.
Sono 112 le storie di uomini e donne del Medioevo raccontate in queste pagine lungo dieci secoli di storia, dall’affermazione del Cristianesimo in Occidente fino alla scoperta del Nuovo Mondo. 
Un viaggio appassionante tra storie e immagini straordinarie, al fianco del più noto medievista al mondo.

Remo Bodei. Immaginare altre vite



Remo Bodei, "Immaginare altre vite. Realtà, progetti, desideri" (Feltrinelli, pagg. 272)

Per sfuggire agli orizzonti ristretti entro cui sarebbe confinata la nostra esistenza ci serviamo dell'immaginazione, alimentata dal confronto non solo con persone reali, ma anche con figure tratte dai testi letterari e dai media. Grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie della comunicazione, ciascuno dispone oggi, fin dall’infanzia, di un enorme repertorio di modelli di vita e di esperienza, tratti da differenti culture, che ne modificano le maniere di fantasticare, pensare e agire. Nel passato, oltre ai genitori e alla limitata cerchia dei conoscenti, i personaggi esemplari erano relativamente pochi e circonfusi di gloria: sovrani, condottieri, fondatori di religioni, santi, poeti o filosofi. Da quando i modelli con cui identificarsi si sono inflazionati, popolandosi di celebrità, la costruzione di un io autonomo, capace di inglobare l’alterità e di arricchirsi per suo tramite, è diventata più incerta. L’identità individuale, ibrido frutto d’imitazione e d’invenzione di sé (che si orienta attraverso la tacita domanda “chi vorrei essere?”), da un lato, si indebolisce allorché i modelli, diventando effimeri, perdono d’autorità; dall’altro, quasi per compensazione, esige per il soggetto maggiore visibilità e riconoscimento. Ma, se ognuno è connesso ad altre esistenze e capace di racchiuderne molte, non corre forse il rischio di perdere la propria consistenza e di trasformare l’immaginazione, più che in un fattore di crescita, in un trastullarsi inoperoso o, peggio, in un nocivo strumento di fuga dal mondo e di paralisi della volontà? 

Erich Maria Remarque. Tre camerati



Erich Maria Remarque, "Tre camerati" (Neri Pozza, pagg. 432)

Nuova edizione (la prima edizione tedesca è del 1936)

Nel 1923 Robert Lohkamp guadagnava duecento miliardi di marchi al mese. Faceva l’addetto alla pubblicità di una fabbrica tedesca di articoli di gomma. Veniva pagato due volte al giorno e si precipitava continuamente nei negozi a comperare qualcosa prima che il marco valesse la metà. La vita movimentata al tempo della grande inflazione!
Dopo un impiego alle ferrovie in Turingia e un lavoretto come pianista al Café International, alla fine degli Anni Venti Robert Lohkamp non può, tuttavia, dire di passarsela male. Lavora alla «Köster & Co.», l’officina meccanica aperta in una vecchia baracca da Otto Köster e Gottfried Lenz, i commilitoni con cui ha condiviso gli orrori della Grande Guerra. 
Köster, il comandante della compagnia, ha fatto il pilota d’aviazione, si è dato alle gare automobilistiche, ha frequentato qualche corso all’università prima di votarsi a quello cui è da sempre destinato: riparare automobili. Lenz invece ha girovagato qualche annetto per l’America del Sud, poi è tornato all’ovile o, meglio, alla turbolenta vita tedesca della fine degli anni Venti.
Il lavoro all’officina è duro ma Lohkamp, Köster e Lenz sono ancora giovani, sani e forti. Certo di sera riaffiorano le immagini del passato coi loro occhi di morte, ma a quello come antidoto c’è l’acquavite. O, come accade da un po’ di tempo a questa parte per Robert Lohkamp, c’è Patrice Hollmann.
È apparsa un giorno al seguito di un eccentrico industriale, il proprietario di una fabbrica di cappotti che voleva sfidare con la sua lussuosa macchina la vecchia carretta da corsa di Otto Köster, e da allora non è più sparita dalla mente e dalla vita di Lohkamp. Capelli castani e lisci come seta, spalle squadrate, mani sottili, affusolate, viso pallido e occhi grandi dall’energia appassionata, Patrice Hollmann ha il potere di far dileguare d’incanto dai pensieri di Robert la desolazione della squallida camera ammobiliata che lo aspetta ogni sera e la disperazione dell’esistenza che attraversa il grande Paese pronto a riabbracciare l’orrore in agguato negli anni Trenta.

Vladimir Nabokov. Un mondo sinistro



Vladimir Nabokov, "Un mondo sinistro" (Adelphi, pagg. 259)

In un oscuro paese dell'Europa orientale – i cui abitanti parlano ora tedesco ora russo ora una lingua che non coincide con nessuna di quelle esistenti – un filosofo quarantenne, Adam Krug, siede annichilito nell'ospedale dove è appena spirata l'amatissima moglie Olga. Krug è una celebrità internazionale, l'unica che possa vantare il piccolo Stato retto dal regime poliziesco di Paduk, fondatore del Partito dell'Uomo Comune, che propugna una dottrina violenta fondata sul «pensiero u­nico». Per consolidare il suo carisma il dittatore vorrebbe l'appoggio di Krug, ma lo studioso oppone il più deciso rifiuto in nome della libertà di coscienza, esponendosi così alla più feroce delle rappresaglie.
Concepito nel 1941 e portato a termine tra il 1945 e il 1946, in singolare ed evidente contrappunto con il 1984 di Orwell, "Un mondo sinistro" è, insieme a "Invito a una decapitazione", il romanzo più politico di Nabokov, nutrito dell'orrore che i regimi totalitari avevano scatenato negli anni precedenti. 

Yasmina Reza. Felici i felici



Yasmina Reza, "Felici i felici" (Adelphi, pagg. 163)

"Felici gli amati e gli amanti e coloro che possono fare a meno dell'amore. Felici i felici»: le due ultime «beatitudini» di Borges, che Yasmina Reza inscrive sulla soglia di questo romanzo, ci indicano la via per penetrare nel fitto intreccio delle vite che lo popolano. Perché la felicità – nell'a­more o nell'assenza di a­more, all'inter­no di una coppia o al di fuori di ogni legame – è un talento: e di tutti i personaggi che a turno consegnano al lettore confessioni a volte patetiche, a volte grottesche, a volte atrocemente comiche, si direbbe che quasi nessuno lo possegga. In un sottile gioco di echi, di risonanze, di contrappunti – tra amori inaciditi e rancori mai sopiti, illusioni spezzate e fughe nel delirio –, le voci che si avvicendano, quasi incalzandosi, tessono un ordito i cui fili (tenui in alcuni casi, in altri pesanti come catene) collegano molteplici destini, tutti segnati dall'impervia difficol­tà del­l'incontro con l'altro. 

sabato 19 ottobre 2013

CD NOVITA'



CD, LE NOVITA' IN LIBRERIA:
- Pearl Jam, "Lightning Bolt"
- Elisa, "L'anima vola"
- Katy Perry, "Prism"
- Vasco Rossi, "Cambia-menti" (singolo)

RISTAMPE:
- Eric Clapton, "Unplugged" deluxe edition (2cd+dvd)
- Spandau Ballett, "Parade"
- Spandau Ballett, "Diamond"
- Spandau Ballett, "True"
- Spandau Ballett, "Journeys to Glory"

http://www.youtube.com/watch?v=qQXP6TDtW0w

http://www.youtube.com/watch?v=MqhxIQD16EA

http://www.youtube.com/watch?v=F9S-88WxPdE

http://www.youtube.com/watch?v=oyaBZ-RJkjY

DVD NOVITA'



DVD, LE NOVITA' IN LIBRERIA:
- "Paolo Sorrentino, "La grande bellezza"
- François Ozon, "Nella casa"
- Marco Ponti, "Passione sinistra"
RISTAMPE, IN LIBRERIA:
- Renzo Martinelli, "Vajont" (2001)
- Pasquale Squitieri (con Giuliano Gemma, Claudia Cardinale), "Il prefetto di ferro" (1977)

giovedì 17 ottobre 2013

Alfio Caruso. Un secolo azzurro



"Mi piacciono gli italiani: vanno alla guerra come fosse una partita di calcio e vanno a una partita di calcio come fosse la guerra."
Winston Churchill

Alfio Caruso, "Un secolo azzurro. Cent'anni di Italia raccontati dalla nazionale di calcio" (Longanesi, rilegato, pagg. 594)

Edoardo Agnelli che nel 1925 spiega a Mussolini come l’apertura nel campionato di calcio ai figli degli espatriati in America possa costituire il primo passo della futura espansione politica: comincia l’epopea degli oriundi. Il duce che interviene per garantire alla nazionale i favori di un arbitro svedese, fascista, designato per dirigere (caso unico nella storia) la semifinale e la finale del mondiale 1934. L’assoluta sicurezza di Pozzo nel guidare gli azzurri allo stesso modo in cui aveva guidato gli alpini nelle trincee della prima guerra mondiale. La seconda vittoria nel mondiale 1938 che apre la strada alle infami leggi razziali. Il secco 3-0 dell’Ungheria sull’Italia nel 1953 utilizzato dal Pci di Togliatti per magnificare, in vista delle elezioni, la superiorità della società comunista su quella occidentale. Gli intrighi della P2 per assicurare alle tv di Berlusconi la trasmissione del Mundialito in Uruguay. L’ascesa politica del Cavaliere favorita dai trionfi del Milan.
Sono soltanto alcuni episodi e retroscena che hanno accompagnato cent’anni di storia patria (dal 1910 al 2010) raccontati dall’osservatorio della squadra azzurra di calcio. Alfio Caruso descrive l’inestricabile intreccio che ha legato il pallone alla realtà politica, sociale, culturale del nostro Paese. Un’epopea che ha avuto il merito di tenere unita la Nazione persino nei suoi periodi più bui. Fra trionfi, sconfitte, sospetti, delusioni, la favola del calcio continua.

Lance Armstrong. Il più grande scandalo sportivo di tutti i tempi



Reed Albergotti-Vanessa O'Connell, "Il texano dagli occhi di ghiaccio. Lance Armstrong, il Tour de France e il più grande scandalo sportivo di tutti i tempi" (Mondadori, pagg. 438)

«Ha mai fatto uso di sostanze o pratiche proibite per migliorare le prestazioni sportive?» Per quindici anni, a questa domanda Lance Armstrong ha risposto invariabilmente e testardamente: «No». Nel gennaio 2013, tuttavia, milioni di americani sono rimasti pietrificati di fronte alla sua confessione, fatta durante un’intervista televisiva rilasciata a Oprah Winfrey, e alla conseguente e drammatica caduta di uno degli atleti più osannati d’America, trasformato nel giro di poche ore da eroe in truffatore. In realtà, la confessione pubblica di Lance Armstrong ha suscitato molti interrogativi e non ha affatto sollevato il velo sulle complicità e le connivenze che hanno permesso all’atleta di tenere in scacco per tanti anni organizzazioni antidoping, giornalisti e appassionati
di ciclismo. Né Lance ha mostrato segni di pentimento, sostenendo anzi che il doping è una prassi comune negli sport di resistenza.

Reed Albergotti e Vanessa O’Connell, giornalisti del «Wall Street Journal», cercano in queste pagine di andare oltre quella confessione e di scoprire – grazie a conversazioni, documenti, testimonianze e interviste – chi sia veramente Lance Armstrong: una straordinaria combinazione di talento atletico, forza di volontà, ambizione. E cosa lo abbia motivato nelle sue scelte di uomo e di sportivo, dai tormentati anni dell’adolescenza all’incredibile guarigione dal cancro, dalla fondazione dell’istituzione benefica Livestrong fino alle strepitose sette vittorie consecutive al Tour de France, oggi cancellate dall’albo d’oro della Grande Boucle. I due giornalisti, che da anni seguono le vicende della US Postal, la squadra di Armstrong, mettono a fuoco l’intreccio inedito e inquietante di interessi milionari che fa da sfondo al mondo del ciclismo professionistico: la loro inchiesta getta infatti luce su coinvolgimenti insospettabili, da uomini di affari a politici influenti, e sulle sorprendenti connessioni con il mondo del business.
N
el racconto sfilano una miriade di personaggi: dagli ex compagni di squadra come Floyd Landis, che per primo ha rotto il muro dell’omertà sul doping, alla massaggiatrice Emma O’Reilly, che ne ha confermato le dichiarazioni; dal preparatore atletico Michele Ferrari, accusato di spingere all’uso di sostanze proibite, al direttore sportivo Johan Bruyneel che quell’uso ha avallato; fino a Travis Tygart che, a nome dell’agenzia antidoping statunitense, si è battuto senza mai arrendersi e con i pochi mezzi a disposizione – vero Davide contro Golia – per smantellare quel raffinato e blindatissimo sistema di corruzione, spionaggio e tecnologie all’avanguardia che ha permesso ad Armstrong prima di entrare nella leggenda e, qualche anno dopo, di diventare il simbolo di uno dei più grandi scandali nella storia dello sport.

Robin Dunbar. Amore e tradimento



Robin Dunbar, "Amore e tradimento" (Raffaello Cortina, pagg. 304)

Innamorarci è una delle cose più strane che ci possano accadere. Ma cosa succede dentro di noi quando, in una stanza affollata, un’unica persona magnetizza il nostro sguardo? E in che modo le relazioni d’amore differiscono da quelle con i fratelli o gli amici?
In genere, si cercano risposte a queste domande nella poesia, nella musica o in conversazioni rese fluide dall’alcool, la più famosa delle quali è stata descritta da Platone più di duemila anni fa. Robin Dunbar, professore di Antropologia evoluzionistica all'Università di Oxford, passa in rassegna le molteplici sfumature dell’amore romantico, evidenziando le basi biologiche e evoluzionistiche dell’intenso sentimento che lega due persone. 

Pink Freud. Psicoanalisi della canzone d'autore



Angelo Villa, "Pink Freud. Psicoanalisi della canzone d'autore da Bob Dylan a Van De Sfroos" (Mimesis, pagg. 286)

"(...) E' per questa ragione che la canzone mal si accorda con la solitudine, disdegna quel a tu per tu con la parola che, al contrario, la poesia ricerca. La canzone non abbandona il soggetto, non abbandona la parola. Non gli ricorda la traccia di quest'esilio, anche quando lo canta, perché si offre di lenirne il dolore per il tramite della canzone stessa. Come una terapia, la più spontanea, la più immediata"

Davico Bonino. Incontri con uomini di qualità



Guido Davico Bonino, "Incontri con uomini di qualità. Editori e scrittori di un'epoca che non c'è più" (il Saggiatore, pagg. 392)

Fra il 1961 e il 1977 Guido Davico Bonino (1938- ) ebbe l’occasione di dialogare e confrontarsi con colleghi, intellettuali, autori che oggi, a più di quarant’anni dai fatti narrati in questo libro, rappresentano il cuore della cultura italiana ed europea del Novecento. Montale, Pasolini, Morante, Sciascia, Gadda, Ginzburg, Fenoglio, De Filippo… 
Furono gli anni in cui, giovanissimo, Guido Davico Bonino lavorò all’Einaudi. Suo coach era Italo Calvino, con cui nei primi tempi condivise l’ufficio e che fu il destinatario delle sue molte domande, che spaziavano dai mestieri dell’editoria alle curiosità sugli scrittori che passavano da via Biancamano. 
Insieme a Calvino c’erano Giulio Bollati, fervido ideatore di sempre nuovi progetti editoriali, ma anche Norberto Bobbio, Massimo Mila, Elio Vittorini. 
Molti degli incontri che Davico Bonino rievoca in questo libro hanno l’aura di tante piccole epifanie, colme di sorprese e rivelatrici di aspetti singolari della personalità e dell’opera di «uomini di qualità»: Adorno filosofo galante, Barthes analista e vittima della seduzione amorosa, Beckett cultore della pittura classica italiana, Fellini ossessionato dallo spiritismo, Ionesco nemico di qualunque ideologia, Nabokov cacciatore e collezionista di farfalle, Foucault maieuta degli studenti ribelli, Perec uomo-labirinto di sogni e ricordi, Queneau infaticabile vagabondo nel cosmo della scrittura, Marguerite Yourcenar aristocraticamente simpatizzante per il Maggio ’68. 

mercoledì 16 ottobre 2013

Tom Mueller. Extraverginità



Tom Mueller, "Extraverginità. Il sublime e scandaloso mondo dell'olio di oliva" (Edt, prefazione di Milena Gabanelli, pagg. 258)
Nel campo della saggistica e dei libri-inchiesta, uno dei migliori libri letti nella mia vita, anche per la qualità della scrittura
Qui la mia recensione per il sito Universofood: http://www.universofood.net/2013/10/18/extraverginita-di-tom-mueller-in-un-libro-tutte-le-truffe-e-gli-scandali-nella-filiera-dellolio-doliva/

martedì 15 ottobre 2013

Adelphiana 1963-2013



A.A.V.V., "Adelphiana 1963-2013" (Adelphi, immagini, pagg. 784)

Il grande volume celebrativo per i cinquant'anni di Adelphi.

Qui un mio articolo sui cinquant'anni di Adelphi: http://www.lintraprendente.it/2013/10/cara-adelphi-tanti-auguri-e-un-consiglio-diventa-meno-snob/


"Questa volta la sfida è stata di at­tra­ver­sa­re, passo per pas­so, una selva di più di due­mi­la titoli, lasciandovi filtrare l'a­ria del tem­po. Così abbiamo cer­­cato di com­porre un li­bro da leggere e guar­dare da ci­ma a fon­do, come fosse una lunga storia a pun­tate. E in­sie­me un libro dove si può en­trare o usci­re da qualsiasi par­te, ma­gari con qual­che sensa­zione di smarrimento da por­te gi­re­voli"
(Roberto Calasso)

Nina Cassian. C'è modo e modo di sparire



"Viaggiavo in piedi / eppure nessuno mi offrì il posto / anche se ero di almeno mille anni più anziana, / anche se portavo, ben visibili, i segni / di almeno tre gravi malanni: / Orgoglio, Solitudine e Arte"

Nina Cassian, "C'è modo e modo di sparire. Poesie 1945-2007" (Adelphi, pagg. 304)

Ultima figura emblematica di una ormai classica tradizione modernista, erede e testimone di quel fecondo ambiente romeno di cui facevano parte Brâncusi e Tzara, Ionesco, Eliade e Cioran, e come loro inevitabilmente esule, Nina Cassian (1924- ) ha percorso un tragitto artistico e umano singolare come la sua persona. Nel 1985, già titolare di una lunga carriera di successo (con qualche strappo al morso del regime), durante un soggiorno negli Stati Uniti finisce nel mirino della polizia, che ha scoperto certi suoi testi a dir poco caustici contro la politica e i politicanti del Paese: decide allora di non tornare in patria e chiede asilo politico. Qui, sostenuta e tradotta da vari poeti americani, rinasce a nuova vita. E la scelta, la riproposta, la traduzione, a volte la vera e propria ricreazione delle poesie romene precedenti l'esilio, nonché la stesura di nuovi componimenti – in romeno prima, e dopo qualche anno anche in inglese –, alimenteranno un corpus che non ha riscontri, né rivali, nell'odierno panorama poetico internazionale.

Mordecai Richler. Joshua allora e oggi



Mordecai Richler, "Joshua allora e oggi" (Adelphi, pagg. 472)

Quasi nulla piace ai lettori di Mordecai Richler quanto addentrarsi nell'albero genealogico di Barney Panofsky, sperando prima o poi di imbattersi nel vero progenitore romanzesco di uno dei personaggi più amati degli ultimi anni. Bene, con questo libro del 1980 la singolare caccia all'uomo iniziata, in Italia, tredici anni fa può considerarsi conclusa.

Entra Joshua Shapiro, scrittore e giornalista di successo ricoverato in ospedale dopo la misteriosa sparizione dell’amatissima moglie, e dopo essere stato coinvolto in un clamoroso scandalo di natura sessuale. Nello stato confusionale in cui si trova, Joshua non è in grado di dire quale delle innumerevoli voci che circolano sul suo conto sia fondata, e quale invece debba considerarsi una calunnia. Per riuscirci, dovrà infatti andare molto indietro nel tempo, fino a un'infanzia affidata in parti uguali alla madre, nota nella zona di St. Urbain Street per i suoi spogliarelli, e al padre, un pugile a riposo e furfante in attività, molto ansioso di trasmettere al figlio i segreti del suo (secondo) mestiere. Cominciando dall'inizio – attraverso gli anni, le donne, gli amici, e la solita, incontenibile frenesia vitale – Joshua riuscirà, a modo suo, a comporre il rompicapo. Sarà una ricerca movimentata e molto lunga, per lui: ma per il lettore, come sempre e anche di più, persino troppo breve.

sabato 12 ottobre 2013

Michel Pastoureau. Verde storia di un colore



"Per lungo tempo difficile da produrre, e ancor più da fissare, il verde non è soltanto il colore della vegetazione: è anche, e soprattutto, quello del destino. Chimicamente instabile nella pittura come nella tintura, è stato associato nel corso dei secoli a tutto ciò che era mutevole, effimero e volubile: l’infanzia, l’amore, la speranza, la fortuna, il gioco, il caso, il denaro. Solo nell’epoca del Romanticismo è divenuto definitivamente il colore della natura, e in seguito quello della libertà, della salute, dell’igiene, dello sport e dell’ecologia. La sua storia in Occidente è anche quella di un capovolgimento di valori. Dopo essere stato a lungo in disparte, malvisto o respinto, oggi si vede affidare l’impossibile missione di salvare il pianeta."

Michel Pastoureau, "Verde. Storia di un colore" (Ponte alle Grazie, immagini, pagg. 240)

E questa la chiami arte?



Will Gompertz, "E questa la chiami arte? 150 anni di arte moderna in un batter d'occhio" (Electa, pagg. 432)

Dalle ninfee di Monet ai girasoli di Van Gogh, dal barattolo di zuppa Campbell di Warhol al pescecane di Damien Hirst l'autore racconta le storie nascoste dietro ogni capolavoro, rivela la vita e perfino aspetti sconosciuti di artisti famosissimi anche attraverso dialoghi immaginati. Così Manet incontra Cezanne, Monet parla con Degas, Matisse ha un litigio con Picasso...

Scopriremo come l'Arte concettuale non è spazzatura, Picasso è un genio (ma Cezanne ancora meglio), Pollock non è solo pittura a goccia, il cubismo non ha cubi, il Pisciatoio di Duchamp ha cambiato il corso dell'arte, e un bambino di 5 anni non potrebbe veramente realizzarlo. 

Economix



Michael Goodwin, "Economix" (Gribaudo, pagg. 300)

Sono in molti a discutere di economia, ma quanti sanno veramente di che cosa parlano? Come può chi non ha fatto studi specifici comprenderne i meccanismi e stare al passo con i tempi?

Michael Goodwin si è posto gli stessi interrogativi e ha elaborato una soluzione brillante e innovativa: esplorare lo sviluppo del pensiero economico in chiave umoristica e in una veste assolutamente inedita, il FUMETTO. Un excursus storico che esplora l’economia dalle sue origini fino ai giorni nostri, con uno sguardo anche agli scenari futuri. Una guida agile e autorevole che, grazie alla sua formula originale, rende l’economia una materia interessante e comprensibile.

La disfatta del Nord. Corruzione, clientelismo, malagestione




Filippo Astone, "La disfatta del Nord. Corruzione, clientelismo, malagestione" (Longanesi, pagg. 416)

Nel 1994 la nuova classe dirigente leghista e berlusconiana calava su «Roma Ladrona» con il preciso intento di risolvere la questione settentrionale e con essa tutti i mali del Paese. Celebrando le virtù del libero mercato, del lavoro e dell’imprenditoria, il nuovo potere nordista proclamava di voler cancellare decenni di centralismo, inefficienza e corruzione partitocratica. A vent’anni di distanza non solo i leader del Nord non hanno imposto i loro presunti valori al resto d’Italia ma paiono averli dimenticati. Alla meritocrazia si è sostituito il nepotismo, alla concorrenza i favori personali, al libero mercato i sistemi di potere foraggiati con i soldi pubblici, all’austera operosità borghese una sfacciata rincorsa alle ricchezze, all’onestà i legami più o meno consapevoli con la criminalità organizzata.

Amos O. Gli ebrei e le parole



Amos Oz - Fania Oz-Salzberger, "Gli ebrei e le parole. Alle radici dell'dentità ebraica" (Feltrinelli, pagg. 240)

Perché le parole sono così importanti per così tanti ebrei?

Il romanziere Amos Oz e la storica Fania Oz-Salzberger si avventurano lungo le varie epoche della storia ebraica per spiegare la fondamentale relazione che esiste tra gli ebrei e le parole. Mescolando narrazione e studio, conversazione e argomentazione, padre e figlia raccontano le storie che stanno dietro ai nomi, ai proverbi, alle dispute, ai testi e alle barzellette più duraturi dell’ebraismo. Secondo loro, queste parole compongono la catena che lega Abramo agli ebrei di tutte le successive generazioni. Usando come cornice per la discussione questioni quali la continuità, le donne, l’atemporalità, l’individualismo, i due Oz entrano in contatto con personalità ebraiche di ogni tempo, dall’anonimo, forse femminile, autore del Cantico dei Cantici, passando per oscuri talmudisti, fino agli scrittori contemporanei.

Suggeriscono che la continuità ebraica, persino l’unicità ebraica, non dipende da alcuni luoghi essenziali, monumenti, personalità eroiche o rituali, ma dalle parole scritte e da un confronto che si perpetua tra le generazioni. 

Papa Francesco-Eugenio Scalfari. Dialogo tra credenti e non credenti



Papa Francesco-Eugenio Scalfari, "Dialogo tra credenti e non credenti" (Einaudi, rilegato, pagg. 178)

Il libro raccoglie i testi dell'articolo di Eugenio Scalfari "Le risposte che i due Papi non hanno ancora dato" (uscito su la Repubblica il 7 luglio 2013) e del successivo articolo di Scalfari "Domande di un non credente al Papa chiamato Francesco (la Repubblica, 7 agosto 2013), la risposta di Papa Francesco "La verità non è mai assoluta" (la Repubblica, 11 settembre 2013) con il commento di Scalfari "La pecora smarrita" (la Repubblica, 11 settembre 2013), l'intervista di Scalfari a Papa Francesco "Così cambierò la Chiesa" (la Repubblica, 1 ottobre 2013), e contributi, note e commenti alla vicenda di: Vito Mancuso, Joaquín Navarro Valls, Umberto Veronesi, Adriano Prosperi, Enzo Bianchi, Mariapia Veladiano, Julián Carrón, Guido Ceronetti, Hans Küng, Massimo Cacciari, Gustavo Zagrebelsky, Leonardo Boff, Matthew Fox.

Gianfranco Ravasi. La Bibbia in un frammento



Gianfranco Ravasi, "La Bibbia in un frammento. 200 porte all'Antico e al Nuovo Testamento" (Mondadori, rilegato, pagg. 346)

La Bibbia è "un arcobaleno di testi, di parole, di frasi, di idee, di simboli, di figure, di temi che nascono dall'opera di una folla di autori appartenenti a un arco di tempo di un millennio. Eppure, dietro a questo spettro multicolore, la teologia intravede una voce unica, profonda, misteriosa, costante, quella del Dio che rompe il silenzio della sua trascendenza e del suo mistero".

Da questa fondamentale unità dell'universo biblico prende le mosse la sfida del cardinale Gianfranco Ravasi: acquisire una visione d'insieme di tutte le Scritture leggendo una selezione di passi, rigorosamente collegati al loro contesto. Dalla Genesi all'Apocalisse, dai Libri storici ai Vangeli e alle Lettere Apostoliche, il racconto biblico è restituito da Ravasi in tutta la sua forza espressiva, nelle innumerevoli iridescenze di significato e di bellezza. Si potranno rivivere e approfondire così alcuni degli episodi più conosciuti e amati delle Scritture. Ma sarà possibile anche scoprire autentiche gemme nascoste tra le pieghe delle pagine bibliche. Il commento di Ravasi è anche una riflessione corale grazie alle citazioni di scrittori, artisti, filosofi che contribuiscono a illuminare e attualizzare il senso più profondo della Parola. In ogni passo l'autore ci aiuta a cogliere l'impareggiabile intreccio di umano e divino, di storia e di eternità, che fa della Bibbia un tesoro inestimabile della cultura mondiale.

Nuto Revelli. Il popolo che manca



Nuto Revelli, "Il popolo che manca" (Einaudi, rilegato, pagg. X-246)

In un inedito racconto corale "Il popolo che manca" presenta le testimonianze piú suggestive - dal valore letterario e antropologico insieme - della antica vita agropastorale raccolte da Nuto Revelli (1919-2004).

Erano gli anni dell'industrializzazione accelerata e dello spopolamento di intere aree delle campagne del Nordovest e delle montagne alpine in cui si consumò un vero e proprio «genocidio culturale», come è stato definito, distruggendo in poco tempo mondi secolari, comunità, tradizioni e paesaggi.

Nel percorso tracciato dal "Popolo che manca" si è scelto di riunire le memorie piú profonde (talune integralmente inedite) dell'insieme dei protagonisti dell'epopea revelliana (i contadini del Mondo dei vinti ma anche le donne dell'Anello forte), con l'intento di fissare, entro una maglia piú larga possibile, l'intera gamma delle forme (talvolta anche crudeli) della vita quotidiana del tempo: segnata da poveri sogni di esistenze dominate dalla precarietà alimentare e dalla paura, e tuttavia forte, in parallelo, di saperi e di elaborate pratiche di sopravvivenza consolidate nei secoli.

Sono racconti stranianti che ricostruiscono il mondo del lavoro, la medicina popolare, il gioco d'azzardo, il regime alimentare, il parto e le pratiche matrimoniali consegnandoci, insieme, un universo di valori e convinzioni etiche popolato non meno di visioni ultraterrene, sacre e profane: disseminato, come è, di streghe, le masche, preti stregoni con i «libri del comando» e folletti dai nomi colorati (il ciulest).

Alfabeto Poli



Paolo Poli (a cura di Luca Scarlini), "Alfabeto Poli" (Einaudi, rilegato, pagg. 176)

«Sono partito col piede sinistro fin dalla piú tenera età».
«Finché il cuore sanguina, è ancora vivo».
«Non sono poi cosí omosessuale da amare me stesso».
«Nella vita di prime volte ce ne sono venti, trenta. Ho raccontato di essere vergine per almeno una ventina d'anni».

Sin dagli esordi Paolo Poli ha guardato il mondo con lo scarto fantasmagorico di chi sa che per restituire lo spirito delle cose, per disinnescare censure e conformismo, c'è bisogno di ridere e di far ridere.
Rileggendo mezzo secolo di interviste (cartacee, radiofoniche e televisive - molte disperse, quasi introvabili), Luca Scarlini ha costruito un sillabario poetico e brillante: una sarabanda di racconti spericolati e divagazioni fulminanti, un «Alfabeto Poli», Dalla A di AGGETTIVI, ANNI TRENTA, AVANSPETTACOLO alla Z di ZEFFIRELLI, passando per CANZONETTA, DIO, ETÀ, FASCISMO, MISOGINIA, PECCATO, PINOCCHIO, RITA DA CASCIA...

venerdì 11 ottobre 2013

CD NOVITA'



Cd, le novità in libreria:
- Miley Cyrus, "Wrecking Ball"
- Korn, "The Paradigm Shift"
- Roberto Vecchioni, "Io non appartengo più"
- Rosario Giuliani-Fabrizio Bosso-Enzo Pietropaoli-Marcello Di Leonardo, "The Golden Circle"
- Lang Lang-Simon Rattle-Berliner Philarmoniker, "Sergei Prokofiev Concerto per pianoforte n. 3 / Bela Bartok Concerto per pianoforte n. 2"

DVD NOVITA'



Dvd, le novità in libreria:

NOVITA':
- Atiq Rahimi, "Come pietra paziente (Syngué Sabour)"
- Malcom Lee, "Scary Movie 5"

RISTAMPE:
- Franco Zeffirelli, "Storia di una capinera" (1993)
- Federico Fellini, "La dolce vita" (1960)
- Claude Autant-Lara (con Jean Gabin, Bourvil, Jannette Batti, Louis De Funès), "La traversata di Parigi" (1956)
- James Goldstone (con Paul Newman, Joanne Woodward, Robert Wagner), "Indianapolis pista infernale" (1969)

giovedì 10 ottobre 2013

Weinstein. Savonarola



Donald Weinstein, "Savonarola. Ascesa e caduta di un profeta del Rinascimento" (il Mulino, rilegato, pagg. 480)

Dopo più di mezzo millennio, la figura di Savonarola (1452-1498) non smette di suscitare curiosità e diffuso interesse. Frate domenicano, predicatore incendiario e apocalittico contro la corruzione del mondo e della Chiesa, arbitro della repubblica fiorentina seguita alla cacciata dei Medici nel 1494, politico accorto e moralista invasato, giustiziato come eretico, oggi egli è oggetto di un processo di beatificazione. Il volume racconta la vita e la carriera di questo controverso e carismatico profeta: formazione, peregrinazioni, azioni e idee, cercando infine di rispondere all’interrogativo posto dall’inattesa sconfessione che, sotto tortura, Savonarola dette delle sue profezie.

«Se lui fu buono, abbiàno veduto a’ tempi nostri uno grande profeta; se fu cattivo, uno uomo grandissimo, perché, oltre alle lettere, se seppe simulare sì publicamente tanti anni una tanta cosa sanza essere mai scoperto in una falsità, bisogna confessare che avessi uno giudizio, uno ingegno ed una invenzione profondissima.» 
Francesco Guicciardini

L'arte del comando. Alessandro, Annibale, Cesare



Barry Strauss, "L'arte del comando. Alessandro, Annibale, Cesare" (Laterza, pagg. 356)

Tre generali, tre vite dedicate al combattimento, dieci chiavi per il successo.

Alessandro, un astro senza paragoni; Annibale, l’eroe delle cause perdute e delle battaglie perfette; Cesare, il più grande dei comandanti del mondo antico. Tre generali prodigio in campo militare, tre giocatori d’azzardo. Affrontarono imperi: nemici con eserciti molto più grandi dei loro; nemici che avevano il comando strategico del mare; e nemici che avevano il vantaggio di giocare in casa. Eppure rischiarono tutto per la vittoria. La ragione principale del loro successo stava in ciò che li accomunava: l’ambizione, l’intuito, l’attitudine al comando, l’adattabilità, l’abilità logistica, la strategia, l’uso del terrore, l’opportunismo. Ultima, dalla loro, la buona sorte.

Tutte le guerre che combatterono seguivano lo stesso schema. Tutte cominciavano con una combinazione di attacco e difesa, cui seguiva una grande vittoria in una battaglia campale. L’ultimo passo sarebbe dovuto essere quello di cogliere i frutti con un accordo di pace per il mondo del dopoguerra  ma nessuno dei tre vi riuscì.
Cambiano le tattiche, cambiano le armi, ma nel corso dei secoli la guerra di per sé non muta. Capire in cosa riuscirono o dove fallirono questi tre grandi, ma non perfetti comandanti può essere utile a chiunque desideri sviluppare una strategia o debba dimostrare una capacità di leadership.

Macfarlane. Le antiche vie



Robert Macfarlane, "Le antiche vie. Un elogio del camminare" (Einaudi, rilegato, pagg. 424)

«Gli uomini sono animali, e come tutti gli animali anche noi quando ci spostiamo lasciamo impronte: segni di passaggio impressi nella neve, nella sabbia, nel fango, nell'erba, nella rugiada, nella terra, nel muschio. È facile tuttavia dimenticare questa nostra predisposizione naturale, dal momento che oggi i nostri viaggi si svolgono per lo piú sull'asfalto e sul cemento, sostanze su cui è difficile imprimere una traccia.
Molte regioni hanno ancora le loro antiche vie, che collegano luogo a luogo, che salgono ai valichi o aggirano i monti, che portano alla chiesa o alla cappella, al fiume o al mare».
Robert Macfarlane è l'ultimo, celebrato poeta della natura, erede di una tradizione che da Chaucer fino a Chatwin e Sebald è capace di trasformare una strada in una storia, un sentiero su un altopiano in un viaggio nella memoria.
Riallacciando l'ancestrale legame tra narratore e camminatore, Macfarlane compie il gesto piú semplice, eppure oggi anche il piú radicale: quello di uscire dalla sua casa di Cambridge e iniziare a camminare, a camminare e osservare, a osservare e raccontare. Battendo i sentieri dimenticati di Inghilterra e Scozia, l'antico «Camino» di Santiago, le strade della Palestina costellate di checkpoint e muri di contenimento, gli esoterici tracciati tibetani, Macfarlane riesce, come un autentico sciamano, a far parlare paesaggi resi muti dall'abitudine, a dare voce ai fantasmi che li abitano, a leggere per noi i racconti con cui gli uomini hanno abitato il mondo.

Messner. Walter Bonatti, il fratello



Reinhold Messner-Sandro Filippini, "Walter Bonatti. Il fratello che non sapevo di avere" (Mondadori, immagini, pagg. 287)

Si incontrano per la prima volta nel 2004, eppure le loro vite si erano incrociate già molti anni prima. Da ragazzo Reinhold Messner guardava a Walter Bonatti come a un modello di coraggio e integrità, e nel 1971 scoprì che gli aveva dedicato il suo libro "I giorni grandi", riconoscendolo come suo allievo e successore.

Numerosi aspetti accomunano questi due uomini che hanno realizzato molte delle più significative scalate della storia dell'alpinismo: l'approccio tradizionale senza mezzi artificiali; la ricerca della solitudine anche nelle situazioni più estreme; le accuse ingiuste, a Bonatti nella discussa vicenda del K2, a Messner dopo la spedizione del Nanga Parbat, in cui perse la vita il fratello Gùnther; infine la definitiva - per quanto tardiva - riabilitazione, quando la verità storica è stata accertata.

mercoledì 9 ottobre 2013

Vittorio Sereni. Carteggio con Luciano Anceschi



Vittorio Sereni, "Carteggio con Luciano Anceschi 1935-1983" (Feltrinelli, pagg. 384)
[in libreria anche, uscito a giugno: Vittorio Sereni, "Poesie e prose", Mondadori, pagg. 1230]

A cento anni dalla nascita di Vittorio Sereni (1913-1983) esce il volume che contiene uno degli epistolari decisivi del Sereni poeta, uomo e uomo di cultura.
Il rapporto con il filosofo e critico letterario Luciano Anceschi (1911-1995) dura quasi un cinquantennio e conta 257 missive, dagli anni universitari (complice il magistero di Antonio Banfi) all'anno della morte di Sereni, avvenuta nel 1983. Al di là dell'afflato amicale, lo scambio diventa prestissimo tessitura di considerazioni sulla poesia, sulle letture comuni, sulla singolare tensione aperta fra il critico e il poeta. Entrambi solitari o comunque appartati, disegnano attraverso questo "dialogo sulla poesia" uno dei più importanti documenti sulla cultura italiana del secondo Novecento. 

martedì 8 ottobre 2013

Scrittori. Grandi autori visti da grandi fotografi



A.A.V.V. (Goffredo Fofi, a cura di), "Scrittori. Grandi autori visti da grandi fotografi" (Contrasto, rilegato, immagini, pagg. 514)
[in copertina: Truman Capote fotografato da Richard Avedon, New York, 10 ottobre 1955]

Una selezione di 250 ritratti di scrittori, dai primi del Novecento ad oggi, scelti da Goffredo Fofi e realizzati da grandi fotografi. Per ogni ritratto un testo spiega i perché di questa scelta, ricorda alcuni capolavori che hanno reso lo scrittore immortale e, quando possibile, racconta la storia dell’immagine.

"Per Henri Cartier-Bresson ritrarre uno scrittore significa cogliere del soggetto che ha davanti il silenzio interiore, tradurre in fotografia 'la personalità e non un’espressione'. Per altri, ritrarre un grande scrittore può voler dire riprendere un amico in una pausa di una battuta di caccia (Robert Capa con Ernest Hemigway) o al contrario, cogliere l’essenza trasgressiva di un giovane talento o la malinconia di un grande vecchio (Richard Avedon con Truman Capote e con W.H. Auden). In ogni caso, è sempre il risultato di un’alchimia complessa e affascinante in cui giocano attrazione, curiosità, capacità di introspezione psicologica, possibili affinità esistenziali. Nei casi più belli, è accaduto che gli scrittori – ma non solo loro, è ovvio – abbiano scoperto qualcosa di sé che ignoravano, o su cui non avevano abbastanza riflettuto, nell’immagine che di loro ha dato un fotografo che sapeva vedere. Per questo, molte delle fotografie del volume ci permettono di capire meglio e di più non solo chi era uno scrittore che ci è caro (o che detestiamo, perché no?) ma anche la misura delle sue opere, quanto dei suoi rovelli vi si è trasferito. Quanti grandi scrittori – o scrittori che hanno lasciato il segno! E quanti grandi fotografi – che hanno saputo guardarli, capirli, e consegnarli alla storia o, più semplicemente, alla nostra curiosità e al nostro ricordo" (Goffredo Fofi)

sabato 5 ottobre 2013

Filosofia. Questioni e risposte nelle parole dei filosofi



A.A.V.V., "Filosofia. Questioni e risposte nelle parole dei filosofi", Hoepli, 4 voll.:
1) "Filosofia antica" (pagg. 172)
2) "Filosofia medievale" (pagg. 140)
3) "Filosofia moderna" (pagg. 188)
4) "Filosofia contemporanea" (pagg. 188)

venerdì 4 ottobre 2013

CD NOVITA'



Cd, le novità in libreria:
- Luciano Ligabue, "Il sale della terra" (singolo, l'album esce il 26 novembre)
- Luca Carboni, "Fisico & politico"
- Gianni Morandi, "Bisogna vivere"

http://www.youtube.com/watch?v=IUWtAUKYmAQ

http://www.youtube.com/watch?v=tcUZD4PkBMs

http://www.youtube.com/watch?v=ollptTrfGxU

giovedì 3 ottobre 2013

Antonio Scurati. Il padre infedele



Antonio Scurati, "Il padre infedele" (Bompiani, pagg. 208)

“Forse non mi piacciono gli uomini.” Il giorno in cui tua moglie, all’improvviso, scoppia a piangere in cucina, è una piccola apocalisse. Uno di quei giorni in cui la tua vita va in frantumi ma giunge, anche, per un attimo, a dire se stessa. E allora Glauco Revelli, chef di un ristorante blasonato, maschio di quaranta anni, padre di una figlia di tre, va alla ricerca della propria verità di uomo. Dall’ingresso nell’età adulta, l’innamoramento, la costruzione di una famiglia, la nascita e l’accudimento di una figlia, fino al disamore della moglie (che gli si nega dal momento del parto) e al ritorno feroce degli insaziabili demoni del sesso, tutto è passato in rassegna dal suo sguardo implacabile e commosso. 

Andréa del Fuego. Fratelli d'acqua



Andréa del Fuego, "Fratelli d'acqua" (Feltrinelli, pagg. 176)

Un temporale colpisce la casupola della famiglia Malaquias, sperduta fra le radure dell’enigmatico luogo chiamato Serra Morena. Al disastro sopravvivono solo i tre bambini. Questo romanzo è la loro storia: animati da un’ostinazione visionaria che ha radici nella semplicità della loro educazione, e soprattutto del loro scarno eppure profondo universo, sono destinati a intraprendere un cammino vertiginoso lungo il quale
si imbattono in fazendeiros depositari dei codici della società patriarcale, strane signore coinvolte nel traffico di neonati nella babele di una gigantesca stazione degli autobus, eccentriche suore francesi, vallate misteriose trasformate dal progresso in fantasmagorici mari interni.

Fratelli d’acqua è un romanzo che si muove  nello scenario di un Brasile arcaico, apparentemente dimenticato dalla Storia e tuttavia contrapposto a una modernità sfumata e minacciosa. Attingendo alla tradizione del realismo magico e a partire da un episodio della sua storia famigliare – un raggio misterioso che cade sulla casa uccidendo i genitori e lasciando miracolosamente illesi i tre figli – Andréa del Fuego racconta il Brasile più rurale e povero.

Alessandro Mari. Gli alberi hanno il tuo nome



Alessandro Mari, "Gli alberi hanno il tuo nome" (Feltrinelli, pagg. 352)

La povertà. La povertà subita e la povertà come spoliazione. Alessandro Mari parte da questo nodo di luce e costruisce un romanzo a due strade. In una insegue la figura di Francesco d’Assisi, ne registra l’avventura interiore, ne illumina il mistero e lo scandalo, fa vibrare la poesia della sua vicenda terrena. Nell'altra si muove nel nostro tempo e racconta di Rachele e Ilario: lei psicologa in un centro per anziani, lui titolare di un’agenzia di marketing al servizio del non profit. Lei ascolta le storie di chi ha molto vissuto, si lascia toccare dal senso della fine, cerca nei suoi pazienti “a termine” una prossimità non professionale. Lui “vende la povertà” e finisce, più confuso che colpevole, per guadagnarci. Toccata così dalla vergogna, Rachele si sottrae progressivamente a quella che fino ad allora era stata la scena dei suoi affetti, del suo lavoro, della sua storia d’amore. 

Julian Barnes. Livelli di vita



Julian Barnes, "Livelli di vita" (Einaudi, rilegato, pagg. 126)

«Siamo creature destinate al piano orizzontale, a vivere coi piedi per terra, eppure - e perciò - aspiriamo a elevarci. Da spettatori terragni quali siamo, qualche volta ci è dato di raggiungere gli dèi. Alcuni di noi lo fanno attraverso l'arte, altri con la religione; nove su dieci, con l'amore. Ma se è vero che possiamo elevarci, allo stesso modo rischiamo di precipitare. Non sono molti gli atterraggi morbidi»

Tre leggendari pionieri ottocenteschi rivivono fra le pagine dell'originale e struggente mescolanza di fatti e finzione che è Livelli di vita: Fred Burnaby, colonnello della cavalleria della Guardia Reale inglese e viaggiatore per terre esotiche e inesplorate, la «divina» Sarah Bernhardt, la più grande attrice di tutti i tempi a detta di alcuni, e Félix Tournachon, il caricaturista, vignettista, aeronauta e celebre fotografo ritrattista noto come Nadar.
Ad accomunarli, un'incomprimibile passione per il volo, l'impulso sacrilego a issarsi a bordo di una cesta di vimini appesa a un pallone e, affidandosi a un precario equilibrio di pesi e correnti, sganciarsi dal regno che ci è deputato per conquistare lo spazio degli dèi.
Una metafora per ogni storia d'amore. Quella immaginata fra Burnaby e Sarah Bernhardt, ad esempio - l'aria, l'assenza di vincoli, l'eccentricità, lei; la concretezza, l'avventura, la disciplina, lui. O quella, cinquantennale, fra Nadar e l'afasica moglie Ernestine. Oppure la storia d'amore, durata trent'anni e poi proseguita, fra Julian Barnes e la moglie Pat Kavanagh. Storie in cui «metti insieme due cose che insieme non sono mai state e il mondo cambia», esempi di una «devozione uxoria» che travalica ogni barriera.