Libreria Torriani di Luigi Torriani (foto di Nicola Vicini)

Libreria Torriani di Luigi Torriani (foto di Nicola Vicini)

venerdì 29 novembre 2013

INCONTRO IN LIBRERIA: MARIA ORSOLA CASTELNUOVO, ZACINTHA IN MEZZO AL MARE



SABATO 30 NOVEMBRE ALLE 17.30 incontro in libreria con: MARIA ORSOLA CASTELNUOVO ("Zacintha in mezzo al mare. Da Como al Mediterraneo in cerca della vita") / VERONICA FALLINI ("Un respiro dietro l'altro")

 MARIA ORSOLA CASTELNUOVO, "Zacintha in mezzo al mare. Da Como al Mediterraneo in cerca della vita" (Montedit, pagg. 142)

"Le tre vite di un uomo: la prima vissuta nelle valli comasche dove è nato; la seconda, vissuta in Europa, tra i giocolieri di strada, dopo la perdita del lavoro e la separazione dalla moglie; infine la terza, con l'approdo all'isola del Mediterraneo che lo accoglie come un clandestino in patria, senza identità e senza documenti, un Mattia Pascal del nostro tempo"

Maria Orsola Castelnuovo è nata e risiede sulle sponde del lago del Segrino, in provincia di Como.
I suoi ultimi libri (tutti disponibili qui in libreria) sono:
- "Dio non chiede troppo. Gente di Brianza nelle pietre di villa Gadda" (Ancora)
- "Il vernacolo dotto. Lessico rurale in Giovanni Pascoli" (Del Bucchia)
- "Sotto l'ala degli Asburgo. I bandi della Lombardia austriaca nel secondo Settecento" (Dominioni; adottato come testo universitario all'Università di Como)
Collabora con la rivista online EIDOTECA (http://eidoteca.net/tag/maria-orsola-castelnuovo/)

INCONTRO IN LIBRERIA: VERONICA FALLINI, UN RESPIRO DIETRO L'ALTRO



SABATO 30 NOVEMBRE ALLE 17.30 incontro in libreria con: MARIA ORSOLA CASTELNUOVO ("Zacintha in mezzo al mare. Da Como al Mediterraneo in cerca della vita") / VERONICA FALLINI ("Un respiro dietro l'altro") 

VERONICA FALLINI UN RESPIRO DIETRO L'ALTRO (Italic Pequod, pagg. 172)
I protagonisti dei nove racconti di Veronica Fallini qui raccolti richiamano ai sentimenti più comuni e autentici, alle inquietudini e alle attese umane. Ad accomunarli spesso è la costante ricerca di affetti che colmino il vuoto lasciato dalle altre mancanze e instabilità della vita, come Elisa che vive di lavori precari e abita altrettanto precariamente dalla sorella ed è alla costante ricerca dell’amore in tutte le sfaccettature, o come Anna, la giovane promoter che si appaga dei piccoli gesti di affetto di un collega. Dagli stessi presupposti nasce anche la necessità intima di un’evasione da una quotidianità mai troppo appetibile che si realizza lasciando libera la mente di estraniarsi dalla realtà come in “Una bella sensazione”, o con l’ascolto del racconto della vita di una sconosciuta che prende e cancella il grigiore di un lavoro che non offre soddisfazioni, o ancora, tramite una musica suonata solo con la mente, che sazia ogni altra necessità e permette di sopravvivere alla malattia. Infine, come tutti, anche i protagonisti di questi racconti devono fare i conti con un’altra precarietà, quella dell’esistenza, di fronte alla quale si può rimanere sconvolti, come le adolescenti protagoniste di “Azzurro”, può farci rendere conto dell’ingiustizia del vivere, come in “Finis terrae”, o farci capire di dover arrenderci al nostro destino, anche se sentiamo di dover ancora sistemare alcune cose, come per il tassista di “Il figlio”. Introduzione di Giampiero Neri.

Veronica Fallini abita a Erba, Como. Laureata in Lettere moderne a Pavia, è corrispondente per il quotidiano “La provincia di Como”. Ha pubblicato le raccolte di poesie Umane cose (2010) e Oroscopi (2012), edite da Lietocolle.

mercoledì 27 novembre 2013

Marco Paolini. Itis Galileo



Marco Paolini, "Itis Galileo" (Einaudi, dvd + libro)

Come nel Dialogo sopra i massimi sistemi del mondo di Galileo Galilei, tre autori-personaggi in questo libro entrano in scena e raccontano al lettore alcune storie, a partire dal testo dello spettacolo Itis Galileo, ricco di invenzioni di rara comicità. Marco Paolini, con il coautore dello spettacolo Francesco Niccolini e lo storico e filosofo della scienza Stefano Gattei trattano da punti di vista diversi la figura di Galileo, coraggioso e pavido, scienziato e meccanico, scrittore affascinante al servizio della ricerca del vero e della lingua italiana, rivoluzionario instancabile senza mai dichiararlo.

Paul Auster. Notizie dall'interno



Paul Auster, "Notizie dall'interno" (Einaudi, rilegato, pagg. 304)

«In principio tutto era vivo. Anche i piú piccoli oggetti erano dotati di un cuore pulsante, e perfino le nuvole avevano un nome». Ricorda quel tempo all'inizio del tempo: quando tutto risplendeva nella luce della prima volta. Quando eri bambino. Il momento aurorale in cui vennero tracciati i confini tra il «mondo fuori», quello delle cose, degli altri esseri umani, delle esperienze - la luna, i cartoni animati, il baseball, la mamma - e quello interiore, della coscienza, dei pensieri, delle delusioni, della felicità. E adesso che sei entrato «nell'inverno della vita» ripensa a quei confini, disegnali in una mappa che possa aiutare il lettore, quello anziano come il piú giovane, a orientarsi. Notizie dall'interno è proprio questo: il racconto dell'infanzia di Paul Auster, la storia di questo piccolo «apprendista d'uomo» nell'America degli anni Cinquanta e di come quelle esperienze, quegli incontri, hanno plasmato il mondo interiore del futuro autore della Trilogia di New York.

Joe Lansdale. La foresta



Joe Richard Lansdale, "La foresta" (Einaudi, pagg. 348)

Dopo aver perso entrambi i genitori durante un'epidemia di vaiolo, Jack Parker ha deciso di lasciare il Texas per trasferirsi in Kansas. Ma sulla strada incrocia una banda di fuorilegge che gli uccidono il nonno e rapiscono Lula, la sua sorella minore. Jack si mette allora sulle loro tracce, accompagnato da una squadra di cacciatori di taglie che piú insolita non potrebbe essere: un nano colto e melanconico, dalla mira infallibile; un nero gigantesco, che si guadagna da vivere scavando fosse; una giovane prostituta dalla lingua lunga e il cuore d'oro; uno sceriffo con la faccia e il corpo coperti di cicatrici. "La foresta" è un viaggio nell'America del primo Novecento, dove le automobili corrono a fianco dei cavalli e il petrolio comincia a sgorgare in mezzo ai campi coltivati.

Don Winslow. Morte e vita di Bobby Z



Don Winslow, "Morte e vita di Bobby Z" (Einaudi, pagg. 292)

Tim Kearney è un ex marine congedato con disonore e un piccolo criminale. Quando taglia la gola a un Hell's Angel e si ritrova a San Quentin, dove i compagni del morto non aspettano altro che potersi vendicare, la sola via di salvezza è accettare una proposta della Dea: impersonare Bobby Z, leggendario spacciatore di cui da tempo si sono perse le tracce, e farsi consegnare a un boss del narcotraffico messicano che tiene prigioniero un agente. Lo scambio avviene con successo ma, nel bunker di Don Huertero, Kearney troverà molto piú di quello che aveva immaginato: soprattutto una ragione per rischiare tutto e, forse, cominciare finalmente a vivere.

Pennacchi. Storia di Karel



Antonio Pennacchi, "Storia di Karel" (Bompiani, pagg. 352)

La Colonia è un lembo di terra ai confini della galassia. I suoi abitanti, pochi, nel deserto e lontani dal mare, sono costretti a vivere secondo princìpi ferrei. Tutto è regolato da un fantasmagorico potere, invisibile, globale e realissimo, quello della Federazione. Sui giorni e le ore dei coloni aleggia un clima plumbeo talvolta interrotto dai rari e improvvisi quanto fugaci arrivi di un circo. Due divieti assoluti vigono sui coloni: non possono far uso di tabacco e utilizzare petrolio. A spezzare questo clima, a infrangere le due proibizioni, pensano tre bambini in fuga e una donna curiosa e vagheggiante di nostalgia per suo padre. Basterà poco per risvegliare l’ingegnosità, la brama di conquista e di progresso − in realtà mai sopiti del tutto − dei coloni, e il loro desiderio di ribellione. 

Coetzee. L'infanzia di Gesù



John Maxwell Coetzee, "L'infanzia di Gesù" (Einaudi, rilegato, pagg. 256)

Un uomo adulto, quasi anziano, e un bambino sbarcano a Novilla. Novilla non è la loro città, lo spagnolo non è la loro lingua: ma come tutti gli abitanti della città, con cui condividono il misterioso destino, vi sono giunti dopo un viaggio in mare e non conservano nessun ricordo delle loro vite precedenti. Non sanno da dove vengono, a chi erano legati, quale evento catastrofico li ha condotti fin lí come profughi; non lo sanno e sembra che nemmeno abbia piú importanza. C'è solo una cosa che Simón, l'uomo, sa: deve prendersi cura di questo bambino che ha conosciuto sulla nave, deve accudirlo anche se non è suo figlio, anche se nulla lo lega a lui. Anche se Davíd si dimostra presto un bambino molto particolare. E sa che deve aiutarlo a ricongiungersi con la «madre». Quando il romanzo sembra essere giunto ai limiti estremi del suo esaurimento, arrivano scrittori come J. M. Coetzee a mostrare che tutto è ancora possibile: è come se il Nobel sudafricano prolungasse la linea che da Kafka passa per Beckett e ne facesse gemmare le possibilità per il mondo del nuovo millennio e le sue inquietudini. L'infanzia di Gesú è allo stesso tempo una riflessione radicale e profondissima sul mistero dell'umano, sul conflitto tra desiderio e felicità, tra Storia e Salvezza, una perturbante interrogazione su come dobbiamo vivere e se mai saremmo in grado di riconoscere il Messia se arrivasse oggi. 

Banana Yoshimoto. A proposito di lei



Banana Yoshimoto, "A proposito di lei" (Feltrinelli, pagg. 160)

Yumiko e Shoichi sono due cugini, figli di sorelle gemelle. Pur essendo stati molto legati da bambini, per anni non si sono più frequentati. Si ritrovano quando Shoichi, eseguendo le ultime volontà della madre, va a trovare Yumiko, rimasta orfana di entrambi i genitori, per prendersi cura di lei. La donna soffre di gravi amnesie che le impediscono di ricordare il passato. La sua vita trascorre in solitudine, sospesa in una specie di limbo separato dalla realtà. Shoichi, con affetto e pazienza, riesce gradualmente a risvegliare i suoi ricordi, compresi quelli legati ad alcuni drammatici eventi. Yumiko rivive infatti un terribile trauma subito da bambina, fino a quel momento rimosso: un efferato omicidio compiuto dalla madre. Ecco allora che la nebbia si dirada e il passato le appare per la prima volta chiaro. Ma la discesa agli inferi della memoria non è ancora finita: un'altra rivelazione, ancora più sconvolgente, attende Yumiko.

Stefania Bertola. Ragazze mancine



Stefania Bertola, "Ragazze mancine" (Einaudi, pagg. 288)

Adele ha trentadue anni e non ha mai lavorato un giorno in vita sua. Una mattina si sveglia e scopre che il suo mondo non esiste piú: il marito ha dichiarato fallimento, ha prosciugato i conti in banca ed è scappato con l'amante. Come regalo d'addio le ha lasciato il gigantesco cane della sua nuova fidanzata. Ed è proprio mentre Adele tenta di liberarsene che una ragazza con una bambina in braccio le si fionda in macchina... Inizia cosí il nuovo romanzo di Stefania Bertola, con l'incontro-scontro tra due donne che non potrebbero essere piú distanti: una pare uscita da una versione biellese di Beautiful, l'altra è ecocompatibile e spontaneamente zen, generatrice automatica di guai. Costrette dal destino a dividere una casa, alcune insidie, un'accanita nemica e un affascinante bugiardo, ciascuna imparerà dall'altra a ribaltare le proprie certezze. 

Chiara Gamberale. Per dieci minuti



Chiara Gamberale, "Per dieci minuti" (Feltrinelli, rilegato, pagg. 194)

Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l'hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare. Chiara Gamberale racconta quanto il cambiamento sia spaventoso, ma necessario. E dimostra come, un minuto per volta, sia possibile tornare a vivere.

venerdì 22 novembre 2013

Lucia Sala. Anna, storia di una barcaiola lariana



SABATO 23 NOVEMBRE ALLE ORE 17.30 incontro alla Libreria Torriani di Canzo con: LUCIA SALA ("Anna. L'avventurosa storia di una barcaiola lariana") / GIOVANNI LISCHIO ("Il lato maggiore e altri racconti") / GIANMARCO MASPES ("Cuori a pistone. La grande e le piccole storie del Circuito del Lario")

LUCIA SALA: "Anna. L'avventurosa vita di una barcaiola lariana" (New Press, immagini, pagg. 112)
[ disponibili in libreria anche gli altri libri di Lucia Sala: "Cento gondole lariane. Vita e lavoro con le grandi barche nel racconto dei protagonisti" (New Press, immagini, pagg. 240) / "Soldi sudati. Il contrabbando lariano dal Ventennio fascista agli anni Settanta nel ricordo di chi lo ha vissuto " (New Press, immagini, pagg. 192) / "Tacàa al fööch. Storie, racconti e testimonianze della vita di un tempo nel cuore del Lario" (Cesarenani, immagini, pagg. 256) ]

http://www.luciasala.altervista.org/

E' la biografia di una donna coraggiosa, Anna Corti di Onno, nata nel 1926, che dall'età di sette anni ha svolto il lavoro di barcaiola tra Oliveto Lario e la sponda opposta con una barca a remi tipo lancia.
Onno nei tempi passati era considerato il "porto" di riferimento per la Valbrona, Asso e la Vallassina; le barche permettevano il collegamento con Mandello e quindi con i treni, le città e la Valtellina. Anna in questo suo lavoro, modesto ma essenziale per la comunità, ha vissuto gli anni della guerra, tra partigiani, mitragliamenti e sfollati; traghettava quotidianamente pendolari delle fabbriche, commercianti, allevatori diretti alle fiere di bestiame, ogni genere di merci, persino i sacchi della posta, le medicine, il medico, l'ostetrica... in ogni stagione e condizione di tempo.
Un mondo lariano vivo, attivo e popoloso quello ricordato da Anna, autentica donna di lago in perfetta simbiosi con i venti e l’acqua, senza averne il minimo timore perché “bello o brutto il lago non mi ha mai tradita”.

Gianmarco Maspes. Cuori a pistone, la storia del Circuito del Lario



SABATO 23 NOVEMBRE ALLE ORE 17.30 incontro alla Libreria Torriani di Canzo con: LUCIA SALA ("Anna. L'avventurosa storia di una barcaiola lariana") / GIOVANNI LISCHIO ("Il lato maggiore e altri racconti") / GIANMARCO MASPES ("Cuori a pistone. La grande e le piccole storie del Circuito del Lario")

GIANMARCO MASPES, "Cuori a pistone. La grande e le piccole storie del Circuito del Lario" (Maspes, immagini, pagg. 290)

La storia del Circuito del Lario, il Tourist Trophy italiano, la più importante gara motociclistica italiana (e una delle più importanti al mondo) della prima metà del '900 (l'ultima edizione è del 1939), che si svolgeva nel Triangolo Lariano tra Asso e Bellagio.

'Cuori a pistone!' fu l'incitamento che Marinetti, leader del Movimento Futurista, lanciò nel lontano 1934 a protagonisti e organizzatori del Circuito del Lario, dopo i due anni di sospensione causati dalla Grande Depressione.
Questa non è solo la ricostruzione del più grande evento sportivo mai organizzato sulle strade del Triangolo Lariano, ma anche (e soprattutto) la storia di un gruppo di ostinati pionieri, di campioni leggendari e di gente comune, tutti quanti accomunati da un'unica grande passione: la motocicletta.
Particolari inediti, aneddoti gustosi, vicende umane mai pubblicate si intrecciano in questo libro con il racconto rigoroso di un'epopea sportiva che per quasi vent'anni rese celebre in Italia la Valassina e il Lario intero.

Giovanni Lischio. Il lato maggiore e altri racconti



SABATO 23 NOVEMBRE ALLE ORE 17.30 incontro alla Libreria Torriani di Canzo con: LUCIA SALA ("Anna. L'avventurosa storia di una barcaiola lariana") / GIOVANNI LISCHIO ("Il lato maggiore e altri racconti") / GIANMARCO MASPES ("Cuori a pistone. La grande e le piccole storie del Circuito del Lario")

GIOVANNI LISCHIO: "Il lato maggiore e altri racconti" (Pietro Macchione, pagg. 116)

Il libro vincitore della quarta edizione del premio Chiara (Piero Chiara), sezione Racconti Inediti.

Cosa può capitare all'uomo che si lascia alle spalle tutto per riposizionarsi sul lato maggiore delle proprie priorità? Cosa succede se cercando di scoprire il segreto di una barca ci si rende conto di rincorrere una donna? Perché la paura di essere traditi può rivelarsi più pericolosa del tradimento stesso? Quali corrispondenze possono esserci tra alcuni preziosi e la vita della ladra che se ne è appropriata?
Con la sua scrittura tornita, Giovanni Lischio si confronta con i grandi modelli, su tutti il Decamerone e Le mille e una notte, seguendo le vicende dei protagonisti dei quattro racconti che compongono la raccolta vincitrice del Premio Chiara Inediti 2013.

APPUNTAMENTI IN LIBRERIA

LIBRERIA TORRIANI DI CANZO
(Canzo, via Brusa 6/8, tel. 031.670264)

APPUNTAMENTI:

SABATO 23 NOVEMBRE ALLE 17.30 incontro in libreria con: LUCIA SALA ("Anna. L'avventurosa storia di una barcaiola lariana") / GIOVANNI LISCHIO ("Il lato maggiore e altri racconti") / GIANMARCO MASPES ("Cuori a pistone. La grande e le piccole storie del Circuito del Lario")

SABATO 30 NOVEMBRE ALLE 17.30 incontro in libreria con: MARIA ORSOLA CASTELNUOVO ("Zacintha in mezzo al mare. Da Como al Mediterraneo in cerca della vita") / VERONICA FALLINI ("Un respiro dietro l'altro")

GIOVEDI' 5 DICEMBRE ALLE ORE 20.00, presso la Trattoria Il Ponte di Albese con Cassano (Via Vittorio Veneto 43), APERITIVO E CENA CON LO SCRITTORE GIOVANNI COCCO, Premio Selezione Campiello 2013 con il romanzo "La Caduta" e autore del noir "Ombre sul lago" (per info e prenotazioni chiedere in libreria)

giovedì 21 novembre 2013

Adriano Prosperi. Delitto e perdono




Adriano Prosperi, "Delitto e perdono. La pena di morte nell'orizzonte mentale dell'Europa cristiana. XIV-XVIII secolo" (Einaudi, rilegato, immagini, pagg. 582)

Nella notte tra il 1° e il 2 maggio 2011 il presidente degli Stati Uniti è apparso in televisione per un evento straordinario e ha annunciato alla nazione e al mondo la morte di Osama bin Laden. Le sue prime parole sono state: «Justice has been done», giustizia è stata fatta. «Giustizia», che ha la stessa radice etimologica del verbo «giustiziare». Cosí da far riaffiorare, in una sola frase, l'opposizione sostanziale su quale sia la funzione della giustizia: eliminazione fisica del malvagio o punizione che gli permetta di pentirsi e rigenerarsi moralmente? Vendetta, in sostanza, o perdono?
È una linea di frattura che affonda nell'antico codice classico, ebraico e cristiano, e che ha dominato la nostra cultura per millenni. Facendo i conti con quel passato Adriano Prosperi si interroga sui complessi legami che un'intera cultura ha instaurato coi condannati in carne e ossa fino a giungere a una compiuta cristianizzazione della morte come pena: uno spettacolo pubblico in cui la croce cristiana campeggia al centro di una grande festa crudele e dove sui patiboli si celebra l'offerta della vita del criminale sia come espiazione dei peccati sia come purificazione dal male per tutta la comunità. Con il concorso attivo di quelle Compagnie che si dedicavano al compito di consolare i condannati con le promesse del perdono divino. Da qui lo sterminato repertorio di argomentazioni teoriche e delle pratiche necessarie perché l'omicidio legale si trasformasse in un potente strumento di emozioni religiose.

Durante i secoli di un «lungo Medioevo» nelle città europee si venne progressivamente elaborando e strutturando un grande spettacolo: quello della morte per via di giustizia.
Come ogni dramma teatrale, ciò che manteneva alta la tensione degli spettatori era l'incertezza dell'esito. Erano in gioco due vite, quella del corpo e quella dell'anima e tutte e due rimanevano in pericolo fino alla fine: una fine che si prolungava oltre l'esecuzione, quando il corpo rimaneva esposto alla folla, talvolta squartato e infilzato sulle picche talvolta pendente dalla forca, talvolta ancora «sparato» dai chirurghi nel rito della «notomia» pubblica. La sorte del corpo e quella dell'anima entrarono a far parte dei dialoghi che si svolsero tra il condannato e la folla per incanalarsi poi all'interno del confronto tra il condannato e gli esperti nell'arte del conforto, i membri di confraternite che si specializzarono in questa funzione e che, fiorite inizialmente nell'Italia centrosettentrionale fra Trecento e Quattrocento, si diffusero in seguito in tutta Europa.

Yukio Mishima. La scuola della carne



Yukio Mishima, "La scuola della carne" (Feltrinelli, pagg. 240)

"La scuola della carne" di Yukio Mishima (1925-1970) è un romanzo del 1963 finora inedito in Italia. È stato portato sul grande schermo da Benoît Jacquot nel 1998, con Isabelle Huppert nel ruolo della protagonista.

Mishima mette in scena il mercato dei sentimenti. Può la passione essere una merce tanto preziosa da annebbiare anche la più lucida delle menti? E quando ci innamoriamo, come facciamo a capire di non essere soltanto caduti nell’ingannevole trappola dei sensi? Non resta che frequentare quella “scuola della carne” che è la vita.

Taeko, elegante e avvenente trentanovenne, conduce una vita agiata e godereccia, destreggiandosi tra l’atelier di cui è proprietaria, le amiche con cui condivide racconti piccanti e gli eventi mondani. Stereotipo della divorziata indipendente dell’alta società nipponica del dopoguerra, dove il desiderio di occidentalizzazione si contrappone ad antiche tradizioni e pregiudizi, Taeko non vuole rinunciare al proprio stile di vita né alla libertà. Poi, una sera, incontra il giovane Senkichi in un gay bar e l’attrazione è fatale. Una magia che scaturisce dalla carne fresca e virile del ragazzo, dai suoi muscoli tesi, dai lineamenti fieri del viso. La vita di Taeko cambia in un batter d’occhio: proprio lei che aveva sempre voluto solo avventure si ritrova irrimediabilmente in balìa di un giovane tanto bello quanto misterioso. Ne scaturisce un gioco perfido e ossessivo. Ma chi è davvero la vittima? Chi il carnefice?

Peregalli. Proust frammenti di immagini



Roberto Peregalli, "Proust. Frammenti di immagini" (Bompiani, rilegato, pagg. 342)

Roberto Peregalli torna con un libro dedicato a Proust. Un libro sulla fragilità e la caducità delle cose, sui dettagli apparentemente più insignificanti ma che danno forma alla nostra vita. È una lettura della "Recherche" che tocca le corde del nostro sentire e ci invita a riflettere sui falsi miti che invadono sempre più prepotentemente il nostro mondo. Se il lettore è già entrato nella cattedrale di Proust, coglierà le singolari sfaccettature di cui è fatto questo libro; se non vi è ancora entrato, questo libro sarà un modo speciale per accedervi.

Cristiada. L'epopea dei Cristeros in Messico



Mario Arturo Iannaccone, "Cristiada. L'epopea dei Criteros in Messico" (Lindau, pagg. 376)

Tra il 1925 e il 1929, nell’indifferenza del mondo cosiddetto civile, il Messico visse una tragedia senza precedenti. Il governo della Repubblica – nelle mani di un piccolo gruppo di potere, gli «uomini di Sonora» – inasprì a tal punto la legislazione antireligiosa che già aveva colpito la comunità cattolica, da rendere impossibile qualsiasi manifestazione della fede. Il clero fu espulso, ogni cerimonia e rito cancellati. Tutti i luoghi o gli istituti in qualche modo collegati al culto (chiese, conventi, seminari, scuole, istituti di carità) furono chiusi o confiscati. Di fatto, dopo il 31 luglio 1925 la Chiesa sparì dalla vita del popolo messicano.
A quel punto accadde però qualcosa che nessuno aveva previsto: centinaia di migliaia di messicani, appartenenti a tutti gli strati della popolazione, insorsero dandosi alla macchia. I generali dell’Esercito federale pensarono di poterli sconfiggere in breve tempo, ma l’insurrezione di Cristo Re, la «Cristiada», coinvolse presto milioni di cittadini e interi Stati della Federazione caddero sotto il controllo di un esercito «cristero» sempre più potente e benvoluto. La reazione del Governo non si fece attendere e fu di straordinaria durezza: massacri indiscriminati, campi di concentramento, impiccagioni di massa. Ma i «Cristeros» moltiplicavano le forze a ogni sconfitta, mostrandosi pronti al martirio.
E infatti non furono le armi a sconfiggerli, ma la diplomazia internazionale con gli Accordi del 1929.
La Cristiada fu un’epopea grandiosa e tragica, per decenni ostinatamente ignorata dalla storiografia o tutt’al più considerata un episodio minore della Rivoluzione messicana. In questo libro viene raccontata per la prima volta senza censure sulla base della migliore bibliografia internazionale.

martedì 19 novembre 2013

APPUNTAMENTI IN LIBRERIA

LIBRERIA TORRIANI DI CANZO
(Canzo, via Brusa 6/8, tel. 031.670264)


APPUNTAMENTI:


SABATO 23 NOVEMBRE ALLE 17.30 incontro in libreria con: LUCIA SALA ("Anna. L'avventurosa storia di una barcaiola lariana") / GIOVANNI LISCHIO ("Il lato maggiore e altri racconti") / GIANMARCO MASPES ("Cuori a pistone. La grande e le piccole storie del Circuito del Lario")


SABATO 30 NOVEMBRE ALLE 17.30 incontro in libreria con: MARIA ORSOLA CASTELNUOVO ("Zacintha in mezzo al mare. Da Como al Mediterraneo in cerca della vita") / VERONICA FALLINI ("Un respiro dietro l'altro")


GIOVEDI' 5 DICEMBRE ALLE ORE 20.00, presso la Trattoria Il Ponte di Albese con Cassano (Via Vittorio Veneto 43), APERITIVO E CENA CON LO SCRITTORE GIOVANNI COCCO, Premio Selezione Campiello 2013 con il romanzo "La Caduta" e autore del noir "Ombre sul lago" (per info e prenotazioni chiedere in libreria)


Gli sdraiati



E' un bel libro. E' eccezionale questo passo, alla fine del libro, quando il padre è in montagna con il figlio diciannovenne:

"sopra di te solo il cielo limpido rarefatto dei tremila metri, un blu cobalto che contiene il cielo cosmico, ma quando è acceso dal sole diventa pura luce. Mi fermai a guardarti, meravigliato, infine emozionato. Salivi veloce, con un passo elastico, che esprimeva destrezza, sicurezza, forse felicità, quella felicità che solo a dirla, in relazione a te e agli altri della tua tribù, le lacrime mi velano gli occhi. Mentre non ti guardavo ti eri assestato le brache alla vita, stringendo la cintura. E a vederti da sotto quasi volavi, con le tue gambe lunghe e le tue scarpe assurde, magro, alto, padrone del percorso.
Molto più in alto di me.
Sei salito in pochi passi fino a colle. Quando la tua sagoma è arrivata a stagliarsi contro il cielo, al colmo, ti sei voltato, hai levato il berretto da rapper e l'hai sventolato verso di me. Eri troppo lontano perché potessi vederti in faccia, ma so che sorridevi. Poi mi hai dato le spalle, ti sei calcato di nuovo il berretto in testa e in pochi passi sei scomparso dietro il ciglio grigio della montagna. 
Ti ho chiamato - Aspettami! - ma non hai risposto. Non mi sentivi più.
Finalmente potevo diventare vecchio."

sabato 16 novembre 2013

INCONTRO IN LIBRERIA: MARIENI IL LAGO DI PUSIANO



Oggi, sabato 16 novembre, alle ore 18.00 incontro alla libreria Torriani di Canzo: Antonello Marieni presenta il suo nuovo libro "Il lago di Pusiano. Storia e natura", secondo volume della collana dei Laghi Briantei (in libreria anche il primo volume della collana: "Il lago del Segrino. Storia e natura")

BATTAGLIA NAVALE SUL LAGO DI COMO (DOMINIONI)



Dopo il grande successo del Natale 2010 con "Il gioco dell'oca della Brianza", arriva ora il nuovo gioco dell'editore comasco Alessandro Dominioni: la "Battaglia Navale sul Lago di Como", il grande gioco del natale 2013, già disponibile qui in libreria
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
[In libreria anche: "Il gioco dell'oca del lago di Como" (Lariologo), "Memolario" (Lariologo) e i puzzle del lago di Como (Lariologo)]

venerdì 15 novembre 2013

CD E DVD LE NOVITA' IN LIBRERIA



CD E DVD, LE NOVITA' IN LIBRERIA:

CD:
- Dhafer Youssef, "Birds Requiem" (http://www.youtube.com/watch?v=A2FWlF_w8gU)
- Laura Pausini, "20 The Greatest Hits" edizione normale (2cd) e deluxe edition (2cd+dvd)
- Lady Gaga, "Artpop" edizione normale e deluxe edition (cd+dvd)

DVD:
- Peter Jackson, "Lo Hobbit Extendend Edition" (cofanetto 5 dvd, con 9 ore di contenuti speciali)
- Documentario Cinehollywood "Squali volanti"
- Documentario Cinehollywood "Caligola. 1400 giorni di terrore"
- Documentario Cinehollywood "Downhill estremo"
- Guillermo Del Toro, "Pacific Rim"
- Cofanetto Leonardo Di Caprio Collection (4 dvd: The Departed-Shutter Island-Blood Diamond-J. Edgar)
- Cofanetto Bisio-Siani, "Doppio spettacolo: Benvenuti al Sud - Benvenuti al Nord" (2 dvd)
- Cofanetto Ficarra & Picone, "Doppio spettacolo: Anche se è amore non si vede - Il 7 e l'8" (2 dvd)
- Cofanetto Federico Moccia, "Doppio spettacolo: Scusa ma ti chiamo amore - Scusa ma ti voglio sposare" (2 dvd)
- Cofanetto "Immaturi - Immaturi il viaggio" (2 dvd)
- Cofanetto "L'ultimo bacio - Baciami ancora"
- Cartone animato "Tom and Jerry's Avventuri giganti"
- Cartone animato "Scooby-Doo! 13 casi da brivido Robot contro tutti"

Oggi Einaudi compie 80 anni 12



Oggi - 15 novembre - la casa editrice Einaudi compie ottant'anni (15 novembre 1933-15 novembre 2013).
La voglio celebrare scegliendo 12 grandi titoli Einaudi tra quelli usciti più di recente (tutti disponibili qui in libreria):

11) Vincent Van Gogh, "Lettere" (Einaudi I millenni, rilegato in cofanetto, immagini, pagg. XLV-768)

Le lettere di Van Gogh hanno almeno quattro elementi di eccezionale interesse. Primo: sono la piú diretta testimonianza e fonte di dati per ricostruire la biografia del grande pittore, una biografia sulla quale si è sovrapposta una mitologia che spesso può essere «smontata» proprio grazie alle lettere. Secondo: nelle lettere, quelle al fratello Theo ma anche quelle a Gauguin e agli altri amici pittori, Van Gogh concentra una serie di riflessioni sull'arte e sulla pittura come pochissimi altri artisti sono stati capaci di fare. E cosí ci permette di capire le intenzioni che stanno dietro e dentro al suo lavoro, gli obiettivi che si è dato, la consapevolezza dei risultati raggiunti e l'insoddisfazione per quelli non ancora centrati. Terzo: le lettere sono il deposito di una quantità di disegni, alcuni primi getti di idee pittoriche che comunica al fratello o agli amici e che poi rielaborerà su tela; altri il corredo visivo che Van Gogh affianca alle parole per descrivere ai corrispondenti le tele già iniziate. Ecco: leggere come nasce l'idea di un quadro, vederne lo schizzo tracciato sulla carta e poterlo confrontare con il quadro poi realizzato significa entrare nella bottega personale di Van Gogh e cogliere la genesi delle sue opere piú famose. Infine, nelle lettere Van Gogh dimostra anche innegabili capacità di scrittura: sa raccontare e divagare per poi addensarsi nelle meditazioni estetiche piú raffinate, riassumere una complicata discussione in un aforisma lapidario, oppure autoanalizzare la propria condizione, i suoi disagi, anche gli accessi provocati dalla sua malattia mentale, descritti con grande lucidità. Questa antologia è dunque un'occasione per ripercorrere tutti questi elementi. La curatrice, Cynthia Saltzman, che ha già pubblicato con Einaudi Ritratto del dottor Gachet. Storia e avventure del capolavoro di Van Gogh, ha scelto circa duecento lettere tra le piú significative da tutti i punti di vista, privilegiando gli interessi storico-artistici senza tralasciare però quelli biografici e umani. Le lettere sono state tradotte dalle lingue in cui Van Gogh le ha scritte, soprattutto olandese e francese, poche in inglese, cercando di conservare il piú possibile - o almeno di segnalare - quella mescolanza linguistica che è caratteristica importante e suggestiva della sua scrittura. Tutti i disegni contenuti nelle lettere sono riprodotti e, insieme alle tavole fuori testo, costituiscono un apparato iconografico che permette, come si diceva, di penetrare a fondo nel laboratorio pittorico dell'artista. Ne risulta una sorta di autoritratto in parole e disegni che ci svela un personaggio straordinario, coltissimo, sensibile, ambizioso e sfortunato. Tutto da leggere.

Oggi Einaudi compie 80 anni 11



Oggi - 15 novembre - la casa editrice Einaudi compie ottant'anni (15 novembre 1933-15 novembre 2013).
La voglio celebrare scegliendo 12 grandi titoli Einaudi tra quelli usciti più di recente (tutti disponibili qui in libreria):

11) Erasmo da Rotterdam, "Modi di dire. Adagiorum collectanea" (Einaudi I millenni, rilegato in cofanetto, immagini, pagg. XLIV-662)

Gli Adagiorum collectanea sono pubblicati a Parigi nel 1500 da un Erasmo poco piú che trentenne. L'idea era quella di raccogliere e commentare detti, proverbi, massime, modi di dire popolari e letterari dell'antichità. Nell'edizione del 1500 gli adagia sono 818. Le successive edizioni (una ventina) alle quali Erasmo lavorò per tutta la vita portarono il numero degli adagia a 4151. Adagiorum chiliades è il nuovo titolo che Erasmo diede alla sua opera nel 1515 e che rimase fino all'edizione definitiva del 1533. Carlo Carena traduce e commenta qui, col testo latino a fronte, la prima edizione deiCollectanea fornendo in appendice alcuni esempi delle imponenti riscritture a cui Erasmo sottopose i suoi commenti nelle ultime Chiliades.

Oggi Einaudi compie 80 anni 10




Oggi - 15 novembre - la casa editrice Einaudi compie ottant'anni (15 novembre 1933-15 novembre 2013).
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10) Joanot Martorell, "Tirante il Bianco" (Einaudi I millenni, rilegato in cofanetto, immagini, pagg. CIV-1096)

A quasi cinquant'anni dal giudizio entusiastico di Vargas Llosa, si può forse leggere piú pacatamente questo romanzo cavalleresco scritto in catalano nel XV secolo, ma resta la convinzione che si tratta di un'opera affascinante e fortemente innovativa: ha aperto le strade della narrazione moderna con personaggi che «maturano» attraverso le vicende raccontate nel libro e che dimostrano un'interiorità e una dimensione psicologica effettivamente in anticipo sui tempi, oltre le schematizzazioni tipologiche medievali. Un punto di forza del libro, oltre le parti epiche e guerresche, riguarda l'amore e la sessualità, trattati molto esplicitamente, con arditezza di situazioni e di linguaggio che ancora oggi possono colpire.
La storia principale è quella di Tirante il Bianco, gentiluomo bretone, campione di tornei cavallereschi, che riesce con il coraggio e con l'ingegno a liberare l'isola di Rodi dall'assedio del sultano di Babilonia, dopodiché viene cooptato dall'imperatore di Costantinopoli per condurre la guerra contro i Turchi. Tirante si innamora della figlia dell'Imperatore, Carmesina, e Carmesina di lui, ma una serie di equivoci e di vicende allontana i due innamorati fino a che Piacerdimiavita, forse il personaggio piú amabile e divertente di tutto il libro, non riesce a farli finalmente congiungere carnalmente. Ma ancora molte altre storie, pubbliche e private, si alterneranno prima di arrivare al finale, che non sarà lieto né per Tirante né per Carmesina.
Paolo Cherchi dà del romanzo di Martorell una traduzione che è filologicamente corretta, ma anche estremamente leggibile e godibile per il lettore di oggi.

Oggi Einaudi compie 80 anni 9



Oggi - 15 novembre - la casa editrice Einaudi compie ottant'anni (15 novembre 1933-15 novembre 2013).
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9) Robert Louis Wilken, "I primi mille anni. Storia globale del cristianesimo" (Einaudi, rilegato, immagini, pagg. 450)

L'avvento del cristianesimo diede vita a una delle rivoluzioni piú profonde che il mondo abbia mai conosciuto, caratterizzata in ogni sua fase da continue espansioni, conflitti e resistenze. Ma in che modo una comunità che nei primi due secoli della sua esistenza rimase in gran parte invisibile, riuscì a trasformare dalle radici la cultura e la politica delle civiltà che la ospitarono? Questo libro si sofferma in particolare sui primi secoli dell'era cristiana, che rivestirono un'importanza senza pari. Spaziando tra Occidente latino e Oriente bizantino e slavo, Wilken ne illustra i diversi momenti tratteggiandone le figure principali: la formulazione delle principali credenze, l'evolversi delle pratiche, la formazione delle prime istituzioni e i rivolgimenti del mondo romano dopo la conversione di Costantino. L'autore, in un libro che costituisce la summa di una vita dedicata allo studio dell'argomento e la cui stesura lo ha impegnato per un decennio, non si limita però a raccontare questa storia da una prospettiva occidentale: anche le comunità cristiane di Etiopia, Nubia, Armenia, Georgia, Persia, Asia centrale, India e Cina contribuirono a plasmare il corso della storia cristiana. Né si può dimenticare il violento impatto prodotto dalla diffusione dell'Islam sul futuro del cristianesimo.

Oggi Einaudi compie 80 anni 8



Oggi - 15 novembre - la casa editrice Einaudi compie ottant'anni (15 novembre 1933-15 novembre 2013).
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8) Charles King, "Odessa, Splendore e tragedia di una città di sogno" (Einaudi, rilegato, pagg. 328)

A partire dalla sua fondazione, nel 1794, fino a oggi, Odessa ha lottato per sopravvivere tra i due opposti poli del successo e dell'autodistruzione. Come molte altre vivaci città portuali e come molti tessuti urbani multiculturali, essa ha sempre liberato i suoi demoni piú vitali, quegli spiritelli che incarnano le muse palpitanti della società metropolitana e i creatori instancabili dell'arte e della letteratura. Spesso, tuttavia, ha lasciato emergere anche i lati piú oscuri, quelli che stanno in agguato nei vicoli e bisbigliano parole di odio religioso, invidia di classe e vendetta etnica. Quando tutto andava per il meglio, Odessa era in grado di formare artisti e intellettuali il cui talento seppe illuminare il mondo. Quando invece tutto crollava, il nome della città divenne sinonimo di fanatismo, antisemitismo e bieco nazionalismo. Questo libro segue l'arco della storia di Odessa sin dagli albori della sua esplosione urbanistica, passando dalle tragedie che hanno costellato il XX secolo, fino a quella che si può considerare la sua consacrazione al regno del mito e della leggenda. Intende tracciare la storia attraverso cui generazioni di odessiti, nativi o trapiantati, hanno costruito una città con un assetto unico nel suo genere, un luogo chiamato a diventare il porto piú ambito della Russia e la fonte di ispirazione di scrittori come Aleksandr Puskin e Isaak Babel'. La storia della città si intreccia con quella di alcune vite individuali emblematiche, celebri od oscure, che l'hanno resa la patria prediletta di ebrei, russi, ucraini e molti altri.

Oggi Einaudi compie 80 anni 7



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7) Flegonte di Tralle, "Il libro delle meraviglie" (Einaudi, rilegato, pagg. 122)

Spettri, mostri, cadaveri rianimati, oscure profezie. Il libro di Flegonte, per la prima volta tradotto in italiano dal greco, è un'appassionata narrazione delle leggende «horror» che, negli strati sotterranei della cultura razionalistica in apparenza dominante, popolavano la Roma imperiale. Un testo, quello di Flegonte, di interesse antropologico e letterario, che fa emergere molto efficacemente l'importanza degli oracoli e delle credenze popolari ai tempi dell'imperatore Adriano. Punto di massima concentrazione è il tema del ritorno dei defunti in carne e ossa nel mondo dei vivi, articolato in tre versioni diverse nelle storie principali del libro. Storie cosí affascinanti che verranno riprese da Flegonte, molti secoli dopo, e non senza fraintendimenti, nell'immaginario moderno e romantico. L'autore, un liberto greco alla corte di Roma, è stato piú famoso ai suoi tempi per le Olimpiadi, una cronologia degli antichi giochi sportivi con tutti i nomi dei vincitori nelle varie discipline, di cui però non rimangono che frammenti. Se il suoLibro delle meraviglie, opera teoricamente minore, ha avuto maggior fortuna è perché ha saputo intercettare gusti e pulsioni dei suoi contemporanei e dei posteri, piú e meglio di molti altri «libri di meraviglie» e di letteratura sensazionalistica che hanno popolato le storie della letteratura antica e medievale.

Oggi Einaudi compie 80 anni 6



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6) Tilde Giani Gallino, "Viaggio nell'altra Germania" (Einaudi, immagini, pagg. 216)

Esiste un'«altra Germania» lontana dalla nazione di ferro capace di risorgere dopo la Seconda guerra mondiale e diventare la potenza egemone in Europa. Comprende le cinque province della ex DDR e si estende dalla Pomerania-Meclemburgo, sul Mar Baltico, fino alla Sassonia sita nella parte piú a sud. Dopo la caduta del regime comunista «nessuno aveva chiesto alle popolazioni che abitano nella parte geograficamente piú ad Est, se volevano appartenere a una qualche specifica nazione, o se preferivano costituirsi in stato autonomo», e cosí la «Germania numero due» venne integrata a quella ufficiale. Se questo ha dato vita a una nazione unica, le Heimaten («patrie») sono rimaste sempre due. Come poteva essere altrimenti, dato che, per buona parte delle terre dell'Est, Berlino era soltanto un luogo lontano, visto a malapena in televisione?

Oggi Einaudi compie 80 anni 5



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5) Sun Tzu, "L'arte della guerra" (Einaudi, rilegato, immagini, pagg. LXVIII-428)

Scritto all'epoca degli Stati Combattenti, L'arte della guerra è il piú antico trattato di strategia militare conosciuto (v-iv secolo a.C.); tradizionalmente si presume sia stato scritto da un generale cinese di nome Sun Tzu (o Sunzi), ed è soprattutto una lezione di saggezza e di arte di vivere ispirata agli insegnamenti del Dao. Questa nuova edizione di uno dei piú celebri e influenti testi della cultura orientale intende ricollocare l'opera nel suo contesto storico e culturale, facendo entrare in risonanza le sue massime con alcuni commentari antichi, con paralleli tratti da altre opere filosofiche e con episodi di romanzi cinesi tradizionali pervasi di pensiero strategico. I curatori non si sono limitati ai soli documenti scritti, ma hanno deciso - per la prima volta e in modo innovativo - di mettere in evidenza i passi piú significativi dell'Arte della guerra non solo attraverso una scelta di testi, ma anche attraverso un ricchissimo apparato iconografico. Il potere evocativo delle illustrazioni orienta l'immaginazione del lettore e lo aiuta a comprendere meglio questo straordinario ed emblematico capolavoro della cultura cinese. Le immagini di oggetti, calchi, dipinti, opere di calligrafia e altre forme di rappresentazione figurativa, non solo fanno piena luce su certe sfaccettature dell'opera, ma la restituiscono al contesto della civiltà che l'ha prodotta e che essa, a sua volta, ha contribuito a plasmare.

Oggi Einaudi compie 80 anni 4



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4) Marco Biraghi-Silvia Micheli, "Storia dell'architettura italiana 1985-2015" (Einaudi, immagini, pagg. 378)


Cos'è successo all'architettura italiana dal 1985 a oggi? Per la prima volta Marco Biraghi e Silvia Micheli delineano un quadro storico e forniscono un bilancio dello stato della disciplina nell'Italia degli ultimi tre decenni sulla scorta di presupposti politici, economici e culturali ampiamente rinnovati rispetto al passato: sullo sfondo la cultura dell'eccesso degli anni ottanta, la vicenda di Tangentopoli, gli anni del berlusconismo, l'epoca della crisi finanziaria.

Oggi Einaudi compie 80 anni 3



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2) Alessandro Del Puppo, "L'arte contemporanea. Il secondo Novecento" (Einaudi, immagini, pagg. 260)

Gli oggetti e le idee che concorrono all'odierna nozione di arte contemporanea sono cambiati negli ultimi cinquant'anni piú che in tutti i secoli precedenti. Sappiamo che significano qualcosa, ma è sempre piú difficile dire che cosa. Di volta in volta, l'opera d'arte può aderire nel modo piú ossequioso all'economia di mercato oppure innescare una viscerale critica ai suoi meccanismi. È una merce omologata al flusso del capitale globale e al tempo stesso un formidabile strumento di resistenza. Nel bene e nel male, essa ci appare come un linguaggio di questo mondo. Ma è ancora possibile comprendere oggi lo sviluppo dell'arte contemporanea entro le tradizionali categorie della storia dell'arte?

Oggi Einaudi compie 80 anni 2



Oggi - 15 novembre - la casa editrice Einaudi compie ottant'anni (15 novembre 1933-15 novembre 2013).
La voglio celebrare scegliendo 12 grandi titoli Einaudi tra quelli usciti più di recente (tutti disponibili qui in libreria):

2) Anthony Kenny, "Nuova storia della filosofia occidentale", Einaudi, 4 volumi:


I) "Filosofie dell'età contemporanea" (pagg. 400, uscito a novembre 2013)

II) "Filosofia moderna" (pagg. 382, uscito a novembre 2013)

III) "Filosofia medievale" (pagg. 364, uscito a novembre 2012)

IV) "Filosofia antica" (pagg. 370, uscito a novembre 2012)






Oggi Einaudi compie 80 anni 1



Oggi - 15 novembre - la casa editrice Einaudi compie ottant'anni (15 novembre 1933-15 novembre 2013).
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1) Julio Cortazar, "Animalia" (Einaudi, pagg. X-206)

Axolotl, orsi, coniglietti, casuari, formiche, mancuspie, cammelli, tigri, idre, lumache, pungimusi, cani, gatti, coccodrilli, ratti, tartarughe... Il mondo animale raccontato da Cortázar è sempre sul filo di una realtà parallela, a volte un po' di qua a volte un po' di là. Ma questi animali piú o meno riconoscibili sono evocati proprio per scompaginare il filo divisorio fra quell'al di qua e quell'al di là, rimescolando desiderio e paura, incubo e salvezza, metafisica e ironia.
Aurora Bernárdez, prima moglie dello scrittore e sua erede letteraria, ha raccolto da nove libri diversi alcuni fra i più bei racconti di Cortázar. Questo volume è dunque un omaggio allo scrittore che piú di ogni altro ha intrecciato i regni del fantastico e del quotidiano, e al suo personalissimo bestiario che lo ha accompagnato nel suo viaggio lontano dall'ovvio e dai luoghi comuni.

giovedì 14 novembre 2013

Enzo Traverso. La fine della modernità ebraica



Enzo Traverso, "La fine della modernità ebraica. Dalla critica al potere" (Feltrinelli, pagg. 192)

La modernità ebraica si snoda tra i Lumi e la seconda guerra mondiale, tra l’Emancipazione e il genocidio nazista, lungo due secoli durante i quali essa ha profondamente segnato il mondo intellettuale, letterario, scientifico e artistico dell’Europa. Oggi la sua traiettoria si è esaurita.

Dopo essere stati una fonte del pensiero critico del mondo occidentale, gli ebrei si sono ritrovati, per una specie di paradossale rovesciamento, dalla parte del dominio. Gli intellettuali sono stati richiamati all’ordine, i sovversivi si sono quietati, diventando in molti casi conservatori. L’antisemitismo ha cessato di modellare le culture nazionali, lasciando il posto all’islamofobia, la forma dominante di razzismo in questo inizio di ventunesimo secolo.
Trasformata in “religione civile” delle nostre democrazie liberali, la memoria dell’Olocausto ha fatto dell’antico “popolo paria” una minoranza rispettabile, distinta, erede di una storia alla luce della quale l’Occidente democratico misura le proprie virtù morali. 

Eisner. Quando il Papa cercò di fermare Hitler



Peter Eisner, "Quando il Papa cercò di fermare Hitler" (Feltrinelli, immagini, pagg. 256)

Nel giugno del 1938 John LaFarge, un modesto sacerdote e studioso gesuita americano, venne convocato per un’udienza privata con Pio xi. Il papa, che aveva apprezzato il libro antirazzista di LaFarge, intitolato Interracial Justice, incaricò il sacerdote di stendere per lui un’enciclica che, esponendo il punto di vista della Chiesa cattolica, condannasse il razzismo insito nel nazismo e l’antisemitismo. Da uomo morale e devoto, Pio xi sperava che questa nuova proclamazione ufficiale, la somma dichiarazione espressa dalla Santa Sede, avrebbe sollevato un’opposizione pubblica al Terzo Reich e costretto i leader mondiali a ricusare Hitler e i suoi alleati prima che fosse troppo tardi.

In uno sbalorditivo racconto ricco di intrighi che si basa su fonti disponibili da poco, interviste con testimoni e una nuova ricerca di archivio, questo libro getta luce sulla coraggiosa, sebbene poco nota, campagna del pontefice contro Hitler, una battaglia spirituale e politica destinata a essere sviata alla morte del papa, solo pochi mesi dopo il suo incontro segreto con LaFarge. Peter Eisner rivela quanto Pio xi fosse determinato a condannare senza equivoci il nazismo, con un pronunciamento progressista che non aveva precedenti in Vaticano, e in che modo un gruppo di uomini di Chiesa conservatori, ansiosi di rappacificarsi con il Führer, tra i quali si annovera il futuro Pio xii, il cardinale Pacelli, abbiano tramato per prevenirlo. Per settant’anni sono emersi solo frammenti di questa incredibile vicenda. Eisner ne dà ora una nuova lettura, raccontando della crociata che avrebbe potuto cambiare il corso della Seconda guerra mondiale e sollevando questioni che continuano a far discutere.

Etty Hillesum. Lettere



Etty Hillesum, "Lettere. Edizione integrale"  (Adelphi, immagini, pagg. 272)

Il Diario di Etty Hillesum (uscito l'anno scorso in edizione integrale, Adelphi, pagg. 928, disponibile in libreria) ha commosso i lettori di tutto il mondo, ed è ormai considerato fra le testimonianze più alte delle vittime della persecuzione nazista.

Ora la versione integrale delle Lettere, scritte in gran parte dal lager di Westerbork – dove Etty andò di sua spontanea volontà, per portare soccorso e amore agli internati, e per «aiutare Dio» a non morire in loro –, ci permette di udire la sua voce fino all'ul­timo, fino alla cartolina gettata dal vagone merci che la conduce ad Auschwitz: «Ab­biamo lasciato il campo cantando». A Wes­terbork Etty vive «l'inferno degli altri», senza «illusioni eroiche», recando parole vere là dove il linguaggio è degradato a gergo, là dove i fossati del rancore dividono gli stessi prigionieri, contrapponendo ebrei olandesi a ebrei tedeschi. La resistenza al male si compie in lei attraverso l'amicizia – nata nel campo o mantenuta viva con chi è rimasto libero e manda viveri e lettere –, attraverso la fede e grazie ai libri (come le poesie di Rilke) e alla natura: anche sopra le baracche corrono le nuvole e volano i gabbiani e brilla l'Orsa Maggiore. Per scrivere la storia del lager ci sarebbe voluto un poeta, non bastava la nuda cronaca, aveva detto un giorno un internato a Etty. Non sapeva che quel poema stava già prendendo forma, lettera dopo lettera. E che, da quel fazzoletto di brughiera recintata e battuta da turbini di sabbia, sarebbe giunto fi­no a noi rompendo un silenzio di decenni.

V.S. Naipaul. Il massaggiatore mistico



V.S. Naipaul, "IL massaggiatore mistico" (Adelphi, pagg. 240)

Membro – suo malgrado – della comunità indù dell'isola di Trinidad, Ganesh Ramsumair è estraneo e insofferente, oltre che alla cultura delle sue origini, al­l'enclave degli invasori inglesi così come ai nativi afrocaraibici e alle loro convinzioni «primitive». Vive immerso nei libri, per i quali nutre una «voluttuosa riverenza», e coltiva una vaga vocazione alla scrittura, ma nella sua goffaggine sembra incapace di sottrarsi a un’esistenza prevedibile e mediocre: dapprima viene forzato a sposare un'ado­lescente della sua etnia e poi quasi costretto a ereditare il mestiere del padre ap­pena defunto – ovvero a diventare uno dei tanti (troppi) massaggiatori del­l'isola. Gli eventi prenderanno tuttavia una piega inattesa e paradossale: protetto da due bizzarri mentori, e assistito da una buona sorte nella quale riconoscerà i segni inequivocabili della predestinazione, Ganesh continuerà a scrivere con caparbietà, e soprattutto sco­prirà di possedere poteri taumaturgici e aura carismatica, fino a trasformarsi nel primo massaggiatore pandit nella storia di Trinidad. Da quel momento la sua ascesa sarà inarrestabile: i suoi libri diventeranno best seller e il «massaggiatore mistico», al culmine di una fulminea quanto rocambolesca carriera, finirà per assurgere al rango di leader politico.

Folgorante debutto di un Naipaul appena venticinquenne, "Il massaggiatore mistico" è un romanzo di formazione e insieme un trattato etnografico carico di ironia, dove la confusa identità di Trinidad non merita mai uno sguardo benevolo. Traspare tuttavia, in filigrana, l'amore malcelato per un paese ibrido e fantastico, dove si mescolano un sole che picchia malvagio e l'ombra dei tamarindi, le miserabili capanne con il tetto di paglia e gli alberi dei panfili – e il lento succedersi di nascite, matrimoni e funerali è l'unico motivo di distrazione.

Vargas Llosa. L'eroe discreto



Mario Vargas Llosa, "L'eroe discreto" (Einaudi, rilegato, pagg. 388)

Quando riceve una lettera di minaccia con un ragnetto al posto della firma, Felícito Yanaqué non perde tempo e va alla polizia di Piura a sporgere denuncia. È proprietario di una ditta di trasporti, ha una moglie, due figli, e una giovane amante di nome Mabel: ha faticato troppo per lasciare che qualcuno gli porti via tutto e, soprattutto, se c'è qualcosa che lo spaventa non sono certo i ricatti, ma il disonore, piuttosto. A Lima, intanto, Rigoberto, a un passo dalla pensione, viene chiamato a fare da testimone a Ismael, il suo datore di lavoro che sposerà in gran segreto la domestica Armida, per impedire che il suo patrimonio venga dilapidato dai figli. Al ritorno dal viaggio di nozze, però, Ismael muore e Armida, spaventata dalle pressioni degli eredi, scappa a Piura, dalla sorella. Sta a Rigoberto mantenere la promessa fatta da testimone e sistemare la faccenda.

Due storie dall'incastro perfetto, con dialoghi leggeri e gustosi, in cui si riaffacciano personaggi memorabili che il lettore riconoscerà senz'altro (il sergente Lituma de La casa verde o Rigoberto di Elogio della matrigna), e in cui Mario Vargas Llosa ritorna al suo Perú, terra di segreti e scontri tra generazioni, di poesia e di miseria, con un romanzo avvincente che straripa di maestria narrativa e - come disse Cortázar - di «un lusso romanzesco che induce uno stato prossimo all'ipnosi».