In libreria: Jean-Clément Martin, "Robespierre" (Salerno,
pagg. 272)
La tesi che questa nuova biografia
sposa, ciò che la rende originale e di grande spessore storico, è
il rifiuto di un certo approccio psicologizzante ‘emotivo’ e
sensazionalista che ha caratterizzato la critica recente. L’autore
ci accompagna lungo l’evoluzione dell’uomo, nel rapporto con i
suoi pari e i suoi rivali, quelli che hanno condiviso con lui le
stesse esperienze: un’infanzia difficile, un’adolescenza dedita
allo studio, la precoce scalata sociale, mondana e letteraria.
Attraverso le molteplici e successive prese di posizione politica,
anche quelle considerate minoritarie, emerge l’antagonismo con i
vari Danton, Marat, Sant-Just, in una perenne altalena che gli
impedisce di esercitare una qualsiasi magistratura suprema. Quando
infine sembra riuscire ad accedervi, viene giudicato e condannato
come criminale dai suoi colleghi, il 9 Termidoro 1794. Come sappiamo,
nessuna strada di Parigi porta il nome di Robespierre, passato alla
storia come l’archetipo del mostro. Senza assolverlo né
condannarlo Jean-Clément Martin spiega che tale reputazione fu
costruita ad arte dai termidoriani, che dopo averlo sconfitto si
vollero affrancare dal loro ruolo nella violenza di Stato. Il 10 e
l’11 Termidoro che videro l’esecuzione di Robespierre, Couthon,
Saint-Just e circa altri 100 personaggi, servono in realtà a
denunciare l’”incorruttibile” come il solo responsabile del
Terrore. Questa accusa ha riscritto la storia della rivoluzione ed è
ancora la versione dei fatti più accreditata. L’autore smonta uno
ad uno – dal punto di vista storico – i miti e la leggenda che
circondano il personaggio, per ritrovare l’uomo. Una ricostruzione
senza faglie, un libro che restituisce a Robespierre l’immagine
dell’eminente uomo politico.
Ricordiamo che la Libreria Torriani
(Canzo, via Brusa 6/8 - vendita LIBRI, CD, VINILI E LP, DVD, BLU RAY)
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