VENDITA LIBRI, CD, DVD, VINILI, BLU RAY / bonus 500 euro CARTA DEL DOCENTE e 18enni / SPEDIZIONI DI LIBRI IN TUTTA ITALIA / Libreria Torriani di Luigi Torriani. La Libreria di Canzo, la Libreria del Triangolo Lariano Canzo (COMO), via Brusa 6/8 Tel. 031670264 / Cell. 3488227468 / Mail libreria.torriani@gmail.com / APERTA DA MARTEDì A SABATO DALLE 9 ALLE 12.30 E DALLE 15 ALLE 19.30 (GIORNI DI CHIUSURA DOMENICA E LUNEDI')
Libreria Torriani di Luigi Torriani (foto di Nicola Vicini)
martedì 24 settembre 2013
Hans Küng. Tornare a Gesù
Hans Küng, "Tornare a Gesù" (Rizzoli, rilegato, pagg. 344)
Come moltissimi altri cattolici prima del concilio, Küng è cresciuto con l'immagine di Cristo tramandata dalla tradizione: il Figlio di Dio assiso in trono, frutto di una "cristologia dall'alto". Ma il vero Gesù Cristo il battagliero teologo svizzero lo ha conosciuto dopo i suoi studi romani, attraverso la moderna esegesi: "dal basso" ovvero "dalla prospettiva dei suoi primi discepoli", come reale figura della storia. È lui il fondamento dell'autentica spiritualità cristiana. A lui dobbiamo ispirarci per il nostro rapporto col prossimo e con Dio stesso. Ed è a lui che la Chiesa deve riferirsi; è il suo vissuto - ciò che ha predicato, combattuto e patito - che deve diventare il criterio di orientamento e di vita; è alla verità storica delle origini che occorre tornare per combattere le amnesie, le dissimulazioni e gli occultamenti correnti.
Franzinelli. Il duce e le donne
In lettura, agghiacciante il primo capitolo sulla tragica vicenda di Ida Dalser e Benittino...
Mimmo Franzinelli, "Il duce e le donne. Avventure e passioni extraconiugali di Mussolini" (Mondadori, rilegato, pagg. 272)
Da sempre motivo di profonda curiosità, gli amori di Mussolini sono stati sinora ricostruiti essenzialmente su fonti di seconda mano, spesso riciclando aneddoti ormai risaputi. Mimmo Franzinelli, grande conoscitore degli archivi storici italiani e stranieri, recupera dagli archivi di Stato e da fondi privati materiali e testimonianze finora inediti - i rapporti di polizia sulle donne del "Capo", le testimonianze di Claretta Petacci, le memorie dei collaboratori del duce, in particolare dell'autista Ercole Boratto - che consentono di ricostruire in chiave meno romanzata non solo le molteplici relazioni sentimentali di Mussolini, ma anche le sue piccole e grandi vanità, il suo bisogno di disporre contemporaneamente di più partner, la sua brama di possesso e il demone della gelosia che lo tormentava. Divenuto duce del fascismo, ai rapporti (predatori) di cameratismo degli anni giovanili Mussolini preferisce relazioni centrate sulla sua assoluta supremazia e sulla subalternità delle partner: vive la propria sessualità come l'altra faccia della politica, convinto che la donna, come la folla, ami essere posseduta e dominata. Abituato a cogliere il piacere al volo, dove e come capita, s'accoppia fuggevolmente con cameriere e precettrici, con borghesi e con nobili, senza preconcetti di rango o di cultura.
Norman Stone. La seconda guerra mondiale
Norman Stone, "La seconda guerra mondiale. Una breve storia" (Feltrinelli, pagg. 224)
La seconda guerra mondiale è un incubo che tuttora si staglia al centro dell'età contemporanea: in quanto confutazione totale di ogni nozione di progresso umano e in quanto conflitto la cui eredità ancora ci perseguita a settant'anni di distanza. Il libro di Norman Stone, che si propone di narrare la guerra nel modo più sintetico possibile, rende incredibilmente nuova una vicenda che nei suoi lineamenti fondamentali è familiare ai più. Grazie al ritmo di una scrittura capace di catturare l'attenzione, ci si sente di fronte allo svolgersi incalzante di una storia terribile. Quello di Stone è un tentativo di trasmettere quel che risulta molto difficile comunicare: il senso di un conflitto epocale quale emerge dalla ricostruzione dei fatti, degli atti e delle scelte dei protagonisti.
Gerusalemme senza Dio
Paola Caridi, "Gerusalemme senza Dio. Ritratto di una città crudele" (Feltrinelli, pagg. 208)
Gerusalemme è una città dilaniata da millenni di guerre, scontri tra religioni, conflitti tra politiche contrapposte, che ne hanno fatto di volta in volta un simbolo, un avamposto strategico, un luogo da conquistare e controllare all'interno di un mercato di territori e popolazioni. Paola Caridi ha vissuto per dieci anni a Gerusalemme. Le sue pagine ci restituiscono una città vissuta intimamente, indimenticabile per la bellezza delle mura antiche, delle pietre bianchissime, della sua umanità dolente. Ma ci restituiscono anche una città crudele, dove israeliani e palestinesi fanno talvolta la spesa negli stessi supermercati, per poi rinchiudersi nei confini dei rispettivi quartieri, invisibili gli uni agli altri. Una città costellata di posti di blocco che controllano gli spostamenti di donne e uomini, merci e idee, nemici e potenziali attentatori. Una città densa di segni e memorie antiche e recenti, in cui ogni stagione politica porta con sé nuovi vincitori, nuove versioni della storia passata, nuove ripartizioni degli spazi urbani, nuove abitudini di vita. Gerusalemme si è aperta per un breve periodo alla modernità, per poi rinchiudersi dentro i propri muri. Rimane comunque un laboratorio, in cui si scontrano politica e vivere quotidiano. Sopravvive la speranza: che Gerusalemme, una e condivisa da tutti, torni a essere una città per gli uomini e le donne che lì vivono.
Lo Zohar rivelato
Michael Laitnam, "Lo Zohar rivelato. Il Libro della saggezza della Kabbalah" (Apogeo, pagg. 342)
Il Libro dello Zohar (Libro della Luce) è uno dei testi più misteriosi e incompresi che mai siano stati scritti. Il più grande kabbalista del XX secolo, Rav Yehuda Ashlag (1884-1954), meglio conosciuto come Baal ha-Sulam, ha aperto agli uomini di oggi una nuova strada verso la comprensione dei segreti dello Zohar. Sulle orme di Baal ha-Sulam, "Lo Zohar rivelato" è un invito a intraprendere un viaggio verso un mondo più elevato. Michael Laitman, autore del libro, ci introduce alle rivelazioni del commentario Sulam e dello Zohar. Sotto la sua guida, saremo aiutati a mettere a punto i nostri pensieri, per massimizzare il beneficio spirituale derivato dalla lettura dello Zohar. All'ampia parte dedicata a introdurre e spiegare il Libro e i doni di sapienza che contiene, fanno seguito corpose appendici che riportano la traduzione dell'introduzione allo Zohar di Baal ha-Sulam e di una selezione di brani dello Zohar, restituiti e compilati per favorire una facile lettura e la piena comprensione di questo testo.
Marcello Marchesi
"RICETTA Disossate / la verità / per cucinarla / meglio"
Bompiani ripropone i libri di Marcello Marchesi (1912-1978), umorista alla rivista "Il Bertoldo" (poi al "Marc'Aurelio" e a "Omnibus"), autore per la radio "Cinquemila lire per un sorriso", con Corrado), per la televisione (Canzonissima), collaboratore di Ugo Tognazzi, Gino Bramieri, Alberto Sordi, sceneggiatore di molti film di Totò, autore di slogan pubblicitari.
IL DOTTOR DIVAGO
[il "dottor Divago" del titolo è Aldo Moro]
Per la prima volta viene raccolta in volume la produzione umoristica di uno dei fondatori della comicità italiana: come giornalista prima e come autore radiofonico e televisivo poi, Marcello Marchesi ha fatto ridere due generazioni di italiani con le sue battute fulminanti. Un umorismo dissacrante e mai volgare, che ha animato mezzo secolo di spettacolo e continua a strappare risate ironizzando sui vizi dei famosi e sulle manie della gente comune. Una scrittura sferzante, capace di attraversare con il sorriso ricchezza e povertà, vecchiaia e giovinezza, sacro e profano
IL MALLOPPO
Marcello Marchesi è stato uno dei più popolari autori di teatro e televisione, un mago della battuta, del gioco di parole, della massima delirante. Nel "Malloppo" l'umorista famoso, diventato signore di mezza età, fa i conti col suo passato. E il suo passato è fatto di parole, parole, parole combinate in tutti i modi possibili, parole e battute sue e parole e battute che lo hanno bombardato per tutta una vita come annunci pubblicitari, titoli di giornali, notizie, eventi, principi morali, proverbi e insulti. Nella sua mente queste parole si trasformano, si uniscono per dar vita a nuovi calembour. Marchesi si immagina come un vecchissimo manipolatore di parole che, nel suo letto di sofferenza, si svuota del "malloppo" che gli affolla la mente delirante, e lo riversa in un nastro magnetico immaginario. Ma tra le parole affiorano i ricordi, i fatti, si disegna la ricostruzione di un amore di mezza età, assillante, insostenibile, e brani di vicende infantili.
sabato 21 settembre 2013
Grignone. L'ultima cima del Papa alpinista
Domenico Flavio Ronzoni, "Grignone. L'ultima cima del Papa alpinista" (Bellavite, pagg. 48)
[in libreria anche: Domenico Flavio Ronzoni, "Achille Ratti. Il prete alpinista che diventò Papa" (Bellavite, rilegato, pagg. 266)
Ottobre 1913: don Achille Ratti, che nove anni dopo diventerà Papa col nome di Pio XI, effettua l’ultima sua ascensione; sale sulla Grigna Settentrionale e vi rimane per ben quattro giorni. Dopo quella escursione, gli impegni sempre più gravosi lo terranno lontano dalle sue amate montagne.
I due saggi e il racconto presentati in questo volume vogliono fare memoria di quella sua ultima ascensione, illuminando aspetti poco noti di colui che fu un grande alpinista e un grande Papa del Novecento.
venerdì 20 settembre 2013
CD NOVITA'
CD, LE NOVITA' IN LIBRERIA:
- Elton John, "The Diving Board"
- Placebo, "Loud Like Love"
- Jack Johnson, From Here To Now To You"
- Carcass, "Surgical Steel"
- Negrita, "Deja vu Unplugged Studio Recordings"
CD RACCOLTE NOVITA' IN LIBRERIA:
- new trolls 3cd collection
- modugno 3cd collection
CD RISTAMPE JAZZ IN LIBRERIA:
- duke ellington Afro-bossa
- the art farmer quartet sing me softly of the blues
- duke pearson prairie dog
- jimmy giuffre, the jimmy giuffre clarinet
- charles mingus the clown
- milt jackson Ballads & blues
- frank rosolino turn me loose!
- mel tormé comin' home baby
- clarke, boland jazz is universal
- chris connor, chris connor
- charlie poole and the higlanders, the complete paramounts & brunswick reconrdings 1929
DVD NOVITA'
DVD, le novità in libreria:
- Kevin Macdonald, "La vita in un giorno"
- Hannes Lang, "Peak. Un mondo al limite"
DVD NOVITA' RISTAMPE, in libreria:
- Luchino Visconti, "Ludwig" (1973)
- Gottfried Reinhardt, "La città spietata" (1961)
- Rudolph Maté, "I due capitani" (1955)
- Marcel Carné (con Jean Gabin), "Alba tragica" (1939)
- Julien Duvivier, "Don Camillo" (1952)
- Julien Duvivier, "Il ritorno di Don Camillo" (1953)
LA VITA IN UN GIORNO
Il primo Social Movie della storia. Il 24 luglio 2010, gli utenti della community di YouTube, hanno avuto 24 ore di tempo (esattamente dalle 00:01 alle 23.59) per immortalare uno spaccato della propria vita con una videocamera ed inviare il/i file al relativo canale YouTube del progetto entro il 31 luglio 2010. Il produttore esecutivo è stato Ridley Scott che ha fatto selezionare i filmati dal regista Kevin Macdonald, e montare i video selezionati da Joe Walker. Il film include scene tratte da 4.500 ore di girato disponibile in 80.000 iscrizioni provenienti da 140 nazioni.
PEAK UN MONDO AL LIMITE
Ormai anche nei luoghi piú selvaggi si è diffuso il turismo di massa, lasciando tracce indelebili nel paesaggio. A causa dei cambiamenti climatici e della mancanza di neve è stato necessario sviluppare imponenti mezzi tecnologici per produrre un paesaggio ideale svincolato dagli eventi di natura: le macchine scavano la terra, si creano sale computerizzate nel cuore dei monti, si innalzano torri, si allungano a terra tubi e cavi, gli spandi neve artificiale imbiancano incessantemente le piste. Il paesaggio delle Alpi è ormai divenuto uno sconcertante ibrido di tecnologia e natura. Questo documentario segue le modifiche del paesaggio e le tracce inestinguibili lasciate dalle invasioni degli uomini, osservando per un intero anno il processo di trasformazione delle Alpi, scoprendo tutto ciò che è abitualmente nascosto ai turisti invernali sotto uno spesso manto di neve artificiale.
LUCHINO VISCONTI LUDWIG
Incoronato re di Baviera nel 1864 a soli 18 anni, Ludwig è un sovrano eccentrico, attratto unicamente dalla sublimità dell'esperienza estetica. Per questo protegge Wagner, nonostante l'ostilità della corte, e nel 1866 si oppone inutilmente all'intervento della Baviera nella guerra austro-prussiana. Solo e amareggiato, Ludwig si rifugia in un suo mondo artificioso e si degrada in orge con i servi. Destituito dal trono, viene trovato morto sulle sponde del lago di Starnberg nel 1886.
CITTA' SPIETATA
Germania occupata, dopo la seconda guerra mondiale. Quattro soldati USA sono processati per lo stupro di Karina Steinffe, una ragazza tedesca. Il maggiore Garret, loro difensore, interessato a salvare la vita ai soldati che rischiano la pena capitale riesce a dimostrare che anche la ragazza è parzialmente colpevole, avendo tentato gli uomini col proprio comportamento. I quattro militari vengono condannati in modo severo ma non alla pena capitale.
I DUE CAPITANI
Nel 1803 gli Stati Uniti acquistano dalla Francia il territorio della Louisiana e gli ufficiali Clark e Lewis vengono incaricati di esplorarla. Giunti sul posto trovano una tribú di indiani in guerra con quella degli Scioanes e scoprono che Sacajawea, la sorella del capo è loro prigioniera. Clark e Sacajawea si innamorano e decidono di sposarsi a Washington. Ma la ragazza indiana capisce subito che quello non è il suo mondo.
ALBA TRAGICA
Parigi, anni Trenta. François, un tranquillo e onesto operaio, si innamora follemente di una giovane fioraia al punto da uccidere Valentin, l'uomo che da tempo la perseguita. Frastornato, François si barrica in casa, assediato dalla polizia passa l'intera nottata a ripensare agli avvenimenti che l'hanno condotto a tale drammatica circostanza. Scorre così, lentamente, tutta la sua vita passata. Il film ha avuto un rifacimento nel 1947
DA TEMPO FUORI CATALOGO, TORNANO IN DVD I FILM DI DON CAMILLO
Il romanzo dei Windsor
Antonio Caprarica, "Il romanzo dei Windsor. Amori, intrighi e tradimenti in trecento anni di favola reale" (Sperling & Kupfer, rilegato, pagg. 310)
Se il buon nome e il successo della monarchia britannica dipendessero dalla gloria degli antenati, Elisabetta II rischierebbe di trovarsi a mal partito: nessuno infatti ha lavorato più alacremente di molti suoi predecessori per demolire l’immagine della dinastia. Seguendo a ritroso l’albero genealogico dell’attuale regina, ci si imbatte in una serie di veri campioni di dissipatezza e follia. Donnaioli incalliti ricattati dalle amanti come Edoardo VIII, che abdicò per sposare l’americana Wallis Simpson, o Edoardo VII, al quale la madre, la solida e severa regina Vittoria, indirizzava inutilmente accorati richiami al dovere. Genitori sadici come Giorgio I, il re arrivato all’inizio del 1700 dal principato di Hannover, che sfrattò il figlio e la nuora separandoli dai loro bambini, e lo stesso figlio maltrattato che, diventato re Giorgio II, riservò il medesimo trattamento al suo primogenito ed erede. Scialacquatori di ricchezze come Giorgio IV, in gioventù bello e raffinato come il principe delle favole, che per ripianare i suoi debiti fu costretto alle nozze con una donna che lo ripugnava.
mercoledì 18 settembre 2013
F. Hebbel. Giudizio universale con pause
"La metempsicosi-un ladro potrebbe essere stato un tempo il padrone delle cose che ora ruba"
"Umorismo è riconoscere le anomalie"
"Morire di nascita"
"Una persona che ti piove dentro"
"Una ragazza che, ovunque guardi, scorge stelle invisibili a chiunque altro. Ma è il riflesso dei suoi occhi"
- "Un uomo che si duole di essere nato cattolico perché così non gli è dato di convertirsi ora"
...
Friedrich Hebbel, "Giudizio universale con pause" (Adelphi, pagg. 174)
Kafka lesse «tutti d'un fiato» i Diari del poeta tedesco Friedrich Hebbel (1813-1863), annoverandoli fra i «libri che mordono e pungono».
E anche a noi è oggi dato di assaporarli grazie a un curatore d'eccezione, Alfred Brendel, che dall'ampia partitura originale ha ricavato questa scelta, dove troveremo micronarrazioni in sé conchiuse, feroci paradossi e sogni, confessioni spietate e meditazioni filosofiche, storie di animali e inter
rogativi su una Giustizia spesso fallace, frammenti autobiografici e note su fatti contingenti o epocali (la rivoluzione del '48) – tutti segnati da un radicale scetticismo nei confronti della Storia. «Spettacolo pirotecnico sotto una nevicata», i Diari ci offrono riflessioni sul dolore e la morte, sulle miserie della felicità («Quando Dio si trovò in imbarazzo a causa della turba d'uomini che non sapevano cosa fare di se stessi, creò allora la felicità»), sulla stoltezza («Persone che al posto del cervello sembrano avere nella scatola cranica un pugno serrato; tanto si ostinano nella loro stupidità»), e uno sguardo disincantato sui sentimenti («L'amore dei più: caldo egoismo»), sul prezzo di un sapere che concima «l'albero della conoscenza con la linfa della vita». Vita che non è altro se non «saccheggio dell'uomo interiore», sicché non resta che stare ritti digrignando i denti contro i denti del mondo.
Gérald de Nerval. La regina di Saba
Gérard de Nerval, "La regina di Saba" (Adelphi, pagg. 204)
Da Adamo, statua di fango, Eva ebbe Abele, amato da Geova; da Eblis, il Satana arabo (nella Bibbia, il Serpente), ebbe Caino, che per Geova fu sin dall’inizio una spina nel fianco. Le due discendenze – i Figli del Fango e quelli del Fuoco – popolarono la Terra. Ai primi toccarono la ricchezza, il potere politico, una saggezza languida e pomposa; ai Figli del Fuoco, l’abilità tecnica, il sentimento vivo dell’arte e della grandezza, l’oscura ferita di una colpa e il risentimento per le ingiustizie patite, la fatica, la solitudine, la miseria.
Il mito delle due razze è lo sfondo su cui Gérard de Nerval (1808-1855) collocò questo romanzo del 1853 che leggiamo ora in prima traduzione italiana.
Frammenti di leggende bibliche, coraniche e massoniche danno vita a un mito radicalmente nuovo. Da un lato c’è un discendente di Adamo, Solimano Ben-Daud (Salomone figlio di David), l’homme moyen sensuel incoronato, che vorrebbe la gloria di poeta e l’immortalità; dall’altro, nato dalla stirpe di Eblis, il suo capomastro Adoniram, che sogna di emulare gli splendori dell’epoca prima del Diluvio – quando i Figli del Fuoco avevano costruito la metropoli di Enochia e la Grande Piramide – e, guidato da Tubal-Kain, figlio di Caino, scende nel Regno sotterraneo, dove vede la tomba di Adamo, la pietra di smeraldo che occupa il cuore della terra, le immense serre infuocate dove gli gnomi coltivano i metalli. Entrambi amano la regina di Saba, vero cuore del racconto, padrona di un anello magico cui obbediscono gli spiriti dell’aria – e incarnazione luminosa della capacità femminile di trasformare in ragione, poesia e grazia gli enigmi più tenebrosi.
martedì 17 settembre 2013
T. Bizot. Cattolico anonimo
Thierry Bizot, "Cattolico anonimo" (Castelvecchi, pagg. 192)
"Cattolico anonimo" è il racconto ironico e commosso di una crisi spirituale e di una conversione inattesa. Tutto comincia la sera in cui Thierry Bizot, produttore televisivo di successo, viene convocato dal coordinatore scolastico per discutere dei problemi del figlio tredicenne. L’incontro getta un seme: quasi senza rendersene conto Thierry confida al professore i suoi dubbi di padre, torna a casa con un nodo in gola, continua a pensare al breve dialogo di quel giorno. Quando riceve dal professore l’invito a una catechesi per adulti, reagisce con sarcasmo e scetticismo. Ma ci va, non immaginando nemmeno che sarà l’inizio di un percorso spirituale che lo porterà a incontrare personaggi straordinari, metterà in discussione le sue convinzioni e, infine, lo renderà più forte, permettendogli di mettere ordine nella sua vita.
In questo romanzo autobiografico, vero e proprio «coming out spirituale», Bizot fa emergere gli interrogativi dell’esistenza attraverso le piccole vicende quotidiane, racconta un travaglio interiore, ma con la leggerezza di una serenità ritrovata. Best seller in Francia, selezionato nel 2008 per il Premio Renaudot, il libro è diventato un film diretto da Anne Giafferi, moglie di Bizot, uscito in Italia col titolo "L’amore inatteso".
Robert Darnton. Il grande massacro dei gatti
Robert Darnton, "Il grande massacro dei gatti e altri episodi della storia culturale francese" (Adelphi, nuova edizione settembre 2013, pagg. 428)
«Robert Darnton possiede la curiosità investigativa del reporter di razza, la scrupolosità dello studioso e la sensibilità del romanziere». Così un illustre critico, Stanley Hoffmann, presentò questo libro quando apparve in America nel 1984 (già uscito in Italia, sempre per Adelphi, nel 1988, da tempo fuori catalogo).
Di fatto, il progetto di Darnton [di lui già qui in libreria anche "Il grande affare dei Lumi. Storia editoriale dell'Encyclopédie 1775-1800", Adelphi, pagg. 754] è estremamente ambizioso: si tratta, nelle parole dell’autore, «di mostrare non solo che cosa pensava la gente, ma come pensava – come interpretava il mondo, gli dava un senso e gli conferiva un significato emotivo». Così Darnton ha scelto la via di illuminare la sensibilità e i modi di vita del Settecento francese, in ambienti disparati, attraverso sei storie, in gran parte basate su inediti documenti di archivio.
Si passa dal «grande massacro dei gatti», feroce vicenda che si svolge nell’ambiente artigiano di Parigi, alle indagini di un ispettore di polizia che sorveglia le attività di scrittori considerati pericolosi per il regime; dalle strategie di Diderot e d’Alembert nel corso dell’immenso lavoro per l’Encyclopédie alle singolari reazioni dei lettori allo scrittore che scosse radicalmente la sensibilità dell’epoca: Rousseau. E il saggio iniziale illumina il truculento folklore contadino che fa da sfondo alle grandi fiabe di Perrault e Madame d’Aulnoy.
sabato 14 settembre 2013
Breccia. La tomba degli imperi
Gastone Breccia, "La tomba degli imperi. Uomini, armi e strategie: storie del conflitto afghano" (Mondadori, pagg. 279)
"Sappiamo bene perché siamo qui. Siamo meno sicuri di capire perché ce ne stiamo andando." Afghanistan occidentale, primavera 2011. Tra le migliaia di militari italiani che svolgono il loro servizio nell'ambito del Regional Command West (province di Herat, Farah, Ghor e Badghis) non ci sono molti dubbi sulla legittimità e la natura della missione ISAF (International Security Assistance Force) in cui sono impegnati: i talebani hanno offerto asilo e protezione a Osama bin Laden, e gli attentati dell'11 settembre 2001 hanno quindi giustificato di fronte agli occhi e alla coscienza del mondo l'intervento della coalizione occidentale per rovesciare il loro regime. In seguito, la situazione interna ha reso necessario prolungare la presenza armata nel paese per garantire la sicurezza della popolazione e una possibilità di sviluppo all'economia e alla società civile. Ma la missione che sta per concludersi è davvero compiuta? L'Afghanistan si sta avviando verso un futuro di pace e progresso? Il governo creato all'indomani della vittoria sui talebani, guidato da Hamid Karzai, è in grado di garantire la sicurezza interna, come implicherebbe il passaggio delle consegne ormai in via di completamento tra le truppe NATO e i reparti dell'esercito e della polizia di Kabul? Gastone Breccia, che ha trascorso un periodo in Afghanistan con la brigata Folgore, ci fa da guida nella quotidianità della missione ISAF.
Barbero. Donne, madonne, mercanti e cavalieri
Alessandro Barbero, "Donne, madonne, mercanti e cavalieri. Sei storie medievali" (Laterza, pagg. 129)
Fra' Salimbene da Parma, il francescano che ha conosciuto papi e imperatori, vescovi e predicatori, e su ognuno ha da raccontare aneddoti, maldicenze e pettegolezzi; Dino Compagni, il mercante di Firenze che ha vissuto in prima persona i sussulti politici d'un comune lacerato dai conflitti al tempo di Dante; Jean de Joinville, il nobile cavaliere che ha accompagnato Luigi il Santo alla crociata, testimone imperturbabile di sacrifici, eroismi e vigliaccherie; Caterina da Siena, che parlava con Dio e le cui lettere infuocate facevano tremare papi e cardinali; Christine de Pizan (si chiamava in realtà Cristina da Pizzano), la prima donna che ha concepito se stessa come scrittrice di professione, si è guadagnata da vivere ed è diventata famosa scrivendo libri; Giovanna d'Arco, che comandò un esercito vestita da uomo e pagò con la vita quella sfida alle regole del suo tempo. E' possibile incontrare uomini e donne del Medioevo, sentirli parlare a lungo e imparare a conoscerli? E possibile se hanno lasciato testimonianze scritte, in cui hanno messo molto di se stessi. È il caso di cinque su sei dei nostri personaggi; della sesta, Giovanna d'Arco, che era analfabeta o quasi, possediamo lo stesso le parole, grazie al processo di cui fu vittima e protagonista.
Baricco. Palladium lectures
Alessandro Baricco, "Palladium lectures" (2 dvd + libro, Feltrinelli)
"In generale io faccio sempre lezione con questo obiettivo: dare delle risposte che a loro volta generano delle domande. È una specie di doppio movimento: da un lato do agli studenti delle risposte, cioè li aiuto a capire com'è fatta una certa cosa, gli concedo il piacere della conoscenza; dall'altro mi sforzo di fargli capire come quelle risposte siano soprattutto delle password per accedere a nuove domande: e in questo modo gli concedo il privilegio dell'ignoranza. Così si ricostruisce la catena del sapere, che è sempre coniare risposte che contengano domande: la progressione di una formazione culturale è tutta lì. Le Palladium Lectures sono costruite con quella logica." (Alessandro Baricco)
Primavera Fisogni. Il candore
Primavera Fisogni, "Il candore" (Firenze Atheneum, pagg. 96)
Un bimbo di sei-otto mesi che mangia con voracità le prime pappe sta facendo un'esperienza filosofica di grana finissima. Svolge un processo di valutazione che mette in moto l'attività giudicante e invita a ripensare, radicalmente, lo sviluppo del senso morale. Non è che un esempio del particolarissimo rapporto con la realtà vissuto nei primi anni di vita, che partecipa a forgiare il candore. Un modo di essere proprio della prima infanzia, caratterizzato da una potente implicazione con il bene (non sovrapponibile all'innocenza).
Indagini statistiche sull'efficacia della preghiera
Francis Galton, "Indagini statistiche sull'efficacia della preghiera" (il Melangolo, pagg. 72)
Pregare per qualcuno funziona?
Tre testi del cugino di Darwin, Sir Francis Dalton (1822-1911), pubblicati nel 1872 e proposti ora per la prima volta in traduzione italiana. I primi tentativi di sottoporre a verifica empirica e statistica l’efficacia delle preghiere intercessorie (le preghiere in cui si chiede la guarigione di un parente malato o la buona salute di un amico).
Cantonate. Perché la scienza vive di errori
Mario Livio, "Cantonate. Perché la scienza vive di errori" (Rizzoli, rilegato, pagg. 458)
La teoria dell'evoluzione ha cambiato per sempre il nostro modo di concepire la vita sulla Terra, eppure il maestoso edificio costruito da Darwin non fu esattamente un viaggio rettilineo dal mito alla scienza: funzionò in realtà quasi per miracolo - tra errori, equivoci e imprecisioni - almeno fino alle scoperte di Mendel sui meccanismi dell'eredità biologica. A sbagliare, però, Darwin fu in ottima compagnia. Lord Kelvin, uno dei più grandi scienziati della seconda metà del diciannovesimo secolo, sostenne perentoriamente che la Terra non poteva essere più vecchia di qualche milione di anni; Linus Pauling, fondatore della biologia molecolare e due volte premio Nobel, propose un modello del DNA del tutto errato perché temeva di essere battuto sul tempo dai colleghi; l'astrofisico Fred Hoyle definì sarcasticamente "Big Bang" l'esplosione che dette origine all'Universo perché non vi credeva (ma era lui ad avere torto). Einstein stesso volle elaborare una teoria generale delle forze naturali senza tener conto della meccanica quantistica semplicemente perché non l'aveva mai studiata. "Un genio non sbaglia. I suoi errori sono cercati e sono l'anticamera delle scoperte" diceva l'Ulisse di Joyce e ci ricorda Mario Livio in questo nuovo saggio; un viaggio al cuore del pensiero scientifico attraverso gli scivoloni di cinque menti eccelse indotte in errore da vanità, ambizione o eccessiva fiducia in sé.
Boncinelli. Una sola vita non basta
Edoardo Boncinelli, "Una sola vita non basta. Storia di un incapace di genio" (Rizzoli, rilegato, pagg. 420)
Dal 1968 al 1981 Edoardo Boncinelli ha dedicato tutte le sue energie ad allevare drosofile, quei "moscerini della frutta" che sono l'incubo di ogni cucina ma che hanno fra gli scienziati molti estimatori. La biologia era allora in un momento di lenta e inesorabile trasformazione. La ricerca mirava a comprendere i meccanismi che regolano l'espressione dei geni, che sarebbero stati scoperti uno dopo l'altro in un'esaltante epopea scientifica. Boncinelli questa avventura l'ha vissuta da protagonista e sul filo dei ricordi la ripercorre nei suoi snodi cruciali, a cominciare dalla scoperta dei geni architetto dell'uomo, frutto di un'intuizione fortuita avuta chiacchierando con un collega. È il primo passo di un viaggio che lo porterà a indagare le dinamiche dello sviluppo del cervello e ad addentrarsi nel complesso e affascinante universo delle neuroscienze. È la vita di uno scienziato animato fin da bambino da una inesauribile sete di conoscenza, quella che si dispiega nelle pagine di questo libro, intessuta di faticose e inebrianti giornate in laboratorio ma anche di affetti e amicizie saldissime. Una vita assaporata sullo sfondo delle città più amate - Firenze, Napoli, Trieste - ma anche di un mondo girato freneticamente per condividere le proprie conquiste con la comunità scientifica.
venerdì 13 settembre 2013
DVD NOVITA'
Dvd, le novità in libreria:
- Gabriele Salvatores, "Educazione siberiana"
- Dustin Hoffman, "Quartet"
- Giorgia Farina, "Amiche da morire"
- fabio Ferzetti-Gianfranco Giagni, "Carlo!" (documentario su carlo Verdone"
- "L'incredibile barriera corallina" (documentario)
- "Traiano. Optimus princeps" (documentario)
- "Nazismo. La cospirazione occulta" (documentario)
Ristampe, novità in libreria:
- Stanley Kubrick, "Fear and Desire. Paura e desiderio" (1953)
- Russell Rouse, "La pistola sepolta" (1956)
- Richard Thorpe, "Su un'isola con te" (1948)
- Richard Thorpe, "La casa dei sette falchi" (1959)
- William Marshall, "L'avventuriero di New Orleans" (1951)
- Joseph M. Newman, "Traversata pericolosa" (1954)
- René Clair, "Le belle della notte" (1952)
- Alain Corneau, "Police Python 357" (1976)
- Bertrand Tavernier, "Legge 627" (1992)
CD NOVITA'
Cd, le novità in libreria:
- Samuele Bersani, "Nuvola numero nove"
- Ornella Vanoni, "Meticci (io mi fermo qui)"
- Madonna, "MDNA World Tour" (2 cd)
- Madonna, "MDNA World Tour" (deluxe edition 2cd + dvd)
- Clash, "London Calling" remastered
- Clash, "Sandinista!" remastered
http://www.youtube.com/watch?v=Phl6k1_6KHg
http://www.youtube.com/watch?v=Fzri4Tny-Fc
giovedì 12 settembre 2013
Adelchi Battista. L'estate degli inganni
Adelchi Battista, "L'estate degli inganni" (Guanda, pagg. 432)
25 luglio 1943: Mussolini viene deposto, Badoglio è il nuovo capo del governo. 11 settembre: tre giorni dopo la firma dell’armistizio tra l’Italia e gli Alleati, un commando tedesco libera il Duce dalla prigione sul Gran Sasso. Tra queste due date si sviluppa un dramma internazionale che ha al centro il destino dell’Italia. A Roma, re Vittorio Emanuele III e Badoglio conducono un complicato doppio gioco con i rappresentanti della Germania nazista, mentre trattano la resa con gli Alleati, in un andirivieni di generali, negoziatori, spie. Nella Tana del Lupo, Hitler discute con il suo Stato maggiore l’invasione della penisola. Tra Washington e Londra – passando per il Vaticano – si intrecciano corrispondenze concitate, speranzose, sprezzanti tra capi di Stato e ambasciatori, mentre gli accordi vengono firmati e comincia la Liberazione. E intanto le bombe non smettono di cadere...
In un crescendo di tradimenti ed equivoci, complotti e fughe, Adelchi Battista racconta in presa diretta, come in un film, la storia dei quarantotto giorni cruciali di quell’estate. Nel suo montaggio serrato di dialoghi e situazioni, i protagonisti e i comprimari di quegli eventi – da Ettore Muti a Kesselring, da Dino Grandi a Claretta Petacci – tornano alla vita componendo il quadro di una vivida commedia umana.
mercoledì 11 settembre 2013
Stuart Nadler. La fortuna dei Wise
Stuart Nadler, "La fortuna dei Wise" (Bollati Boringhieri, pagg. 368)
1947. La fortuna cade letteralmente dal cielo per Arthur Wise, piccolo avvocato ebreo di provincia, sotto forma di un aereo della Boston Airways che precipita nel mare del New England: Wise dà il via a una class action vittoriosa che farà di lui il terrore delle compagnie aeree di linea, e un uomo ricchissimo. Compera una magnifica tenuta a Cape Cod, con due case, una per sé, la moglie e il figlio Hilly, l'altra per l'amico e socio Robert Ashley. Con la proprietà arriva anche l'houseboy nero dei precedenti abitanti, Lem Dawson, che viene incaricato di fare la spola con messaggi e documenti tra le due case e i due soci. L'adolescente Hilly si innamora della nipote di Lem, la bellissima Savannah, e l'innocente relazione tra i due ragazzi darà il via a una serie di eventi imprevedibili quanto drammatici.
A poche pagine dall'inizio, Stuart Nadler ha già introdotto nella sua storia i temi classici della letteratura americana di sempre: la fortuna improvvisa, le cause legali collettive, l'amicizia maschile, l'amore interrazziale, l'impulsività giovanile, la vendetta, i contrasti tra padre e figlio, la prepotenza del denaro, il baseball...
Cinquant'anni dopo ritroviamo tutti a Cape Cod: Hilly è vedovo e ha quattro figlie, Savannah ha un marito e un figlio adottivo, Arthur Wise è stanco e malato, e tutti i personaggi stanno ancora cercando di farsi una ragione di quello che era accaduto nello stesso posto tanti anni prima.
Kim Fay. La mappa dei ricordi perduti
Kim
Fay, "La mappa dei ricordi perduti" (Neri Pozza, pagg. 400)
Nel
1925, a Shanghai, nessuno si chiede perché un forestiero metta piede
in città. Si dà semplicemente per scontato che abbia qualcosa da
nascondere. A che cosa serve, infatti, un’enclave in cui non
occorre esibire alcun visto o passaporto se non a offrire rifugio a
diseredati, avventurieri e criminali d’ogni specie desiderosi di
una vita nuova?
Irene
Blum non sfugge alla regola e, nel 1925, arriva a Shanghai col suo
bravo segreto da custodire gelosamente e celare a sguardi e orecchi
indiscreti.
Irene
è cresciuta girovagando per le sale del museo Brooke di Seattle, e
ascoltando, come fosse una favola per bambini, la storia della
civiltà khmer.
Henry
Simms, il più vecchio e più intimo amico di suo padre, il
collezionista che annovera tra i suoi oggetti preziosi parte
dell’argenteria romana del primo secolo recuperata dalle ceneri del
Vesuvio e la Venere allo specchio di Tiziano, si è preso cura di lei
quando è rimasta orfana. Insieme ai biscotti allo zenzero preparati
dalla cuoca, le lasciava in cucina, quando era poco più di una
bambina, mappe disegnate con cura, che la guidavano in avventurose
cacce ai tesori perduti della civiltà khmer.
Anni
dopo, quando Irene è diventata l’anima stessa del Brooke, il
vecchio Simms si è presentato al suo cospetto e con mano malferma ha
frugato nella tasca della sua giacca e ha tirato fuori un libriccino,
un diario risalente al 1825, in cui un tal Reverendo James T. Garland
annunciava un ritrovamento sensazionale: un sottile rotolo di metallo
scovato in un tempio di pietra sperduto nella giungla cambogiana,
dove, stando a una guida locale, sarebbero stati nascosti da qualche
parte i dieci fatidici rotoli di rame che narrano l’intera storia
della civiltà khmer. Una tentazione irresistibile per Irene! Mettere
le mani su uno dei reperti più agognati da ogni archeologo e
cacciatore di tesori degno di questo nome!
A
Shanghai, in compagnia dell’affascinante e enigmatica Simone
Merlin, capace di leggere correntemente il sanscrito, il pali e la
scrittura khmer, e a Saigon, su strade che trasudano oppio e afa,
Irene si inoltrerà in un passato dimenticato, fino al luogo in cui
una verità ancora più importante di quella desiderata verrà alla
luce.
Per Petterson. Maledico lo scorrere del tempo
Per Petterson, "Maledico lo scorrere del tempo" (Guanda, pagg. 240)
«Ha trentasette anni, ma non lo definirei un adulto»: è questo il giudizio implacabile della madre di Arvid sul figlio. Le è stato appena diagnosticato un tumore allo stomaco, e lei si è imbarcata su un traghetto che dalla Norvegia la porterà nella cittadina danese dove è nata, nella casetta sulla spiaggia in cui la famiglia trascorreva le vacanze estive quando i figli erano piccoli.
Arvid la segue dopo pochi giorni, un po’ per starle vicino, un po’ per riprendersi da un matrimonio ormai fallito, un po’ per cercare per l’ennesima volta di riconquistare il suo affetto. Sente di averlo perduto da ragazzo, quando abbandonò gli studi per fare l’operaio nella stessa fabbrica in cui il padre aveva lavorato per anni, affascinato dal mito ormai stanco di quel proletariato a cui i genitori si erano sforzati per tutta la vita di sottrarlo. Per Arvid questa è l’occasione per recuperare il terreno perduto, per dimostrare a sua madre che ormai è un uomo, che si può fare affidamento su di lui.
Forse, però, nulla è davvero cambiato, e Arvid, eroicamente, sta ancora cercando un equilibrio personale sull’orlo di quell’abisso silenzioso sul quale l’ha spinto la vita, suo malgrado, bisognoso d’affetto e distratto dal pensiero di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato.
martedì 10 settembre 2013
Jonathan Wilson. Il portiere
Jonathan Wilson, "Il portiere. Vite di numeri 1" (Isbn, prefazione di Dino Zoff, pagg. 400)
Da sempre la figura del portiere è la più affascinante e letteraria dell’universo calcistico. Stare tra i pali significa essere un outsider, avere un ruolo profondamente diverso da quello di tutti gli altri giocatori. Chi difende la porta è l’ultimo baluardo, può essere acclamato come un eroe, ma il minimo errore può farlo sprofondare nel baratro.
Jonathan Wilson ripercorre le vicende dei portieri più famosi della storia, dalle prime partite nell’Inghilterra di metà Ottocento ai giorni nostri. Attraverso aneddoti, interviste inedite, riferimenti letterari – da Nabokov a Camus, passando per Soriano e Handke – l’autore delinea una mappa globale dell’individuo solitario che, con le sue parate, è entrato – in varie epoche, a diverse latitudini – nel cuore dei tifosi e nell’epica sportiva di intere nazioni.
All the madmen
Clinton Heylin, "All the madmen. Il lato oscuro del rock britannico" (Odoya, immagini, pagg. 368)
Alla fine del 1968 i Beatles erano troppo occupati a litigare fra loro per poter collaborare, mentre gli Stones erano fermi e nei guai: il rock inglese era in crisi. Heylin ci racconta cosa accadde dopo, e di come sei star – Pete Townshend, Ray Davies, Peter Green, Syd Barrett, Nick Drake e David Bowie – viaggiarono fino ai confini della follia, alcuni di loro senza più riuscire a tornare indietro.
Tra il 1971 e il 1973 il rock inglese dominava le frequenze radio, e i migliori interpreti di questa fervente scena produssero le loro opere fondamentali, pienamente concepite da entrambi i lati – luminoso e oscuro – di quella che sembrava essere una scossa d’assestamento psichica nell’inconscio collettivo dell’arcipelago britannico.
Furono gli anni di alcuni tra gli album più influenti mai registrati: Muswell Hillbillies di Ray Davies, Pink Moon di Nick Drake, Ziggy Stardust e Aladdin Sane di David Bowie, Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd e Quadrophenia di Pete Townshend, ognuno dei quali, direttamente o indirettamente, ha come suo tema centrale la pazzia.
Malmsteen. Implacabile. Il memoir
Yngwie J. Malmsteen, "Implacabile. Il memoir" (Arcana, immagini, pagg. 240)
Come fa un ragazzo svedese a sbarcare in America alla tenera età di diciotto anni e, nel giro di un mese, a ritrovarsi con la gente che fa la fila per sentirlo suonare la chitarra? Dove ha imparato una tale tecnica? Come ha sviluppato uno stile così particolare? E che cosa succede dopo?
In "Implacabile" Yngwie Malmsteen rivive i momenti più gloriosi e più bui della sua leggendaria carriera di musicista tra i più ammirati, chiacchierati e imitati del mondo: da come riuscì a comprare la sua prima Strat e a costruire il suo primo muro di Marshall, fino alla verità dietro al titolo dell’album UNLEASH THE FURY del 2005, e oltre. Al centro della storia di Yngwie c’è la sua ribellione contro le convenzioni e le restrizioni della Svezia in cui è cresciuto. «Non distinguerti dalla massa», gli dicevano, quando sognava di diventare un musicista professionista. «Non avrai successo», lo ammonivano, quando desiderava suonare a tutto volume o eseguire canzoni poco note. La sua intera carriera è stata un’affermazione: io mi distinguerò, io avrò successo. Yngwie narra i piccoli e grandi episodi della sua vita senza orgoglio né rimpianti, ma con notevole intensità. E si addentra nel lato più torbido e corrotto del rock, rivelando come manager, case discografiche e altri l’abbiano derubato prima che sua moglie, April, salvasse lui e la sua carriera.
I musicisti saranno attratti dalle descrizioni di come Yngwie creò le sue canzoni migliori e dal suo approccio globale alla composizione e alle dinamiche interne ai gruppi, ma anche dall’ammirazione che dimostra per i musicisti che hanno influenzato la sua tecnica e lo sviluppo del suo unico stile metal neoclassico, dal violinista e compositore Niccolò Paganini a Ritchie Blackmore dei Deep Purple.
venerdì 6 settembre 2013
LA LIBRERIA TORRIANI ALLA BIOFERA
Ricordo che domani e dopodomani (sabato 7 e domenica 8
settembre) mi trovate alla Biofera (http://www.universofood.net/index.php?option=com_content&view=article&id=802%3Abiofera-2013-la-grande-fiera-del-biologico-di-canzo-como&Itemid=50).
Domani (sabato 7 settembre) la libreria resterà comunque
normalmente aperta
Alla Biofera propongo tutte le migliori pubblicazioni di e su il
lago di Como, la Brianza e il Triangolo Lariano
(PUBBLICAZIONI - LO RICORDO - SEMPRE DISPONIBILI
QUI IN LIBRERIA), editori Bellavite, Dominioni (con anche i
libri della fu casa editrice Stefanoni, rilevati ora da
Dominioni), Il Ciliegio, Nodolibri, Lariologo, Carlo Pozzoni
Fotoeditore, Editoriale Corriere di Como, Cattaneo, Pietro
Macchione, Pifferi, Associazione Scanagatta, inoltre i cd dei
Sulutumana e altre interessanti pubblicazioni (come "La
tranvia Como-Erba" di Stefano Ripamonti, "Cuori a pistone.
La grande e le piccole storie del Circuito del Lario" di
Gianmarco Maspes, i libri di Maria Orsola Castelnuovo, i libri
di Antonello Marieni e della fu Pam editrice, i libri della fu
Bryan Editrice, il libro su Caglio di Amaduzzi e Longoni, il
libro su Canzo di Nonsoloturismo, .....)
giovedì 5 settembre 2013
N. N. Tabel. Antifragile. Prosperare nel disordine
Nassim Nicholas Taleb, "Antifragile. prosperare nel disordine" (il Saggiatore, pagg. 552)
Questo libro offre una nuova visione del mondo. La prospettiva che cambierà le nostre idee sulla società e ispirerà le nostre scelte quotidiane. Ci aiuterà a comprendere come il nostro corpo si protegge dalle malattie e le specie viventi si evolvono, come la libertà d'impresa crea prosperità e il genio si trasforma in innovazione. La chiave di tutto è l'ANTIFRAGILITA'. Sappiamo che la nostra incapacità di comprendere a fondo i fenomeni umani e naturali ci espone al rischio degli eventi inaspettati. Ma l'incertezza non è solo una fonte di pericoli da cui difendersi: possiamo trarre vantaggio dalla volatilità e dal disordine, persino dagli errori, ed essere quindi antifragili. Medicina, alimentazione, architettura, tecnologia, informazione, politica, economia, gestione dei risparmi: sono solo alcuni dei campi di applicazione pratica in cui Nassim Nicholas Taleb ci accompagna, con l'ironia e la verve polemica che lo hanno reso celebre. Attingendo da uno sconfinato repertorio di episodi storici, fenomeni biologici e naturali, curiose esperienze personali, unendo la logica alla scettica saggezza degli antichi e allo spirito pratico dell'uomo della strada, Taleb è riuscito nel tentativo di creare una guida eclettica, scanzonata e iconoclasta per orientarsi in un mondo imprevedibile e dominato dal caos, il mondo del Cigno nero.
Giorello. La lezione di Martini
Giulio Giorello, "La lezione di Martini. Quello che da ateo ho imparato da un cardinale" (Piemme, rilegato, pagg. 114)
Giulio Giorello e Carlo Maria Martini. Il filosofo e il cardinale. Una grande amicizia umana e intellettuale. Un vivace rapporto di collaborazione intessuto di reciproca attenzione alle questioni esistenziali, scientifiche e spirituali che stavano a cuore a entrambi. Per l'uomo di pensiero che firma queste pagine - ricche di suggestioni culturali ed etiche - Martini fu un credente dall'ampio respiro, pronto a parlare con tutti, perfino con gli atei più feroci; un credente che non aveva paura del relativismo, ritenendolo premessa indispensabile alla relazione, e ancor meno dell'individualismo, inteso come un diritto inalienabile alla propria singolarità e alla propria coscienza nell'ambito di una comunità, di una polis.
In questo ritratto inaspettato, Giorello - che collaborò alla "Cattedra dei non credenti" inventata da Martini nella diocesi ambrosiana - delinea due posizioni distinte, eppure capaci di dialogare fra loro per portarsi reciprocamente più vicine a una "verità" mai totalmente afferrabile, e disposte ad accogliere, nella fatica della ricerca, visioni più vaste in un moltiplicarsi di orizzonti. Al termine della riflessione il filosofo conclude il suo percorso con una frase illuminante: "Sono un tipo particolare di ateo cui non interessa più prevalere sulla pelle (sulla mente, sulla carne) di chi crede. Ringrazio Carlo Maria Martini per aver purificato il mio ateismo da questa tentazione".
S. Strogatz. La gioia dei numeri
Steven Strogatz, "La gioia dei numeri. Viaggio nella matematica da uno a infinito" (Einaudi, rilegato, pagg. 252)
Federico Peiretti, "Il grande gioco dei numeri. Enigmi e rompicapi per divertirsi con la matematica" (Longanesi, rilegato, pagg. 226)
LA GIOIA DEI NUMERI
Scopriremo che le schiacciate di Michael Jordan possono servire a spiegare i fondamenti del calcolo infinitesimale, capiremo perché alcuni infiniti siano piú grandi di altri; vedremo come la nostra vita sia sfiorata da nuovi tipi di matematica quando cerchiamo un ristorante in rete o proviamo a capire le paurose oscillazioni del mercato azionario. Oppure approfondiremo alcuni dei grandi o piccoli misteri della vita: come e quante volte si deve girare il materasso per farlo durare piú a lungo possibile? O. J. Simpson era colpevole? Quante persone bisogna incontrare prima di trovare quella che fa per noi? Che ci crediate o no, la matematica ha un ruolo cruciale nel dare una risposta a tutte queste domande.
IL GRANDE GIOCO DEI NUMERI
Sono tanti, in questo libro, i problemi che sfidano la nostra intelligenza. Gli enigmi qui proposti - grazie anche all'aiuto di "guide" come Eulero o Einstein - sono l'occasione per una preziosa ginnastica mentale, utile ad allenare e affinare le nostre abilità logiche e intuitive. Anche i più scettici, superando blocchi o pregiudizi diffusi, scopriranno grazie a questo libro la divertentissima bellezza della matematica.
Odifreddi. Come stanno le cose. Il mio Lucrezio
Piergiorgio Odifreddi, "Come stanno le cose. Il mio Lucrezio, la mia Venere" (Rizzoli, immagini, pagg. 312)
"Come stanno le cose" affianca a una nuova traduzione in prosa del capolavoro di Lucrezio un commento illustrato di Odifreddi che ne mostra le connessioni ideali o fattuali con la cultura umanistica e scientifica. Si scopre così che le parole di un letterato classico e i pensieri degli scienziati contemporanei convergono nell'offrire una grandiosa visione del mondo.
Duemila anni fa un uomo guardò alla cultura del futuro, e ne anticipò una buona parte in un'opera visionaria e avveniristica: l'uomo era il poeta Lucrezio, l'opera il poema "De rerum natura". Tutte le grandi teorie scientifiche di oggi (l'atomismo fisico-chimico, il materialismo psicologico, l'evoluzionismo biologico) sono esposte e difese nei suoi canti. Tutte le grandi superstizioni umanistiche di ieri (la filosofia non epicurea, la letteratura non realistica, la religione non deista) sono criticate e attaccate nelle sue invettive. Il "De rerum natura" costituisce dunque, allo stesso tempo, un'opera di divulgazione scientifica e una testimonianza laica: esattamente le due chiavi di lettura del mondo alle quali ha legato il suo nome anche il "matematico impertinente" Piergiorgio Odifreddi.
mercoledì 4 settembre 2013
Claudio Franzoni. Da capo a piedi
Claudio Franzoni, "Da capo a piedi. Racconti del corpo moderno" (Guanda, pagg. 240)
Negli ultimi anni l’attenzione quasi ossessiva per il corpo e per l’«immagine» ha contribuito a porre in una nuova luce l’ambito della gestualità, il concetto stesso di «gesto», vale a dire quella porzione di movimento che, per una ragione o per l’altra, ci appare così speciale, così eloquente. Eppure, abituati come siamo, da secoli, ad attribuire il primato alla parola, continuiamo a trascurarne la centralità.
Questo libro dimostra invece l’importanza dei gesti, spesso decisiva, nei piccoli momenti della vita quotidiana e nei grandi passaggi della storia politica. Non un trattato sulla gestualità e neppure un manuale di consigli o indicazioni meccaniche, ma una ricognizione sull’uso odierno del corpo, a cominciare dai gesti del potere: agitare mani e dita per aria, incrociare le braccia, inginocchiarsi e baciare la terra, per arrivare, tra corna e linguacce, saluti romani e pugni chiusi, baci e bacini, gesti comuni e gesti desueti, a quelli che compiamo non solo nello scambio con gli altri, ma riferendoci alle cose, quando abbiamo a che fare con un telefono, una tastiera, una chitarra. Insomma l’occasione per osservare, attraverso esempi tratti dall’oggi e dal passato, come i movimenti del corpo, incluse le pose di cui facciamo il nostro «stile», siano la conseguenza di ben precise visioni del mondo e delle relazioni tra gli uomini.
K. Jaspers. Socrate, Buddha, Confucio, Gesù
Karl Jaspers, "Socrate, Buddha, Confucio, Gesù. Le personalità decisive" (Fazi-Campo dei Fiori, pagg. 208)
A distanza di millenni, le figure di Socrate, Buddha, Confucio e Gesù non hanno smesso di suscitare la nostra viva curiosità e ancora rivestono un enorme significato nella vita di milioni di persone. Come spiegare la loro influenza nella storia dell'uomo, apparentemente destinata a durare in eterno? Qual è il modo per comprendere la loro eredità?
Karl Jaspers si confronta con queste domande in "Socrate, Buddha, Confucio", Gesù", un estratto dall'opera del 1957 "I grandi filosofi", che oggi Campo dei Fiori presenta al lettore italiano come testo autonomo. In questo scritto il filosofo e psichiatra tedesco illustra le quattro "personalità decisive" nella convinzione che conoscerle a fondo equivalga a una "chiarificazione della coscienza storica universale". Jaspers riporta le biografie, cita le fonti, ricostruisce la storia della ricezione e sviscera il significato permanente della vita e dell'opera di questi quattro uomini.
Il pensiero scoperto nel dialogo da Socrate, l'abbandono del mondo di Buddha, la centralità dell'ethos di Confucio e l'amore incondizionato di Gesù sono ancora oggi cardini attorno ai quali si orienta la civiltà umana, ma che in ogni epoca, e quindi anche nella nostra, devono essere interpretati e sperimentati di nuovo. In nome di Socrate, Buddha, Confucio e Gesù sono nate chiese, scuole, movimenti e dottrine che spesso hanno tradito lo spirito delle quattro persone che ne sono all'origine. Con grande lucidità Jaspers cerca di restituircele in tutta la loro grandezza.
A. Sanna. Fiume lento, un viaggio lungo il Po
Alessandro Sanna, "Fiume lento. Un viaggio lungo il Po" (Rizzoli, rilegato, immagini, pagg.96)
Ricordi e stralci di storie sedimentate nel tempo rivivono attraverso i disegni di Alessandro Sanna.
Autunno anni '50: il fiume esonda e l'alluvione sconvolge terre e paesi. Un uomo lascia la sua casa e corre ad avvertire la sua gente. Quando torna, trova, la casa allagata e il suo cane unico superstite, in sua attesa. Inverno fine anni '60: un contadino va con la barca a prendere il figlio a scuola per renderlo partecipe della nascita di un vitellino. Primavera anni '80: un paese è in festa. Arrivano le giostre e insieme si condivide la gioia di un matrimonio. Estate anni '30: una tigre fugge dal circo e si rifugia nel bosco vicino al paese. Incontrerà un pittore folle e senza paura. Prefazione di Ermanno Olmi.
martedì 3 settembre 2013
Mark Twain. Lettere dalle Hawaii
Mark Twain, "Lettere dalle Hawaii" (Cavallo di Ferro, pagg. 304)
Mark Twain ha trascorso 4 mesi sulle Isole Hawaii nel 1866 e ha scritto per conto del "Sacramento Daily Union" queste divertenti lettere-reportage di viaggio. Le sue Hawaii pullulano di capitani di navi, balenieri, missionari, zanzare, boschetti fioriti e migliaia di gatti. E intanto che Francia, Inghilterra e Stati Uniti si disputano il dominio sulla zona, con i soliti tragicomici risvolti coloniali, la popolazione nativa affronta il declino indotto dalle malattie e dalle pressioni culturali. È così che Mark Twain racconta, con il suo personale e inconfondibile spirito, una terra ancora legata ad antiche tradizioni e avvolta nello splendore tropicale, ma anche già proiettata verso un futuro ben più squallido. Le lettere sono permeate di umorismo e passano dal freddo resoconto al colorito miscuglio di romantiche descrizioni, fino a dilagare sulle questioni politiche e religiose.
Gadda. Un gomitolo di concause. Lettere a Citati
Carlo Emilio Gadda, "Un gomitolo di concause. Lettere a Pietro Citati (1957-1969)" (Adelphi, pagg. 242)
Nel 1956, allorché diventa consulente di Livio Garzanti, il giovane Citati non può sospettare che gli verrà affidato un compito impossibile: occuparsi del più impervio, moroso, nevrotico, geniale scrittore del Novecento, Carlo Emilio Gadda. Rapidamente, Citati ne conquista la fiducia: e a questo miracoloso sodalizio dobbiamo libri come il Pasticciaccio, I viaggi la morte, Accoppiamenti giudiziosi. Ma alle funzioni di editor Citati ne ha ben presto aggiunte di ancor più delicate: quelle di confidente, consigliere, amico e gaddista militante – in altre parole, di intermediario fra l’Ingegnere e il mondo. Ne è prova il loro splendido carteggio, tutto da assaporare: rassicurato dalla dedizione e dal veemente impegno in suo favore di Citati, stimolato dalla vastità dei suoi interessi e dalla sua attività di critico, Gadda rompe gli argini, si abbandona a lettere ‘esorbitanti’ e ‘barocche’, di volta in volta eccentrici saggi, nobili poèmes en prose, irresistibili bizze. Come quella, degna di Verso la Certosa, in cui rievoca per Citati la sua mania di architettare mentalmente «case e ville e castelli durante le lunghe camminate dell’infanzia e dell’adolescenza sugli stradali prealpini, nelle ore d’una fuggente serenità». O quella, strepitosa, in cui sfoga la sua rabbia contro Moravia e la Morante, colpevoli di averlo «sfiancato, rintronato e vilipeso», durante una cena a Trastevere, con la loro «cornacchiante erogazione di teoremi storiografici» – ossia con le accuse mosse alle borghesie. Si capirà allora come mai Citati abbia scritto che in ogni momento della vita di Gadda sembravano convergere «il passato ... il presente, il futuro, la realtà, il sogno, il tragico, il comico, la colpa, il rimorso, l’immaginazione, il gioco, la follia...».
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