Libreria Torriani di Luigi Torriani (foto di Nicola Vicini)

Libreria Torriani di Luigi Torriani (foto di Nicola Vicini)

mercoledì 12 febbraio 2014

I Castelletti



Virginio Longoni (a cura di), "I CASTELLETTI. MEMORIE DI UNA DELLE PIU' ANTICHE CASATE NOBILI DEL PIAN D'ERBA, DELL'ALTA BRIANZA E DEL TRENTINO" (Alessandro Dominioni Editore, immagini, pagg. 192)

Originaria del Pian d’Erba, la parentela Castelletti fu, nel corso dei primi secoli del secondo millennio, testimone ed interprete, del progressivo quanto meritorio superamento dei vincoli feudali imposto dai signori di Carcano e dai loro consanguinei Parravicini. Su questa traccia si può intravvedere anche il primitivo Radicamento di avanguardie aristocratiche dei Castelletti nei contorni del Lago Maggiore e nel Trentino. La documentata, progressiva partecipazione dei Castelletti erbesi alle vicende del Comune di Milano rispecchia invece la loro sensibilità all’evolversi
dei tempi e delle circostanze politico-sociali, che li vide affermarsi in vari campi, mai rinunciando alla competizione. Di questa voglia di fare il testo offre non poche indicazioni. Dai contributi trentini spicca poi la consacrazione letteraria che accompagnò la tragica fine di un ramo dei Busio-Castelletti, vicenda rivelatrice delle relazioni che quest’ala della parentela aveva intessuto a Rovereto, Trento, Innsbruck e Vienna.

Ermanno Rea - Il sorriso di don Giovanni




Ermanno Rea, "Il sorriso di don Giovanni" (Feltrinelli, pagg. 240)

Una donna: Adele. Una passione prorompente, insopprimibile: i libri, la lettura, i fantasmi che popolano l’universo della grande invenzione letteraria universale, Emma Bovary, Madame Chauchat, il principe Myškin, il capitano Achab, Henry Esmond, don Giovanni…
Adele brucia come un giovane ceppo in un camino, entra nei libri come fossero porte aperte, conversa con i personaggi, li contraddice. Ma non c’è traccia di delirio in questi “incontri ravvicinati”, semmai una grande, magica capacità di visione e di immedesimazione. Siamo negli opachi, anzi rischiosi, anni settanta, in una cittadina dell’entroterra campano dove tutto sembra fermo e addormentato. E invece… 
Adele ha soltanto quattordici anni quando si innamora di Fausto, lettore accanito a sua volta nonché fervido militante del Partito comunista (laddove lei preferisce sognare la rivoluzione). Amori e divergenze bruciano la loro giovinezza. Finché Adele, inquieta e delusa, abbandona la sua “Macondo” per Napoli, dove si fa “maestra di strada” in uno dei quartieri più degradati della città. I libri insomma continuano a essere la sua ossessione. La sua ragione di vita. A scandire, come un tempo le speranze, adesso le delusioni. Tra cui la più grande di tutte: l’irrimediabile perdita dell’uomo amato. Ora Adele vive isolata nell’appartamento ereditato dalla nonna, trasformato in una vera e propria biblioteca pubblica, tra migliaia di libri rari, pregiati, antichi e moderni, una sorta di sacrario all’interno del quale si muove come una vestale e si intrattiene con gli interlocutori di sempre: caro don Chisciotte, caro Renzo, caro don Giovanni… 

Alex Ferguson: La mia vita



ALEX FERGUSON, "La mia vita" (Bompiani, immagini, pagg. 434)

Il più grande allenatore nella storia del calcio inglese si racconta per la prima volta. La storia di Sir Alex Ferguson comincia a Govan, il quartiere dei cantieri navali di Glasgow, continua con il successo senza precedenti dell’Aberdeen in Europa e diventa leggendaria grazie ai ventisette anni di vittorie con il Manchester United, la più grande potenza sportiva mondiale dell’ultimo quarto di secolo. Grazie alla sua capacità manageriale, alla sua energia e abilità, unite a una visione strategica fuori dal comune, Sir Alex è stato capace di costruire la squadra in ogni minimo particolare, dentro e fuori dal campo. Ha allenato giocatori di livello assoluto come Roy Keane, Ryan Giggs, Eric Cantona, Ruud van Nistelrooy, Cristiano Ronaldo e David Beckham. Ha rivaleggiato con il Liverpool, l’Arsenal, il Chelsea e il Manchester City. Ha sbaragliato il campo, rivoltato come un guanto le logiche, le tattiche, gli aspetti psicologici dell’allenamento di una squadra. Leggere le sue parole, i suoi aneddoti, i suoi giudizi, significa essere proiettati sul terreno di gioco, attori e non più solo spettatori dello sport da sempre radicato nel cuore di tutti.

Trottole, ruzzole, lippa e compagnia



Carlo Carzan, "Trottole, ruzzole, lippa e compagnia. 50 giochi popolari da tutto il mondo" (Terre di Mezzo, pagg. 128)

Torniamo a occupare cortili, piazze, parchi e a passare il tempo insieme, grandi e piccoli, con giochi che attraversano le strade del mondo e le epoche. Che sia tradizione dell'antica Grecia, dell'Inghilterra, della Cina o di casa nostra, l'importante è divertirsi!   
Perfetto per gli educatori e tutti quelli che devono organizzare attività all’aria aperta. Ogni gioco è spiegato con le illustrazioni di Maddalena Gerli.

I Bassotti Polillo Editore



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martedì 11 febbraio 2014

Rithy Panh - L'eliminazione



Rithy Panh (con Christophe Bataille), "L'eliminazione" (Feltrinelli, pagg. 208)

Un quarto della popolazione cambogiana è scomparso in quegli anni (1975-1978), morto di fame, ucciso dalle malattie o assassinato dai fanatici compagni di Pol Pot. Rithy Panh è uno dei sopravvissuti. "L’eliminazione" è il racconto di quei giorni terribili


Rithy Panh nasce nel 1964 a Phnom Penh, in Cambogia. Dal 1975 è prigioniero nei campi di riabilitazione dei khmer rossi. Nel 1979, appena quindicenne, rie­sce a fuggire in Thailandia. L’anno successivo si trasferisce a Parigi. Nel 1985 si iscrive all’Institut des hautes études cinématographiques (Idhec) e firma il suo primo documentario nel 1989, Site II. Da allora Rithy Panh non ha smesso di lavorare contro l’amnesia del suo paese mostrando la tragedia cambogiana e le sue conseguenze – tra il 1975 e il 1978 il regime di Pol Pot ha fatto più di due milioni di morti.

Due uomini a confronto. Rithy Panh, regista scampato al genocidio dei Khmer rossi, e il boia Duch, pezzo grosso del regime di Pol Pot, capo del centro di tortura e sterminio S21. Partendo dal suo lavoro di documentarista impegnato a cercare la verità e conservare la memoria, Rithy Panh racconta questo incontro allo scrittore Christophe Bataille, coautore del libro. Figlio di un funzionario del ministero dell’Educazione del vecchio regime, dunque “popolo nuovo” (da rieducare e perseguitare) secondo la sinistra denominazione della Kampuchea democratica, Rithy Panh ha vissuto la deportazione, la malattia, gli stenti. Nel giro di pochi mesi ha visto morire di fame suo padre, i suoi nipotini, e poi, man mano, tutta la sua famiglia, sterminata silenziosamente insieme a milioni di altri cambogiani. Il racconto della sua infanzia, della sua preadolescenza, è la materia di questo libro straordinario e prezioso per il valore di testimonianza, che lo pone al livello delle opere di Primo Levi e Claude Lanzmann

Auschwitz spiegato a mia figlia



Annette Wieviorka, "AUSCHWITZ SPIEGATO A MIA FIGLIA" (NUOVA EDIZIONE, Einaudi, pagg. 84)

Per quale motivo i nazisti spesero tante energie per sterminare milioni di uomini, donne e bambini ebrei? Perché Hitler riteneva che gli ebrei fossero la maggior minaccia per il Terzo Reich? Chi sapeva quello che stava succedendo, e chi poteva fare qualcosa? Per quale ragione gli ebrei non hanno opposto resistenza?

Annette Wieviorka risponde alle domande crude e dirette di sua figlia Mathilde su Auschwitz e sull'assurda tragedia dei lager nazisti. Un dialogo serrato e puntuale sull'enigma del male assoluto.

Salute e bugie



Salvo Di Grazia, "SALUTE E BUGIE. Come difendersi da farmaci inutili, cure fasulle e cirlatani" (Chiarelettere, pagg. 244)

Per la salute e la bellezza si è disposti a credere a tutto, anche che sia possibile con una lozione far ricrescere i capelli o che con la cartilagine di squalo, l’aculeo velenoso dello scorpione, o addirittura con le mandorle, si guarisca dal cancro. Lo stesso vale per l’omeopatia, l’agopuntura, il bicarbonato di Simoncini, il siero di Bonifacio o le staminali di Vannoni. Contro le truffe in farmacia, le cure inutili e le illusioni della medicina alternativa, qui dimostrate da chi le denuncia da anni, l’unico antidoto è l’informazione: per salvaguardare noi stessi e il progresso scientifico, quello al servizio dell’uomo e non degli interessi delle aziende farmaceutiche e degli speculatori.

Salvo Di Grazia è un medico chirurgo. Oltre a collaborare a ilfattoquotidiano.it e a riviste di divulgazione scientifica, ha fondato il blog “MedBunker”, visitatissimo osservatorio sulla medicina, la scienza e i ciarlatani della salute.


Monuments Men



Robert M. Edsel, "MONUMENTS MEN. Eroi alleati, ladri nazisti, e la più grande caccia al tesoro della storia"(Sperling & Kupfer, nuova edizione, pagg. 440)

Il libro da cui è tratto il film omonimo di George Clooney, nei cinema italiani da giovedì

Li chiamavano Monuments Men. Erano soldati, tanto coraggiosi quanto improbabili. Un esiguo plotone di topi di biblioteca, colti e appassionati, arruolati nell'esercito alleato durante il secondo conflitto mondiale e spediti nell'Europa in fiamme con una missione precisa: salvare i capolavori dell'arte. Mentre Hitler invadeva un Paese dopo l'altro, infatti, le sue armate si impadronivano di sculture e dipinti secondo un piano sistematico per concentrare le opere più importanti nelle mani dei tedeschi. Fu così che intellettuali, artisti, direttori e conservatori di musei - su mandato di Roosevelt - si trovarono a lottare per impedire il più grande furto artistico della storia. Il loro compito era inizialmente quello di limitare i danni dovuti ai combattimenti, ma in seguito la missione si concentrò sulla localizzazione dei beni trafugati. Pochi, isolati, e senza disponibilità di uomini e mezzi, ingaggiarono la loro speciale battaglia contro il Führer.

In una gara contro il tempo, irta di ostacoli, ciascuno di loro dovette ricorrere a ogni possibile stratagemma per salvare chiese e monumenti dalla distruzione, riportare alla luce collezioni inestimabili sepolte nelle viscere della terra, seguire per tutto il continente le tracce di opere uniche al mondo. Aiutati da collaboratori altrettanto oscuri e determinati - come Rose Valland, impiegata francese che corse enormi pericoli; parroci, archivisti e semplici cultori - questi strani eroi lasciarono promettenti carriere e solide posizioni per raggiungere l'epicentro della guerra, rischiando, e a volte perdendo, la vita. È grazie a loro se oggi possiamo ancora ammirare le meraviglie di Michelangelo, Leonardo, Donatello, Vermeer, Rembrandt, van Eyck e molti altri. Ed è grazie a questo libro che la loro storia viene finalmente allo scoperto

Confessioni di un trafficante di uomini



Andrea Di Nicola - Giampaolo Musumeci, "CONFESSIONI DI UN TRAFFICANTE DI UOMINI" (Chiarelettere, pagg. 164)

Dietro alle decine di migliaia di migranti che ogni anno arrivano in Europa c’è un’industria fatta di grandi professionisti del crimine, gente in doppiopetto, uomini d’affari il cui fatturato mondiale è secondo solo a quello della droga

Per la prima volta parlano gli uomini che controllano il traffico dei migranti. Un sistema criminale che gli autori di questo libro hanno potuto raccontare dopo aver percorso le principali vie dell’immigrazione clandestina, dall’Europa dell’Est fino ai paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Ecco cosa si muove dietro la massa di disperati che riempiono le pagine dei giornali. Una montagna di soldi, un network flessibile e refrattario alle più sofisticate investigazioni. La testimonianza dei protagonisti conduce dentro un mondo parallelo che nessuno conosce. Ora finalmente possiamo vedere in presa diretta la più spietata agenzia di viaggi del pianeta.

sabato 8 febbraio 2014

Foibe Giornata del Ricordo 10 febbraio



Il 10 febbraio si celebra la GIORNATA DEL RICORDO, istituita con l'intento di "conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle FOIBE, dell'ESODO dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra"

Pierre Lemaitre - Ci rivediamo lassù



Pierre Lemaitre, "Ci rivediamo lassù" (Mondadori, pagg. 456)

IL ROMANZO PRIX GONCOURT 2013

Sopravvissuti alla carneficina della Grande Guerra, nel 1918 Albert e Édouard si ritrovano emarginati dalla società.
Albert, un umile e insicuro impiegato che ha perso tutto, proprio alla fine del conflitto viene salvato sul campo di battaglia da Édouard, un ragazzo ricco, sfacciato ed eccentrico, dalle notevoli doti artistiche. Dopo il congedo, condannati a una vita grama da esclusi, decidono di prendersi la loro rivincita inventandosi una colossale truffa ai danni del loro paese ed ergendo il sacrilegio allo status di opera d'arte.
Affresco di rara potenza evocativa, "Ci rivediamo lassù" è il romanzo appassionante e rocambolesco che racconta gli affanni del primo dopoguerra, le illusioni dell'armistizio, l'ipocrisia dello Stato che glorifica i suoi morti ma si dimentica dei vivi, l'abominio innalzato a virtù.
In un'atmosfera crepuscolare e visionaria, Pierre Lemaitre orchestra la grande tragedia di una generazione perduta con un talento e una maestria impressionanti, inserendosi a pieno titolo nella tradizione di quei romanzieri capaci, da Dumas a Victor Hugo, di fondere la passione che si sprigiona dalle grandi storie con l'eccellenza letteraria.

Sceneggiati Rai anni '60 e '70 in dvd



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venerdì 7 febbraio 2014

Gaia Servadio - Raccogliamo le vele



Gaia Servadio, "RACCOGLIAMO LE VELE" (Feltrinelli, immagini, pagg. 448)

Raccogliamo le vele dispiega, secondo una deliberata struttura virgiliana, i fatti che sono parte della ricchissima biografia di Gaia Servadio, donna segnata dal destino felice di stare nel mondo con la scioltezza della ragazza che è sempre stata. Figlia del chimico Luxardo Servadio, conosce da bambina le restrizioni e i travagli delle leggi antisemite italiane. Da poco trasferita a Padova, la famiglia deve riparare a Falconara e poi a Osimo, sempre più clandestina e sempre più priva di mezzi. Nel dopoguerra la vita ricomincia, e ricomincia alla grande. Nessun vittimismo. Gaia si muove fra Londra e l’Italia, inquieta, curiosa, ottimista, determinata. A Parma conosce Attilio Bertolucci, partecipa alla vita culturale della città. A Londra conosce e sposa lo storico dell’arte William Mostyn-Owen e si trasferisce definitivamente in Inghilterra. Apprezzata pittrice, Gaia entra nel mondo del giornalismo, inglese e italiano. Dapprima si occupa di costume, poi ottiene servizi via via più impegnativi, dalla mafia (visita da sola i boss confinati a Linosa) alla Guerra dei sei giorni. Entusiasta melomane, segue tutte le avventure del teatro lirico contemporaneo e del teatro tout court. Frequenta Irwin Shaw, Philip Roth, Mary McCarthy, Nancy Mitford e Federico Zeri. Ogni sodalizio apre orizzonti nuovi – nell’arte, nella politica, nella vita culturale.


GAIA SERVADIO
Giornalista, narratrice, saggista e pittrice, Gaia Servadio vive dal 1956 in Gran Bretagna tra Londra e la Scozia. Ha esordito su “Il Mondo” di Pannunzio e ha poi lavorato per “La Stampa”. Ha lavorato inoltre per la Bbc radio e televisione, il “Corriere della Sera”, “The Observer”, “The Times”, “The Sunday Times” e “The Daily Telegraph”. Tra le sue opere di narrativa, Un’infanzia diversa (Rizzoli, 1988), Il lamento di Arianna (La Tartaruga, 1988), La storia di R. (Rizzoli, 1990), E i morti non sanno (Dario Flaccovio, 2005). Ha scritto inoltre diverse opere di saggistica, tra cui Luchino Visconti (Mondadori, 1984), La donna nel Rinascimento (Garzanti, 1986), Mozia. Alla scoperta di una civiltà scomparsa (Flaccovio, 2003). È stata vicepresidente della stampa estera a Londra; ha fatto parte dell’esecutivo della London Symphony Orchestra, ha affiancato Claudio Abbado nell’organizzazione del festival Mahler and the Second School of Wien (Londra 1982-83) e ha collaborato con il teatro Massimo di Palermo. In Italia è stata insignita del titolo di Cavaliere ufficiale della Repubblica dal presidente Sandro Pertini e poi di quello di Commendatore dal presidente Giorgio Napolitano. Con Feltrinelli ha pubblicato: Tanto gentile e tanto onesta (1967), L’azione consiste. Don Giovanni (il dissoluto punito) (1968), Il Metodo (1970) e Raccogliamo le vele (2014). Ha inoltre introdotto per l’Universale Economica Londra. Una guida per donne in viaggio (1995) di Josie Barnard. Per i “Classici” ha curato Salomè (2008) di Oscar Wilde.

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Mario Isnenghi - Storia d'Italia



Novità, in libreria: Mario Isnenghi, "STORIA D'ITALIA. I fatti e le percezioni dal Risorgimento alla società dello spettacolo" (Laterza, nuova edizione, pagg. 684)

Isnenghi non fa sconti a nessuno, rompendo miti e leggende, ma non si compiace di questa biblioteca mentale, scientifica, umana che avrebbe potuto dar vita a tre o quattro libri. Un racconto di grande fascino intellettuale e politico che esce dagli schemi scolastici e accademici. Un amaro bilancio della nostra vita, uno zibaldone ben documentato, una storia vista dal sottosuolo. (Corrado Stajano, “Corriere della Sera”)

Una ricognizione avanzata dentro la memoria nazionale, che trae implicazioni profonde sul chi siamo qui e ora, con una grazia espositiva frutto di mezzo secolo di appassionata didattica. Giorgio (Boatti, “Tuttolibri”)

Di pochi storici si può dire che abbiano completamente rivoluzionato il proprio campo di studi. Mario Isnenghi è sicuramente tra questi.
(Gianpasquale Santomassimo, “il manifesto”)

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La democrazia della stampa. Storia del giornalismo



Novità, in libreria: Oliviero Bergamini, "La democrazia della stampa. STORIA DEL GIORNALISMO" (Laterza, nuova edizione aggiornata, pagg. 508)

Oliviero Bergamini racconta l’evoluzione del giornalismo dagli albori dell’era dell’informazione nel Cinquecento sino alle ultimissime innovazioni digitali. Con particolare attenzione alla contemporaneità, la trattazione spazia tra Francia, Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti, le nazioni dove il giornalismo ha avuto i suoi maggiori sviluppi, tocca la Russia e i paesi del socialismo reale, dove la libera informazione è stata più a lungo negata, ma si concentra soprattutto sull’Italia, dove il giornalismo è storicamente segnato da limiti e carenze strutturali, ma anche da eccellenze di livello europeo.

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Tartare al coltello



Novità, in libreria: Jean-Guillaume Dufour, "TARTARE AL COLTELLO" (Guido Tommasi Editore, immagini, pagg. 78)

La tartare è un piatto fresco e leggero, si prepara facilmente ed è perfetta servita come antipasto o come secondo sfizioso, accompagnata da salsine, verdure e sottaceti croccanti. Ma state attenti alle banalizzazioni: come tutte le cose semplici, la tartare richiede molta cura e ingredienti di primissima qualità. Le regole da conoscere sono poche, una delle quali è che se decidete di servire quella di carne, dovrete sminuzzarla e poi batterla con il coltello.
La lavorazione a fil di lama assicura una consistenza molto più morbida e vellutata, una vera festa per il palato.
Se invece preferite quella di pesce, in cui la carne va fatta tendenzialmente a dadini, dovrete fare un ottimo lavoro di lama sul tagliere…
Quindi procuratevi un coltello ben affilato, cetriolini e capperi a volontà, scalogni e uova fresche: ogni commensale sarà ben felice di personalizzare la propria tartare e voi non dovrete far altro che servire le patatine fritte ben calde e un po’ di insalata.

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Un croissant a Parigi



Novità, in libreria: Keda Black, "UN CROISSANT A PARIGI. Brioches, sfoglie, pains au chocolat, fagottini, rotoli e altre viennoiseries" (Guido Tommasi Editore, immagini, pagg. 74)

Chiunque sia stato anche solo una volta a Parigi se ne sarà reso conto con un certo piacere: non si può cominciare la giornata senza un croissant, caldo, profumato di burro, con una bella crosta dorata, croccante e morbido allo stesso tempo. Una coccola che pian piano diventa un’abitudine, cui si rinuncia malvolentieri una volta tornati a casa.
Ma non tutto è perduto. Se vi manca quella tenue e fragrante dolcezza parigina per iniziare la giornata, questo libro sarà la vostra ancora di salvezza: dovrete solo procurarvi pochi ingredienti di primissima qualità; il resto lo farà il tempo e la tecnica, spiegata in modo semplice e veloce. Nel caso poi in cui voleste partire per un viaggio alla scoperta di quelle viennoiseries che occhieggiano dalle vetrine delle pasticcerie francesi, non dovete far altro che provare le ricette delle brioche, dei fagottini alla frutta e dei panini dolci.

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giovedì 6 febbraio 2014

Littell. Trittico: tre studi da Francis Bacon



Jonathan Littell, "Trittico. Tre studi da Francis Bacon" (Einaudi, immagini, pagg. 150)

La sorprendente, e fatale, scoperta di un'affinità elettiva fra l'artista che rappresenta con le immagini lo strazio del corpo e la difficoltà di abitarlo, e lo scrittore che lo narra attraverso le parole.


Ci sono occasioni in cui non serve essere un addetto ai lavori per comprendere a fondo un'opera d'arte. Specie se quello a cui si mira non è tanto l'analisi di una tecnica o l'esegesi di un significato, quanto piuttosto la ricostruzione di una grammatica del pensiero. Di Jonathan Littell conoscevamo finora il registro narrativo (il monumentale Le Benevole), saggistico (Il secco e l'umido) e quello del reportage, giocato anch'esso sul filo della narrazione in continuo dialogo però con una realtà spesso atroce e complessa (i taccuini ceceni e siriani). Trittico ci propone un nuovo volto dello scrittore, che non contraddice i precedenti ma anzi li integra grazie a un serrato confronto, emozionale e stilistico, con le immagini. E non con immagini qualsiasi, ma con quelle della pittura di Francis Bacon, un artista che ha affrontato, con una tecnica inconfondibile e unica, molti dei fantasmi della modernità, dall'angoscia all'incomunicabilità, e soprattutto il grande tema del corpo. Bacon è anzitutto un pittore di figure deformate che sono in realtà specchio dei fantasmi interiori. Armato di un amore intenso per la sua opera, di un'intelligenza acuta e del talento letterario che conosciamo, e supportato da uno studio approfondito, Littell articola la riflessione sulla vita e sulle opere di Bacon attraverso tre diversi punti di vista, regalandoci cosí il suo personalissimo Trittico. L'angoscia, l'incomunicabilità, il tema del corpo deformato, riflesso di sfiguramenti interiori, sono colti da Littell in una prosa che con la pittura di Bacon ha molto in comune: controllata, approfondita, sicura, ma anche al servizio di immagini di grande lirismo.

Robot fra noi



Novità, in libreria: Illah Reza Nourbakhsh, "ROBOT FRA NOI. Le creature intelligenti che stiamo per costruire" (Bollati Boringhieri, pagg. 168)

Uno sguardo sul futuro della robotica. Illah Nourbakhsh ci mostra in che modo il futuro dei robot potrà cambiare la nostra vita.

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L’uomo sta creando una «specie» completamente nuova, in parte materiale e in parte digitale. La robotica moderna non si occupa più di androidi identici agli esseri umani, come avviene nei film: la tecnologia è lanciata a creare macchine indiscutibilmente superiori agli uomini, per certi aspetti, in grado di fare cose che noi non potremo mai fare, e con le quali dovremo sicuramente condividere il nostro mondo. Sarà allo stesso tempo un nuovo problema e un’incredibile opportunità. Senza dubbio una rivoluzione dalle conseguenze difficilmente prevedibili. Illah Nourbakhsh – uno dei leader mondiali della ricerca robotica – ci racconta in questo libro dei «bot» del futuro prossimo e di quelli che verranno appena un po’ più in là: ce ne spiega il funzionamento, ce ne racconta le caratteristiche, ci mostra i problemi che si troveranno ad affrontare i nostri figli con queste macchine: robot pubblicitari interattivi in grado di individuare i clienti, giocattoli robotici volanti guidati dagli sguardi dei bambini, robot multimodali che ci consentiranno di essere in più luoghi nello stesso momento completando automaticamente per noi i comportamenti più prevedibili, e persino nanorobot in grado di assumere forme fisiche diverse.
Sembra fantascienza, e del resto è quasi impossibile tracciare una linea netta di demarcazione tra fiction e non fiction quando si parla di robotica. È un campo nel quale reale e immaginario si intersecano continuamente, e gli scienziati non paiono poi così diversi dai romanzieri più visionari. Nessuno ci può guidare su questo terreno meglio di Nourbakhsh che, ignorando le etichette, apre ogni capitolo con una storia vera – la descrizione di un momento qualunque di una giornata piena di robot, che potrebbe essere normale tra qualche anno –, per poi tornare a vestire i panni dello scienziato e raccontarci in che modo giungeremo tecnicamente in questo futuro.

L'AUTORE
Illah Reza Nourbakhsh è uno dei leader mondiali dell’innovazione robotica. Docente presso il rinomato Robotics Institute della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Pennsylvania, è stato a capo del Robotics Group presso l’Ames Research Center della NASA. Attualmente è Direttore del laboratorio Community Robotics, Education and Technology Empowerment (CREATE) e a capo del Robotics Masters Program presso il Robotics Institute. Autore di decine di articoli scientifici è anche coautore del manuale di riferimento del settore: Introduction to Autonomous Mobile Robots. Robot fra noi è il suo primo libro per il grande pubblico.

Perché il Sud è rimasto indietro



Novità, in libreria: Emanuele Felice, "PERCHE' IL SUD E' RIMASTO INDIETRO" (il Mulino, pagg. 264)

L’Italia è divisa in due: Pil pro capite, condizioni di vita, diritti sociali, libertà civili dicono che il Mezzogiorno rimane arretrato rispetto all’Italia e all’Europa. Perché? Alcune spiegazioni parlano addirittura di una diversità genetica dei meridionali, o risalgono alla monarchia normanna; altre puntano il dito contro il Nord colpevole di aver sfruttato un Sud che prima dell’Unità sarebbe stato florido e avanzato; o chiamano in causa una sfavorevole collocazione geografica. Secondo Felice, sono state le classi dirigenti meridionali a ritardare lo sviluppo, dirottando le risorse verso la rendita più che verso gli usi produttivi. Al Sud occorre dunque modificare la società, spezzando le catene socio-istituzionali che la condannano all’arretratezza.

Emanuele Felice insegna Storia economica nell’Università Autonoma di Barcellona. Con il Mulino ha pubblicato «Divari regionali e intervento pubblico. Per una rilettura dello sviluppo in Italia» (2007).

VIENI IN LIBRERIA A SCOPRIRE TUTTE LE ULTIME NOVITA'!

Matteo A. Rubino



IN LIBRERIA TUTTI I LIBRI DEL COMASCO MATTEO A. RUBINO (Istruttore Alpininismo CAI Como):
- "...Blocca!" (racconti per montanari e arrampicatori)
- "Quattro racconti per persone distratte"
- "Agata di notte"
- "Poesie senza poeta"

"BLOCCA!"
Un alpinismo vissuto sottotono. Senza il Pathos della Tradizione eroica. Deluso dal 'nuovo tramonto'. Popolare e plaisir.
Racconti per tutti i montanari che arrampicano e per tutti gli arrampicatori che in montagna si divertono


VIENI IN LIBRERIA A SCOPRIRE TUTTI I LIBRI DEGLI AUTORI LOCALI E DEGLI EDITORI COMASCHI E LECCHESI!

Lisa (il Ciliegio)



Novità, in libreria: Gaia Marfurt, "Lisa" (IL CILIEGIO, illustrato, pagg. 54)

VIENI IN LIBRERIA A SCOPRIRE TUTTI I LIBRI PER BAMBINI DELL'EDITORE COMASCO IL CILIEGIO!

La mamma di Lisa era un'orsa, grande tranquilla e morbida. E il papà di Lisa? Il papà di Lisa era un bruco...

Mamma orsa e un papà bruco, una coppia piuttosto originale ma molto affiatata, sono i genitori di LISA, un’orsetta un po’ speciale... Simpatica e curiosa, Lisa è vivace come il padre, fisicamente assomiglia alla madre e da entrambi impara a conoscere la natura circostante.

All’arrivo dell’autunno Lisa non vorrà seguire mamma orsa per andare a dormire nella loro tana... ma preferirà arrampicarsi su di un albero e affrontare il letargo chiudendosi dentro un bozzolo, accanto al suo papà.

Al ritorno della primavera, mamma orsa andrà a controllare come stanno papà bruco e l’orsetta LISA, trovando una bellissima sorpresa.

mercoledì 5 febbraio 2014

A pelo d'erba. Cronache erbesi



Angela Ciceri - Virginio Longoni, " A pelo d'Erba. Cronache erbesi 1789-1948" (Cattaneo, immagini, pagg. 276)

ALLA LIBRERIA TORRIANI DI CANZO CI SONO OLTRE 500 LIBRI SULLA BRIANZA, IL LAGO DI COMO E IL TRIANGOLO LARIANO, VIENI A SCORPIRLI!

Condominio R39



Fabio Deotto, "Condominio R39" (Einaudi, pagg. 452)

In una tradizione narrativa che va da Ballard a Polanski, il vicino di casa è sempre stato una figura minacciosa. E con Deotto torna a fare paura. Un vecchio biologo infermo ossessionato dalla decomposizione. Una giovane che lavora in un night club e il suo fidanzato, dediti a pratiche erotico-esoteriche. Un'ex attrice di grandi speranze la cui mente è ora preda di fantasmi. Un ragazzino di dieci anni oppresso dall'affetto morboso della madre. Sono gli inquilini di una palazzina di Milano dove si consuma un atto violento e all'apparenza inspiegabile. Delle indagini è incaricato un commissario dal passato oscuro e dal presente tormentato. La realtà prende forma un tassello alla volta, in un'atmosfera che si fa sempre piú tesa, fino a comporre un mosaico gotico che costringe i protagonisti a fare i conti con ciò che davvero sono.

Mentre le donne dormono



Novità, in libreria: Javier Marías, "Mentre le donne dormono" (Einaudi, pagg. 196)

Figure evanescenti, ambigue - fantasmi, spie, guardie del corpo, sosia, criminali - infestano i racconti di Javier Marías, ognuno con il suo segreto, ognuno con la sua ossessione o maledizione (ammesso che, nella vita come nel suo proseguimento spettrale, sia possibile distinguere le due categorie). Ma alla fine il posto da cui tutti loro rifiutano di andare via, impossibili da cancellare, è la nostra memoria di lettori.

Un fantasma degli anni Trenta piú spaventato dei malcapitati a cui compare, un capitano dell'esercito di Napoleone durante la campagna di Russia, il protagonista de L'uomo sentimentale ritratto quando era ancora bambino, un maggiordomo bloccato in un ascensore, un caso di «doppio» a Barcellona che porterà alla rovina, un caso di «doppio» in Inghilterra che porterà all'orrore, un «ciccione schifoso» in adorante contemplazione di una donna dalla bellezza tanto ideale da apparire irreale... Sono solo alcuni dei personaggi di questi racconti scritti nell'arco di trent'anni che testimoniano un percorso narrativo in costante ascesa: superbo tessitore di romanzi, anche monumentali, Javier Marías dimostra di saper raggiungere, nello spazio di poche pagine, un grado di tensione e profondità degno dei grandi maestri della forma breve, senza rinunciare alla scrittura sensuale e meditativa che ne ha fatto uno degli scrittori contemporanei piú amati nel mondo.

Guccini - Nuovo dizionario delle cose perdute



Novità, in libreria: Francesco Guccini, "Nuovo dizionario delle cose perdute" (Mondadori, pagg. 152)

Da quando è uscito il primo "Dizionario delle cose perdute", Francesco Guccini non può fare un passo, per strada, senza che qualcuno lo fermi per suggerirgli con entusiasmo e commozione qualche oggetto "del tempo andato" che merita di essere ripescato dal veloce oblio dei nostri anni e celebrato dalla sua penna. Dall'idrolitina ai calendarietti profumati dei barbieri, dal temibile gioco del Traforo alle cabine telefoniche, dal deflettore all'autoradio passando per i "luoghi comodi" e i vespasiani, le letterine di Natale piene di buoni propositi da mettere sotto il piatto del babbo, le osterie (quelle vere, senza la H davanti per darsi un tono) e molto altro, Guccini torna a scavare nel passato che ha vissuto in prima persona per riportarcelo intatto e pieno di sapore. E con questo suo catalogo delle cose perdute dà vita a un personalissimo genere letterario nel quale l'estro del cantautore - capace di condensare in poche strofe un universo intero di emozioni -, la sua passione storica e filologica e la sua vena poetica trovano sintesi piena: regalandoci pagine in cui ogni oggetto, ogni situazione, suscita intorno a sé un intero mondo, sempre illuminato dalla luce di un'insuperabile ironia.

Lasciateli giocare con gli orsi



Novità, in libreria: Peter Brown Hoffmeister, "Lasciateli giocare con gli orsi. Come far conoscere la natura ai nostri figli" (Fabbri Editori, pagg. 274)

Provate a sguinzagliare un bambino all’aria aperta: lo ritroverete a sera graffiato, sporco di fango e magari con i vestiti strappati. Ma felice. E voi, cari genitori, che spesso osservate in preda all’ansia le imprese spericolate dei vostri cuccioli, in cuor vostro lo sapete: la natura è per i bambini e i ragazzi uno strumento eccezionale per sviluppare la personalità e la fantasia. Bando quindi ai timori esagerati e all’eccessiva apprensione: per un ginocchio sbucciato non è mai morto nessuno. In questa preziosa guida, Hoffmeister ci incoraggia a esplorare la natura con i nostri figli, regalandoci la sua personale ricetta per la vita all’aperto. Niente più orologio ma, al suo posto, i ritmi del corpo: si mangia quando si sente la fame, si va a dormire quando si è stanchi e, alla sera, davanti al fuoco del campeggio, tutti raccontano delle storie. Qualche consiglio? Andate sempre in compagnia, mai da soli. Fermatevi in un punto se non c’è visibilità. Ricordatevi che gli animali selvaggi sono, appunto, selvaggi. E, quando è necessario, improvvisate pure a cuor leggero, perché un’avventura senza intoppi non esiste e la perfezione spesso annoia. Paiono tutte cose ovvie. Eppure è attraverso questi piccoli gesti che si arriva a capire ciò che davvero è importante. Si impara a percepire con i cinque sensi i boschi, i fiumi, gli animali. E, ancor di più, si impara a conoscere se stessi e a stare in armonia con gli altri. La meta non conta, conta piuttosto la strada che percorriamo insieme. In premio, c’è la bellezza della natura. Vi pare poco? Un libro divertente ed emozionante, da leggere insieme ai vostri figli e poi da lasciare a casa perché nello zaino… pesa!

Peter Cameron - Andorra



Novità, in libreria: PETER CAMERON, "Andorra" (Adelphi, pagg. 240)

Lasciatosi alle spalle San Francisco insieme a quel che gli era necessario lasciare – «cioè tutto» –, Alex Fox approda a La Plata, la soleggiata capitale del minuscolo Sta­to di Andorra, dove spera di poter cominciare una nuova vita. E la scelta sembra quanto mai azzeccata: «Chiunque viva ad Andorra viene considerato suo cittadino» recita la Costituzione, e in effetti sono in molti a mostrarsi subito ansiosi di conquistare le simpatie del nuovo arrivato. Come Mrs Reinhardt, anziana ospite del­l'unico albergo in città, che chiede ad Alex di leggere per lei; o Sophonsobia, matrona della potente famiglia Quay, che certo non sarebbe contraria a una liaison tra lui e l'amabile figlia Jean; o i coniugi Dent, che ben presto lo mettono a parte dei lati meno limpidi del loro matrimonio. Approfondendo via via le sue nuove conoscenze, Alex si renderà conto di non essere il solo a fuggire dal proprio passato, finché, sempre più coinvolto nella vita sotterranea di Andorra, scoprirà «le stanze grigie e senza finestre dietro al favoloso scenario». E quando dalle acque del porto di La Plata emergeranno due cadaveri con chiari segni di morte violenta, lui sarà fra i principali indiziati: la tragedia, è fatale, non può essere trascesa, né cancellata o dimenticata. Già in questo romanzo Peter Cameron si mostra a proprio agio nell'universo narrativo che ha affascinato i lettori di Coral Glynn, e perfettamente padrone di quella tecnica del progressivo disvelamento che non mancherà, anche qui, di tenerci avvinti alle sue pagine – sino al colpo di scena finale.

Susanna Tamaro - Illmitz



Novità, in libreria: SUSANNA TAMARO, "Illmitz" (Bompiani, pagg. 126)

Il primo romanzo di Susanna Tamaro, rimasto finora inedito

"Va' dove di porta il cuore ebbe uno straordinario successo, ma poeticamente on regge il confronto con Illmitz" (Claudio Magris)

Un giovane venticinquenne decide di intraprendere un viaggio a Illmitz, città al confine tra Austria e Ungheria, in cui viveva la sua famiglia prima che i genitori si trasferissero sul Carso. È un viaggio decisivo, che il protagonista, ora residente a Roma, ha deciso di compiere per fare i conti con se stesso, con la propria inquietudine, la propria fragilità, e per dare un senso a uno strisciante senso di inadeguatezza, al mondo e alle persone che lo circondano. Ma sarà, per lui, inevitabilmente, un viaggio insieme ai fantasmi che si stagliano nella propria memoria: Agnese, sua sorella, morta bambina, investita mentre attraversava una strada a occhi chiusi per mettere alla prova l’esistenza dell’angelo custode; il suo amico d’infanzia, Andrea, rimasto nel paese natale, sul Carso, lui sì, in salvo, vicino alle proprie radici; sua madre. Ma, soprattutto, Illmitz fa emergere il centro di questa inquietudine: Cecilia, la “fidanzata” del giovane, impiegata a Roma, dotata di una fisicità possente, una sessualità esuberante, un desiderio avvolgente, una vitalità istintiva. In lei il protagonista si specchia e con lei dovrà fare i conti. Illmitz – romanzo d’esordio di Susanna Tamaro, mai pubblicato prima – ha una forza selvaggia e originale; è teso, incisivo, commovente e crudo; ed è un grido inesorabile contro la solitudine, e a favore dello splendore autentico della vita.

CD NOVITA'



CD, novità 5 febbraio in libreria:

- Pat Metheny Unity Group, "Kin" (jazz, http://www.youtube.com/watch?v=P5A_KLvEvIg)

- A.A.V.V., "Inside Llewyn Davis" (colonna sonora del film dei fratelli Coen "A proposito di Davis", http://www.youtube.com/watch?v=SQyPVBtLXk0)

- Sas Brunori, "Il cammino di Santiago in Taxi vol. 3" (pop e rock italiano, http://www.youtube.com/watch?v=kV2qE3QkWac)

- Two Fingerz, "Two Fingerz V" (hip hop e rap, http://www.youtube.com/watch?v=QQ7IDMi_W-E)

DVD Cattivissimo me 2



Novità 5 febbraio DVD, in libreria: CATTIVISSIMO ME 2  (Universal Pictures, durata 94 minuti) / COFANETTO CATTIVISSIMO ME & CATTIVISSIMO ME 2

Ora che il sempre attivissimo Gru si è lasciato alle spalle una vita di super crimini per crescere le sue bambine, Gru, il professor Nefario e i Minion hanno a disposizione un sacco di tempo libero. Ma proprio quando stava cominciando ad adattarsi al suo ruolo di padre di famiglia di periferia, un'organizzazione ultra segreta impegnata a combattere il male viene a bussare alla sua porta. Ora, sta a Gru e alla sua nuova partner, Lucy Wilde, scoprire il responsabile di un crimine spettacolare e offrirlo alla giustizia. Dopotutto, ci vuole l'ex piú cattivo del mondo per catturare colui che concorre a prendere il suo posto.

martedì 4 febbraio 2014

Sinai (Vito Mancuso - Nives Meroi)




Novità, in libreria: Vito Mancuso - Nives Meroi, "SINAI. LA MONTAGNA SACRA RACCONTATA DA DUE TESTIMONI D'ECCEZIONE" (Fabbri Editori, pagg. 178)

Il primo titolo della nuova collana Wild della Fabbri.

"La montagna ti sbatte in faccia il pericolo e ti impone di essere consapevole del rischio, ma proprio in questo modo ti insegna a essere libero nelle scelte perché responsabile di vivere; e la libertà comporta disciplina"

"Quando la natura ti sbatte in faccia la sua superiorità, la fuga è un fallimento a cui puntare con la stessa determinazione di quando sali verso la vetta, perché una sconfitta a volte vale come un successo. Può far male, ma dopo un po’ passa, perché fallire ha anche una sua utilità: allena l’umiltà"

Nella primavera del 2013 Nives Meroi, alpinista celebre per avere scalato ben undici delle quattordici vette nel mondo sopra gli ottomila, si accinge a una spedizione dal sapore tutto diverso. Per questo viaggio non occorre preparare bidoni di materiali alpinistici e di viveri, o percorrere le tappe forzate di avvicinamento a qualche colosso himalayano. Bastano un biglietto per l'Egitto, una sacca e un bloc notes. Nello stesso momento, a Bologna, chiuso nelle sue stanze, il teologo Vito Mancuso si prepara per lo stesso viaggio. I suoi bagagli sono i libri dell'esodo, del levitico e dei numeri, i testi di archeologia. L'alpinista Nives, sulle rocce del Gebel, vedrà sorgere il sole sulla montagna e ci racconterà il fascino di quei 2285 metri; il filosofo, invece, scoprirà come gli eventi legati al monte Sinai raccontano la storia che ogni giorno ci conduce dentro di noi, a comporre un irresistibile Sinai "interiore".

Carnevale in giallo



"CARNEVALE IN GIALLO" - Gian Mauro Costa, Alicia Giménez Bartlett, Marco Malvaldi, Antonio manzini, Francesco Recami (Sellerio, pagg. 256)

Tra rito di rigenerazione e desiderio di trasgressione Carnevale è la festa che ogni anno sconvolge l’ordine delle cose, scompagina la gerarchia sociale, sospende ogni regola. Niente di più adatto perciò del Carnevale alla scena di un delitto: maschere dietro cui nascondersi, costumi per assumere un’altra identità sembrano, infatti, ingredienti perfetti per la scena di un «caso». Protagonisti gli investigatori di casa Sellerio.

Scherzi di Carnevale per Petra Delicado e Fermín Garzón, la Casa di Ringhiera, Enzo Baiamonte della Zisa, Rocco Schiavone, i Vecchietti del BarLume.
Carnevale in giallo raccoglie racconti polizieschi a situazione, in cui i protagonisti, gli investigatori noti dai romanzi maggiori pubblicati da questa editrice, svolgono il loro lavoro nel clima della festa proverbialmente beffarda che li condiziona pesantemente. Hanno a che fare con maschere e travestimenti, con il libertinaggio e la confusione del «mondo alla rovescia». Una capacità di metamorfosi di persone e cose che accentua la difficoltà dell’enigma. Che mescola in ogni racconto una tintura di grottesco.
Petra e Fermín – nel primo racconto ad opera di Alicia Giménez-Bartlett – affrontano il caso di un «diavolo» trovato stecchito e bagnato di sangue e acqua nei vicoli di Barcellona. La mascherata degli equivoci, narrata da Francesco Recami, coinvolge, sotto il solito destino cinico, la Casa di Ringhiera nella caccia a un collier scomparso. Nella baraonda teatrale di una festa di paese, a lui più congeniale, il buon Enzo Baiamonte dello scrittore Gian Mauro Costa conduce la sua inchiesta di periferia: il morto è dietro una maschera del Mastro di Campo, kermesse del borgo palermitano di Mezzojuso. Il nero del racconto di Antonio Manzini non è ravvivato nemmeno per un momento dalla festa, visto che il vicequestore Rocco Schiavone considera il Carnevale solo un Halloween fallito. Marco Malvaldi traveste i Vecchietti del BarLume da giudici della sorte più che da investigatori del pettegolezzo: la loro dura lex si abbatte con ridanciana ironia su un italianissimo mascalzone.

Guerre fluviali



Carlo Alberto Brignoli, "GUERRE FLUVIALI. LE LOTTE FRA VENEZIA E MILANO NEL XV SECOLO" (Mursia, pagg. 234)

Il confronto e la rivalità fra la Serenissima e il ducato di Milano hanno caratterizzato la storia dell'Italia settentrionale del XV secolo. L'una regina dei mari e l'altro signore dell'entroterra da sempre spinto verso l'Adriatico, hanno ingaggiato una dura lotta che non fu solo terrestre ma anche navale lungo il corso dei maggiori fiumi, come lo stesso Po, e nei laghi del Nord Italia.
L'armata fluviale lombarda, che non è mai stata oggetto di particolare attenzione da parte degli storici navali, e degli studiosi del Quattrocento in generale, può gettare una nuova luce sul lungo conflitto combattuto fra le due città. Si trattò di una guerra a tutti gli effetti anche nautica, in virtù delle numerose, e documentate, azioni anfibie concluse da entrambi gli schieramenti. Sotto questo aspetto, lo scontro fra milanesi e veneziani assume una connotazione sorprendentemente moderna, fino ad oggi mai considerata.

Patricia Cornwell - Polvere



PATRICIA CORNWELL, "Polvere"(Mondadori, rilegato, pagg. 434)

Kay Scarpetta è finalmente tornata a casa sua a Cambridge, dopo l'ultimo difficile caso, quando riceve una telefonata dal suo storico compagno di lavoro, Pete Marino, il quale la informa che il corpo di una giovane donna è stato ritrovato sul campo da baseball del Massachusetts Institute of Technology. Ben presto si scopre che si tratta di Gail Shipman, un ingegnere informatico che ha in corso una causa milionaria contro una società di intermediazione finanziaria che l'ha mandata sul lastrico.
Kay Scarpetta dubita fortemente che si tratti di una coincidenza e ha anche il timore che questo caso sia in qualche modo collegato alla sua geniale nipote, Lucy.
A un primo sguardo, la causa della morte di Gail Shipman non è chiara: il suo cadavere è avvolto in un telo color avorio ed è stato composto in una posa particolare. Questo fa pensare che chi l'ha uccisa non sia un killer alle prime armi. Sul corpo vengono inoltre ritrovate tracce di polvere fluorescente rosso sangue, verde smeraldo e blu zaffiro. Tutti questi elementi collegano il fatto a una serie di omicidi a sfondo sessuale perpetrati a Washington da un serial killer soprannominato Capital Killer, di cui si sta occupando Benton Wesley, il marito di Kay.
La famosa anatomopatologa e i suoi collaboratori si ritrovano ben presto di fronte a uno scenario molto più inquietante di un semplice caso di omicidi seriali, un mondo sinistro che ha a che fare con le droghe sintetiche e la nuova tecnologia dei droni, che vede coinvolti il crimine organizzato e le più alte sfere governative.

sabato 1 febbraio 2014

Correva l'anno del nostro amore (Caterina Bonvicini)



Caterina Bonvicini, "Correva l'anno del nostro amore" (Garzanti, rilegato, pagg. 266)

Nel giardino di una villa, Olivia e Valerio giocano felici. Sono cresciuti insieme e da sempre sono amici inseparabili. Eppure provengono da mondi molto diversi: Olivia è l'erede di una ricca famiglia di costruttori, mentre Valerio è il figlio del giardiniere e della cameriera. Differenze profonde nell'Italia violenta e instabile degli anni Settanta. Differenze che per due bambini come loro non significano nulla. È in una sera speciale che, a cinque anni, Olivia e Valerio si danno il primo bacio. Ma dopo poco sono costretti a darsi anche il primo addio: Valerio si deve trasferire in un'altra città, passando di schianto dalla collina bolognese alla borgata romana. Da quel momento in poi la vita prova a separarli. Senza riuscirci: quello che li lega è troppo forte. Ma è un amore difficile da difendere, soprattutto se si prendono strade che portano ad allontanarsi: Olivia tende a perdersi in vite che non possono essere la sua e Valerio rinuncia ai suoi ideali per dedicarsi a una carriera che non gli appartiene, trascinato da un'Italia ormai pienamente berlusconiana. Eppure continuano a inseguirsi, a incrociarsi, a pensare l'uno all'altro. Perché due persone legate nel profondo, non possono perdersi mai. 

Il fuoco di Jeanne (Marta Morazzoni)



Marta Morazzoni, "Il fuoco di Jeanne" (Einaudi, pagg. 192)

Nata a Domremy o a Parigi? Morta sul rogo nel 1431 o nel suo letto nel 1450? Pastora o principessa, santa o indemoniata?
La vicenda di Jeanne d’Arc è un gioco di specchi, in cui ognuno può vedere ciò che vuole: la guerriera che spezzò l’assedio di Orléans; la contadina inviata da Dio a spianare a Carlo di Valois la strada verso il trono; la pazza di cui la Chiesa seppe neutralizzare le pericolose visioni; la martire bruciata dagli inglesi; la bastarda reale manovrata come una pedina dalla corte di Francia nell’epoca cupa della guerra dei cent’anni. Sono tanti i volti di Jeanne, forse troppi: è per questo che il tempo ha fatto di lei un archetipo femminile, in bilico tra identità e stereotipi, tra dovere e passione. Sottraendole, però, la sua umanità e schiacciandola sull’immagine suggestiva ma sterile dell’eroina che «precedeva le fiamme cavalcando».

Sulle tracce di una comprensione non meno epica, ma più profonda, della vita e della leggenda di Jeanne si pone Marta Morazzoni, con questa vivida ricostruzione che è anche la storia di una ricerca personale, quasi intima. Dalla corte di Chinon all’esilio di Jaulny, da una Loira sfolgorante a una tempestosa Rouen, l’autrice e il suo personaggio sembrano procedere affiancate in una narrazione che unisce il fascino del racconto storico e la passione dell’indagine, componendo il romanzo moderno di una vicenda senza tempo.

Tito di Gormenghast



Mervyn Peake, "Tito di Gormenghast" (Adelphi, nuova edizione, pagg. 545)

Apriamo "Tito di Gormenghast" (1946) di Mervyn Peake (1911-1968) e ci troviamo in un mondo parallelo al nostro. È Gormenghast, un immane castello, che nessuno dei suoi abitatori ha percorso in tutti i suoi anfratti. Un tempo, doveva essere pieno di tinte squillanti: ora è un intreccio di crepe, e le tinte sfumano fra grigio, verde lichene, rosa antico e argento. Vi incontriamo esseri disparati: un nobile melanconico e saturnino, settantaseiesimo conte di Gormenghast, che è il reggitore del luogo; sua moglie, avvolta in una nube di gatti bianchi; la figlia, selvatica e sognante fra giocattoli vecchi, libri e pezze di stoffa; dignitari di cartapecora, dalle gambe di ragno, custodi di un ordine ormai inaridito; orripilanti figuri che sovraintendono alle cucine; giovani acrimoniosi, che covano la rivolta.

Ma c'è qualcosa che unisce questi personaggi: il loro corpo e la loro psiche sono una concrezione del castello - così come il castello è una concrezione del loro essere. Nessuna vita è per loro concepibile al di fuori di quei corridoi di pietra, di quei saloni, di quelle torri, di quei solai. La natura non esiste, se non come riflesso del castello, dove la polvere è polline: perché Gormenghast è tutto. La nascita di un erede maschio, Tito di Gormenghast, porterà una minaccia di cambiamento, per il solo fatto di essere qualcosa di nuovo.
E qui ha inizio la saga narrata da Peake, un'impresa grandiosa della letteratura fantastica - e insieme un vasto disegno allegorico che traspare dietro l'esuberanza delle immagini.

Dickens (Stefan Zweig)



Stefan Zweig, "Dickens" (Elliot, pagg. 54)

È difficile comprendere pienamente cosa Charles Dickens abbia rappresentato per i suoi contemporanei. Forse solo un autentico "old Dickensian" poteva sapere con quale trepidazione gli inglesi aspettassero i fascicoli azzurri con le nuove puntate del "Circolo Picwick". Basti pensare che la prima uscita fu stampata in quattrocento esemplari, la quindicesima in quarantamila. Quando Dickens lo lesse in pubblico, l'Inghilterra andò in delirio e le sale furono prese d'assalto. "L'effetto di un fenomeno letterario di tali proporzioni, sia dal punto di vista della diffusione che del coinvolgimento emotivo esercitato sul pubblico" scrive Zweig "può realizzarsi solo in concomitanza della presenza di due elementi per lo più divergenti: la presenza di uno spirito geniale che riesca a inserirsi nella tradizione di un'epoca".