VENDITA LIBRI, CD, DVD, VINILI, BLU RAY / bonus 500 euro CARTA DEL DOCENTE e 18enni / SPEDIZIONI DI LIBRI IN TUTTA ITALIA / Libreria Torriani di Luigi Torriani. La Libreria di Canzo, la Libreria del Triangolo Lariano Canzo (COMO), via Brusa 6/8 Tel. 031670264 / Cell. 3488227468 / Mail libreria.torriani@gmail.com / APERTA DA MARTEDì A SABATO DALLE 9 ALLE 12.30 E DALLE 15 ALLE 19.30 (GIORNI DI CHIUSURA DOMENICA E LUNEDI')
Libreria Torriani di Luigi Torriani (foto di Nicola Vicini)
mercoledì 14 novembre 2012
La repubblica delle stragi impunite
Ferdinando Imposimato, "La Repubblica delle stragi impunite" (Newton Compton, pagg. 386, euro 9,90)
La storia recente dell’Italia è attraversata da una lunga linea rossa, che va dalla bomba di piazza Fontana (dicembre 1969) alle morti di Falcone e Borsellino (maggio e luglio 1992), passando per Piazza della Loggia (maggio 1974), treno Italicus (agosto 1974), via Fani (marzo 1978), Stazione di Bologna (agosto 1980), Addaura (1989).
Stragi ancora impunite e piene di punti oscuri. Quale ruolo ha avuto la politica nella stagione delle stragi di Stato? Perché alcuni uomini delle istituzioni hanno favorito quelle menti criminali? Quale collegamento esisteva tra la strategia della tensione e Gladio, tra gli americani e gli attentati che hanno drammaticamente caratterizzato gli anni di piombo e quelli a seguire?
Stupidità
Gianfranco Marrone, "Stupidità" (Bompiani, pagg. 176, euro 12)
Saggio sulla "stupidità" del semiologo Gianfranco Marrone (di lui in libreria anche: "Addio alla natura", Einaudi, pagg. 146, euro 10). Sull'argomento consiglio anche il classico: Carlo Cipolla, "Allegro ma non troppo. Le leggi fondamentali della stupidità umana", il Mulino, pagg. 84, euro 8,80)
La stupidità vince. Bisogna farsene una ragione. Gli imbecilli ci sono sempre stati, si sa. Eppure, nell’attuale società dei media e dei consumi sono diventati una folla cianciante che dichiara bellamente la propria deficienza intellettiva e sentimentale, esibendola come un valore. Il cretino è cool, più volente che nolente: ce lo dicono la tv, la stampa, i brand, la rete; ce lo ribadiscono i colleghi d’ufficio, i vicini di casa, i compagni di merende, gli amici al bar. Ecco un’indagine semiseria sulla stupidità contemporanea, alla ricerca delle radici filosofiche, letterarie e antropologiche di quest’inquietante fenomeno del nostro tempo. Vagabondando fra le pagine dei più vari pensatori e scrittori (Flaubert, Musil, Adorno, Deleuze, Barthes, Sciascia, Eco...), l’autore conduce una riflessione sul senso della stupidità, sullo spazio che ha nella vita di ognuno, sulle ambiguità di cui si nutre, proponendone una piccola fenomenologia sociale. Antidoti? Qualcuno sicuramente sì. Prima regola: non sentirsi troppo intelligenti.
martedì 13 novembre 2012
I Sestanti
I "Sestanti", la nuova collana di storia e saggistica diretta da Paolo Mieli.
Dopo la prima uscita, l'ottimo "Il manoscritto" di Stephen Greenblatt (gran libro che consiglio, sul del "De rerum natura" di Lucrezio e la sua avventurosa riscoperta nel XV secolo, Rizzoli, pagg. 366, euro 22), la seconda e la terza uscita della collana: Fritjiof Capra, "L'anima di Leonardo. Un genio alla ricerca del segreto della vita" (pagg. 434, euro 22); Stephen Gundle, "Dolce vita. Sesso, potere e politica nell'Italia del caso Montesi" (pagg. 386, euro 22)
L'ANIMA DI LEONARDO
La scienza e l'"anima", il corpo umano e i rilievi della crosta terrestre, il percorso vitale del sangue nelle vene e della linfa nelle piante: sono le corrispondenze di cui è intessuta l'opera di Leonardo, artista e scienziato, instancabile osservatore di una natura che amava moltissimo e in cui cercava le risposte a ciò che più lo affascinava: il mistero della vita. Fritjof Capra ci accompagna alla scoperta di un Leonardo sorprendente e poco conosciuto: l'uomo dall'immaginazione straordinaria che si cimentò in campi scientifici che all'epoca non avevano neppure un nome, dalla fluidodinamica all'anatomia e all'embriologia, con una passione e uno spirito che sarebbero rimasti ineguagliati nei secoli.
LA DOLCE VITA
Quando Wilma Montesi viene trovata morta a Torvajanica la Questura di Roma tenta di archiviare il caso in tutta fretta come "morte accidentale". Ma lo scandalo scoppia lo stesso, e si espande fino a lambire la politica: tra i presunti colpevoli c'è infatti Piero Piccioni, figlio di Attilio, erede designato di De Gasperi. Il processo infiamma la stampa e dalle gallerie di Via Margutta ai locali di Via Veneto, tra nobili, attori, paparazzi e avventuriere si moltiplicano mezze testimonianze e "sensazionali rivelazioni". Con il piglio narrativo di un romanziere, o di un regista, Stephen Gundle ricostruisce il caso e i suoi colpi di scena sullo sfondo dell'Italia della Dolce vita: una storia ancora viva nella memoria nazionale, come una sinistra avvisaglia di molti mali a venire.
De Carlo: Villa Metaphora
In lettura, prime 150 pagine sorprendenti, secondo me eccezionali...
Andrea De Carlo, "Villa Metaphora" (Bompiani, pagg. 928, euro 19,5)
Una piccola isola vulcanica (inventata) ai margini estremi del Mediterraneo meridionale, Tari. Un resort di lusso raggiungibile solo via mare, Villa Metaphora. Solo cinque suite, e quattordici personaggi che si passano il testimone di capitolo in capitolo (il libro copre sette giorni sull'isola): l'architetto e imprenditore milanese padrone del resort, la sua assistente e amante, un marinaio nato sull'isola, un falegname scultore, uno chef spagnolo, una ragazza italoirlandese, una giornalista francese in incognito, un potentissimo banchiere tedesco e sua moglie, due anziani coniugi italiani, una giovane star del cinema americana e suo marito, un politico italiano.
"A considerare l'insieme, un miracolo di quelli scartabolanti, che ti lasciano disondato da non reggerti quasi in piedi, i pensieri spinnati, le sensazioni schiludinate, a non saper più se sei sveglio o nel più iperstrabiliato dei revi"
venerdì 9 novembre 2012
Racconti gastronomici
"Racconti gastronomici" (a cura di Laura Grandi e Stefano Tettamanti, Einaudi, pagg. 366, rilegato, euro 20)
Adamo ed Eva si giocarono il paradiso per una mela, Esaù vendette la sua primogenitura per un piatto di lenticchie.
Da sempre gli scrittori danno da mangiare e da bere ai propri personaggi, perché questi a loro volta nutrano i lettori: i pranzi serviti sulla pagina disvelano, come per incanto, la visione del mondo di chi si mette a tavola. Forse per questo, come dice Aldo Buzzi, lo scrittore che non parla mai di cibo "ispira diffidenza, come se mancasse di qualcosa di essenziale".
Testi "gastronomici" di: Aldo Buzzi, Shole Aleykhem, Roald Dahl, Joanne Harris, David Foster Wallace, David Sedaris, Giovanni Boccaccio, Clarice Lispector, Emilio De Marchi, Guy de Maupassant, Anton Cechov, Ernest Emingway, Varlam Salamov, John Fante, Dario Fo, Carlo Dossi, Giambattista Basile, Jacob e Wilhelm Grimm, E.T.A. Hoffmann, Peter Christen Asbiornsen e Jorgen Moe, Filippo Tommaso Marinetti, Piero Chiara, Gianni Rodari, Achille Campanile, Jonathan Swift, Raymond Carver, Stefano Benni, John Cheever, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Mario Soldati, Giancarlo Fusco, Goffredo Parise, Michel Tournier, Paul Auster, Dino Buzzati, Catherine Mansfield, Murakami Haruki, Paolo Monelli, Julian Barnes.
giovedì 8 novembre 2012
La perdita dell'Eldorado. Una cronaca coloniale
Vidiadhar Surajprasad Naipaul, "La perdita dell'Eldorado. Una cronaca coloniale" (Adelphi, pagg. 408, euro 26)
V. S. Naipaul, Nobel per la Letteratura 2001, nasce e cresce nell'isola caraibica di Trinidad (si trasferisce in Inghilterra nel '50, a diciotto anni, e diventa poi cittadino britannico).
"La perdita dell'Eldorado", un testo del 1969 che viene oggi proposto per la prima volta in traduzione italiana, è una storia dell'isola di Trinidad dal '500 ad oggi. E' un editore di Boston a chiedere a Naipaul di scrivere una storia della sua città, Port of Spain, a Trinidad. Ma quello che doveva essere un semplice libro di viaggio da mettere in una collana per turisti, diventa un libro che causa all'autore "un indicibile dolore". Esplorando la storia del suo Paese natale attraverso lo studio di una mole enorme di documenti inediti, Naipaul si rende conto di quanta violenza, di quanta barbarie e di quanta sofferenza si nascondano nel passato coloniale di questo Eldorado caraibico.
Crescere in un mondo dal "passato ignoto" può segnare una vita intera. Non stupisce dunque che Naipaul, da ragazzo, a Trinidad, sentisse "l’assenza della storia": nessuno, intorno a lui, sapeva che Chaguanas, la sua città d'origine, trae il nome dai nativi che Colombo aveva chiamato "indiani" e che ora non esistono più, come i Caribi e gli Aruachi, svaniti senza lasciare monumenti; a nessuno interessava che l'isola fosse servita agli spagnoli solo come base per la corsa all'oro nella giungla sudamericana; e su quanto rimaneva delle piantagioni di canna da zucchero, risalenti alla successiva dominazione inglese, nessuno si interrogava. La storia era stata sostituita dai favoleggiamenti, che depuravano i fatti dalle loro scorie livide ammantandoli di innocenza, e soffondeva di un'aura fantastica i tumultuosi eventi delle Indie Occidentali. Ma alla fine degli anni Sessanta, attraverso lo studio rigoroso dei documenti conservati al British Museum, Naipaul intraprende un viaggio che lo sprofonda "in un orrore al quale non era preparato", in un "indicibile dolore": ma lo spinge anche a scrivere questa lucida, scabra cronaca, dove il fiabesco Eldorado si tinge di barbarie e lascia affiorare schiavitù, massacri e torture divenuti e rimasti per secoli agghiacciante normalità. Visitando sotto la sua guida i grandi momenti in cui Trinidad è stata toccata dalla "storia", vedremo così gli europei 'civilizzatori' in una sinistra quotidianità, e l'epopea della Conquista trasfigurarsi in catastrofe. E scopriremo una malattia tipicamente coloniale: la perdita della memoria.
Franzen: Più lontano ancora
"A volte sembra che le isole servano soprattutto a custodire il nostro sogno di solitudine. Quando però le raggiungiamo capiamo anche un'altra cosa: che dalle isole bisogna fare ritorno alla terraferma e lasciarsi alle spalle la rabbia, il dolore, la perdita che ci hanno condotti fin lì"
Jonathan Franzen, "Più lontano ancora" (Einaudi, pagg. 308, rilegato, euro 19,50)
Nel Pacifico meridionale, a ottocento chilometri dalla costa del Cile, c'è un'isola vulcanica dalle inaccessibili pareti verticali, lunga undici chilometri e larga poco più di sei, popolata da milioni di uccelli marini e da nessun essere umano. Si chiama Masafuera ("piú lontana").
Spinto da quell'inquietudine che solo certi viaggi riescono a placare, Jonathan Franzen, qualche mese dopo l'uscita (2010) di "Libertà" (capolavoro che consiglio di leggere: Einaudi, pagg. 622, euro 14), decide di raggiungere Masafuera e trascorrervi alcuni giorni. Insieme a lui soltanto una tenda, un GPS presto inutile, una copia di "Robinson Crusoe" e le ceneri dell'amico David Foster Wallace (lo scrittore, morto suicida il 12 settembre del 2008). Nella solitudine - non priva di avventurose e quasi mortali complicazioni - Franzen farà i conti con ciò che lega l'isolamento e il romanzo (il genere che insegna "come stare soli"), la modernità tecnologica con la sua valanga di stimoli superflui e la noia quale passaggio indispensabile per trovare se stessi. Ma farà anche i conti con il lutto, la perdita e la necessità, dolorosa, di parlare con i propri fantasmi: "la mia attuale fuga da me stesso era cominciata poco dopo la morte di David Foster Wallace, due anni prima. All'epoca avevo deciso di non affrontare l'orribile suicidio di una persona che amavo tanto, e avevo preferito rifugiarmi nella rabbia e nel lavoro".
René Guénon: Il simbolismo della croce
René Guénon, "Il simbolismo della croce" (Adelphi, pagg. 176, euro 22)
Pubblicato nel 1931, dopo i due grandi libri indiani ("Introduzione generale allo studio delle dottrine indù" e "L'uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta"), e ora riproposto in traduzione italiana da Adelphi (in Italia era già uscito negli anni '90 per la Luni Editrice, che però ha cessato l'attività nel 2007), "Il simbolismo della croce" è l'opera in cui il grande metafisico francese René Guénon (1886-1951) scelse l'immagine stessa su cui è fondata la civiltà occidentale cristiana per condurre una dimostrazione rigorosa e inflessibile, che permettesse di cogliere la "pluralità dei significati inclusi in ogni simbolo". I quali scorreranno qui davanti agli occhi del lettore come anelli di un'aurea catena: fra gli altri, la teoria indù dei tre guna (le qualità fondamentali che compongono il mondo), la simbolica della tessitura, l'Albero della Vita e l'Albero della Conoscenza, il rapporto fra il punto e l'estensione, il vortice sferico universale, e infine la Grande Triade (Cielo, Terra, Uomo) della Cina arcaica.
Scultori della speranza. Arte e globalizzazione
Anna Detheridge, "Scultori della speranza. L'arte nel contesto della globalizzazione" (Einaudi, pagg. 302, euro 35)
Un saggio che esplora i confini dell'arte degli ultimi cinquant'anni per capire cosa significa essere un artista ai nostri giorni.
L'arte che produce idee, attitudini e non oggetti segna l'inizio di un terremoto che non ha mai smesso di suscitare stupore così come irritazione. Con l'affermarsi dell'arte concettuale ha luogo una rottura che travalica i confini della disciplina artistica e dei luoghi deputati della galleria e del museo, mettendo in crisi entrambi.
Il nuovo approccio si fonda su una visione dell'arte sostenuta da un profondo convincimento etico, e concepita come pratica critica che morde costantemente il fianco alle istituzioni e alle strutture stesse della creazione artistica.
Mario Praz: La filosofia dell'arredamento
Mario Praz, "La filosofia dell'arredamento. I mutamenti del gusto nella decorazione interna attraverso i secoli" (Guanda, pagg. 400, euro 34)
Torna a un prezzo "umano" questo classico di Mario Praz del 1964 (l'ultima edizione - Longanesi 2009 - costava 120 euro).
Quando, nel 1964, Mario Praz pubblica questa storia dell’arredamento dall’antica Roma ai giorni nostri, erano già apparse diverse opere del genere – ricostruzioni corredate da un’ampia documentazione fotografica e notizie sul contesto storico e sociale dei vari stili di decorazione interna –, ma nessuna era riuscita veramente a entrare nelle case del passato, a restituire lo spirito di quegli ambienti e la vita che pulsava dentro di essi. Dall’invenzione della meridiana ai drappeggi delle tende, dal gusto per il i capitonné e per la tappezzeria alla disposizione delle fonti di luce, dalla moda del cinz a quella delle cineserie: un immenso repertorio di dettagli, particolari nascosti ed eventi apparentemente marginali di cui Praz ricostruisce il percorso e l’evoluzione per lasciar assaporare al lettore la sostanza e il colore delle varie epoche con maggior efficacia di qualunque trattazione accademica.
Opera di uno scrittore d’eccezione – nonché ricercatore filologico, storico della letteratura e dell’arte e appassionato collezionista –, La filosofia dell’arredamento resta tuttora un classico fondamentale, un’opera imprescindibile per quanto riguarda la storia dei mutamenti del gusto nella decorazione d’interni.
Suor Elizabeth Johnson: Alla ricerca del Dio vivente
"Uno dei libri di teologia più importanti e più provocatori che sia mai apparso negli Usa dai tempi del Vaticano II" (The American Catholic)
Elizabeth Johnson, "Alla ricerca del Dio vivente" (Fazi, pagg. 320, euro 16)
Elizabeth Johnson, 69 anni, è una suora cattolica, esponente della teologia femminista, docente di teologia sistematica presso l'università dei gesuiti di New York (Fordham University), presidente della Catholic Theological Society of America e della Ecumenical Theological Society. Per questo suo libro ("The Quest for the Living God", uscito negli Stati Uniti nel 2007, tradotto ora in italiano) è stata condannata dalla Commissione dottrinale della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti perché "non in accordo con l'autentico insegnamento cattolico sui punti essenziali".
Qual è il Dio vivente? Per Elizabeth Johnson è quello che si illumina di un nuovo significato ed è capace di accendere nuovi aneliti di fede nei diversi contesti della vita contemporanea. Ma soprattutto è un Dio degli umili, intravisto dagli oppressi nella sofferenza e nella miseria. "A partire dalla metà del xx secolo", scrive l'autrice, "si è assistito a un rigoglioso rinnovamento delle intuizioni su Dio. In tutto il mondo, gruppi diversi di cristiani, spinti da particolari congiunture storiche, hanno colto aspetti del Dio vivente da angolature nuove e inaspettate". Johnson ci accompagna così in un viaggio intenso attraverso le teologie più contestate: scopriamo che c'è una teologia dei latinos e dei neri, delle donne, di chi lotta per la liberazione, di chi dialoga con le altre religioni e con la scienza, e persino una teologia "ecologica". Questo saggio che incrocia la riflessione teologica con gli studi post-coloniali e il femminismo, la teoria sociale, la ricerca storica e la lotta per la liberazione, proponendo anche una nuova interpretazione della Trinità, ha scosso l'opinione pubblica mondiale e ha portato alla condanna di suor Elizabeth da parte dei vescovi degli USA.
Rosanvallon: Controdemocrazia
Pierre Rosanvallon, "Controdemocrazia. La politica nell'era della sfiducia" (Castelvecchi, pagg. 288, euro 22)
L'erosione della fiducia dei cittadini nei confronti degli amministratori e delle istituzioni democratiche è il grande problema politico del nostro tempo. Se l'ideale della democrazia è ormai pressoché dominante nel mondo, i sistemi politici che vi fanno riferimento vivono però una diffusa disaffezione e malcontento da parte delle popolazioni. Il progetto democratico, "grossolanamente degenerato, sottilmente ridimensionato o meccanicamente ostacolato", continua a rimanere incompiuto nonostante i proclami contrari. Ma come interpretare questi indizi di crisi, di malessere o di stallo? Ai lamenti sugli effetti dell'individualismo montante, del ripiegamento nella sfera privata, del declino della volontà politica, con l'ascesa di classi dirigenti sempre più distaccate dal popolo, lo storico francese Pierre Rosanvallon contrappone una concezione e una funzione positiva della sfiducia: la controdemocrazia, una modalità di partecipazione che non è il contrario ma piuttosto il completamento della democrazia, attraverso la quale la società civile sorveglia e stimola le istituzioni. Una democrazia della sfiducia organizzata che si confronta con quella della legittimità elettorale. La controdemocrazia diventa parte integrante delle istituzioni e, attraverso una continua sorveglianza e correzione, ne prolunga ed estende l'efficacia.
mercoledì 7 novembre 2012
Guido Crainz: Il Paese reale
Guido Crainz, "Il Paese reale. Dall'assassinio di Moro all'Italia di oggi" (Donzelli, pagg. 396, rilegato, euro 29)
La fine degli anni settanta segna una svolta nella storia della Repubblica: agli ultimi, cupi sussulti del decennio morente si intreccia l'emergere di trasformazioni colossali che riguardano l'economia e la cultura, il privato e il pubblico, la politica e la comunicazione. Nella convulsa stagione degli anni ottanta si ripropongono inoltre quelle tendenze esasperate all'affermazione individuale, quello sprezzo delle regole, quell'atteggiamento predatorio nei confronti del bene pubblico. Al tempo stesso giunge al punto estremo di crisi un sistema dei partiti sempre più portato a esaudire gli egoismi di ceto, pur di ottenere il consenso. Per molti versi dunque i lunghi anni ottanta si presentano come un luogo di incubazione del nostro presente. Il nesso fra gli anni di Craxi e l'era berlusconiana ha qui le sue radici, e in questo scenario si collocano le domande che oggi ci incalzano: perché l'anomala alleanza di centrodestra riuscì a improntare largamente di sé l'intero ventennio successivo? Quali sono le ragioni della quasi ventennale stagione di Berlusconi? E che Italia ci lascia, quella stagione? E ancora: ci sono le energie e le qualità per affrontare una difficile ricostruzione e misurarsi con la crisi internazionale che chiama in causa l'identità e il futuro dell'Europa? Da dove prendere l'avvio per invertire il degrado di un sistema politico e di una "partitocrazia senza i partiti" che ha superato ogni livello di guardia?
Le armi segrete di Hitler
David Porter, "Le armi segrete di Hitler" (L'Airone, pagg. 192, euro 24)
Dopo l'invasione dell'Unione Sovietica nel 1941, Hitler capì che la guerra sarebbe continuata per anni e decise di destinare grandi risorse allo sviluppo di nuovi armamenti tecnologicamente avanzati, convinto com'era che produrre "armi miracolose" rappresentasse la chiave di volta della vittoria. La Germania nazista promosse inediti velivoli a propulsore jet, aerei senza pilota, razzi a lunga gittata, "bombe robot" e carri armati super-pesanti. Molti di questi strumenti bellici - come i carri armati Tiger, i caccia Messerschmitt Me 26 e le bombe volanti VI - si rivelarono effettivamente funzionali ed ebbero notevole impatto sul corso del conflitto. "Le armi segrete di Hitler" esplora questo misconosciuto aspetto della macchina da guerra nazista. Suddiviso in base al tipo di dispositivi o di mezzi, il volume li prende in esame singolarmente e con puntuale dovizia di particolari, dal mastodontico, improbabile Landkreuzer P-l000 "Ratte" al bizzarro bombardiere composito Mistel, al portentoso sottomarino Seehund. I dati includono comparazioni e statistiche, come quelle relative alla diversa resa dei caccia jet in combattimento, alle installazioni e ai bersagli dei missili V2 e agli impieghi dei missili aria-superficie Hs 293 lanciati contro le forze navali Alleate. Centinaia di mappe, tabelle, foto e riproduzioni grafiche dei mezzi descritti integrano e arricchiscono la trattazione sulle armi segrete del Führer.
martedì 6 novembre 2012
Il ministero della paranoia. Storia della Stasi
Gianluca Falanga, "Il ministero della paranoia. Storia della Stasi" (Carocci, pagg. 320, euro 22)
La prima monografia italiana sulla Stasi, il grande apparato poliziesco di controllo e di spionaggio della DDR , che finora il pubblico italiano ha potuto "avvicinare" soltanto attraverso film come (il capolavoro) "Le vite degli altri"
Il suo peggior nemico: il libero pensiero. La sua arma più terribile: l'"Auschwitz delle coscienze", l'annientamento della persona con la violenza psicologica e l'isolamento in carcere. Esercito invisibile al servizio di un regime in guerra col proprio popolo, la Stasi è passata alla storia per l'efficienza operativa e l'ansia paranoica di controllo totale della vita di milioni di cittadini inermi. L'apertura degli archivi riservati permette oggi di guardare oltre il mito e ricostruire l'anatomia di uno dei più impenetrabili protagonisti della Guerra fredda. Come funzionava il sistema del "terrore discreto", sconvolgente realizzazione del Grande fratello profetizzato da Orwell? E quali furono le operazioni top secret che resero la Stasi leggendaria oltre i confini della DDR?
Rosario Romeo: Italia mille anni
Rosario Romeo, "Italia mille anni. Dall'età feudale all'Italia moderna ed europea" (Rubbettino, pagg. 228, rilegato euro 12,90)
Un testo del 1981 (nato, su sollecitazione di Spadolini, unendo quattro importanti saggi di Romeo sulla storia d'Italia) riproposto ora a distanza di trent'anni, in cui il grande storico Rosario Romeo (1924-1987; di lui disponibile qui in libreria anche la celebre "Vita di Cavour", Laterza, pagg. 552, euro 12) ripercorre le direttrici, il senso e i significati storici di oltre dieci secoli di storia d'Italia, dalla società feudale fino agli anni Settanta del '900
La tesi di laurea di Popper
La tesi di laurea di Popper (Università di Vienna, 1928), che esce ora per la prima volta in edizione italiana: "Sul problema del metodo della psicologia del pensiero" (Rubbettino, pagg. 110, rilegato, euro 12,90)
"Evitare errori è un ideale meschino: se non osiamo affrontare problemi che siano tanto difficili da rendere l'errore quasi inevitabile, non ci sarà sviluppo della conoscenza (...) E' dalle nostre teorie più ardite che noi impariamo di più"
Enrico Mattei: Scritti e discorsi
"Per quanto fosse conosciuto soltanto come il capo del complesso monopolio dei combustibili del suo Paese, Enrico Mattei negli anni '50 era forse l'individuo più importante in Italia. Preferiva rimanere dietro le quinte, nel ruolo di un'eminenza grigia, ma la sua enorme influenza spaziava dalla politica italiana all'equilibrio della Guerra Fredda fra Oriente e Occidente ai rapporti diplomatici con il blocco comunista e i neutrali afro-asiatici" (The New York Times, 1962)
Enrico Mattei, "Scritti e discorsi" (Rizzoli, pagg. 1060, euro 29)
Questo volume riunisce per la prima volta oltre 200 discorsi di Enrico Mattei (molti inediti, molti apparsi sulla pubblicistica dell’epoca) grazie al contributo dell’archivio storico Eni.
Enrico Mattei nasce ad Acqualagna (Pesaro) nel 1906. Operaio, poi tecnico e direttore d’azienda, durante il secondo conflitto mondiale è tra i capi delle formazioni partigiane cattoliche. Nominato nel 1945 dal governo commissario di Agip, nel 1953 è il primo Presidente di Eni, la neocostituita azienda energetica dello Stato, ed è anche membro della Consulta nazionale, esponente della DC e deputato al Parlamento. L’aereo su cui viaggiava Enrico Mattei, di ritorno dalla Sicilia, precipita in circostanze mai chiarite il 27 ottobre 1962 a Bascapè, vicino Pavia.
venerdì 2 novembre 2012
[Aristotele], Le Piante
[Aristotele], "Le piante (Peri phyton)" (Bompiani, pagg. 746, testo italiano e greco, euro 25)
Prima traduzione italiana integrale di uno dei più importanti trattati di botanica antica
Il Medioevo latino attribuisce quasi unanimemente il trattato ad Aristotele. Il trattato ha un carattere peculiare nell'ambito della botanica antica, in quanto affronta temi discussi principalmente in ambito biologico e filosofico: se la pianta sia un essere vivente, quale tipo di "anima" abbia, se sia capace di percepire, se i sessi siano in essa distinti, e in genere quali caratteristiche tipiche della fisiologia animale sia possibile riconoscere anche nella pianta. Esso ha costituito nel Medioevo e nel Rinascimento una delle fonti antiche più lette, come dimostra, tra gli altri, il "De vegetabilibus" di Alberto Magno.
Il testo originale del "Peri phyton" è perduto, e il trattato che leggiamo in greco, edito per la prima volta nei "Geoponica" (1539), e incluso in tutte le edizioni del "Corpus Aristotelicum" a partire dalla seconda edizione di Basilea (1539), è la retroversione greca (anonima) condotta sulla traduzione latina, condotta a sua volta su una traduzione araba di una traduzione siriaca.
Storia della Musica dalla Preistoria al Novecento
Kurt Pahlen, "Storia della Musica dalla Preistoria al Novecento" (Odoya, pagg. 384, immagini, euro 20)
Un testo del 1947 dello scrittore, compositore e direttore d'orchestra austriaco Kurt Pahlen (1907-2003), riproposto oggi in edizione italiana
La musica è un fenomeno inscindibile dalla vita umana fin dai tempi dei primi suoni della natura, che affascinarono e atterrirono i nostri progenitori. Ninna-nanna e canto funebre, danza rituale e terapia: sono tanti gli esempi storici e gli aneddoti che definiscono l'influenza delle melodie sull'uomo: Davide placò con l'arpa i cattivi pensieri del re Saul; Farinelli curò con la sua voce l'ipocondria di Filippo V di Spagna e la fiaba del Pifferaio di Hamelin è un tipico esempio degli effetti della musica su uomini e animali, fino ai compositori più geniali e celebrati nel grande mosaico dell'evoluzione spirituale e artistica, dai trovatori a Bach, dal teatro greco a Wagner, passando per Mozart, Beethoven, Verdi e Čajkovskij...
Lizzie Siddal. Il volto dei Preraffaelliti
Lucinda Hawksley, "Lizzie Siddal. Il volto dei preraffaelliti" (Odoya, pagg. 208, immagini, euro 16)
Biografia di Elisabeth (Lizzie) Siddal (1829-1862), pittrice, poetessa e modella prediletta dei più importanti artisti inlgesi di età vittoriana (i cosiddetti "preraffaelliti": John Everett Milais, Dante Gabriel Rossetti, William Hunt, Fort Madox Brown, William Morris, Edward Burne-Jones).
Elizabeth Siddal (1829-1862), poetessa, pittrice e modella, si lasciò alle spalle la miseria degli slum di Southwark per diventare uno dei volti più celebri dell’Inghilterra vittoriana. Oggi, anche coloro che ignorano il suo nome ne riconoscono i delicati lineamenti nella fragile Ofelia di John Everett Millais e nella serafica Beata Beatrix di Dante Gabriel Rossetti, due dei quadri più celebri dell’Ottocento. La sua immagine tormentata dalla bellezza sospesa e malinconica rappresenta universalmente l’incarnazione del movimento preraffaellita, impersonandone perfettamente l’idea di femminilità.
L’attrazione tra Lizzie e Rossetti diede inizio a nove anni di agonia sentimentale, durante i quali la donna aspettò disperatamente che il suo amante la sposasse, mentre Rossetti passava dall’adorazione possessiva al desiderio di nuove relazioni. Al momento del loro matrimonio Lizzie era minata dalla dipendenza da laudano e da una misteriosa malattia. Distrutta dalla gravidanza di una bambina nata morta e dai tradimenti del marito, la Siddal si tolse la vita poco prima di compiere 33 anni. Ma Lizzie Siddal fu anche una poetessa e artista di grande talento, descritta dallo scrittore e critico John Ruskin come un genio equiparabile a pittori del calibro di J.M.W. Turner e G.F. Watts.
giovedì 1 novembre 2012
Silenzio amico. La bellezza della clausura al tempo di internet
Giampiero Beltotto, "Silenzio amico. La bellezza della clausura al tempo di internet" (Marsilio, pagg. 272, euro 16,50)
Il giornalista Giampiero Beltotto nel 1979 aveva già dialogato con le trappiste di Vitorchiano (Viterbo), pubblicando il libro "Ho intervistato il silenzio", uno dei primi libri in cui si dava voce al monachesimo femminile. Oggi, a distanza di trent'anni, Beltotto ha intervistato le suore di clausura del monastero di Valsarena, vicino a Pisa: quaranta claustrali cistercensi tra i 28 e gli 88 anni che dialogo con l'autore su religione, Chiesa, ricerca della felicità e della bellezza, e su come vivono nella quotidianità la loro scelta di vita.
Il vangelo ebraico
Daniel Boyarin, "Il vangelo ebraico. Le vere origini del cristianesimo" (Castelvecchi, pagg. 192, euro 22)
Daniel Boyarin (1946- ) è uno storico delle religioni e talmudista (insegna Cultura Talmudica all'Università della California)
La tesi di Boyarin è che il Cristianesimo si è appropriato anche della vita di Gesù (Vangeli e altri scritti del Nuovo testamento) creando una contrapposizione tra Lui e l'ebraismo che in realtà non c'è mai stata. Sostiene Boyarin che molte parole di Gesù sono state distorte mentre nella realtà appartengono alla vita e alla fede ebraiche. Non solo, egli scrive che gran parte della stessa teologia cattolica, come l'idea della Trinità, la divinità Padre/Figlio, un redentore Dio e Uomo, sono già contenute - anche se in forma embrionale - nella dottrina ebraica: "Il Cristo-Messia esisteva, in forma d'idea ebraica, molto prima della nascita del Bambin Gesù a Nazareth"; "L'idea di un Messia sofferente è presente già nell'ebraismo antico".
mercoledì 31 ottobre 2012
Il Supermaschio
Alfred Jarry, "Il supermaschio" (Bompiani, pagg. 160, euro 16)
Nuova edizione con traduzione di Giorgio Agamben e prefazione di Sebastiano Vassalli di questo testo del 1902 del grande scrittore e drammaturgo francese Alfred Jarry (1873-1907), l'autore del celebre "Ubu re" (1896), uno dei testi più importanti del teatro dell'assurdo
Nel suo castello a pochi chilometri da Parigi, il giovane André Marcueil, ha riunito alcuni suoi amici nobili, medici e scienziati. Quel che André vuole dimostrare è che "l'amore è un atto senza importanza perché si può fare all'infinito", e per non limitarsi alle parole si impegna a darsi da fare nei fatti, cercando di battere il favoloso record di amplessi dell'indiano citato da Rabelais. Sette cortigiane vengono dunque accolte nel castello, per la prova...
"Il supermaschio può essere letto in molti modi, tutti assolutamente legittimi. Come sempre in Jarry, anche in questo racconto fantastico c'è tutto (o quasi) e il contrario di tutto. C'è l'amore non corrisposto dell'uomo per le macchine, e c'è la macchina per ispirare l'amore. Ci sono le fantasie dell'adolescenza, riassunte nella frase con cui inizia il racconto: 'L'amore è un atto senza importanza, perché lo si può fare all'infinito'. C'è la donna, vista dapprima come preda e accettata poi come rivale e come benevola padrona. Ci sono i limiti del Progresso e quelli dell'uomo. C'è la passione di Jarry per gli sport. Ci sono, lontani e sfocati sullo sfondo, il Superuomo di Nietzsche ('Così parlò Zarathustra' è una delle opere-chiave di quegli anni) e Superman l'eroe dei fumetti (che ancora non è stato inventato ma che ha in André Marcueil un suo precursore). E c'è perfino, in filigrana, una storia d'amore: perché no? Una banalissima e comunissima storta d'amore. Chi, almeno una volta nella vita, non si è sentito supermaschio (o superfemmina)?"
(Sebastiano Vassalli)
Paolo Rumiz: Trans Europa Express
In libreria il nuovo libro di Paolo Rumiz: "Trans Europa Express" (Feltrinelli, pagg. 240, euro 18)
Seimila chilometri a zigzag da Rovaniemi (Finlandia) a Odessa (Ucraina). Un percorso che sembra tagliare, strappare l'Europa occidentale da quella orientale. È una strada, quella di Rumiz, che tra acque e foreste, e sentori di abbandono, si snoda tra gloriosi fantasmi industriali, villaggi vivi e villaggi morti. Rumiz accompagna il lettore per paesaggi inediti, segreti, struggenti di bellezza. E più avanza, più ha la sensazione di non trovarsi su qualche sperduto confine ma precisamente al centro, nel cuore stesso dell'Europa. Attraversa dogane, recinzioni metalliche, barriere con tanto di torrette di guardia, vive attese interminabili e affronta severissimi controlli, ma come sempre conosce anche la generosità degli uomini e delle donne che incontra sul suo cammino: un pescatore di granchi giganti, prosperose venditrici di mirtilli, un prete che ha combattuto nelle forze speciali in Cecenia
Don Winslow: I re del mondo
Don Winslow, "I re del mondo" (Einaudi, pagg. 356, euro 18,50)
Ben e Chon hanno avviato da non molto il loro business: coltivare e diffondere ad ampio raggio la miglior marijuana di tutta la California. Ma qualcuno non è disposto a lasciar loro mano libera, senza mantenere il controllo e incassare una percentuale sui loro traffici. Finché si tratta di combattere con gli sbirri corrotti che si sono fatti avanti per riscuotere la tangente, Ben e Chon possono anche cavarsela con pochi danni. Ma il gioco dietro il ricatto è molto più ampio, e coinvolge nomi insospettabili: un'intera cricca di surfisti e hippy che si sono stancati di predicare pace e amore e hanno deciso di accumulare denaro nel modo più efficace e rapido che esista al mondo: il traffico di stupefacenti. Una cricca in affari da più di trent'anni, di cui fanno parte anche i genitori di Ben e Chon...
martedì 30 ottobre 2012
Grossman. Caduto fuori dal tempo
In libreria il nuovo libro di David Grossman, presentato ieri sera da Fazio: "Caduto fuori dal tempo" (Mondadori, pagg. 192, rilegato, euro 18,50)
Una sera, in una città di un luogo immaginario, un padre si alza da tavola, prende commiato dalla moglie ed esce per andare "laggiù". Ha perso un figlio, anni prima, e "laggiù" è dove il mondo dei vivi confina con la terra dei morti. Non sa dove sta andando, e soprattutto non sa cosa troverà. Lascia che siano le gambe a condurlo, per giorni e notti gira intorno alla sua città e a poco a poco si unisce a lui una variegata serie di personaggi che vivono lo stesso dramma e lo stesso dolore: il Duca signore di quelle terre, una riparatrice di reti da pesca, una levatrice, un ciabattino, un anziano insegnante che risolve problemi di matematica sui muri delle case. E l'uomo a cui è stato affidato l'incarico di scrivere le cronache cittadine. Ciascuno ha la propria storia, chi ha perso il figlio per una grave malattia, chi in un incidente, chi in guerra. Insieme a loro idealmente, visto che non può muoversi dalla sua stanza, c'è anche una strana figura di Centauro, con la parte inferiore del corpo che nel tempo si è trasformata in scrivania. E uno scrittore che da quindici anni vive circondato dagli oggetti del figlio che non c'è più, e il cui unico desiderio da allora è catturare quella morte con le parole. "Non riesco a capire qualcosa finché non la scrivo" dice. È lui a ispirare e a inglobare la storia che stiamo leggendo.
Irvine Welsh: Skagboys
Irvine Welsh, "Skagboys" (Guanda, pagg. 630, euro 30)
In libreria Skagboys, il prequel di Trainspotting
Irvine Welsh racconta l'antefatto, il momento in cui Mark Renton, Sick Boy, Spud e i loro "soci" scivolano inesorabilmente nel baratro dell'eroina. Fra scene di devastante crudezza e depravazione, episodi grotteschi e squarci di inaspettata poesia e tenerezza, ogni personaggio emerge dalla pagina con tutta la propria violenza verbale, la propria rabbia e brutale autenticità, raccontando in prima persona e senza compromessi una decadenza fisica e morale irrimediabile. Disillusi e privi di ogni stimolo, i personaggi di Welsh si gettano alle spalle lavoro, amore, famiglia, persino la passione calcistica, opponendo a tutto questo una parabola solipsistica e autodistruttiva
Irène Némirovsky: La Preda
Irène Némirovsky, "La preda" (Adelphi, pagg. 216, euro 18)
Prosegue la pubblicazione presso Adelphi di tutte le opere della grande scrittrice ebrea francese Irène Némirovsky.
"La preda", che esce ora per la prima volta in traduzione italiana, è un romanzo del 1938 (lo stesso anno de La Nausea di Sartre)
«Un Julien Sorel all’epoca della crisi»: così venne presentato, alla sua comparsa nelle librerie francesi, il protagonista di questo romanzo. Come l’eroe di Stendhal, Jean-Louis Daguerne non ha che un desiderio: «afferrare il mondo a piene mani», diventare uno di quelli che gestiscono il potere e gli affari. Per riuscirci accetterà di essere umiliato, di mentire, di adulare, di fare il doppio gioco, e persino di tradire il suo unico vero amico. Fino al giorno in cui ritroverà dentro di sé, con stupore e sgomento, «quel desiderio di tenerezza, quel disperato bisogno di amore» che per anni ha dovuto negare e soffocare. Allora cercherà, con una sorta di furioso accanimento, di farsi amare dalla sola donna tra le cui braccia abbia sentito riemergere la propria fragilità di bambino, e si chiederà che senso abbia avuto quella lotta convulsa, rabbiosa, per sottrarsi a un destino di miseria, per intrufolarsi negli ambienti giusti, per avere in mano le carte vincenti. Alla fine, il patto faustiano si rivela una beffa: «Il successo, quando è lontano, ha la bellezza del sogno, ma non appena si trasferisce su un piano di realtà appare sordido e meschino».
Pennac: Storia di un corpo
In libreria il nuovo libro di Pennac: "Storia di un corpo" (Feltrinelli, pagg. 352, euro 18)
http://www.ilgiornale.it/news/cultura/com-sensuale-monsieur-pennac-848670.html
Il cucchiaino scomparso: curiosità sulla tavola periodica degli elementi
Sam Kean, "Il cucchiaino scomparso e altre storie sulla tavola periodica degli elementi" (Adelphi, pagg. 416, euro 34)
Ideata autonomamente, nel 1869, da Dmitrij Mendeleev e Julius Lothar Meyer, la tavola periodica degli elementi – stele immateriale dove figurano tutti i materiali di cui è fatto il mondo – continua a restare per lo più congelata nell’inerzia dei ricordi scolastici. Sam Kean mostra come dietro ogni simbolo e ogni numero atomico si spalanchino invece delle sequenze inimmaginabili in tutti gli ambiti dell’esperienza e della conoscenza umana. Come quelle arcaico-antropologiche sull’antimonio, elemento che troviamo nel giallo del palazzo di Nabucodonosor e nel mascara delle donne egizie, usato per sedurre come per incutere terrore. O quelle storico-politiche sul molibdeno, che i tedeschi della Grande Guerra, dopo aver compreso che avrebbe rinforzato l’acciaio dei loro cannoni – le Grandi Berte –, contenderanno in una remota miniera del Colorado al bandito Adams «Due Pistole». O, ancora, quelle medico-sanitarie sulla tossicità del nitrato d’argento (a lungo adottato per curare la sifilide) contrapposta alle qualità terapeutiche dello zolfo, alla base del prontosil, sulfonamide e primo chemioterapico antibatterico. O, infine, quelle fisico-cosmologiche: tutti gli elementi della tavola, infatti, condividono la stessa genesi stellare (l’esplosione di una supernova) dalla quale un processo di compattazione ha fatto nascere, oltre quattro miliardi e mezzo di anni fa, la Terra e gli altri pianeti. Fino a soprendenti aneddoti come quello, evocato nel titolo, del cucchiaino di gallio che si scioglie al contatto del tè caldo, permettendo trucchi alla Houdini
Buccinasco. La 'ndrangheta al Nord
Nando dalla Chiesa-Martina Panzarasa, "Buccinasco. La 'ndrangheta al Nord" (Einaudi, pagg. 252, euro 18)
Nicola Gratteri-Antonio Nicaso, "Dire e non dire. I dieci comandamenti della 'ndrangheta nelle parole degli affiliati" (Mondadori, pagg. 210, euro 17,50)
Come è potuto accadere che la 'ndrangheta si sia insediata alle porte di Milano?
L'indagine sull'hinterland sud della città (Buccinasco, Corsico, Cesano Boscone, Rozzano e Trezzano sul Naviglio) ha al suo centro Buccinasco, niente piú che un piccolo gruppo di cascine, diventato, negli anni delle grandi emigrazioni, culla dei clan calabresi. Fino a guadagnarsi il soprannome di «Platí del Nord» - il centro dell'Aspromonte da cui proviene il nucleo piú significativo di immigrati. Buccinasco è stato uno degli epicentri della terribile stagione dei sequestri di persona degli anni Settanta, poi uno dei fortini strategici dello spaccio di stupefacenti, quindi il regno del boss Antonio Papalia, a lungo considerato il piú potente esponente della 'ndrangheta in Lombardia. Proprio lí dove la sinistra allestiva efficienti servizi sociali - e moltiplicava vie dedicate agli eroi dell'antifascismo - i gruppi calabresi lavoravano nel frattempo per il monopolio del ciclo del cemento, contando sul silenzio degli imprenditori e su complicità crescenti. Eppure nulla accade per caso. Cosí la storia di Buccinasco è ricostruita in stretto rapporto con i cicli delle migrazioni, lo sviluppo e il declino delle grandi fabbriche e con l'occhio sempre rivolto a ciò che accade ai piani alti dell'economia e della politica milanese e alla crisi morale di una classe dirigente.
http://www.lastampa.it/2012/10/22/italia/cronache/i-segreti-di-buccinasco-la-plati-del-ricco-nord-JFcZOQogvCjWnDIQ4zj91O/pagina.html
Luttwak: Il risveglio del drago
Edward N. Luttwak, "Il risveglio del drago. La minaccia di una Cina senza strategia" (Rizzoli, pagg. 290, rilegato, euro 18)
Il nuovo libro del grande economista e politologo Edward Luttwak.
La crescita della Cina è destinata a scalzare gli Stati Uniti dalla loro posizione dominante? Probabilmente no. La logica della strategia dei grandi imperi finirà infatti per imporre la propria legge, fermando la corsa cinese verso la supremazia. (...) La peculiare storia della Cina, Paese grande e a lungo isolato, circondato da territori scarsamente popolati, ha prodotto intere generazioni di leader con una debole propensione alle relazioni internazionali. Ma questi stessi leader ora sono chiamati a una sfida cruciale: accettare una crescita sbilanciata, economica ma non militare, o aprire a una vera democrazia. Solo così la loro nazione potrà espandere pacificamente la sua influenza liberandosi dai conflitti che premono ai suoi confini. In caso contrario, la resistenza globale colpirà anche la crescita economica cinese, scatenando una pericolosa instabilità
http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/manuale-dautore-addomesticare-drago-cinese-849470.html
giovedì 25 ottobre 2012
Vivarelli: Storia delle origini del fascismo
Si conclude con il terzo e ultimo volume (che esce ora a vent'anni di distanza dal volume II) la colossale "Storia delle origini del fascismo" dello storico Roberto Vivarelli (Scuola Normale di Pisa), l'opera storiografica più importante e più completa sulle origini del fascismo e sulla storia d'Italia tra la fine del 1918 e la fine del 1922, cioè tra la fine della Prima Guerra Mondiale e la marcia su Roma e l'avvento del fascismo.
Con l'uscita del terzo e ultimo volume il Mulino ristampa ovviamente anche i volumi precedenti, il volume I (che era uscito nel 1967) e il volume II (1991).
In libreria la "trilogia" completa:
- Storia delle origini del fascismo volume I (pagg. 656, rilegato, euro 36)
- Storia delle origini del fascismo volume II (pagg. 958, rilegato, euro 38)
- Storia delle origini del fascismo volume III (pagg. 556, rilegato, euro 36)
"A lungo si è considerato il fascismo come il prodotto della crisi europea successiva alla grande guerra. (...) Il fascismo fu invece il frutto (...) delle debolezze dello Stato liberale, incapace di gestire la propria trasformazione in Stato democratico dopo l’avvento del suffragio universale. Un fallimento le cui ragioni vanno ricercate indietro nel tempo, anche se effettivamente la guerra creò le condizioni perché questo fallimento si manifestasse con effetti dirompenti"
mercoledì 24 ottobre 2012
Cartoon. Storia del cinema d'animazione
Stephen Cavalier, "Cartoon. Storia mondiale del cinema d'animazione" (Atlante, pagg. 418, rilegato, euro 39,50)
Fin dagli esordi, il cinema d'animazione ha catturato l'immaginazione del pubblico come nessun altro genere cinematografico ha saputo fare, regalandoci storie memorabili e alcuni dei personaggi più amati dello schermo. Cartoon è una guida completa a questo straordinario repertorio, a partire dalle prime pellicole e dagli effetti speciali più rudimentali fino alle recenti esperienze in computer grafica 3D.
Il libro si sviluppa attraverso un esauriente percorso cronologico che comprende le sinossi dei lavori più importanti e riconosciuti di ogni singolo paese e straordinarie immagini catturate direttamente dallo schermo. Tutte le forme del cinema d'animazione sono rappresentate: dai brevi sketch ai lungometraggi, dai cartoni animati prodotti per la televisione ai videogiochi e alle nuove frontiere della grafica online, dai film dedicati ai ragazzi fino ai lavori sperimentali e ai film di culto. Completano la rassegna le biografie dei grandi protagonisti e la storia dei più importanti studi di animazione, gli approfondimenti tecnici e un esauriente glossario.
Murakami 1Q84
La prima parte (libro 1 e 2) mi era piaciuta, vediamo ora la conclusione...
Murakami Haruki:
- 1Q84 libro 1 e 2 (Einaudi, pagg. 726, euro 20)
- 1Q84 libro 3 (Einaudi, pagg. 406, euro 18,50)
Sermonti: la Commedia di Dante
Vittorio Sermonti, "La Commedia di Dante" (cofanetto 3 libri + 3 cd, euro 39,90)
A venticinque anni dalla prima uscita per i microfoni della Rai, e dopo una lunghissima serie di repliche radiofoniche, di edizioni a stampa e di pubbliche letture in Italia e nel mondo, Giunti propone in cofanetto i 3 volumi della Commedia accompagnati da 3 CD audio con la registrazione definitiva delle cento letture dantesche nella voce di Sermonti. Ogni canto è introdotto da un racconto critico con indispensabili informazioni linguistiche, storiche, filosofiche. L'opera costituisce un modello completamente nuovo di ''divulgazione alta'', resa culturalmente inoppugnabile dalla supervisione di Gianfranco Contini e Cesare Segre
Alberigo. Storia del Concilio Vaticano II nuova edizione
In occasione del cinquantenario del Concilio Vaticano II (1962-1965) l'editore Il Mulino ripropone la monumentale "Storia del Concilio Vaticano II" diretta dallo storico Giuseppe Alberigo (1926-2007), che seguì il Concilio al fianco di Dossetti, che era perito conciliare per il cardinale di Bologna Giacomo Lercaro.
L'opera era uscita in cinque volumi tra il 1995 e il 2011 e torna ora nelle librerie in una nuova edizione curata da Alberto Melloni. La nuova edizione sarà completata nel 2014. Ora sono usciti i primi due volumi:
- Volume 1: "Il cattolicesimo verso una nuova stagione. L'annuncio e la preparazione" (pagg. 560, euro 40)
- Volume 2: "La formazione della coscienza conciliare. Il primo periodo e la prima intersessione" (pagg. 678, euro 40)
martedì 23 ottobre 2012
Rubbettino 40 anni
Compie in questi giorni 40 anni la casa editrice calabrese Rubbettino, fondata il 9 novembre del 1972 e specializzata nella saggistica di taglio liberale (in senso economico, quello che in Italia da Croce in poi chiamiamo "liberismo"; è stata la Rubbettino, tra l'altro, a far conoscere in Italia le opere della Scuola Austriaca, di von Hayek e von Mises).
Per festeggiare il quarantennale la Rubbetino ha lanciato una mini-collana di quattro testi chiamata "i gioielli". Sono già qui in libreria: Luigi Einaudi, "Il mio piano non è quello di Keynes" (pagg. 374, rilegato, euro 12,90); Ludwig von Mises, "In nome dello Stato" (pagg. 216, rilegato, euro 12,90). Mi arrivano nei prossimi giorni: Karl Popper, "Sul problema del metodo nella psicologia del pensiero"; Rosario Romeo, "Italia mille anni".
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