Libreria Torriani di Luigi Torriani (foto di Nicola Vicini)

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mercoledì 20 giugno 2012

John Cheever. I racconti



"I bambini annegano, donne bellissime vengono maciullate in incidenti stradali, le navi da crociera affondano e gli uomini muoiono di morte lenta nelle miniere e o nei sottomarini, ma non troverete niente di tutto questo nei miei racconti. Nell'ultimo capitolo la nave rientra in porto, i bambini vengono salvati, i minatori vengono estratti da sottoterra"


John Cheever, "I racconti" (Feltrinelli, pagg. 832, euro 40).
Monumentale antologia dello scrittore americano John Cheever (1912-1982), considerato tra i massimi autori della letteratura americana novecentesca ma ancora poco noto in Italia (anche se dodici suoi titoli sono già stati pubblicati in italiano, da Fandango e da Feltrinelli). 61 racconti sulle piccole grandi paure, le disavventure, le ansie, i fantasmi, le crisi di innumerevoli famiglie qualunque della media borghesia americana. Pregevoli i primi due racconti, "Addio, fratello mio" e "Un giorno qualsiasi", molto promettenti per il seguito del libro.


"La nebbia che veniva da est era fitta e umida, e Lawrence era tutto solo sul pontile. (...) Sembrava di umore particolarmente cattivo. La nebbia ci volteggiava intorno come un fumo freddo. Avrei voluto che fosse una notte limpida, perché quella nebbia dell'Est sembrava fatta apposta per quel misantropo di mio fratello. (...) Là c'erano dune e rocce, e più avanti, sul declivio, si vedevano campi che cominciavano a mutare dal verde al marrone e al giallo. Erano campi destinati al pascolo e alle pecore, e immaginai che Lawrence avrebbe notato l'erosione del terreno e previsto che le pecore ne avrebbero accelerato il deterioramento. Al di là dei campi, lungo la costa, c'erano alcune fattorie, con le loro belle costruzioni quadrate, ma Lawrence avrebbe potuto pensare soltanto alla dura sorte dei contadini di un'isola. Dall'altra parte, c'era il mare aperto. Abbiamo sempre raccontato ai nostri ospiti che al di là del mare, a oriente, c'è la costa del Portogallo, ma per Lawrence il passo sarebbe stato breve dal Portogallo alla tirannia in Spagna"

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