VENDITA LIBRI, CD, DVD, VINILI, BLU RAY / bonus 500 euro CARTA DEL DOCENTE e 18enni / SPEDIZIONI DI LIBRI IN TUTTA ITALIA / Libreria Torriani di Luigi Torriani. La Libreria di Canzo, la Libreria del Triangolo Lariano Canzo (COMO), via Brusa 6/8 Tel. 031670264 / Cell. 3488227468 / Mail libreria.torriani@gmail.com / APERTA DA MARTEDì A SABATO DALLE 9 ALLE 12.30 E DALLE 15 ALLE 19.30 (GIORNI DI CHIUSURA DOMENICA E LUNEDI')
Libreria Torriani di Luigi Torriani (foto di Nicola Vicini)
sabato 29 settembre 2012
Il cappello di Mr Briggs. Il primo omicidio ferroviario
Kate Colquhoun, "Il cappello di Mr Briggs. Ovvero il mistero della carrozza 69" (Einaudi, pagg. 350, rilegato, euro 20)
Curioso libro di storia che racconta il primo omicidio ferroviario (il primo omicidio avvenuto su un treno) della storia inglese, e il processo che ne seguì, sullo sfondo della Londra vittoriana.
"La sera del 9 luglio 1864, Thomas Briggs, benestante bancario della City, grigia figura della grigia Londra vittoriana, prende il solito treno per tornare a casa. A malapena si accorge di salire sulla carrozza 69: di certo ignora di star entrando, a suo modo, nella storia. Pochi minuti e alcune stazioni dopo, due pendolari trovano lo scompartimento vuoto e i sedili sporchi di sangue. Piú in là due signore si lamentano col capotreno di essersi macchiate i vestiti per alcune gocce di una sostanza rossa entrata dal finestrino. Immediatamente le autorità ferroviarie capiscono che un orribile delitto si è appena consumato all'interno della carrozza 69.
L'opinione pubblica è sconvolta. Per la prima volta in Inghilterra il treno diventa il palcoscenico di un omicidio: da rassicurante e benevolo simbolo del progresso, il nuovo mezzo di trasporto svela la sua natura minacciosa, annunciandosi come un luogo pericoloso dove la violenza che attraversa la società può manifestarsi indisturbata. Spinta dalle pressioni della popolazione, del governo e dell'industria ferroviaria, Scotland Yard sguinzaglia i suoi uomini migliori: il nuovo, sceltissimo corpo di detective, un manipolo di investigatori in borghese già elevati a leggenda di infallibili segugi da scrittori e giornalisti. Inizia cosí una caccia all'uomo che non si limita alle strade di Londra ma proseguirà in un vero e proprio inseguimento transoceanico fino a concludersi in una New York scossa dalla Guerra civile"
giovedì 27 settembre 2012
Sarajevo la cosmopolita
"La città di Sarajevo ha avuto il paradossale destino di essere insieme un simbolo della violenza politica lungo l’intero ventesimo secolo (dall’attentato di Gavrilo Princip nel 1914 all’assedio degli anni novanta) e un modello europeo di cosmopolitismo e pacifica convivenza tra identità religiose, etniche e culturali diverse, grazie alla coscienza civica dei suoi abitanti. (...) Che la cultura distintamente pluralista di Sarajevo sia sopravvissuta alle devastazioni della Prima guerra mondiale è degno di nota; che quella stessa cultura non solo si sia preservata ma addirittura abbia prosperato a dispetto della guerra e dei genocidi del secondo conflitto mondiale è straordinario "
Emily Greble, "Sarajevo la cosmopolita. Musulmani, ebrei e cristiani nell'Europa di Hitler" (Feltrinelli, pagg. 368, euro 25)
Saggio storico sulla Sarajevo degli anni '40 (la Sarajevo conquistata da Hitler e incorporata nello Stato satellite della Croazia, sotto il regime degli ustascia) e sui rapporti, all'interno della città, tra le diverse comunità religiose (musulmana, cattolica, serbo-ortodossa, ebraica) e tra le diverse cittadinanze (bosniaci, serbi, croati, ebrei sefarditi e askenaziti, rom).
Il gioco delle parti. La nascita dell'Enel
Valerio Castronovo, "Il gioco delle parti. La nazionalizzazione dell'energia elettrica in Italia" (Rizzoli, pagg. 344, euro 20)
Saggio di storia economica sulla nazionalizzazione dell'energia elettrica in Italia e la nascita dell'Enel (1962).
Lo storico Valerio Castronovo (1935- , già professore di Storia Moderna all'Università Statale di Milano e di Storia Contemporanea all'Università di Torino, editorialista del Sole24Ore, autore per Einaudi di una "Storia economica d'Italia dall'Ottocento ai nostri giorni", ...) ripercorre il lungo itinerario che ha portato alla nascita dell'Enel, il dibattito pluridecennale - dall'età liberale al fascismo alla Prima Repubblica - sulla gestione pubblica o privata dell'energia elettrica, e la nazionalizzazione all'inizio degli anni Sessanta con la Democrazia Cristiana (Governo Fanfani IV). Fino alla triste realtà dei nostri giorni: oggi in Italia l’energia elettrica costa il 20-30 per cento in più del resto d’Europa.
mercoledì 26 settembre 2012
Nabokov. Viva gli arlecchini!
"Smettila di tenere il broncio!, gridava la prozia: 'Look at the arlequins! Guarda gli arlecchini!'. 'Quali arlecchini? Dove?'. 'Oh, dappertutto. Tutt’intorno a te. Gli alberi sono arlecchini, le parole sono arlecchini; anche le sensazioni e le addizioni: metti insieme due cose – due arguzie, due immagini – ed eccoti un arlecchino triplo. Gioca! Inventa il mondo! Inventa la realtà!"
Vladimir Nabokov, "Guarda gli arlecchini!" (Adelphi, pagg. 296, euro 19)
Sono in corso di pubblicazione presso Adelphi tutte le opere di Vladimir Nabokov (1899-1977), il grande scrittore russo-statunitense autore di Lolita (1955) (emigrò negli stati Uniti nel 1940, da quel momento iniziò a scrivere i suoi romanzi in inglese, ma aveva già lasciato la Russia con la sua famiglia dopo la Rivoluzione del 1917, spostandosi tra Gran Bretagna, Germania e Francia).
Esce ora questo testo del 1974, finora inedito in italiano.
"È il 1974 e il settantenne Vadim Vadimovič, scrittore incluso nella rosa dei candidati al Nobel, ripercorre la propria vita con cruda sincerità. Nato a Pietroburgo in una famiglia aristocratica, vive un'infanzia solitaria e infelice che è all'origine di inquietanti turbe psichiche. Quando scoppia la rivoluzione bolscevica fugge avventurosamente all'estero e ripara in Inghilterra; più tardi, in Francia, ha inizio la sua carriera di letterato, illustrata con esilaranti notazioni. Arrogante e asociale, sbrigativo nei rapporti sentimentali, assillato dalla sensazione che la sua esistenza sia la parodia di quella di un altro, si sposa indotto solo da impulsi erotici, indulge a tradimenti con disinvolte fanciulle, prova torbide attrazioni per adolescenti impuberi, e mentre insegna svogliato in una detestabile università della provincia americana vede acuirsi i suoi disordini mentali. Dovrà arrivare alle soglie della vecchiaia per incontrare la vera eroina del libro, una giovane donna il cui nome resterà segreto – perché solo così si preservano le cose preziose della vita. Sarà lei a dischiudergli il nesso armonico tra amore e arte, tra invenzione e realtà: e la possibilità di trascendere il sé addentrandosi in una dimensione spirituale che ignora ogni confine. Tutt'altro che segreta è invece la vera identità di Vadim Vadimovič N., il Narratore, che subito si rivela una caricaturale rappresentazione del suo artefice: o meglio, del volgare fraintendimento della sua personalità generato da certa critica, incline a descriverlo come autoreferenziale, ossessionato dai doppi, dai personaggi marionetta che adombrano la mano del burattinaio"
venerdì 21 settembre 2012
Il corpo dipinto. Tatuaggi tribali
Carol Beckwith-Angela Fisher, "Il corpo dipinto. Pittura del corpo e tatuaggi in Africa" (Rizzoli, pagg. 290, rilegato, euro 85)
Monumentale (e eccezionale) volume fotografico sulla pratica del tatuaggio nell'Africa tribale.
Le fotografe Carol Beckwith e Angela Fisher hanno attraversato a più riprese l'Africa, documentando le diverse forme di decorazione della pelle che vi si trovano: la pittura del corpo con pigmenti a base di gesso, ocra e carbone diffusa fra le tribù della valle dell'Omo, i Masai del Kenya e gli Himba della Namibia; i delicati tatuaggi all'henne delle donne swahili e dei nomadi wodaabe del Niger; o ancora la pratica, assai più cruda e dolorosa, della scarificazione, variamente attestata e che, contrariamente alle tecniche precedenti, lascia sulla pelle segni indelebili.
Ingredienti, tecniche e motivi delle decorazioni differiscono da tribù a tribù, così come sono diversi a seconda dei contesti e del momento i significati che ciascuna di essa vi attribuisce: forma di abbellimento del proprio corpo per attrarre il sesso opposto, modalità di affermazione della propria identità tribale, mezzo per intimorire il nemico o strumento per facilitare l'accesso del fedele al mondo degli spiriti.
Zingales. Manifesto capitalista
"Una delle prime vittime della crisi economica è stata la fiducia: chi aveva creduto che libertà e uguaglianza fossero raggiungibili grazie al libero gioco del mercato si è ritrovato amaramente deluso. Ma come è successo, e quando, che il sogno di prosperità per tutti del capitalismo si trasformasse in un incubo di ingiustizia e povertà degno del peggior comunismo sovietico? Quando si è diffusa l’idea che 'fare impresa' voglia dire orientare le scelte politiche per favorire l’interesse di pochi a scapito della collettività, anziché impegnare il proprio talento nella ricerca di un futuro migliore, aperto a tutti? Se non rispondiamo a queste domande, abbandonandoci al populismo naïf con il suo generico rifiuto dei meccanismi economici, rischiamo di perdere quello che rimane il migliore dei sistemi possibili: con tutti i suoi difetti, offre pur sempre le migliori opportunità al maggior numero di persone. Contro la degenerazione del capitalismo finanziario, alimentato anche in Italia da nepotismo, corruzione e incompetenza, Luigi Zingales delinea con pragmatismo un nuovo programma per rifondare il capitalismo, per renderlo più giusto, più umano e più efficiente"
Luigi Zingales, "Manifesto capitalista. Una rivoluzione liberale contro un'economia corrotta" (Rizzoli, pagg. 416, rilegato, euro 18)
L'economista Luigi Zingales (1963- ) insegna Impresa e finanza alla Booth School of Business dell’Università di Chicago. E' fondatore e promotore del movimento "Fermare il declino", insieme a Oscar Giannino, Michele Boldrin, Sandro Brusco, Alessandro De Nicola, Andrea Moro e Carlo Stagnaro. Questo saggio è uscito anche negli Stati Uniti con il titolo "A capitalism for the people" (l'edizione originale è inglese, questa è una traduzione).
Il pensiero del Buddha
"Buddha (il Buddha storico, Gautama Buddha, vissuto tra Nepal e India tra il VI e il V sec. a. C.) è un uomo di 2500 anni fa che non scrisse mai una riga di suo pugno. Furono i suoi discepoli a diffondere il pensiero di quello che è uno dei pensatori più originali e più brillanti di ogni tempo (...) La grande innovazione del Buddha è stata di far dipendere il valore etico non da ciò che è manifesto, ma dall'intenzione. (...) Il Buddha adottò la parola brahmanica per 'rituale' e la impiegò per indicare l'intenzione etica. Quest'ultima mossa ribalta l'etica brahmanica, legata alle caste. Infatti non si può sostenere in maniera plausibile che l'intenzione di un brahmano sia eticamente di genere affatto diverso dall'intenzione di un fuoricasta. L'intenzione può soltanto essere virtuosa o malvagia. Il termine stesso sva-dharma, la parola sanscrita che indica il proprio dovere specifico, è assente dal Canone buddhista; è l' 'azione purificante' (punna-kamma) a premiare il buon buddhista in questa vita e nelle vite future, ma poiché l'azione è mentale, fare una buona azione significa in realtà purificare il proprio stato mentale"
Richard Gombrich, "Il pensiero del Buddha" (Adelphi, pagg. 288, euro 30)
Introduzione al pensiero metafisico di Buddha, che Gombrich (presidente dell'Oxford Centre for Buddhist Studies e per trent'anni docente di sanscrito all'Università di Oxford) cerca di ricostruire liberandolo dalle concrezioni dottrinarie successive e dai fraintendimenti di molti seguaci.
giovedì 20 settembre 2012
L'enigma democrazia
"Non vedo motivo di andare particolarmente fieri dell’ordinamento costituzionale assunto dall’Europa occidentale nel dopoguerra (sostanzialmente esteso anche ai paesi dell’Est dopo il 1989) e degli ideali che lo ispirarono. Se mai, la coscienza storica del modo in cui gli europei giunsero a tale assetto potrebbe contribuire a spegnere la confortante illusione che la democrazia liberale sia necessariamente la condizione politica predefinita dell’Europa, o piú generalmente dell’Occidente"
Jan-Werner Müller, "L'enigma democrazia" (Einaudi, pagg. 356, euro 26)
Saggio di storia della filosofia politica (l'autore insegna Teoria politica alla Princeton University) che ricostruisce le complesse vicende del pensiero politico nell'Europa occidentale e orientale del Novecento, da Weber ai fascismi al '68, passando per l'ascesa e il crollo dell'Unione Sovietica, fino alle democrazie degli ultimi decenni, alla questione del liberalismo (politico ed economico) e alla "politica dell'antipolitica".
mercoledì 19 settembre 2012
Luigi Meneghello. L'apprendistato
Luigi Meneghello, "L'apprendistato. Nuove carte 2004-2007" (Rizzoli, pagg. 324, rilegato, euro 20)
"Il più appartato, il meno televisivo, forse il più sofisticato, sicuramente il meno italiano dei nostri scrittori", Luigi Meneghello (1922-2007) è stato uno dei maggiori scrittori italiani del secondo Novecento, oltre che partigiano e professore di Lingua e Letteratura Italiana e direttore dei Dipartimento di Studi Italiani all'Università di Reading, in Inghilterra, dove lavora dal 1947 al 1980 (dal 1980 alla morte vive un po' a Londra e un po' a Thiene, la sua città natale, in Veneto).
"L'apprendistato" raccoglie tutti gli scritti di Meneghello degli ultimi anni, tra il 2004 e il 2007 (tra di essi ventotto articoli scritti per Il Sole-24Ore).
Il sottotitolo parla di "Nuove carte" per intendere questi testi come ideale continuazione della precedente raccolta "Le Carte" (Rizzoli, euro 16), creando insieme a questa lo "Zibaldone di Meneghello"
martedì 18 settembre 2012
Keret. All'improvviso bussano alla porta
"Di notte è più dura. Non sto dicendo che io senta la sua mancanza, non la sento. Ma di notte, quando sono solo a letto, penso a lei. (...) E allora piango. Quasi ogni notte. Non per un senso di rammarico. Non ho nulla di cui rammaricarmi. E' stata lei a lasciarmi. E poi, ripensandoci, è un bene che ci siamo separati, non solo per lei, ma per entrambi. Ed è ancora meglio che l'abbiamo fatto in tempo, prima che ci fossero di mezzo dei figli e tutto diventasse più complicato. E allora perché piango? Perché è così che funziona. Quando ti portano via qualcosa, anche se quella cosa è una merda, fa male"
Etgar Keret, "All'improvviso bussano alla porta" (Feltrinelli, pagg. 192, euro 15)
Il nuovo libro di Etgar Keret (1967- ), uno dei più importanti scrittori israeliani contemporanei (di lui disponibili in libreria anche "Pizzeria kamikaze" e "Le tette di una diciottenne", E/O edizioni, entrambi euro 8).
Ventotto racconti brevi, genere tra l'umoristico-grottesco, l'assurdo e il surreale (di qualità) , con momenti sentimentali e molti spunti di riflessione sparsi qua e là .
I miei preferiti (meritano tutti, comunque):
- "Una sana colazione" (un uomo, lasciato dalla moglie, trova una nuova ragione di vita nell'assumere altre identità al bar: appena capisce che qualcuno è lì per un appuntamento di lavoro o di altro genere con una persona che non ha mai visto in faccia, finge di essere la persona che il nuovo entrato sta cercando)
- "Scegli un colore" (che ne è di Dio di fronte al dolore dell'uomo?)
- "Cattivo karma" (breve storia di un venditore di polizze assicurative)
- "Ilan" (una donna va solo, e sempre, con uomini che si chiamano Ilan)
- "Dopo la fine" (confessioni di un killer prima di andare al patibolo)
- "Il pasto dopo il funerale (la giornata di una donna proprietaria di un ristorante il giorno dopo il funerale del marito)
- "Un altro po' di vita" (due gemelle identiche e due gemelli identici si sposano tra di loro)
- "Festa a sorpresa" (surreale festa di compleanno per un manager che compie cinquant'anni)
sabato 15 settembre 2012
Tommaso Landolfi. Diario perpetuo
"Accese la luce sulla scala interna, la quale rimetteva in una stanza nuda, una sorta di atrio. E lì nel mezzo, in una posa rattratta, come pronto a balzargli addosso, c'era un uomo oscuro (quanto alla generale impressione fornita dal suo aspetto) e stravolto (quanto, in particolare, all'espressione del viso)"
Tommaso Landolfi, "Diario perpetuo" (Adelphi, pagg. 400, euro 28)
Esce ora, a oltre trent'anni dalla morte di Landolfi (1908-1979), il suo "ultimo libro" (dal 1992 sono in corso di pubblicazione presso Adelphi tutte le opere di Landolfi).
Il contratto che legava Landolfi alla Rizzoli, stipulato nel 1972, prevedeva tra l'altro "una o due raccolte da realizzare con gli elzeviri" scritti per il Corriere della Sera (l'elzeviro è l'articolone di apertura delle Terze Pagine dei giornali). Una prima raccolta - "Del meno" - uscì nel 1978. Mancavano i pezzi pubblicati tra il 3 dicembre del 1967 e il 10 luglio del 1979, che escono ora integralmente in "Diario perpetuo" (una parte era già uscita ne "Il gioco della torre", pubblicazione postuma del 1987).
venerdì 14 settembre 2012
Il manoscritto
Stephen Greenblatt, "Il manoscritto" (Rizzoli, pagg. 370, rilegato, euro 22)
Libro vincitore del Premio Pulitzer 2012 per la Saggistica e del National Book Award 2011, e primo titolo de "I sestanti", nuova collana di storia e saggistica della Rizzoli diretta da Paolo Mieli (previsti dodici titoli all'anno, uno al mese).
Il libro di Stephen Greenblatt (professore di Letteratura inglese all'Università di Harvard) è la storia della scomparsa e dell'avventuroso ritrovamento del poema "De rerum natura" di Lucrezio (I sec. a. C.).
Uno dei libri più importanti della storia della filosofia, che ci ha permesso di conoscere l'epicureismo e che è stato da subito condannato dai Padri della Chiesa (ma anche Giuliano l'Apostata non apprezzava l'epicureismo) perché negava sia la creazione sia la natura spirituale e il destino ultraterreno dell'anima (tutto è materia, insieme di atomi), perché considerava scopo supremo della vita l'aumento del piacere e la riduzione del dolore, e perché considerava ogni religione come illusione e superstizione dannosa per l'esistenza umana (quando scriveva Lucrezio mancavano alcuni decenni alla nascita di Cristo ma ovviamente il De rerum natura non poteva essere apprezzato dai primi cristiani...).
Nell'Alto Medioevo il testo di Lucrezio era quindi lentamente scivolato nell'oblio. Furono i monaci (come per la totalità dei testi antichi che sono arrivati fino a noi) a salvare il De rerum Natura di Lucrezio dalla scomparsa. L'umanista Poggio Bracciolini ritrovò l'unica copia sopravvissuta, copiata da un monaco secoli prima, nel monastero di Fulda, nel 1417. Di lì a poco sarebbero arrivati Gutemberg e l'invenzione della stampa (1450), il Rinascimento e la Rivoluzione Copernicana. Nel 1551 il Concilio di Trento proibì ufficialmente la lettura di Lucrezio, ma ormai era troppo tardi, e il "De rerum natura" fu letto e apprezzato da tutti i grandi della prima Modernità, da Tommaso Moro a Giordano Bruno a Shakespeare a Galileo a Newton a Spinoza.
Peter Nadas / Ferenc Körmendi
Péter Nadas, "Libro di memorie" (Dalai editore, pagg. 770, rilegato, euro 24)
Ferenc Körmendi, "Incontrarsi e dirsi addio" (Bompiani, pagg. 308, euro 18,50)
Péter Nadas (1942- ) e Ferenc Körmendi (1900-1972) sono considerati i due maggiori scrittori ungheresi del '900.
Il "Libro di memorie" di Péter Nadas è un testo del 1986 che esce ora per la prima volta in traduzione italiana. "Incontrarsi e dirsi addio" di Ferenc Körmendi è un romanzo del 1937, tradotto già all'epoca in italiano da Silvino Gigante e ora riproposto da Bompiani.
KORMENDI, INCONTRARSI E DIRSI ADDIO
Capri, anni Trenta. Uno scrittore disilluso e scontento di sé arriva a Capri in un giorno di pioggia e si stabilisce in una piccola pensione, scelta a caso tra le molte dell’isola, gestita da una famiglia molto singolare, su cui aleggia un’aria di mistero e di fascino. Il padrone, un anziano signore con una moglie giovanissima, Annetta, è una sorta di filosofo che conosce “il senso segreto della vita” e che emana uno strano magnetismo, al quale tutti gli ospiti della pensione soccombono. L’incontro dello scrittore con Annetta, che subito gli appare come la donna del destino, lo coinvolgerà nell’eterno gioco del cedere e del negare, della passione e delle sue chimere
NADAS, LIBRO DI MEMORIE
La storia si apre su un drammaturgo ungherese lasciato nell'anonimato, che ricordando il suo soggiorno a Berlino Est negli anni Settanta ci racconta, con attenzione ipnotica al dettaglio, il triangolo amoroso in cui viene coinvolto da Thea, matura e affascinante attrice, e Melchior, un giovane poeta. Fino a quando Melchior fugge a Ovest e lui, sopraffatto da una crisi, ritorna a Budapest e tenta di riprendere in mano il suo destino, scrivendo un romanzo di esasperata sensualità sulla vita dissoluta di uno scrittore tedesco di fine Ottocento. Al racconto frammentato di questo personaggio della sua fantasia, fa da contraltare la rievocazione della tormentata adolescenza del narratore principale durante il periodo successivo alla rivolta ungherese del '56, segnata dalla morte della madre, dall'ambiguità tanto politica quanto sessuale del padre, da un amore acerbo e tempestoso. Sarà la voce di Krisztiàn, un compagno di scuola del protagonista, a trovare le sue memorie e a riannodare i fili di un'identità in cerca di se stessa tra i ricordi. Attraverso continui rimandi tra i personaggi e le epoche storiche, in questo grande capolavoro del Novecento Peter Nàdas racconta con emozione il passaggio, spesso traumatico, dall'infanzia all'età adulta, il gioco dei sentimenti, il sesso e la creazione artistica, privilegiando sempre e nonostante tutto i comportamenti umani: di quegli individui che hanno dovuto vivere e amare sotto un regime totalitario.
giovedì 13 settembre 2012
La storia del mondo in 100 oggetti
Neil MacGregor, "La storia del mondo in 100 oggetti" (Adelphi, pagg. 712, rilegato, euro 49)
Neil MacGregor (1946- ) è uno storico dell'arte inglese che è stato direttore della National Gallery e dal 2002 dirige il British Museum di Londra. Nel 2009 ha avuto questa idea di realizzare una sorta di enciclopedia-romanzo della Storia del mondo attraverso la descrizione corredata da immagini di 100 oggetti (tutti provenienti dalle collezioni del British Museum) che fossero particolarmente emblematici e rappresentativi delle diverse epoche. Oltre al libro (tradotto ora in italiano) il progetto si è svolto in 100 puntate trasmesse dalla BBC (in ogni puntata, della durata di un quarto d'ora, veniva raccontato uno dei cento oggetti).
La Storia viene divisa in 20 epoche (dal 2.000.000 a.C. al 2010 d.C.), e per ogni epoca vengono raccontati 5 oggetti.
Ken Follett L'inverno del mondo
In libreria il nuovo libro di Ken Follett, "L'inverno del mondo" (Mondadori, pagg. 962, rilegato, euro 25), seconda parte della trilogia sulla storia del Ventesimo secolo "The Century" (in libreria anche il primo capitolo della trilogia, "La caduta dei giganti", pagg. 1008, euro 15)
In questo secondo episodio, che si apre nella Berlino del 1933 durante l'ascesa politica di Adolf Hitler, i personaggi de La caduta dei giganti, il primo romanzo ambientato durante la prima guerra mondiale, passano il testimone ai loro figli. Nella narrazione si intrecciano le storie di cinque famiglie, una americana, una tedesca, una russa e due inglesi. Il destino di queste famiglie è indissolubilmente legato al corso della storia, un cammino insanguinato fatto di giochi di potere che dalla prima guerra mondiale conduce inesorabilmente verso il secondo conflitto. La narrazione si sposta continuamente tra Inghilterra, Russia, Francia, America, Galles e Spagna, seguendo gli eventi più importanti, gli episodi cruciali che hanno scritto la storia del mondo nel lasso di tempo che va dall'avvento del nazismo fino all'inizio della guerra fredda.
Dante. Il romanzo della sua vita
Marco Santagata, "Dante. Il romanzo della sua vita" (Mondadori, pagg. 474, euro 22)
Nuova biografia di Dante Alighieri (1265-1321) firmata da Marco Santagata, critico letterario e storico della Letteratura (insegna Letteratura italiana all'Università di Pisa e dirige l'edizione delle Opere di Dante per i Meridiani di Mondadori).
La giovinezza, l'ambiente guelfo e la famiglia degli Alighieri, gli studi e i problemi di salute (epilessia?), l'amore per Bice Portinari-Beatrice, il matrimonio con Gemma Donati, la carriera politica, la condanna al rogo e l'esilio, gli ultimi anni come "uomo di corte", ...
"L'appassionato racconto, il 'romanzo' appunto, della tormentata esistenza di un uomo dall'io smisurato, che si sentì sempre diverso e predestinato, che in ogni amore e in ogni lutto, nella sconfitta politica e nell'esilio, e in particolare nel proprio talento, scorse un segno del destino, l'ombra di una fatalità ineludibile, la traccia di una volontà superiore. Ma Dante era anche profondamente calato nella vita pubblica e culturale della sua città, Firenze, e nelle complesse dinamiche della storia italiana tra Due e Trecento, era poeta e filosofo ma anche uomo di partito e di corte"
mercoledì 12 settembre 2012
Sacrificio nella steppa
"Ancora oggi ci si chiede: come è stato possibile che così tanti giovani siano andati in Russia a morire combattendo contro un popolo contro il quale non avevano niente?"
Hope Hamilton, "Sacrificio nella steppa. La tragedia degli alpini italiani in Russia" (Rizzoli, pagg. 470, rilegato, immagini, euro 21)
Un libro importante che racconta il dramma dei soldati italiani in Russia durante la Seconda guerra mondiale.
Quando l'Italia entrò in guerra nel giugno del 1940, Mussolini disse a Badoglio: "ho bisogno soltanto di qualche migliaio di morti da gettare sul tavolo delle trattative". Nella sola campagna di Russia i morti italiani furono 120.000. Precisamente: partirono in 220.000 soldati e tornarono a casa in 100.000. Gli altri morirono in battaglia, o per la fame e il gelo durante la ritirata, o per le condizioni disumane patite nei campi di lavoro e di rieducazione.
Mandati completamente allo sbaraglio con armi nel migliore dei casi risalenti alla Prima guerra mondiale (ma talvolta anche fucili dell'800), giravano con i muli per centinaia di chilometri lungo le pianure ucraine verso il Don, con temperature fino a quaranta gradi seguite da piogge torrenziali, mentre i tedeschi avevano circa un carro armato ogni quattro soldati. Nulla sapevano della Russia e dei russi, tendevano semmai a simpatizzare con le popolazioni locali e rimanevano sconvolti dalla brutalità dei nazisti contro ebrei e russi. E nemmeno avrebbero dovuto essere lì, dato che Hitler aveva chiesto a Mussolini di mandare rinforzi in Africa e di lasciar perdere la Russia. Ma il duce si intestardì perché credeva che Hitler avrebbe conquistato rapidamente la Russia e voleva sedere al tavolo della trattative con "qualche migliaio di morti da spendere".
martedì 11 settembre 2012
Cartografie del tempo
Daniel Rosenberg e Anthony Grafton, "Cartografie del tempo. Una storia della linea del tempo" (Einaudi, pagg. 326, rilegato, immagini, euro 70)
Nuova pubblicazione per la collana Grandi Opere di Einaudi. Un testo, arricchito da oltre 300 immagini, degli storici americani Daniel Rosenberg (University of Oregon) e Anthony Grafton (Princeton University). Un libro che vuole essere "la prima storia completa delle rappresentazioni grafiche del tempo in Europa e negli Stati Uniti dal 1450 a oggi": le più originali rappresentazioni del tempo e della successione delle epoche storiche nei manoscritti bassomedioevali, i diagrammi delle epoche e delle storie bibliche creati dai missionari del XIII secolo, la cronologia storica di Gerardo Mercatore, e innumerevoli altre Tavole del Tempo che hanno illustrato le più disparate (e spesso bizzarre) filosofie della storia di epoca moderna e contemporanea.
giovedì 6 settembre 2012
Le ricette del lago di Como
"Le ricette del lago di Como" (Lariologo-Carlo Pozzoni fotoeditore, pagg. 80, euro 14,50)
Ventisette ricette del lago di Como (divise in antipasti, primi, secondi, piatti unici e dolci) spiegate dagli chef Cesare Chessorti e Davide Lacchini e dal pasticciere Paolo Verga (con doppio testo, italiano e inglese), e accompagnate dalle fotografie del fotografo Carlo Pozzoni. Introduzione di Emilio Magni, che ripercorre la storia della gastronomia lariana e dei suoi ingredienti (polenta, pane, patate, risotti, pesci di lago, carni, formaggi, dolci e focacce, olio lariano)
mercoledì 5 settembre 2012
L'ironia della storia americana
Reinhold Niebuhr, "L'ironia della storia americana" (Bompiani, pagg. 482, ampia introduzione di Alessandro Aresu, testo italiano e inglese, rilegato, euro 25)
Libro del 1952 (che trascrive e sviluppa due serie di lezioni, l'una del '49 al Westminster College, l'altra del '51 alla Northwestern University) per la prima volta tradotto in italiano. Un testo in cui il teologo e filosofo protestante Reinhold Niebuhr (1892-1971) offre un'interpretazione filosofica e teologica ("dal punto di vista della fede cristiana") della storia degli Stati Uniti da Thomas Jefferson e Abraham Lincoln al secondo dopoguerra e alla guerra fredda, e dei grandi concetti-chiave dello spirito americano: democrazia, liberalismo, nazionalismo, realismo, messianismo, pragmatismo.
Il termine "ironia" che dà il titolo al libro indica una "situazione di contraddizione apparentemente casuale che dopo un esame più attento risulta assai meno casuale". L'ironia principale della storia americana "sta nell'aver raggiunto una posizione di supremazia mondiale - e di ricchezza senza precedenti - con un'ideologia nazionale non in grado di supportarla adeguatamente, e che anzi rischia di metterla in pericolo, perché inconsapevole della responsabilità che si accompagna al potere". Uno scacco che va riconosciuto e va emendato riconoscendo i propri errori alla luce delle categorie del perdono e dell'umiltà.
"Anche la civiltà più 'cristiana' è anche la chiesa più pia devono ricordare che il vero Dio può essere riconosciuto solo quando c'è una certa consapevolezza della contraddizione tra gli scopi umani e gli scopi divini, anche nelle più alte aspirazioni umane"
Biofera 2012
http://biofera.altervista.org/
Anche
quest'anno sarò presente alla Biofera (sabato dalle 10 alle 19 e
domenica dalle 9 alle 19) con un ricco banchetto di libri degli
editori locali: Nodolibri, Dominioni, Lariologo, New Press, Pifferi,
Cattaneo, Bellavite, Macchione (ricordo peraltro che i libri di
questi editori sono e saranno sempre presenti nella mia libreria).
Sabato la libreria è comunque normalmente aperta con i soliti orari
(ci sarà qualcuno, ancora non so chi, a sostituirmi)
martedì 4 settembre 2012
Novità Augias / Dacia Maraini
In libreria il nuovo libro di Corrado Augias: "I segreti d'Italia. Storie, luoghi, personaggi nel romanzo di una nazione" (Rizzoli, pagg. 308, rilegato, euro 19)
I Segreti d'Italia, Corrado Augias
rizzoli.rcslibri.corriere.it
Leopardi l’ha percorsa a disagio, sballottato in una carrozza, Shelley ci ha lasciato la vita, Garibaldi la salute: è l’Italia, da tempo immemorabile vituperata e ammirata, un Paese ...
In libreria il nuovo libro di Dacia Maraini, fresca vincitrice del Campiello alla Carriera: la raccolta di racconti "L'amore rubato" (Rizzoli, pagg. 210, rilegato, euro 15)
http://www.geniodonna.it/index.php?option=com_content&view=article&id=939%3Ala-violenza-maschile-colpice-lautonomia-delle-donne&catid=73%3Acorpo-a-salute&Itemid=162
http://www.geniodonna.it/index.php?option=com_content&view=article&id=939%3Ala-violenza-maschile-colpice-lautonomia-delle-donne&catid=73%3Acorpo-a-salute&Itemid=162
sabato 1 settembre 2012
Eraclito. La luce dell'oscuro
Giuseppe Fornari (a cura di), "Eraclito: la luce dell'oscuro" (Leo Olschki Editore, pagg. 298, euro 35)
Eraclito di Efeso (520 a.C. circa-460 a.C. circa) è - insieme a Parmenide - il più celebre, il più citato e il più studiato tra i filosofi presofisti. Della sua opera (Perì fuseos, cioè "Sulla natura") sono rimasti soltanto alcuni frammenti (che si possono leggere con testo a fronte e note per esempio in: Eraclito, "Dell'origine", Feltrinelli, pagg. 216, euro 8, disponibile in libreria). Lo studioso franco-russo Serge Mouraviev ha tentato di ricostruire l'intera opera di Eraclito riempiendo i vuoti tra un frammento e l'altro. Nel volume "Eraclito: la luce dell'oscuro" viene pubblicato per la prima volta in traduzione italiana il "Perì fuseos" di Eraclito ricostruito da Mouraviev. La traduzione di questo testo è arricchita da una serie di lezioni sul pensiero di Eraclito tenute all'Università di Bergamo nell'ambito del convegno "La luce dell'oscuro" (contributi di Giuseppe Fornari, Lucia Saudelli, Emmanuele Vimercati, Riccardo di Giuseppe, Enrico Giannetto, Sonia Maffei, Gianfranco Dalmasso, Leonardo Messinese, Elena Gritti)
giovedì 30 agosto 2012
Eroi ed eroismi da Don Chisciotte a Capitan America
"L'eroe vero è sempre eroe per sbaglio, il suo sogno sarebbe di essere un onesto vigliacco come tutti" (Umberto Eco)
Guido Davico Bonino-Vincenzo Jacomuzzi, "Fu vera gloria? Eroi ed eroismi da Don Chisciotte a Capitan America" (SEI, pagg. 342, immagini euro 16)
Un viaggio nel mondo dei grandi eroi letterari degli ultimi secoli, da Don Chisciotte ("l'ultimo cavaliere e il primo eroe della narrativa moderna") a Capitan America, passando per Robinson Crusoe, Tom Jones, Ivanhoe, L'ultimo dei Mohicani, Taras Bulb'a, Le avventure di Gordon Pym, La Certosa di Parma, I Promessi Sposi, Il conte di Montecristo, Jane Eyre, Cime tempestose, David Copperfield, La lettera scarlatta, Moby Dick, I miserabili, Guerra e Pace, Delitto e castigo, Le confessioni di un italiano, I figli del Capitano Grant, I Malavoglia, L'isola del tesoro, Le tigri di Mopracem, Le avventure di Huckleberry Finn, Cuore, Il segno rosso del coraggio, Capitani coraggiosi, Il richiamo della foresta, Tarzan, Marianna Sirca, L'armata a cavallo, Niente di nuovo sul fronte occidentale, Il deserto dei Tartari, Il potere e la gloria, Il sentiero dei nidi di ragno, Il vecchio e il mare, Il sergente nella neve, Se questo è un uomo, Una giornata di Ivan Denissovic, Il partigiano Johnny.
I carnefici stranieri di Hitler
Christopher Hale, I carnefici stranieri di Hitler. L'Europa complice delle SS" (Garzanti, pagg. 668, rilegato, euro 35)
L'esercito del Reich non era composto soltanto da tedeschi. Nella Wehrmacht e nelle SS combattevano anche decine di migliaia di volontari non tedeschi: italiani, francesi, inglesi, belgi, danesi, russi, polacchi, lituani, lettoni, estoni, finlandesi, norvegesi, rumeni, e anche arabi al seguito del Gran Muftì di Gerusalemme, amico personale del Führer. Gli italiani partiti volontari per combattere nelle truppe hitleriane (per lo più sul fronte orientale) furono circa diecimila.
Il libro di Christopher Hale racconta la storia di questo esercito di nazisti non tedeschi
mercoledì 29 agosto 2012
Monte Disgrazia. Picco Glorioso
Miotti Giuseppe, Comi Michele (a cura di), "Monte Disgrazia. Picco Glorioso. 150 anni di storia" (editore Bellavite, pagg. 218, rilegato, immagini, euro 28)
Monografia ricchissima di fotografie e stampe d'epoca che racconta la geografia, la geologia e la storia del Monte Disgrazia, a partire dal 1862, quando una cordata inglese raggiunge per la prima volta la vetta.
"Centocinquant'anni or sono quattro sudditi della Regina Vittoria capitarono in Valtellina: fra i loro scopi il tentativo di dare la scalata a un misterioso picco, intravisto dalle creste del Bernina qualche tempo prima da alcuni connazionali. Il picco misterioso era il Monte Disgrazia. Dal 1786, data della prima salita al Monte Bianco, dapprima sporadicamente e poi con una frequenza sempre maggiore, una dopo l'altra, moltissime vette alpine erano state scalate; e a metà del XIX secolo l'alpinismo era ufficialmente diventato una delle attività più apprezzate dagli avventurosi rappresentanti dei ceti più colti e ricchi d'Europa. A spiccare su tutti nella pioneristica attività fu in particolare un gruppo di gentiluomini inglesi che, in poco più di cinquant'anni, trasformò le Alpi in terreno di azione e di studio, conquistando quasi tutte le cime più importanti. Membri della ricca borghesia, questi personaggi erano riuniti in una sorta di sodalizio (ufficializzato dal 1857) appoggiato dall'élite culturale britannica: del gruppo facevano parte letterati, artisti, filosofi e uomini di Chiesa. A essi dobbiamo non solo l'affermarsi dell'alpinismo come attività di studio e di svago, ma anche la conseguente nascita del turismo alpino. Molte località oggi importanti e alla moda come Chamonix, Grindelwald, Zermatt e Pontresina, devono le loro fortune a questi audaci esploratori , che ne fecero la base per le loro esplorazioni e le resero celebri nei loro racconti"
venerdì 24 agosto 2012
August Petermann, l'uomo che inventò il Polo Nord
Philipp Felsch, "L'uomo che inventò il Polo Nord" (Nutrimenti, pagg. 272, immagini, euro 18)
La biografia del geografo e cartografo tedesco August Heinrich Petermann (1822-1878).
La conquista del Polo Nord avviene nel 1909 con l'americano Robert Edwin Peary. Prima di quella data ci sono decine di spedizioni fallite, promosse per decenni proprio da Petermann, studioso tedesco ossessionato dall’idea di una conquista per mare del Polo Nord.
Ma Petermann era - appunto - soltanto uno studioso, un armchair explorer (esploratore da salotto). Petermann dirigeva l'impresa dell'esplorazione polare dal suo studio in una cittadina della provincia tedesca, e di persona non si era mai spinto più a nord di Edimburgo. Sulla base delle sue teorie e delle sue immaginarie carte geografiche, le navi percorrevano i mari ghiacciati del circolo polare artico alla ricerca di una presunta corrente di acqua tiepida che avrebbe consentito di raggiungere il novantesimo parallelo Nord.
Inutilmente cercarono le tracce della spedizione di John Franklin, perduta nella ricerca del passaggio a Nord Ovest; molti smarrirono la rotta e naufragarono tra i ghiacci come la Admiral Tegetthoff di Julius Payer. L’ultimo, fallimentare, assalto al Polo Nord fu tentato nel 1878 dall’ufficiale americano George Washington De Long a bordo della Jeannette, sempre sulla base delle carte di Petermann, che nel settembre dello stesso 1878 si uccide sparandosi un colpo alla tempia.
On top. Donne in montagna
"La donna è la rovina dell'alpinismo. Così nel 1911 sentenziava ironico il grande scalatore austriaco Paul Preuß, il filosofo fra gli arrampicatori liberi. Cento anni più tardi, l'emancipazione femminile si è fatta strada fin lassù"
Reinhold Messner, "On top. Donne in montagna" (Corbaccio, pagg. 354, rilegato, immagini, euro 19,90)
La storia dell'alpinismo femminile raccontata da Reinhold Messner. Da Hettie Dyhrenfurth (pioniera che nel 1934 arriva sulla vetta del Sia Kangri in Karakorum), a Claude Kogan (morta nel 1959 mentre tentava la salita al Cho-Oyu, m. 8150, in Himalaya), Wanda Rutkiewicz (la prima donna a raggiungere la vetta del K2, nel 1986), Junko Tabei (la prima donna sulla vetta dell'Everest, nel 1988), fino agli ultimi anni e al "Progetto 14" (la competizione per diventare la prima donna ad aver scalato le quattordici vette che superano gli ottomila metri, impresa in cui si sono distinte Gerlinde Kaltenbrunner, Nives Meroi, Edurne Pasaban, e la sudcoreana Oh Eun-Sun, che nel 2010 ha raggiunto l’obiettivo per prima).
mercoledì 22 agosto 2012
Liane de Pougy. Cortigiana, principessa, santa
Jean Chalon, "Liane de Pougy. Cortigiana, principessa e santa" (Nutrimenti, pagg. 336, euro 19)
La biografia di Liane de Pougy (1869-1950, nome d'arte di Anne-Marie Chassaigne), "la donna più bella del XIX secolo" secondo Edmond de Goncourt, la donna che ispirò Proust per tratteggiare la figura di Odette de Crécy nella Recherche.
Nata in una famiglia di militari e educata in convento, a sedici anni viene data in sposa al sottotenente di vascello Armand Pourpe, a cui dà un figlio (Marc, che morirà durante la Prima Guerra Mondiale).
A diciotto anni fugge a Parigi e divorzia. Ingaggiata alle Folies Bergère (il celebre teatro di varietà inaugurato proprio nell'anno di nascita di Liane de Pougy, il 1869), inizia la sua carriera di ballerina, cortigiana, prostituta e protagonista per eccellenza della Belle Epoque e del demi-monde parigino dell'epoca.
Dichiaratamente bisessuale, viene mantenuta da amanti di entrambi i sessi, tra cui la poetessa e femminista americana Natalie Clifford Barney, che l'aveva avvicinata e sedotta introducendosi nella sua casa travestita da paggio (questa lunga esperienza lesbica viene raccontata da Liane in un romanzo, "Idillio saffico", pubblicato nel 1901).
Nel 1910 diventa principessa sposando il principe rumeno Georges Ghika, a cui resterà legata - tra tradimenti e alti e bassi vari - fino alla morte di lui (1945).
Dagli anni '30 Liane si è riavvicinata sempre di più alla religione, pentendosi della vita dissoluta che ha condotto per decenni, e dopo la morte del marito diventa suora, entrando come novizia nel Terzo Ordine di san Domenico e lavorando in un orfanatrofio per disabili di Grenoble. Muore in Svizzera, a Losanna, nel 1950.
Antonio Amaduzzi 400ASA/27DIN
Antonio Amaduzzi, "400ASA/27DIN" (Mondadori Electa, pagg. 146, euro 39)
Antonio Amaduzzi (Roma, 1936), storico professore di economia in molte università italiane (tra cui Bocconi, Politecnico di Milano, Venezia, Catania, Bologna, Pavia, Bergamo), ma anche apprezzato fotografo, è tra l'altro coautore con Angelo Longoni di quello che è forse il più bel libro sul Triangolo Lariano: "Caglio e dintorni. Un viaggio storico turistico nella Vallassina pittoresca" (disponibile in libreria, pagg. 266, euro 50).
"400 ASA/27 DIN", edito in questi giorni da Mondadori Electa, è un bellissimo fotolibro che raccoglie il meglio della produzione fotografica di Amaduzzi dagli anni '50 ad oggi. Tutte foto in bianco e nero divise in tre categorie: "L'occhio come passione" (le immagini predilette da Amaduzzi, prevalentemente scorci dell'Italia "arcaica" degli anni Sessanta e di Parigi); "L'ombra dei baci" (fotografie sull'amore e su uomini e donne innamorati); "I volti del volto" (galleria di ritratti fotografici).
sabato 18 agosto 2012
Qohelet. Alla ricerca del senso della vita
"Quale guadagno viene all'uomo / per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole? / Una generazione se ne va e un'altra arriva, / ma la terra resta sempre la stessa (...) / Quel che è stato sarà / e quel che si è fatto si rifarà; / non c'è niente di nuovo sotto il sole. (...) / Nessun ricordo resta degli antichi, / ma neppure di coloro che saranno / si conserverà memoria / presso quelli che verranno in seguito"
"Pensavo e dicevo fra me: Ecco, io sono cresciuto e avanzato in sapienza più di quanti regnarono prima di me in Gerusalemme. La mia mente ha curato molto la sapienza e la scienza. (...) Ma ho capito che anche questo è un correre dietro al vento. Infatti: molta sapienza, molto affanno; chi accresce il sapere, aumenta il dolore"
"Ho poi esaminato tutte le violenze perpetrate sotto il sole. Ho considerato il pianto degli oppressi e ho visto che nessuno li consola. (...) Allora ho proclamato i morti, ormai trapassati, più felici dei vivi che sono ancora in vita. Ma più felice di tutti e due è chi non è nato e non ha visto tutto il male perpetrato sotto il sole"
"Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo. / C'è un tempo per nascere e un tempo per morire, / un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato. / Un tempo per uccidere e un tempo per curare, / un tempo per demolire e un tempo per costruire. / Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per fare lutto e un tempo per danzare. / Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci. / Un tempo per cercare e un tempo per perdere, /
un tempo per conservare e un tempo per buttar via. / Un tempo per strappare e un tempo per cucire, / un tempo per tacere e un tempo per parlare. / Un tempo per amare e un tempo per odiare, / un tempo per la guerra e un tempo per la pace."
Franco Piotti, "Qohelet. La ricerca del senso della vita" (Morcelliana, pagg. 192, euro 18)
Nuova introduzione (a cura di Franco Piotti, Cultore di Filologia Biblica presso l'Università cattolica di Milano) al Qohelet o Ecclesiaste (III sec. a. C.), il libro sapienziale più enigmatico, più poetico e più filosofico dell'Antico Testamento.
venerdì 17 agosto 2012
Al casinò con Mussolini
Riccardo Mandelli, "Al casinò con Mussolini. Gioco d'azzardo, massoneria ed esoterismo intorno all'ombra di Matteotti" (Lindau, pagg. 392, euro 24)
Saggio storico sull'ambiente di Sanremo e il mondo dei casinò e del gioco d'azzardo in Italia durante il Ventennio.
"Nel 1905, il gioco d’azzardo in Italia è illegale. Ma i prefetti, cui spetterebbe il compito di far rispettare le norme che lo vietano, non si oppongono alle scelte di comuni che, per rimpinguare i bilanci, si affidano alle case da gioco. Del resto, è proprio intorno ai tavoli di roulette e baccarat che la Costa azzurra costruisce la propria prosperità. Ogni sera colonne di auto – sì, colonne, anche agli inizi del Novecento – attraversano la frontiera di Ventimiglia per condurre i loro facoltosi padroni a perdere somme favolose sui tavoli verdi d’Oltralpe, mentre la riviera ligure langue: dato che fermare il demone del gioco è impossibile, perché non volgerlo a beneficio proprio, anziché lasciarne ad altri i profitti? Così, nel 1905, appunto, apre i battenti il casinò di Sanremo, frutto dell’accordo fra una società francese e il consiglio comunale della città, che avrebbe ricevuto la sua lauta fetta di introiti. Partendo da un evento a prima vista di portata locale, l’indagine di Riccardo Mandelli – condotta su documenti di prima mano, dalle carte della polizia alla stampa locale – arriva a mettere in luce una serie di trame che dalla riviera di ponente portano ai massimi vertici della politica e della finanza, italiane e non solo, dei primi trent’anni del secolo. C’è, innazitutto, il problema della copertura politica, con gli intrallazzi volti da un lato a spingere il governo a legalizzare il gioco e dall’altro a inserire nell’amministrazione uomini disposti a chiudere tutti e due gli occhi sui maneggi dei biscazzieri. C’è il giro delle vittime dell’insana passione, uomini e donne spesso d’alto e d’altissimo rango, che per bisogno o sotto la minaccia del ricatto possono diventare, specialmente negli anni torbidi intorno alla guerra, pedine importanti dello spionaggio internazionale. C’è, ovviamente, la questione economica, perché il business dell’azzardo richiede ingenti capitali – non ultimi quelli per ungere le dovute ruote – e genera profitti vertiginosi; così da scatenare sotterranee battaglie fra i maggiori gruppi finanziari del tempo, in prima fila la Comit del leggendario Giuseppe Toeplitz. L’intreccio di affari e politica porta poi al sottobosco del potere fascista. A quel mondo di arrivisti in camicia nera che usa disinvoltamente il manganello per mettere a tacere gli avversari politici come per tutelare i propri poco nobili interessi. Un mondo che giunge ai piani alti del potere, arrivando a coinvolgere personaggi del calibro del podestà di Milano, Ernesto Belloni, e del suo nume tutelare, Arnaldo Mussolini, il fratello del Duce; e che nelle sue ramificazioni arriva a comprendere anche gli uomini che rapirono e uccisero Giacomo Matteotti, tanto da far sospettare che l’eliminazione del deputato socialista possa aver avuto a che fare con elementi d’accusa che quest’ultimo avrebbe raccolto su questi loschi giri, come suggeriscono le parole conclusive dell’ultimo suo scritto: 'Petroli, bische'. (...)
C’è, infine, sottofondo dell’intera vicenda, il mondo dell’occultismo: pressoché tutti i personaggi coinvolti ruotano infatti nell’orbita di sette esoteriche, società teosofiche, logge massoniche. Un universo magmatico dove convivono ingenui utopisti e scaltri affaristi, piccoli arrivisti e faccendieri internazionali, in un intreccio di ideologie e interessi in cui è facile perdere la bussola: merito non ultimo di Mandelli è condurre il lettore a orientarvisi, documenti alla mano. Senza tacere sorprendenti connessioni e senza cedere a facili complottismi"
(da Il Foglio)
L'ottava nota
Giancarlo Dalmonte, "L'ottava nota" (Pendragon, pagg. 230, prefazione di Paolo Fresu, euro 26)
Il giornalista e musicologo sardo Giancarlo Dalmonte propone e illustra un nuovo sistema musicale da lui ideato, con l'introduzione di un'ottava nota del pentagramma, detta "Nu".
"Il sistema tonale (12tET) è in fase di esaurimento. Il grande musicista Ennio Morricone, intervistato più volte in casi di plagio, ha detto: 'Le combinazioni possibili con le 7 note sono finite'. E' tempo di ampliare il sistema tonale, anche perché mette a disposizione dei musicisti solo 120 suoni di base. In questo libro propongo il passaggio a una scala quartitonale a 8 note distanti tra loro 3/4 di tono, cioé 150 centesimi. Scale quartitonali a 7 note ne esistono già, ma la mia è quartitonale a 8 note (24tET), mette a disposizione dei musicisti 240 suoni di base e genera un sistema musicale la cui gestione è meno complessa di quello quartitonale a 7 note.
Ma davvero c’è bisogno di una nuova scala musicale? E perché mai? Non stiamo bene così? E non possiamo continuare così?
E’ vero che fin qui siamo stati bene. Nei suoi 324 anni di posizione dominante in Italia e in tutto il mondo occidentale il nostro sistema tonale è stato meraviglioso, perché ha messo fior di musicisti nelle condizioni di comporre tutto il patrimonio accumulato fin qui, in tutti i campi di attività della musica: classica, lirica, sacra, etnica, jazz, impegnata, bandistica, popolare, leggera e quant'altro. E potremmo perfino continuare così, a tirare avanti con questo sistema, ma sapendo che le combinazioni possibili stanno esaurendosi e che, perciò, potremmo anche andare avanti per altri tre secoli, sì, ma ripetendo sempre gli stessi brani, senza nuove composizioni"
giovedì 16 agosto 2012
La grande cucina italiana (low cost)
E' partita la nuova collana economica dell'editore Newton Compton: "Grande Cucina Italiana". Ogni titolo costa 4,90 euro.
Disponibili in libreria tutti i primi dodici volumi della collana (usciti contemporaneamente il 26 luglio):
1) "La cucina romana e ebraico-romanesca in oltre 200 ricette" (a cura di Giuliano Malizia, pagg. 194, euro 4,90)
2) "La cucina siciliana in 1000 ricette tradizionali" (a cura di Alba Allotta, pagg. 482, euro 4,90)
3) "La cucina piemontese in 1000 ricette tradizionali" (a cura di Laura Rangoni, pagg. 482, euro 4,90)
4) "La cucina del Veneto in oltre 600 ricette" (a cura di Emilia Valli, pagg. 418, euro 4,90)
5) "La cucina sarda in 450 ricette tradizionali" (a cura di Alessandro Molinari Pradelli, pagg. 354, euro 4,90)
6) "La cucina sarda di mare in oltre 450 ricette" (a cura di Laura Rangoni, pagg. 258, euro 4,90)
7) "La cucina bolognese in oltre 450 ricette" (a cura di Laura Rangoni, pagg. 322, euro 4,90)
8) "La cucina pugliese in oltre 400 ricette" (a cura di Luigi Sada, pagg. 258, euro 4,90)
9) "La cucina milanese in 500 ricette tradizionali" (a cura di Laura Rangoni, pagg. 258, euro 4,90)
10) "La cucina del Friuli in oltre 500 ricette" (a cura di Emilia Valli, pagg. 352, euro 4,90)
11) "La cucina toscana di mare in oltre 450 ricette" (a cura di Laura Rangoni, pagg. 258, euro 4,90)
12) "La cucina napoletana di mare in oltre 800 ricette" (a cura di Luciano Pignataro, pagg. 282, euro 4,90)
martedì 14 agosto 2012
La libreria è aperta tutto agosto
La libreria anche oggi è aperta, ed è aperta tutto agosto con i soliti orari (tranne domani, Ferragosto)
sabato 11 agosto 2012
Isabella e Giorgio Marincola
Wu Ming 2 - Antar Mohamed, "Timira. Romanzo meticcio" (Einaudi, pagg. 534, euro 20)
Carlo Costa - Lorenzo Teodonio, "Razza partigiana. Storia di Giorgio Marincola (1923-1945)"
Già tempo fa avevo segnalato il libro "Timira. Romanzo meticcio" (http://libreriatorriani.blogspot.it/2012/05/timira-romanzo-meticcio.html). Riprendo ora il discorso dopo averne ultimato la lettura (molto soddisfacente), e suggerisco di abbinarlo alla lettura di "Razza partigiana", il libro che racconta la storia di Giorgio, il fratello di Isabella-Timira (Isabella Marincola è il nome sul passaporto italiano, Timira Hassan su quello somalo).
La storia (vera) comincia nella Somalia degli anni '20. Il fascista Giuseppe Marincola, ufficiale di fanteria impegnato a Mogadiscio, intrattiene una relazione con una donna somala, Ashkiro Hassan. Nascono una figlia e un figlio. Sono Giorgio e Isabella-Timira, che Giuseppe Marincola riconosce come figli. I due diventano cittadini italiani, e si trasferiscono a Roma con il padre, la matrigna, il fratellastro e la sorellastra (Giorgio in Italia era già sposato con figli).
Isabella, dopo anni di sofferenze a contatto con una donna che la prende continuamente a cinghiate e che vede in lei soltanto il frutto del tradimento del marito, diventa modella e posa nuda per i migliori artisti della Capitale. Entra nel mondo dello spettacolo, fa teatro e cinema (recita anche, per esempio, in "Riso amaro" accanto a Silvana Mangano). Dopo due matrimoni falliti, torna in Etiopia, dove sposa un uomo musulmano già sposato da cui ha un figlio (Antar Mohamed, il coautore del libro "Timira"). Con la guerra civile e la fine del regime di Siad Barre (1991), Timira torna in Italia. E' senza casa e senza un soldo, ma tra mille peripezie riuscirà a cavarsela anche questa volta. Muore nel 2010, all'età di 85 anni. "Timira. Romanzo meticcio" è la storia della sua vita.
"Razza partigiana" racconta la storia di Giorgio Marincola, il fratello di Timira. E' il primo e unico partigiano italiano di pelle nera, medaglia d'oro al valor militare. Entra in un gruppo di partigiani legati al Partito d'Azione nell'autunno del 1943. Nel gennaio del 1945 viene arrestato e trasferito nel lager di Bolzano. Quando viene liberato il lager (30 aprile 1945), gli viene proposto di rifugiarsi in Svizzera. Lui rifiuta e va a combattere in Val di Fiemme, dove viene ucciso (a Stramentizzo) il 4 maggio insieme ad altri 20 italiani (ultima strage nazista in Italia).
venerdì 10 agosto 2012
Osservatorio Asia. L'Indonesia
Romeo Orlandi (Osservatorio Asia), "Indonesia. Passaggio a Sud-Est" (il Mulino, pagg. 256, prefazione di Enrico Letta, euro 20)
L'Osservatorio Asia nasce nel 2004 dalla collaborazione tra esponenti del mondo imprenditoriale e accademico italiano con lo scopo di analizzare i rapporti economici tra l'Italia e l'Asia Orientale stimolando gli imprenditori italiani ad acquisire una maggiore consapevolezza delle crescenti opportunità sui mercati asiatici.
Dopo l'uscita dei volumi dedicati a Cina, India (due libri) e Vietnam (tutti editi da il Mulino, e procurabili in pochi giorni), esce ora la quinta pubblicazione a cura dell'Osservatorio Asia (dell'economista Romeo Orlandi, che ne presiede il Comitato scientifico), con la collaborazione di Arel (l'Agenzia di ricerche e legislazione fondata da Beniamino Andreatta): un testo che racconta la situazione economica e politica dell'Indonesia attuale, aggiornata al 2012.
"La crescita indonesiana ha riportato il paese nell'alveo dei successi asiatici. Per decenni adagiato su una lentezza strutturale, governato con rigore ma con scarso dinamismo, il paese aveva visto allontanarsi gli spettacolari sviluppi delle nazioni vicine. Prigioniera di una lunghissima guerra fredda, l'Indonesia era progredita a ritmi ridotti, incoerenti con la vastità del territorio, l'operosità della popolazione, l'immensa dotazione di risorse naturali. Le 17.000 isole dell'arcipelago non riuscivano ad emanciparsi compiutamente da un destino che sembrava segnato. Eppure la crisi asiatica del 1998 ha imposto un cambio di regime e accelerato il mutamento. Da allora il paese ha conosciuto, attraverso un percorso accidentato e talvolta contraddittorio, una stagione di riforme ancora in atto. Un nuovo sistema democratico ha assunto forma e sostanza, la dialettica parlamentare si è consolidata. Contemporaneamente, le condizioni di vita sono migliorate in un circuito di autoalimentazione socio-economica. L'ingresso del paese nel G20 ne certifica la forza e l'inclusione nel novero delle potenze mondiali, consegnando alla storia la rassegnazione, l'indigenza e l'antistorico affidamento sulle materie prime"
giovedì 9 agosto 2012
Carlo d'Asburgo. L'ultimo imperatore
Roberto Coaloa, "Carlo d'Asburgo. L'ultimo imperatore" (Il Canneto Editore, pagg. 324, immagini, euro 18)
Lo storico Roberto Coaloa (Università Statale di Milano, Il Sole 24Ore) racconta la figura di Carlo d'Asburgo (Carlo I d'Austria, 1887-1922), nipote di Francesco Giuseppe e di Sissi (prozio e prozia) e ultimo imperatore dell'Impero austro-ungarico.
Diventa erede al trono a seguito dell'assassinio dello zio Francesco Ferdinando (28 giugno 1914) e dell'inizio della Prima Guerra Mondiale. E' imperatore nel 1916, quando muore Francesco Giuseppe. Cattolico, pacifista, marito della principessa italiana Zita di Borbone, e padre di otto figli, Carlo d'Asburgo è stato proclamato Beato da papa Giovanni Paolo II il 3 ottobre del 2004.
Con la fine della Prima Guerra Mondiale finisce anche l'Impero austro-ungarico (nascono le due repubbliche di Austria e di Ungheria). Carlo va in esilio con la famiglia nell'isola portoghese di Madera, e lì muore di polmonite nel 1922 all'età di 35 anni.
mercoledì 8 agosto 2012
Mehring: Marx, una biografia rivoluzionaria
Franz Mehring, "Vita di Marx. Una biografia rivoluzionaria" (Shake Edizioni, pagg. 416, euro 20)
Franz Mehring (1846-1919), politico, storico e intellettuale tedesco, autore di monumentali opere di storia del socialismo uscite in Germania in 15 volumi, deputato socialdemocratico e in seguito fondatore della Lega Spartachista e poi del Partito Comunista Tedesco insieme a Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht.
La biografia di Marx ("rivoluzionaria" nel senso che era pensata come strumento di informazione storica e di educazione politica per le avanguardie rivoluzionarie tedesche dell'epoca) è stata scritta da Mehring negli anni della Prima Guerra Mondiale ed è uscita in Germania nel 1918. Considerata tra le più importanti biografie di Marx, in Italia è stata edita dalle Edizioni Rinascita soltanto nel 1953. Da anni introvabile, a distanza di quasi sessant'anni viene oggi riproposta dalla cooperativa editrice milanese Shake.
martedì 7 agosto 2012
Il filtro. Quello che internet ci nasconde
"Ti svegli una mattina e ti trovi in un mondo in cui tutti la pensano come te. Tutti hanno le tue stesse idee politiche, le tue convinzioni religiose, i tuoi gusti culinari. Nessuna discussione con chi la pensa diversamente. Benvenuto nell'era della personalizzazione"
Eli Parisier, "Il filtro. Quello che internet ci nasconde" (il Saggiatore, pagg. 240, euro 18)
Nel dicembre 2009 Google ha cominciato ad alterare i risultati delle ricerche personalizzandole sulla base delle abitudini dell'utente. Tutte le nostre ricerche passate condizionano le nostre ricerche presenti e future. La corsa a raccogliere la maggior quantità possibile di dati personali su cui 'customizzare' la nostra esperienza online è diventata una guerra che i giganti di internet - Google, Facebook, Apple e Microsoft - stanno combattendo senza tregua. Dietro le quinte, una schiera sempre più folta di società di raccolta dati sta mappando le nostre vite, le nostre informazioni personali, dalle preferenze politiche al paio di scarpe che abbiamo adocchiato online, per venderle agli inserzionisti. Il risultato: ognuno vive la propria vita in un mondo fatto a misura di marketing che finisce per diventare costrittivo, ciò che Eli Pariser chiama la "bolla dei filtri". Un'isola di sole notizie gradevoli, attinenti ai nostri interessi e conformi alle nostre convinzioni, che lascia sempre meno spazio a punti di vista diversi e a incontri inaspettati, limita la scoperta di fonti di creatività e innovazione, e restringe il libero scambio delle idee (come dice Pariser, nessuno dà un “mi piace” alla notizia di una strage in Darfur, per cui certi tipi di notizie tendono a sparire, a favore di altre - spesso del tutto futili - che sono più cliccate o hanno un maggior numero di “mi piace”).
"La tecnologia sarà così avanzata che sarà molto difficile per le persone guardare o consumare qualcosa che in un certo senso non sia stato confezionato su misura per loro" (Eric Schmidt, amministratore delegato di Google)
"Uno scoiattolo che muore davanti a casa vostra può essere più interessante per voi delle persone che muoiono in Africa" (Mark Zuckerberg)
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