Libreria Torriani di Luigi Torriani (foto di Nicola Vicini)

Libreria Torriani di Luigi Torriani (foto di Nicola Vicini)

giovedì 15 marzo 2012

Porfirio. Sui simulacri


 

 
Porfirio, "Sui simulacri" (Adelphi, pagg. 294, immagini, testo greco a fronte, introduzione, note, euro 17).
Porfirio (233-305 d. C.), filosofo neoplatonico allievo prediletto di Plotino, uno degli ultimi grandi sostenitori delle religioni greco-romane contro il Cristianesimo (qui in libreria è tra l'altro disponibile: Porfirio, "Vangelo di un pagano", Bompiani, euro 24), temutissimo dai Padri della Chiesa per i suoi numerosi discorsi e scritti anticristiani. Nello scritto "Sui simulacri" - tradotto ora per la prima volta in italiano -Porfirio introduce alla lettura simbolica delle opere del mondo classico, alle complesse simbologie delle immagini sacre del pantheon greco-romano, personificazioni dei fenomeni naturali e di visioni teologiche e cosmologiche.
"Parlerò per chi è lecito - voi profani chiudete le porte - e farò conoscere i pensieri di una sapienza teologica con i quali uomini, mediante immagini congeneri ai sensi, raffigurando realtà invisibili in forme visibili, rivelarono il dio e le potenze del dio a coloro che hanno appreso a ricavare dai simulacri, come da libri, ciò che vi è scritto riguaro agli dèi. Nessuna meraviglia che i più ignoranti considerino le statue pezzi di legno e di pietra, proprio come quanti non capiscono la scrittura guardano le steli come pietre, come legno le tavolette e come papiro intessuto i libri".

mercoledì 14 marzo 2012

Iron Man. Il mio viaggio con i Black Sabbath

Iron man. Il mio viaggio tra Paradiso & Inferno con i Black Sabbath" (Arcana editrice, pagg. 386, immagini, euro 19,50).
L'autobiografia di Frank Anthony Iommi alias Tony Iommi, il mitico chitarrista dei Black Sabbath.

"Tony Iommi è il vero padre dell'heavy metal e uno degli esseri umani più grandi del mondo" (Brian May)

"Senza Tony non esisterebbe l'heavy metal" (Eddie Van Halen)

"E' colpa sua se io sono quello che sono" (James Hetfield)

"Negli ultimi anni di attività dei Beatles, mentre America e Inghilterra erano ancora impantanate nel folk e nel rock psichedelico, emerse un nuovo sound, il sound della classe operaia che aveva radici nel rock duro e nel blues pesante suonati nei pub di periferia. Quel sound, heavy metal, sarebbe cresciuto fino a diventare uno dei generi più importanti del rock'n'roll, e i Black Sabbath furono gli artefici della sua diffusione mondiale. È impossibile sottostimare l'impatto che ebbero i Black Sabbath e il loro motore principale: il chitarrista, autore e leader Tony lommi. "Iron Man" racconta la storia del gruppo che Rolling Stone ha definito 'i Beatles dell'heavy metal' e svela i segreti dell'uomo che sta dietro l'icona rock. Tony non risparmia i dettagli della sua concitata infanzia, dei matrimoni falliti, delle tragedie personali, dei compagni di band, della figlia ritrovata, con tutti gli alti e bassi della vita di un artista. Qualsiasi avventura sia associata all'hard rock, i Black Sabbath la vissero per primi: le droghe, la dissolutezza, l'alcol, le critiche, i contratti, le conquiste, i ritorni, i cantanti, i manager, la musica, la follia, il metal".

Cd. Novità

Molte le novità di inizio 2012 disponibili in libreria. Segnaliamo: Springsteen, Leonard Cohen, Enrico Pieranunzi, Blind Guardian, Lacuna Coil, Luf, Mannoia, Morgan, Ruggeri, Sanremo 2012, SuperSanremo 2012, Nina Zilli, Chiara Civello, ...

martedì 13 marzo 2012

Massimiliano Parente. L'inumano

Massimiliano Parente, "L'inumano" (Mondadori, pagg. 288, rilegato, euro 19).
Uscito oggi, è già qui in libreria (e inizio a leggerlo tra dieci minuti durante la pausa) il nuovo romanzo di Massimiliano Parente.

"Le galassie sono terrificanti quanto le nostre cellule, l'infinitamente grande sgomenta quanto l'infinitamente piccolo. Ci penso ogni volta quando vado sulla terrazza, spegnendo tutte le luci del giardino, restando al buio a guardare la Via Lattea, e penso alle pesone che amano guardare le stelle sulla volta celeste con uno sguardo ancora primitivo, e nella loro ignoranza astronomica, anziché sentirsi dilaniati dall'angoscia come lo sarebbero se avessero una vaga idea di cosa significa il cielo, stupidamente lo ammirano come una consolazione, una scenografia rassicurante, una promessa di eternità".

Putin. L'uomo senza volto


"Putin. L'uomo senza volto" (Bompiani, pagg. 370, euro 18).

La biografia di Vladimir Putin, da oscuro agente del Kgb a presidente della Russia. L'infanzia da teppista, gli anni da agente segreto, la fulminante ascesa al potere, il rapporto con le oligarchie, la politica del terrore nei confronti di cronisti e oppositori politici, l'insaziabile volontà di grandeur e il ritorno a una sorta di nuova Unione Sovietica senza ideologia. Autrice la giornalista e scrittrice Masha Gessen, russa di famiglia ebrea ashkenazita, corrispondente in Russia per il magazine americano US News & World Report. Emigrata negli Stati Uniti nel 1981, è tornata in Russia nel '91. Oggi continua a vivere nel suo Paese pur avendo già subito numerose minacce

sabato 10 marzo 2012

L'ultimo uomo nella torre


 
Aravind Adiga, "L'ultimo uomo nella torre" (Einaudi, pagg. 452, euro 20).
Il nuovo romanzo dello scrittore indiano Aravind Adiga, Booker Prize 2008 per il libro La tigre bianca.

"Inaugurata il 14 novembre 1959, nel settantesimo compleanno di Jawaharlal Nehru, la società edile cooperativa Vishram è la nonna di tutti i condomini da allora sorti nel quartiere Vakola di Mumbai. I suoi abitanti, suddi...visi in cattolici, indù e perfino qualche musulmano 'del tipo migliore', come in una felice applicazione dei valori nehruviani di cooperazione e convivenza, difendono a oltranza quello status borghese, a dispetto degli inequivocabili segni di decadenza mostrati da uno stabile dove i muri fioriscono di umidità, il tetto rischia di cedere sotto la pressione dei monsoni e l'acqua scorre dai rubinetti per poche ore al giorno. Ma a Mumbai il nuovissimo scalza il nuovo alla velocità di un treno in corsa, il lusso scalza il decoro, e chi non salta in tempo può facilmente finire stritolato sotto le sue ruote. Nella folle corsa per accaparrarsi terra da edificare, il grande costruttore Dharmen Shah fa ai condomini un'offerta irrifiutabile: acquistare i vari appartamenti al doppio del loro valore di mercato per poter demolire l'edificio ed erigere al suo posto quel luccicante coacervo di stili che sarà lo Shanghai, il progetto di tutta la sua vita. Sono previsti un 'regalino' extra per invogliare i dubbiosi, le minacce del truce 'braccio sinistro' Shanmugham per ammorbidire i refrattari, e una condizione per tutti: che l'offerta sia firmata all'unanimità. (...) Tutti i condomini sono a favore della vendita tranne uno, l'ultimo uomo nella torre".

venerdì 9 marzo 2012

De officiis. Quel che è giusto fare

Marco Tullio Cicerone, "De officiis. Quel che è giusto fare" (Einaudi, pagg. 375, rilegato, euro 30).
Torna in libreria, in edizione integrale e in nuova traduzione (di Rosa Rita Marchese), il De officiis di Cicerone. Ampia introduzione di Giusto Picone, testo latino a fronte.
"Gli officia sono regole di comportamento. Per condurre bene, virtuosamente, sia la vita pubblica sia quella privata. Con il De officiis, l'anno prima di morire (44 a.C.), Cicerone si rivolge al figlio Marco (...). Una specie di 'Etica spiegata a mio figlio', come si intitolerebbe oggi, che è poi diventata uno snodo fondamentale per la cultura latina, medievale e moderna".

Che fiore è questo?

"Che fiore è questo?" (Franco Muzzio Editore, pagg. 496, immagini, euro 32).
Nuova edizione 2012 del classico erbario di Muzzio Editore, con oltre 870 piante e più di 1800 illustrazioni. Per ogni pianta uno o più disegni, accompagnati dall'indicazione dei tratti tipici, descrizione, distribuzione, specie simili, virtù e proprietà della pianta e altre informazioni.

Il pollo arrosto e altre storie


Simon Hopkinson, "Il pollo arrosto e altre storie" (Guido Tommasi Editore, pagg. 300, euro 16)
Il libro di cucina dello chef e critico gastronomico inglese Simon Hopkinson, "il libro di cucina più utile di tutti i tempi". I quaranta ingredienti preferiti dall'autore raccontati in quaranta capitoli, con storie, curiosità, consigli e ricette. Questi i 40 "ingredienti": acciuga, aglio, agnello, animelle, asparagi, bistecca, capesante, cervella, cioccolato, cipolla, coniglio, coriandolo, crema, fegato, granchio, haddock affumicato, indivia, maiale, melanzane, merluzzo, nasello, olio d'oliva, panna, parmigiano, patate, peperoni, pernice scozzese, piccione, pollo, pomodori, porcini, porri, prezzemolo, rognoni, salmone, spinaci, trippa, uova, vitello, zafferano.

"Il denominatore comune però è uno solo: sul piatto troverete cibi genuini e invitanti, pensati per far felice il palato piuttosto che per stupire. Meglio quindi un semplice ma gustoso pollo arrosto invece di una mousse di aragosta con vaniglia e anice stellato, che se ha il vantaggio di fare più scena sul menu, forse rischia di perdere buona parte del suo appeal al momento di mettersi a tavola..."

Günter Grass. Diario 1990

Günter Grass, "Da una Germania all'altra. Diario 1990" (Einaudi, pagg. 240, rilegato, disegni dell'autore, euro 20).

Usciti in Germania per la prima volta nel 2009, escono ora in Italia i diari privati dello scrittore tedesco Günter Grass (Nobel per la Letteratura 1999) dal primo gennaio 1990 al primo febbraio 1991. "Non nutro una passione paricolare per i diari. Deve succedere qualcosa di eccezionale perché mi senta obbligato a tenerli", scrive Grass. Qualcosa di eccezionale nel 1990 succede, ed è il processo di riunificazione delle due Germanie dopo la caduta del Muro di Berlino. Nel diario hanno dunque ampio spazio le considerazioni politiche su questa svolta epocale. Ma anche le riflessioni sull'arte e la Letteratura, i disegni e le incisioni che vengono qui riprodotti, e il racconto quotidiano della propria travagliata vita personale e famigliare, degli otto figli avuti da Grass da quattro donne diverse.

giovedì 8 marzo 2012

La bellezza e l'orrore

Peter Englund, "La bellezza e l'orrore. La grande guerra narrata in diciannove destini" (Einaudi, pagg. 600, rilegato, immagini, euro 24).
Diciannove protagonisti realmente esistiti, diciannove storie ricostruite dallo storico svedese Peter Englund sulla scorta di testimonianze, lettere, diari e articoli di giornale d'epoca.


"Questo è un libro sulla Prima guerra mondiale. Tuttavia non è un libro su cosa fu - cioè su cause, svolgimento, conclusioni e conseguenze - ma un libro su come fu. Qui non troverete fattori ma persone, non processi ma impressioni, esperienze, atmosfere, perché quello che ho cercato di ricostruire non è una successione di eventi ma un'universo emotivo. (...) Racconto la storia di diciannove protagonisti, tutti realmente esistiti, di questo affresco costruito sulla scorta di lettere, diari, articoli di giornale: alcuni di loro sono direttamente coinvolti nel conflitto, la morte li sorprende a Verdun, a Ypres, sulla Somme (è qui che fanno la loro prima apparizione i carri armati), in Russia, nei Dardanelli, sull'Altopiano di Asiago, oppure nell'Atlantico dove ad attenderli sono i micidiali sottomarini tedeschi. Altri invece - come il funzionario ministeriale francese o la giovane studentessa nella Prussia orientale - vivono lontano dalle carneficine ma non sono risparmiati."

In marcia con i ribelli


Arundhati Roy, "In marcia con i ribelli" (Guanda, pagg. 210, immagini, euro 18).
La scrittrice indiana Arundhati Roy (Booker Prize 1997 per il romanzo "Il dio delle piccole cose") ha trascorso tre settimane nella foresta di Chhattisgarh (sud est dell'India) in compagnia dei ribelli maoisti e di tutti i poveri dei villaggi indiani che hanno fatto fronte comune contro lo strapotere delle multinazionali. Questo libro è il racconto dell'esperienza con i ribelli, più due saggi sulla situazione politica dell'India.

"Erano ancora lì, quando mi sono voltata. Salutavano con la mano. Un gruppuscolo. Persone che convivono con i propri sogni, mentre il resto del mondo convive con i propri incubi. Ripenso a questo viaggio ogni notte. Quel cielo stellato, quei sentieri nella foresta. Vedo i talloni della compagna Kalma sulle chappals malconce, illuminati dalla luce della mia torcia. So che dev'essere in movimento. In marcia non solo per se stessa, ma per mantenere viva la speranza di tutti noi"

mercoledì 7 marzo 2012

La compagnia delle Indie. La prima multinazionale

"La compagnia delle Indie. La prima multinazionale" (editore il Saggiatore, pagg. 450, immagini, euro 25).
La storica Maya Jasanoff (docente di Storia inglese all'Università di Harvard) racconta la stotia della Compagnia delle Indie dal 1750 al 1840, il suo ruolo economico e politico nella costruzione dell'impero britannico ma anche la sua importanza culturale come tramite tra Oriente e Occidente....

"Nel 1750 la Gran Bretagna era una piccola isola in un mare di colossi imperiali. Spagna, Portogallo, Paesi Bassi avevano allungato ovunque i loro artigli. E la Francia continuava a rafforzare il suo vasto dominio. Un secolo dopo l'Impero britannico avrebbe abbracciato un quarto del globo, da Ottawa a Auckland, da Città del Capo a Calcutta, da Singapore a Spanish Town. Un abitante su cinque della popolazione mondiale sarebbe diventato suddito della regina Vittoria. La Compagnia delle Indie è la storia dell'eterna sfida tra Inghilterra e Francia, e dell'ascesa britannica in Oriente. Ma è soprattutto la storia di persone in carne e ossa, luogotenenti, ufficiali, funzionari e mercanti che insieme a viaggiatori, ladies, artisti e avventurieri si trovarono in quelle terre d'Oriente. Tanto ammaliati dai simboli e dai manufatti della nuova cultura da volersene riempire le tasche. Per motivi di status, per autoaffermazione, per mera vanità. Tutti divennero collezionisti. Con manoscritti, narghilè, pettini d'avorio, tappeti, scimitarre e animali esotici, l'orientalismo entrò nella cultura europea. Maya Jasanoff scava negli archivi, soffia via dai bauli la polvere della memoria e riporta in vita i personaggi leggendari di quel secolo. Robert Clive e la brama che lo conduce al suicidio. Henry Salt, l'uomo che esce dall'anonimato in Egitto, ma in Egitto perde la famiglia, il senno, la vita. Antoine Polier, ucciso dai ladri che tra i suoi manoscritti arabi cercano ori e diamanti".

martedì 6 marzo 2012

Il mio spazio è il mondo. Storia della guerra corsara

"Il mio spazio è il mondo. Storia della guerra corsara dalle origini all'ultimo conflitto mondiale" (Mondadori, pagg. 280, rilegato, euro 18,50).

Giorio Giorgerini, studioso di strategia navale (ha insegnato Teoria del potere marittimo all'Università statale di Milano, ha diretto il Centro Militare di Studi Strategici, oggi è consulente dello Stato Maggiore della Marina), racconta in questo libro la storia della pirateria e della "guerra di corsa", strumento di conquista fondamentale nella creazione dei grandi imperi coloniali, e poi - dopo la nascita della Marine militari - azione bellica al limite della legittimità usata dagli Stati per fiaccare l'economia e quindi le capacità di resistenza del nemico. La guerra di corsa dal XVI al XVIII secolo, storie di famosi corsari (Francesco l'Olonese, Henry Morgan, Sir Francis Drake, Piet Hein, René Duguay-Trouin, Jean Bart, Robert Surcouf), i corsari della Mezzaluna e le spedizioni americane contro le marinerie musulmane nel Mediterraneo, la nuova nave corsara: l'incrociatore, la politica di potenza marittima della Germania, la guerra corsara nella prima guerra mondiale, la guerra corsara nella seconda guerra mondiale, la storia e le imprese dei "violatori di blocco" (cioè i bastimenti che per trasportare gli approvvigionamenti necessari per sostenere lo sforzo bellico del proprio Paese forzano blocchi navali nemici).

"Così divenisti ricca e gloriosa
in mezzo ai mari.
In alto mare ti condussero i tuoi rematori,
ma il vento d'oriente ti ha travolto
in mezzo ai mari.
Le tue ricchezze, i tuoi beni e il tuo traffico,
i tuoi marinai e i tuoi piloti,
i riparatori delle tue avarie,
i trafficanti delle tue merci,
tutti i guerrieri che sono in te...
piomberanno nel fondo dei mari,
il giorno della ua caduta.
(Ezechiele, 26,27)

sabato 3 marzo 2012

Passarono di qui. Vita e guerre degli indiani d'America

"Passarono di qui. Duecento anni di vita e guerre degli indiani d'America" (Odoya, pagg. 544, euro 22).
Mario Monti, che non è il Presidente del Consiglio ma lo scrittore e editore milanese morto nel 1999 e direttore di Longanesi dal '56 al '79, racconta in questo libro tutti gli scontri armati e tutte le più importanti battaglie combattute tra gli indiani d'America e i conquistatori, in particolare tra il 1813 (battaglia del Thames) e il 1890 (Standing Rock). Il libro è uscito nel 1981 per Bompiani. Da tempo sparito dalla circolazione viene oggi riproposto dall'editore bolognese Odoya.

"Alla fine noi vinceremo, perché moriremo liberi" (Guerriero Apache)

"Io sono nato nelle praterie dove il vento soffia libero e non c'è nulla che ferma la luce del sole. Io sono nato dove non c'erano costrizioni" (Geronimo)

"So che il sole che splende ancora sulla mia gente sta per tramontare... So, nel mio cuore, che tutto quanto viene dagli uomini bianchi ci porta la morte. Avranno le nostre terre, ma non senza lottare" (Sitting Bull)

Le nuove vie della scoperta scientifica


 
Michael Nielsen, "Le nuove vie della scoperta scientifica. Come l'intelligenza collettiva sta cambiando la scienza" (Einaudi, pagg. 286, rilegato, euro 28).
Ci sono molti libri che trattano di come Internet sta cambiando l'economia e la politica. Il fisico Michael Nielsen (ricercatore a Los Alamos, il suo blog è classificato dal Sunday Times tra i primi cento del mondo) spiega in che modo Internet sta rivoluzionando la scienza, il mondo della scoperta scientifica e della comunicazione tra scienziati (i fisici che mettono in Rete le loro ricerche e le loro ipotesi, la formazione di database in cui i genetisti depositano le sequenze di Dna in corso di individuazione, i matematici del Polymath Project che collaborano e si confrontano online per trovare soluzioni a problemi matematici ancora irrisolti, i 250.000 astronomi che stanno lavorando insieme per Galaxy Zoo per cercare di capire la struttura a grande scala dell'universo,...).

"Il cambiamento descritto in questo libro è una rivoluzione lenta, che negli anni ha acquisito velocità. E' un cambiamento che molti scienziati non hanno colto o hanno sottovalutato, così assorbiti dal loro lavoro specialistico da non rendersi conto di quanto sia vasto l'impatto dei nuovi strumenti cognitivi; sono come surfisti troppo concentrati a fissare la schiuma delle onde per accorgersi che la marea si sta alzando. Ma non lascitevi ingannare dalla natura lenta e silenziosa dei mutamenti attuali. Siamo nel mezzo di un grande cambiamento, che trasformerà il modo in cui si costruisce il sapere. Immaginate di essere vissuti nel XVII secolo, all'alba della scienza moderna: la maggior parte della gente non aveva idea della grande trasformazione in atto; ma anche se non eravate degli scienziati, anche se non avevate il minimo contatto con la scienza, non vi sarebbe piaciuto essere almeno informati della straordinaria trasformazione che avrebbe cambiato per sempre il nostro modo di capire il mondo? Oggi si sta verificando un cambiamento della stessa portata: stiamo reinventando la scoperta".

venerdì 2 marzo 2012

Il pollo di Diogene. Filosofia per i più piccoli

"Il pollo di Diogene. Filosofia per i più piccoli" (Antigone edizioni, pagg. 158, disegni euro 25).
La filosofia antica spiegata in parole semplici, attraverso esempi e favole (età: ultimi due anni della scuola elementare, scuole medie). Autori: Andrea Scherini (dottore in filosofia, medico pediatra); Maria Francesca Agnelli (fotografa, illustratrice di libri per l'infanzia); Miryam Giargia (ricercatrice universitaria di Filosofia all'Università Statale di Milano).

"PROTAGORA. Il relativismo.
'Come sei brutto! Fai impressione' diceva un passero a uno scarafaggio. 'Dipende dai punti di vista' rispose il grosso insetto. 'Figuriamoci! Tutti hanno schifo di te, tant'è vero che, se appena possono, ti schiacciano sotto i piedi". In quel momento passò di lì un altro scarafaggio, che così si rivolse al primo: 'Come sei bello, maritino mio! Vieni, ho trovato un mucchio di spazzatura da mangiare: ci faremo un'abbuffata". Prima di andarsene, lo scarafaggio che aveva discusso col passero gli si rivolse di nuovo: 'Visto? La tua verità è vera per te, ma non c'è nessuna verità che sia vera per tutti!"

Zona proibita. L'inferno in Giappone dopo il terremoto


 
William T. Vollmann, "Zona proibita" (Mondadori, pagg. 130, euro 10).
Lo scrittore e giornalista americano William Vollmann, autore del monumentale romanzo "Europe Central", di un'importante trattato sulla violenza in 7 volumi e 3.300 pagine (in italiano è uscito in versione ridotta con il titolo "Come un'onda che sale e che scende") e di diversi reportage di guerra (tra l'altro ha raccontato l'Af...ghanistan sotto l'invasione sovietica), firma questa volta un'inchiesta sul Giappone colpito dal terremoto e dalla catastrofe nucleare.

"Poche settimane dopo il terremoto Vollmann va in Giappone e si avventura nella zona a massimo fischio di contaminazione nucleare (la cosiddetta 'Zona proibita'). Nelle città e nei villaggi più colpiti dal terremoto, dallo tsunami e dalla contaminazione nucleare Vollmann rintraccia l'inquietante annuncio di un futuro che riguarda tutti noi. Produrre energia nucleare è una scelta assennata? Quando si pensa alle radiazioni cosa ci passa per la mente? Bisogna essere favorevoli alle centrali nucleari? William T. Vollmann ha rivolto queste domande, che sono al centro di tante discussioni quotidiane, a persone che erano sul posto quando un terremoto di magnitudo 9 ha scosso il Giappone l'I 1 marzo 2011; persone che sono riuscite a sopravvivere al successivo tsunami e che si trovano alle prese con l'elemento più terribile di questa catastrofe molteplice: l'ignoto".

L'università di Rebibbia


Goliarda Sapienza, "L'università di Rebibbia" (Einaudi, pagg. 142, euro 11).
Goliarda Sapienza (1924-1996), la scrittrice siciliana autrice de "L'arte della gioia". Sempre più povera e psicologicamente fragile, irritata dalla ricchezza di amiche e conoscenti, con lo sfratto pendente e la luce di casa già tagliata, nel 1980 Goliarda ruba dei gioielli a casa di un'amica romana, che la denuncia. Finisce in carcere. "L'università di Rebibbia" (già uscito anni fa per Rizzoli, da tempo fuori catalogo) racconta l'esperienza dell'arresto e della breve detenzione.

"A sirene spiegate (o io sono diventata una criminale molto importante, o loro - sono quasi le dieci - hanno solo fretta di tornare alle rispettive case) percorriamo la città che mi appare più sontuosa e immensa. La vicinanza di quei carabinieri dai corpi scattanti già protesi alle loro vite private allenta la morsa dei nervi che, ora comprendo, era solo paura della loro forza fisica. Un'altra volta ho provato quel terrore d'essere fra uomini ostili. Quel poco di sicurezza che la donna crede di avere, tutta la superiorità che a volte t'attribuisce un amante, l'amico, il figlio, spariscono davanti all'inferiorità muscolare - semplicemente muscolare - avvertita in mezzo a due o tre uomini che non hanno più bisogno di fingere rispetto, ammirazione, pietà perché sei femmina e più debole. Un'altra volta mi sono trovata in una situazione come questa, ed è stato sotto i tedeschi. Come ho potuto dimenticare il silenzio minaccioso rinchiuso nel breve spazio d'una macchina come questa, l'odore acre del panno delle loro divise, misto al sentore metallico delle fibbie, dei bottoni...".

giovedì 1 marzo 2012

Vitali. Galeotto fu il collier

Uscito oggi, già in libreria: Andrea Vitali, "Galeotto fu il collier" (Garzanti, pagg. 398, rilegato, euro 17,60).

"Chi sposerà Lidio Cerevelli? La bella e disinibita Helga, che piomba in paese da Zurigo nel giorno più caldo dell'estate? Oppure, come vorrebbe sua madre Lirica, la nipote del professor Cerretti, Eufemia, un ottimo partito ma brutta da far venire il mal di pancia solo a guardarla?"

La rivoluzione globale. Storia del comunismo

"La rivoluzione globale. Storia del comunismo internazionale 1917-1991" (Einaudi, pagg. 428, rilegato, euro 35).
Silvio Pons, docente di Storia dell'Europa Orientale all'Università di Roma Tor Vergata, racconta la storia del comunismo in Europa dalla Rivoluzione d'ottobre al crollo dell'Unione Sovietica: il tempo della rivoluzione (1917-1923); il tempo dello Stato (1924-1939); il tempo della guerra (1939-1945); il tempo dell'impero (1945-1953); il tempo del declino (1953-1968); il tempo della crisi (1968-1991).
"Trascorso un ragionevole lasso di tempo dal suo crollo in Europa e in Unione Sovietica, è possibile oggi narrare la storia del comunismo non soltanto con il distacco necessario e con l'impiego delle conoscenze archivistiche accumulate, ma con l'intento di collocarla nella storia internazionale del secolo scorso. Il comunismo fu parte essenziale della formazione del mondo globale in cui viviamo. (...) Suscitò un'attrazione o una repulsione che contribuirono dappertutto a definire ideologie e identità, a mobilitare risorse e coscienze, a influenzare psicologie e intelletti. Rappresentò il fenomeno transnazionale per eccellenza".

Storia delle epidemie

Stefan Cunha Ujvari, "Storia delle epidemie" (editore Odoya, pagg. 352, immagini euro 20).
Il medico infettivologo e docente universitario brasiliano Stefan Cuhna Ujvari racconta in forma divulgativa, con ampio corredo di disegni e fotografie, la storia delle grandi epidemie che si sono abbattute sull'umanità nel corso dei secoli, dalla peste di Atene nel V secolo a.C. alla peste nera del Medioevo, la peste bubbonica in età moderna, la sifilide, le malattie europee che hanno falcidiato i nativi americani, il colera durante la Rivoluzione industriale, la febbre gialla, l'Aids, l'Ebola,... Accanto al racconto delle malattie e di come si sono diffuse nelle varie epoche storiche, l'autore si sofferma sulle diverse spiegazioni (magiche, religiose, poi scientifiche) che i popoli hanno cercato di dare ai flagelli che li colpivano.

"Egli sapeva che il bacillo della peste non muore nè scompare mai, che può restare per decine di anni addormentato nei mobili e nella biancheria, che aspetta pazientemente nelle camere e che forse sarebbe venuto il giorno in cui la peste avrebbe svegliato i suoi topi per mandarli a morire in una città felice"
(Albert Camus, La peste)

mercoledì 29 febbraio 2012

Gianni Vattimo. Della realtà

Gianni Vattimo, "Della realtà. Fini della filosofia" (Garzanti, pagg. 240, euro 18).
Il libro è un'antologia di testi inediti di Vattimo sui temi del pensiero debole e della tendenza al ritorno all'ordine e al realismo nella filosofia e più in generale nella cultura degli ultimi anni. Tra l'altro il volume comprende il corso tenuto da Vattimo all'Università di Lovanio nel 1998 su Nietzsche e Heidegger, le Gifford Lectures tenute all'Univesità di Glasgow nel 2010 su fenomenologia e dissoluzione etica della realtà, oltre a una serie di saggi su Heidegger, su Marx, sulla "fine della filosofia nell'età della democrazia", su metafisica e violenza.

"A Lovanio ero reduce da poco dalle lezioni bolognesi confluite poi in Oltre l'interpretazione (1994), che avevano inaugurato l'identificazione di ermeneutica e nichilismo come nocciolo del pensiero debole; a Glasgow invece l'avversario da battere mi sembrava già (e oggi più che mai) il ritorno all'ordine che nella cultura, non solo filosofica, si è fatto sentire in questi ultimi anni - effetto forse dell'11 settembre? della lotta contro il terrorismo internazionale? della crisi finanziaria che sembra si possa vincere solo con un 'nuovo realismo': pagare i debiti, lavorare di più e con salari più bassi, stringere la cinghia?".

martedì 28 febbraio 2012

Che cos'è la semiotica? Una guida per immagini

"Che cos'è la semiotica? Una guida per immagini" di Sean Hall (Einaudi, pagg. 306, euro 25).
La "semiotica interpretativa" di Umberto Eco, la semiotica di Peirce, la semiotica di de Saussure, la "semiotica del cinema", la "semiotica della letteratura", la "semiotica dell'arte",... Chiunque ha sentito qualche volta una di queste espressioni. Ma che cosa significa "semiotica"? La semiotica è la disciplina che studia i segni. Sì, ma in che senso? Sean Hall (Università di Londra) spiega che cos'è la semiotica non in astratto ma attraverso 76 immagini (quadri, simboli, fotografie, immagini pubblicitarie, schemi, disegni, frasi), ognuna delle quali è accompagnata da una breve analisi semiotica, cioè - in concreto - da un tentativo di decodificare e interpretare il significato e il messaggio dell'immagine, una spiegazione dei significati dei segni e dei simboli che compaiono nell'immagine. Ogni spiegazione è preceduta da una domanda che accompagna l'immagine. Il lettore è quindi invitato a cercare di spiegare autonomamente i significati dell'immagine, prima di voltare pagina e vedere la soluzione proposta da Sean Hall.

sabato 25 febbraio 2012

G.


John Berger, "G." (Neri Pozza, pagg. 416, euro 18).
Edito negli anni '90 da Il Saggiatore, da tempo fuori catalogo, viene ora riproposto in una nuova traduzione italiana questo romanzo degli anni Settanta dello scrittore inglese John Berger. Il romanzo vinse nel 1972 sia il Booker Prize (premio per il miglior romanzo scritto in inglese dell'anno) sia il James Tait Black memorial Prize (premio per la narrativa).

"Figlio di un ricco commerciante livornese e della sua giovane amante nordamericana, G. - il protagonista del romanzo - viene concepito nel 1886, quattro anni dopo la morte di Garibaldi (...) . Il suo apprendistato alla vita si svolge nella campagna inglese, affidato alle cure dei cugini materni Beatrice e Jocelyn, superstiti di una famiglia aristocratica decaduta e di una classe sociale in estinzione. Allontanato dalla madre e dal padre, condannato fin dall’origine al destino di chi non ha patria né appartenenza, G. incarna fino in fondo l’individuo contemporaneo in bilico tra libertà e solitudine, invenzione di sé e autodistruzione.
Lo troveremo, raffinato involontario europeo ante litteram, nelle principali città degli stati-nazione degli anni a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento: Parigi, Milano, Londra, Trieste. Cosmopolita, poliglotta, innamorato di altrove, costeggerà con l’interesse freddo dell’osservatore distante i grandi rivolgimenti storici, politici, sociali, tecnologici della sua epoca, spingendo il suo sprezzo per la vita 'come ci è data' fino a morirne. (...) G. come Garibaldi. G. come Don Giovanni".

venerdì 24 febbraio 2012

Enrico Lucca. La scrittura in esilio

"La scrittura in esilio" di Enrico Lucca (Led, pagg. 160, euro 21,50).
L'amico Enrico Lucca (Como 1983, dottorato in Filosofia all'Università degli Studi di Milano, attualmente all'Università di Gerualemme), brillante studioso del pensiero ebraico novecentesco, firma questa monografia sulla figura di Edmond Jabès (1912-1991), poeta ebreo-egiziano in esilio a Parigi, "figura assai singolare nel panorama della letteratura novecentesca". L'analisi delle opere di Jabès offre lo spunto per una più generale riflessione su alcuni snodi culturali fondamentali dell'ebraismo novecentesco. Figure dell'esilio (L'esilio prima dell'esilio. La Francia vista dall'Egitto / Ebraismo, scrittura, alterità. A confronto con Lévinas e Blanchot); L'ossessione del Libro (Illeggibilità e inclassificabilità / Citazioni, scrittura interrogante e poetica del frammento / Scrittore e lettore davanti al libro); Un'ermeneutica 'in hebraicis' (La tradizione ebraica. Lettura infinita e molteplice apertura del senso / Le tavole spezzate. In principio era la ferita).

"Il deserto assurge così a metafora del vuoto, di quell'abisso che spalanca lo spazio possibile di ogni significato. Il silenzio e la solitudine dei luoghi desertici, riecheggiati anche nei frequenti spazi bianchi e nel grande respiro della pagina, rappresentano l'esatto parallelo dell'importanza attribuita da Jabès alla parola poetica. (...) Simili ad un messaggio in bottiglia lanciato nell'Oceano a rischio di smarrirsi per sempre tra i flutti, la scrittura e la poesia si affidano ad un possibile quanto ignoto lettore venturo, affinché la loro fatica non possa dirsi perduta".

L'alfabeto ebraico

"Alfabeto ebraico. Stili, varianti e adattamenti calligrafici" di Gabriele Mandel Khan (Mondadori Electa, pagg. 146, immagini, euro 24).
Electa ripropone questo testo di Gabriele Mandel (1924-2010), uscito per la prima volta nel 2000, sull'alfabeto ebraico. Di ognuna delle lettere vengono raccontate la storia, le caratteristiche grafiche e fonetiche, l'esatta traslitterazione e i significati simbolici nella tradizione esoterica ebraica. La seconda parte riproduce manoscritti e libri a stampa ebraici di ogni epoca e analizza le evoluzioni e le differenze estetiche e stilistiche delle lettere ebraiche nelle diverse epoche e nei diversi contesti.

"Conoscere l'alfabeto ci permette di scrivere, ma conoscere i valori segreti delle lettere ci permette di possedere la 'Conoscenza dei Misteri'. L'alfabeto ebraico ha, per la speculazione qabbalistica, un valore eminente: esso non è solamente il veicolo di transito di ogni pensiero, ma (...) è il pilastro portante sul quale è stato creato l'intero universo. (...) Lo Zòhar (Libro dello splendore) narra che, quando ancora tutto era caos, ogni lettera si presentò a Dio chiedendogli di essere usata per realizzare la Creazione. L'alfabeto ebraico non va quindi visto come una semplice sequenza di segni atti a trascrivere parole e frasi. Addentrandosi nella tradizione esoterica, si scopre che a ogni lettera è stato attribuito un fondamento della conoscenza religiosa stessa, e questa si basa sulle lettere quali ricettacoli della potenza divina".

giovedì 23 febbraio 2012

Farsi italiani. La costruzione dell'idea di nazione nell'Italia repubblicana

"Farsi italiani. La costruzione dell'idea di nazione nell'Italia repubblicana" (Feltrinelli, pagg. 276, rilegato, euro 30).
Il volume 2012 (anno XLV) degli Annali della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Tema di quest'anno è l'idea di nazione nei dibattiti culturali italiani dal secondo dopoguerra ad oggi, con un confronto sull'argomento tra studiosi di diverse discipline, storici, storici della letteratura, storici del teatro, della lingua, della musica, dell'arte, della religione.
La prima parte del libro è dedicata alle letture e alle interpretazioni del Risorgimento e del processo di unificazione che sono state date negli ultimi decenni dalle più importanti correnti politiche, culturali e storiografiche del nostro Paese. Saggi di Stuart Woolf ("Uso e abuso del Risorgimento nell'Italia repubblicana"), Marina Formica ("Repubblicanesimi: il triennio 1796-1799 e il secondo dopoguerra"); Guido Salvetti ("Il dibattito musciale tra 'rivendicazione' e contesto internazionale"); Alberto Melloni ("Cristiani d'Italia. Origini e problemi di una tematizzazione storica"); Luca Polese Remaggi ("Nazione, governo rappresentativo e partecipazione politica"); Giuseppe Vacca, "Gramsci interprete del Risorgimento: una presenza controversa (1949-1967)".
La seconda parte del libro tratta delle immagini identitarie e delle narrazioni che hanno contribuito al "farsi italiani" e hanno creato le "lenti" con le quali in Italia e all'estero si guarda alla nostra storia. Saggi di Gianluca Fiocco ("Le celebrazioni del 1961"), Tommaso Baris ("Identità italiana, paradigma antifascista e crisi dello Stato nazionale tra Prima e Seconda repubblica"), Maurizio Ridolfi ("I luoghi della memoria risorgimentale nel secondo dopoguerra"), Giancarlo Schirru ("Stato unitario e lingua nazionale"), Claudio Strinati ("Le grandi mostre", Adolfo Scotto Di Luzio ("L'immagine della scuola liberale nell'Italia repubblicana"), Rino Caputo ("Una rumorosa romantica commedia? Squarci di risorgimenti auspicati e delusi della letteratura italiana del Novecento"), Andrea Tarabbia ("Dall'Italia unita al mondo. Le traduzioni dei romanzi italiani sul Risorgimento"), Sandro Cappelletto ("Che Verdi canti"), Enrico Menduini ("Televisione all'americana: fare e disfare gli italiani"), Gianni Borgna ("Le canzoni che fecero l'Italia").

Padre Amorth, l'ultimo esorcista

"L'ultimo esorcista. La mia battaglia contro Satana" di Gabriele Amorth e Paolo Rodari (Piemme, pagg. 270, euro 16,50).
Padre Gabriele Amorth (Modena, 1925), partigiano della Brigata Italia e medaglia al valor militare, laureato in giurisprudenza, sacerdote della congregazione dei Paolini, e soprattutto il più importante esorcista della Chiesa cattolica, esorcista con oltre 160.000 esorcismi praticati, fondatore e presidente onorario dell'Associazione Internazionale degli Esorcisti, oggi ottantaseienne, racconta in questo libro la sua storia e dà la sua interpretazione su alcuni celebri casi di cronaca nera (dalla scomparsa di Emanuela Orlandi al delitto di Novi Ligure alla presenza, più in generale, di Satana nella nostra società e anche in Vaticano). Forte l'accento polemico contro un'ampia fetta dei vertici della Chiesa cattolica, accusati da Padre Amorth di non credere più all'esistenza del demonio.
"Molti vescovi non credono più al demonio e non nominano più esorcisti nelle loro diocesi. Siamo rimasti pochi e ognuno di noi, nella sua battaglia quotidiana, si sente come se fosse l'ultimo esorcista chiamato a combattere il grande nemico. (...) La Chiesa (...) fa poco per formare nuove leve di esorcisti. Poco fanno i vescovi. E' questo il mio cruccio ed è per questo motivo che ho accettato che il libro uscisse con questo titolo". 

Voglia di vincere. Perché i videogiochi sono importanti

"Voglia di vincere. Perché i videogiochi sono importanti" di Tom Bissell (editore Isbn, pagg. 240, euro 19,90).
Lo scrittore americano Tom Bissell (1974), professore di scrittura creativa alla Portland State University, già autore di "Dio vive a San Pietroburgo" (uscito in Italia per Einaudi), racconta in questo nuovo libro la sua "dipendenza" dai videogiochi, che ha progressivamente sostituito - per fortuna - la sua dipendenza dalla cocaina.

"Giocare ai videogiochi può creare dipendenza. Un’adorabile, frustrante dipendenza. Questo perché ormai non sono più 'solo giochi', ma opere artistiche di altissimo livello, oggetti d’intrattenimento a tutto tondo, esperienze sensoriali ed estetiche totalizzanti. (...) Un giorno i miei figli mi chiederanno dov'ero e cosa stavo facendo quando gli Stati Uniti hanno eletto il loro primo presidente nero. Potrei dire ai miei bambini che in quel momento ero a casa e che, come centinaia di milioni di altri americani, stavo guardando la elevisione. (...) Ma sarebbe una risposta imprecisa. (...) Quando ho inserito il gioco nel lettore della mia Xbox 360, in America mancavano due ore alla chiusura dei primi seggi. Un'ora di Fallout 3, mi sono detto. Forse due. Assolutamente non più di tre. Sette ore dopo, stordito e con gli occhi gonfi, ha spento la Xbox 360 e mi sono sintonizzato sulla CNN, per scoprire che era già terminato il discorso di accettazione. (...) Nel momento in cui l'America è cambiata per sempre, vostro padre vagava per una terra desolata, straziata da missili balistici intercontinentali, tenendo nervosamente d'occhio il suo livello di radiazioni, armato solo di una mazza da baseball, una pistola calibro 10 e sei pallottole, a caccia di una feroce gang di predoni con la cresta".

mercoledì 22 febbraio 2012

La promessa della notte. Conversazioni con i poeti italiani

"La promessa della notte. Conversazioni con i poeti italiani" di Renato Minore (editore Donzelli, pagg. 228, euro 25).
Raccolte in antologie le interviste realizzate in diversi anni da Renato Minore (critico letterario, collaboratore del "Messaggero") ai maggiori poeti italiani degli ultimi decenni. Ventun poeti interrogati sulla letteratura, sulla loro opera poetica, ma anche sulla loro vita, sui loro amori, sulle loro idee: Attilio Bertolucci, Carlo Betocchi, Ignazio Buttitta, Giorgio Caproni, Carolus L. Cergoly, Franco Fortini, Giovanni Giudici, Alfredo Giuliani, Tonino Guerra, Franco Loi, Mario Luzi, Alda Merini, Elio Pagliarani, Albino Pierro, Antonio Porta, Giovanni Raboni, Amelia Rosselli, Roberto Roversi, Edoardo Sanguineti, Maria Luisa Spaziani, Andrea Zanzotto.

"La poesia si trova a essere investita di un ruolo fondamentale in questa melma di disvalori, che è quello di ricreare le connessioni vitali tra passato e futuro. La poesia riesce a conservare 'quanto resta' del senso dell'uomo nel momento in cui quel senso dichiara l'irrecuperabile perdita. La poesia è 'memoria' nel senso più alto del termine, (...) ma non può dare che dei lampi di 'consolazione'. (...) La poesia continua (per ora!) a dare il suo bip-bip che poco presume ma si sente non tacitabile. E chissà che non vi sia chi lo coglie".
(Andrea Zanzotto)

Il velo nell'Islam

"Il velo nell'Islam. Storia, politica, estetica" di Renata Pepicelli (Carocci, pagg. 160, euro 14).
Renata Pepicelli (Università di Bologna) introduce alla questione dell'uso del velo da parte delle donne islamiche. I diveri tipi di velo (hijab, niqab, burqa, chador, ...), le origini storiche e scritturali (Corano) dell'uso del velo, le polemiche e gli scontri sul velo nei Paesi occidentali e all'interno dell'Islam, le proposte di legge contro il velo integrale, la concezione della donna e della bellezza nell'Islam, le correnti femministe all'interno dell'Islam, ...

INDICE
Introduzione. La questione del velo
Tra Oriente e Occidente: dopo l'11 settembre
Una pluralità di veli
Musulmane non velate

I. Il velo e il Corano
I riferimenti al velo nel Corano
Hijab: la separazione tra dentro/fuori, pubblico/privato
Il versetto della discesa dell'hijab
Le mogli del Profeta
Cenni storici sull'uso del velo fuori dal mondo islamico

II. Veli coloniali. Nord Africa e Medio Oriente tra XVIII e XX secolo
Fantasie coloniali
Gli harem
Il Novecento, il secolo dello svelamento
Il velo anticoloniale delle algerine

III. La rivoluzione velata
Le islamiste: dagli anni settanta a d oggi
Dal Cairo a New York: un velo, tanti significati
XXI secolo: il ritorno delle religioni
Discorsi contro
Discorsi a favore
La prospettiva femminista islamica

IV. Veli postcoloniali. L'Europa del XXI secolo
Islam d'Europa
L'affaire du voile. Il caso francese
La guerra dei simboli
Il caso italiano
L'Italia e la proposta di legge contro il velo integrale
Cosa c'è sotto il niqab?

V: L'estetica del corpo tra sacro e moda
La politica del corpo e la funzione dell'abito
La bellezza nell'Islam
Moda islamica
Veli e islamic fashion
Il mercato online: dagli abiti casual a quelli sportivi
Make-up e prodotti halal

A mò di conclusione
Note / Bibliografia / Indice dei nomi

martedì 21 febbraio 2012

Piccolo mondo vaticano. La vita quotidiana nella città del papa

"Piccolo mondo vaticano. La vita quotidiana nella città del papa" di Aldo Maria Valli (editore Laterza, pagg. 212, euro 16).
Il vaticanista Aldo Maria Valli ci accompagna in un viaggio nella Città del Vaticano, tra aneddoti, curiosità e informazioni minute spesso decisamente poco note. Il garage del papa, l'appartamento pontificio, la mensa e la cucina, la farmacia vaticana, il supermercato, la fattoria di Castel Gandolfo, le ricerche sugli extraterrestri degli astronomi dell'Osservatorio vaticano, gli "urtisti" (sono gli ambulanti che vendono rosari e ricordi per turisti davanti a piazza San Pietro), stemmi, simboli, giustizia e amministrazione della Città del Vaticano, la Rota, la Segnatura, la Penitenzieria e gli altri uffici e Consigli della Curia, la sala stampa, la radio, il giornale, il web, la filmoteca, le poste, la stazione. Chiude il libro "Un giorno con Benedetto", ricostruzione della giornata tipo del papa.

"All'ingresso di porta Sant'Anna, subito dopo il controllo della gendarmeria, sulla destra, cè un bancomat dello Ior. Si trova in una nicchia ricavata nel muro e, apparentemente, è come tutti i bancomat di questo mondo. Se però vi avvicinate (e siete in compagnia di chi dispone dell'apposita tessera) scoprite che ha una particolarità. Le istruzioni (...) sono fornite anche nella lingua dei padri. «Carus expectatusque venisti» dice la videata introduttiva: in pratica, «benvenuto». Dopo di che, ecco l'indicazione operativa: «Inserito scidulam quaeso ut faciundam cognoscas rationem», che sarebbe come dire «inserisci per favore la scheda, per accedere alle operazioni consentite». I latinisti hanno un po' arricciato il naso, perché secondo loro l'adattamento è stato un po troppo disinvolto, ma bisogna ammettere che non è facile tradurre in una lingua antica concetti moderni.E una volta inserita la scidula che succede? Quattro le opzioni: «deductio ex pecunia» (prelievo), «rationum aexequatio» (saldo), «negotium argentarium» (movimenti) e «retrahe scidulam deposita» (ritirare la tessera). L'unico problema è che se scegliete la prima opzione dopo pochi secondi il bancomat sputerà fuori comunissimi euro e non preziose monete romane doro e d'argento...".

Vita e morte di un ingegnere

"Vita e morte di un ingegnere" di Edoardo Albinati (Mondadori, pagg. 150, rilegato, euro 18).
Bellissimo e commovente ricordo della vita e soprattutto della morte di un uomo, il padre di Albinati. I nove mesi di malattia, il cinismo dei medici, i silenzi, tutto il non detto di una vita che torna a galla, l'incapacità di chi ha trascorso l'esistenza sul lavoro e per il lavoro di soffrire e morire abbandonandosi alla pietà e alle lacrime degli altri, togliendosi almeno per una volta, almeno alla fine, la maschera granitica del gran lavoratore, uomo d'affari e ingegnere.

"Non l'ho mai sentito lamentarsi per un lavoro gravoso, per una giornata pesante. Se penso che a me basta un paio d'ore di un qualsiasi impegno per prosciugare le mie forze, mi viene da chiedermi attraverso quali fessure e per quali rivoli si sia dispersa, trasmettendosi di padre in figlio, quella preziosa energia (...) mentre mio padre schiacciando una dopo l'altra un incredibile numero di sigarette del monopolio in fondo ai posacere del suo ufficio e della sua automobile, macinava il tempo del lavoro con vorace determinazione, mitragliava sopralluoghi, appuntamenti, incontri e scontri, e laddove il lavoro sembrava esaurirsi, lui se ne creava dell'altro inventandosi difficoltà, improvvisi inceppi nell'andamento dei suoi affari, guai simulati e problemi virtuali, tanto per aver del materiale da gettare nella caldaia del suo inarrestabile motore"

"(...) Sai, pensavamo che alla fine si sarebbe tolto quella maschera, ce lo aspettavamo, cambierà, non può conservare questo atteggiamento di autocontrollo sino alla fine, lo aspettavamo tutti e per prima mia madre, invece quella maschera se l'è premuta sul volto sino alla fine, fino all'ultimo istante, nessuno ha potuto strappargliela, è morto con la maschera".

sabato 18 febbraio 2012

Romanzieri ingenui e sentimentali

"Romanzieri ingenui e sentimentali" di Orhan Pamuk (Einaudi, rilegato, pagg. 152, euro 18).

Nell’autunno del 2008, due anni dopo il Nobel per la Letteratura, lo scrittore turco Orhan Pamuk viene invitato dall’Università di Harvard a tenere le Norton Lectures (cioè il ciclo di sei conferenze che l'Università di Harvard affida ogni anno, su tema liberamente scelto, alle più importanti personalità internazionali del mondo letterario, musicale e artistico; tra gli italiani l'onore è toccato a Calvino - "Lezioni americane", a Umberto Eco e a Luciano Berio). "Romanzieri ingenui e sentimentali" è la prima traduzione italiana delle Norton Lectures di Pamuk.
Tema: il romanzo. Il titolo è un richiamo al saggio di Schiller "Sulla poesia ingenua e sentimentale" (1795), e mette a capo alla distinzione di Pamuk tra due tipi umani ai quali corrispondono altrettante categorie di scrittori e di lettori: "alcuni autori non sono consapevoli delle tecniche che usano, scrivono in modo spontaneo, come se stessero compiendo un gesto del tutto naturale, dimentichi delle operazioni e dei calcoli che svolgono mentalmente (…). Userò il termine ingenuo per descrivere questo tipo di sensibilità, questo tipo di romanziere e di lettore di romanzi: quelli a cui non interessa quanto c’è di artificioso nello scrivere e nel leggere un libro. Sentimentali sono invece quei lettori e scrittori che sono affascinati dalla componente artificiosa del testo e dalla sua mancata adesione alla realtà, e che prestano severa attenzione ai metodi usati nello scrivere romanzi e a come funziona la nostra mente mentre leggiamo".

venerdì 17 febbraio 2012

Compagno Strawinsky

"Compagno Strawinsky" di Massimo Mila (Rizzoli, pagg. 262, euro 12,90).
Massimo Mila (1910-1978), uno dei più importanti musicologi e critici musicali italiani, amico di Einaudi, Leone Ginzburg, Bobbio, Pavese, Carlo Levi, scoperto da Benedetto Croce che fa pubblicare dalla Laterza la sua tesi di laurea sul melodramma di Verdi, antifascista della prima ora e partigiano (Giustizia e Libertà, poi Partito d'Azione), collaboratore editoriale di Giulio Einaudi, traduttore di Hermann Hesse per l'editore Frassinelli, docente di Storia della musica al Conservatorio e poi all'Università di Torino, critico musicale per l'Unità, per l'Espresso, per La Stampa.
"Compagno Strawinsky", pubblicato nel 1983, da tempo uscito di catalogo, oggi riproposto in edizione economica da Rizzoli, raccoglie i saggi e gli scritti di Massimo Mila sul grande compositore russo Igor Strawinsky (1882-1971), dall'analisi delle singole opere a un ritratto dell'artista e della sua alterna fortuna nei dibattiti novecenteschi.

"Ci fu un periodo della cultura europea, diciamo fra le due guerre, che s'identificò in quel costume artistico d'antiromanticismo e naturalmente fu il periodo della grandezza assoluta, incontestata, di Strawinsky. Poi (...) il formidabile rilancio dell'espressionismo dopo la seconda guerra mondiale riportò in luce ed estese valori opposti, altrettanto rispettabili, che erano parsi fino allora limitati entro l'area dell'Europa centrale e determinati dall'amara esperienza della sconfitta. Dopo la seconda guerra mondiale tutta l'Europa occidentale praticamente si sentì sconfitta, e l'espressionismo trionfò e dilagò ovunque. Fu il momento nero della fortuna di Strawinsky. Il neoclassicismo nel quale la sua arte s'era frattanto ripiegata, dopo la fiammeggiante barbarie del periodo russo, venne inteso come una pusillanime rinuncia a scavare nell'amara realtà presente: un ripiego di evasione. (...) Giocando sulle date e sulla contemporaneità dei fatti, il neoclassicismo strawinskiano venne quasi tacciato di fascismo. (...) Ma lo scopo del neoclassicismo di Strawinsky era poi davvero decorativo e soprattutto soltanto decorativo? Certamente no. In quella incorporazione si esprimeva il sentimento profondo di ammirazione nostalgica e quasi venerazione (...) per l'antichità. (...) E anche in quella fase di apparente escapism Strawinsky ci si mostra come un contemporaneo e un fratello: un compagno di strada dell'uomo moderno".

Julio Cortázar. Carte inaspettate

"Carte inaspettate" di Julio Cortázar (Einaudi, pagg. 324, prefazione di Antonio Tabucchi, euro 20).
Julio Cortázar (1914-1984), nato in Belgio da un funzionario dell'ambasciata argentina, a Buenos Aires dall'età di quattro anni, negli ultimi anni emigra in Francia per contrasti con il governo di Perón (oggi è sepolto a Parigi, nel cimitero di Montparnasse). Professore di Letteratura francese all...'Università di Cuyo, traduttore spagnolo di Edgar Allan Poe, impegnato politicamente a sinistra, vicino al Cile di Allende e alla rivoluzione sandinista in Nicaragua, amato da Borges e da Calvino, che dagli anni '50 apre a Cortázar le porte dell'Einaudi, spingendo per la traduzione in italiano di tutte le sue opere (Il gioco del mondo, Bestiario, Racconti, ...).
"Carte inaspettate" è una raccolta di inediti di Cortázar: racconti, articoli giornalistici, interviste, poesie, brevi saggi sulla letteratura, sul cinema, sulla fotografia, sul jazz, ricordi di viaggio, ricordi degli amici.

"Deve venire da qualche parte che non è parte
di nessuna,
dal quarto lato di quel triangolo formato
da due birre e la ragazza bionda,
in questo Pub di Chelsea. Semplicemente
tanto amore per Glenda.
Le patate fritte puzzano di pesce
e il pesce non puzza: slittamenti
e sostituzioni, queste righe
e il barman dai capelli rossi e i Pink Floyd,
ogni cosa sposta ciò che è vicino, lo spinge
a levigarsi e splendere come il bambino che sboccia
da una donna.
Ma qui non c'è un come: le cose
sono quel che sono perché sono altre.
So soltanto che respiro,
tanto amore per Glenda".

giovedì 16 febbraio 2012

Trattato poetico

"Trattato poetico" di Czesław Miłosz (1911-2004), il poeta polacco Nobel 1980 per la Letteratura (Adelphi, pagg. 118, ampio apparato di note a cura dell'autore, euro 16).
Esce per la prima volta in italiano questo poema (per lo più in endecasillabi) scritto da Miłosz tra l'inverno del 1955 e la primavera del 1956. Un poema che si delinea come un vasto "affresco storico-culturale del Novecento polacco", diviso in quattro parti: il mondo della belle époque nella Cracovia di inizio secolo; la vita politica e artistica di Varsavia tra le due guerre; le devastazioni della seconda guerra mondiale e gli orrori dell'occupazione nazista; l'ambiente degli Stati Uniti, in cui Miłosz, dopo aver vissuto l'abisso in cui sono precipitate le culture europee, individua la dimensione ideale per ritrovare serenità ed equilibrio.


"Quando ci strapperanno al nostro abbraccio,
spegnendo per sempre questa luce,
in quale Cielo potremo ritrovarci?
Al di là del mio cuore che si fermerà
e della mia parola che si bloccherà,
non conosco nè padre, nè figlio, nè casa.
Minacciava un cantante le nuvole sul ghetto,
io gettavo monete al poeta cieco,
resti il suo canto con me fino alla fine.
Per tutta la notte sul muro della cella
ho inciso la parola amore, volevo che durasse,
e che con la prigione corresse intorno al sole.
Battevo il tempo su una lattina vuota,
io che non sono, ma che ero stato
là dove la strada svoltava oltre il filo spinato.
La traccia che ho lasciato, un diario murato
nei mattoni. Forse un giorno verrà ritrovato,
il giorno della condanna o del perdono.
Terra di distruzione, terra d'odio,
nessuna parola potrà purificarla,
da lei non nascerà un simile poeta.
E anche se un poeta fosse stato chiamato,
all'ultima porta ci avrebbe accompagnato,
perché poteva trovarsi solo là,
nel ghetto in mezzo a quei bambini.
La goffa lingua dei contadini slavi
a lungo rime fruscianti ha elaborato
per intonare alfine un canto anonimo
che si sente ancor oggi nell'aria tremolante,
là dove fra le palme sibilano spume bianche,
e l'aquila pescatrice si tuffa tra le fredde
correnti del Labrador, aratro
di splendore tra gli abeti del Maine.
Semplice era quel canto. Un madrigale, un tempo
cantato alle donzelle,
con l'accompagnamento di una viola,
suonava nella bella stagione,
per la prima volta a ritroso. E questo è tutto".

L'intransigente

"L'intransigente" di Maurizio Viroli (Laterza, pagg. 178, euro 15).
Il politologo Maurizio Viroli (Università della Svizzera italiana, Università di Princeton, colaboratore del Fatto Quotidiano), già autore del celebre "La libertà dei servi", torna con un pamphlet dedicato alla (mancanza di) intransigenza nel nostro Paese. Viroli individua il grande difetto politico (e morale) degli italiani nella carenza di intransigenza anche da parte degli oppositori, nella tendenza piuttosto ad essere perennemente accomodanti, incerti, blandi e inclini al compromesso nei confronti di qualsiasi classe politica e di qualsiasi scandalo.

"La libertà italiana è sempre stata fragile perché troppo pochi sanno essere intransigenti. (...) Un popolo abituato a transigere con la coscienza e con Dio non è capace di essere intransigente con gli uomini. (...) Così le libere repubbliche del tardo Medio Evo non hanno saputo proteggersi dalla tirannide e dal dominio straniero; lo Stato liberale nato dal Risorgimento nel 1861 è stato distrutto cinquant'anni dopo dal fascismo; la Repubblica democratica nata il 2 giugno 1946 è degenerata nel sistema berlusconiano. (...) E anche oggi che Berlusconi, non il berlusconismo, sembra uscito di scena l'intransigenza rappresenta l'unica strada per far riacquistare credibilità ed incisività ad una classe politica smarrita, senza idee e strategie. Purtroppo, però, torna il ripetersi di una storia già vista: un rinnovato clima di concordia e collaborazione, capace di far dimenticare gli errori e le malefatte del recente passato, in nome di un non ben definito interesse nazionale. Ma la storia insegna che questa è la ricetta per offrire ai servi del passato regime la possibilità di avere presto la loro rivincita e per avvilire ancora una volta le forze migliori che hanno lottato e lottano per fare dell'Italia un Paese dove non vincano i prepotenti e i furbi".

mercoledì 15 febbraio 2012

L'arte di non essere egoisti

"L'arte di non essere egoisti. Perché vorremmo tanto essere buoni e cosa ci impedisce di farlo" di Richard David Precht (Garzanti, pagg. 528, euro 28).
Ampio saggio divulgativo del filosofo e scrittore tedesco Richard David Precht sulla questione della moralità/immoralità, egoismo/altruismo nelle società occidentali del XXI secolo, attraverso una vasta casistica di esempi concreti dalla questione delle guerre al comportamento di politici, imprenditori, banchieri, grandi attori del mondo dell'economia e della finanza fino all'atteggiamento dei cittadini comuni nei confronti dei propri doveri pubblici e alla nostra indifferenza e passività rispetto ai problemi della povertà e della fame nel Mondo.

"L'uomo è buono, è la gente che è bastarda"